Giuseppe Voza, soprintendente ai beni archeologici dell’isola: ”La mia Sicilia

Intervista a Giuseppe Voza, soprintendente ai beni archeologici
dell’isola: «Dobbiamo aprire ai privati»

Giuseppe Voza è un raro esempio di emigrante al contrario.
Sessantenne, nato a Paestum, è siciliano d’adozione dal 1965, anno in
cui viene assegnato alla soprintendenza alle Antichità della Sicilia
orientale, diventandone prima reggente, poi titolare dal ’79. Nei tre anni precedenti
era stato direttore della zona archeologica e del Museo nazionale di Paestum.

A parte una parentesi come docente di paletnologia all’Università
di Napoli e alcuni studi su Paestum e la pianura del Sele, ha dedicato I’intera
sua vita alla Sicilia e a Siracusa, di cui è l’attuale sopraintendente,
continuatore ideale degli archeologi Paolo Orsi e Luigi Bemabò Brea.
Al suo attivo numerose campagne di scavo nelI’isola ma soprattutto, la creazione
del museo archeologico “Paolo Orsi” di Siracusa, fra i più
importanti e moderni del mondo.
Voza ne ha curato I’allestimento e ne è stato il primo direttore.

È fresca di stampa I’ultima fatica dello studioso, il
volume Nel segno dell’antico (Arnaldo Lombardi editore), sorta di affascinante
cavalcata archeologica che passa in rassegna cinquemila anni, dall’età
neolitica fino a tutto il periodo dell’affermazione della civiltà greca.
Stentinello, Castelluccio, Thapsos, Pantalica, Megara Hyblaea, Siracusa, Eloro,
Acre, Casmene, sono i siti in cui Voza ha compiuto le ricerche di cui dà
conto nel volume. Il libro dimostra la «responsabilità geografica
della costa sud-orientale della Sicilia « ideale battigia della storia»,
sulla quale si sono distese le onde culturali che portarono all’incivilimento
del Mediterraneo.
Incontriamo I’autore a Ortigia, nella sede della soprintendenza.

Qual è oggi lo stato dei beni culturali in Sicilia
?

« In pratica non c’è un solo metro quadrato siciliano
privo di interesse archeologico. Si tratta di un patrimonio in gran parte ancora
sconosciuto. Di conseguenza il dovere che ci sovrasta è enorme. Come
lo sforzo di conciliare con la tutela del territorio e del suo patrimonio le
esigenze di vita delle comunità modeme. Purtroppo lo Stato, la Regione
e gli enti locali fanno pochissimo per la maggiore ricchezza della Sicilia:
la sua cultura ».

In virtù del suo molto speciale Statuto la Regione
Sicilia ha avocato a sé la diretta gestione dei « beni culturali
». Qual è I’attuale quadro normativo e come si armonizza con quello
nazionale? In particolare, è positivo il decentramento, oppure ci ha
resi più provinciali ?

« Esistono due leggi regionali che disciplinano l’intera
materia : la n. 80 del 1976 e la 116 del 1980. In teoria I’organizzazione e
i modi di gestione s’ispirano alla legge quadro statale. In pratica ci uniformiamo
alle norme statali solo per gli orari e le mostre. Non c’è unità
sostanziale. L’autonomia ha fallito perché invece di decentramento burocratico
è diventata isolamento, separatezza, provincializzazione. Orsi e Brea,
i due studiosi che più hanno fano per la Sicilia (per parlare dei morti),
erano di Rovereto e di Genova. La gestione del patrimonio archeologico e ambientale
non puo essere svincolata da quella nazionale, come invece purtroppo oggi accade.
Che senso ha estaurare un tempio greco a Paestum secondo un criterio e ad Agrigento
o a Metaponto secondo un altro ? Occorrerebbero inoltre criteri univoci nella
selezione e preparazione del personale, continui scambi culturali. Le attuali
soprintendenze hanno poi una divisione e organizzazione legate all’area delle
province, mentre prima delI’autonomia facevano riferimento alle zone con omogeneità
culturali ».

I mosaici di piazza Armerina danneggiati dal vandali,
la Valle dei templi offesa dalla speculazione, le oasi invase dal cemento non
inducono all’ottimismo. Anche se, di recente, sembra esserci una timida riscossa.
Che cosa prevede?

« Le amministrazioni pubbliche si stanno attivando per
migliorare la situazione, ma siamo molto lontani dall’indispensabile potenziamento
dei mezzi e del personale. E non si va a nozze coi fichi secchi o con le belle
parole…».

II Museo « Paolo Orsi » è una creatura
viva, capace di spiegare al vlsitatore le vicende del territorio, di introdurlo
nei segreti della storia. Ma rappresenta
un’eccezione. E tutto il resto ?

« Ci sono voluti vent’anni per realizzare l’ «
Orsi ». Farlo era un dovere rispetto alla massa enorme di reperti che
documentavano la storia di un’area vastissima. Si è cercato di allestire
un museo modemo, svincolato da ogni aspetto ottocentesco e tipologico.
Oggi abbiamo difficoltà enormi a tenerlo aperto. Ci sono gravi carenze
nello staff tecnico-scientifico. Mancano archeologi, restauratori, geometri,
fotografi, custodi. Ogni giorno è una scommessa ».

A Trieste casa Morpurgo, a Madrid il museo Cerralbo,
nella Lapponia svedese il minuscolo museo di Arjeplog. Sono piccoli esempi di
come dovrebbe essere un museo moderno, vivo, di faclle comprensione anche per
i semplici visitatori. Perché In Sicilia nulla esiste di simile e l’lmportante
Museo etnologico Pitrè di Palermo è così vecchio e polveroso,
da sembrare nato già «morto» ?

«Perché manca, in Sicilia e nel resto d’Italia,
una coscienza civica che imponga il rispetto della nostra storia. Ho incontrato
resistenze enormi dovendo effettuare alcuni scavi in piazza Duomo a Siracusa,
perché avrei interrotto la circolazione, danneggiato i commercianti…».

Come si svolge la giomata tipo del soprintendente di
Siracusa ? Lei ha subito anche un’ingiusta carcerazione, per un episodio legato
ad un appalto dal quale è uscito a testa alta. In suo favore si mobilitò
anche Sgarbi che la definì « uno fra i migliori soprintendenti
d’ltalia ». Perdoni l’insolenza chi glielo fa fare ?

« Il sovrintendente fa il ” pompiere “, nel
senso che è costretto a inseguire le scoperte fortuite. Prenda Siracusa:
ovunque si scavi c’è qualcosa da salvaguardare. D’altra parte le esigenze
di una grande città non sono quelle di un centro di 10mila abitanti.
Occorrono strade, fognature, elettricità, infrastrutture. Chi deve attendere
al bene della
collettività fa un lavoro difficile che cozza contro tanti interessi.
Occorre contemperare le esigenze della cultura con quelle dei singoli, ma c’è
una soglia oltre la quale la fermezza dev’essere incrollabile. Non sono un missionario,
ma sento il dovere di chi ha accettato di essere un funzionario dell’Amministrazione
per la difesa del patrimonio
comune che è universale. E sono pronto a correre i rischi che il mio
lavoro comporta ».

Trent’anni fa furono scoperti i mosaici policromi pavimentali
di una villa romana di epoca imperiale, denominata « del Tellaro »,
vicino a Noto. Nel suo
volume lei ne sottolinea importanza e bellezza. Dopo un laborioso restauro sono
ancora custoditi dalla soprintendenza, in attesa della ricollocazione in
«situ». Che tempi prevede per la conclusione della vicenda ?

« Entro I’anno, dopo la gara d’appalto, dovrebbero essere al loro posto.
Ho ricevuto assicurazioni dalla Provincia che si è fatta carico dei finanziamenti
» .

La Regione ha concesso gratuitamente per venticinque
anni al Fondo ambiente italiano (Fai) la Kolymbetra, un vecchio agrumeto nel
cuore della Valle dei templi. I cinque ettari scampati al sacco di Agrigento
sono in parziale abbandono, ma riceveranno adesso le cure di agronomi, botanici
e paesaggisti. Perché I’intervento dei privati, la « sponsorizzazione
» che pure potrebbe sopperire alla cronica mancanza di mezzi e strutture
delle istituzioni, è cosi raro ?

« Sono favorevole all’intervento dei privati. Ovviamente nel rispetto
di alcune regole dettate dal superiore interesse pubblico. In 35 anni, però,
l’offertaa più cospicua che ho ricevuto in Sicilia ammonta a cinque milioni
di lire. Buoni per la birra…».

Felice MODICA


II museo « Paolo Orsi » di Siracusa un fiore all’occhiello per I’ltaliaer
l’Italia. Tutti i siti archeologici della Provincia di Siracusa trovano la loro
storia nel museo «Paolo Orsi». Intestato all’eminente archeologo
roveretano che operò a lungo in Sicilia tra il 1888 e il 1934. Novemila
metri quadrati di superficie espositiva distribuiti su
due elevazioni, più altri 3mila metri quadrati di depositi, laboratori
e seminterrati, ospitano circa 20mila pezzi e ne fanno il più importante
museo dell’Isola e uno dei maggiori del genere al mondo.

II museo si trova all’interno del parco di Villa Landolina, poco distante dall’antico
quartiere siracusano della Neapolis. Esso ricostruisce la storia dell’isola.
dalle origini fino al periodo romano. Vi si trova materiale proveniente da tutta
la Sicilia e d’importazione greca, cipriota e maltese. Straordinarie le testimonianze
della « Civiltà del Castelluccio » (dal secondo millennio
alla fine del XV secolo a.C.), di « Thapsos » (fine XV-XIII secolo
a.C.) e del « Finocchito » (IX-VII a.C.). Nella sezione dedicata
a Siracusa spicca la venere Anadiomene, detta « Venere Landolina »,
dal nome dell’archeologo che la scopri nel 1804.
Altri « gioielli » sono il sarcofago di Adelfia, la statua marmorea
di Kouros (V secolo a.C.) e la statua di peplophoros di marmo pentelico (V secolo
a.C).

Felice MODICA

Redazione, 27/06/2003

Scritto da admin_LS

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746 thoughts on “Giuseppe Voza, soprintendente ai beni archeologici dell’isola: ”La mia Sicilia”

  1. sasa1101 says:

    although, and it surely appears like an odd journey nicely really worth using for your beautiful visuals if absolutely nothing else. The Cannes reception was overshadowed from the hysterical response to habitual linestepper von Trier’s Hitlerrelated non sequitur. nonetheless, to anticipate something else from your director of Dancer within the Dim and Antichrist appears considerably misguided and let us get a second to notice that Dunst won the award for ideal Actress in the festival. Talking of acting, tag heuer watch replicas [www.centwatches.com] tag heuer watch replicas the movie stars the aforementioned central quartet of Kirsten Dunst, first copy watches in india [www.centwatches.com] first copy watches in india fake panerai watches [www.centwatches.com] fake panerai watches Charlotte Gainsbourg, breitling replica [www.centwatches.com] breitling replica Kiefer Sutherland, and Alexander Skarsgard, together with John Damage, Charlotte Rampling, and also the inimitable Udo Kier. high quality replica omega watches [www.centwatches.com] high quality replica omega watches bvlgari fake [www.centwatches.com] bvlgari fake even Alexander’s reallife father Stellan Skarsgard is available for that apocalyptic dysfunction. replica watches for sale [www.centwatches.com”] replica watches for sale

  2. angelo51f says:

    Ne con il Re e neppure con il Papa ma per la giustizia.
    Ne a destra e neppure a sinistra ma solo Sicilia.

  3. salmessina says:

    Caro Antonio, cari conterranei delle nostra splendida Terra una cosa è certa:”se non si cambia, una volta per tutte, è inutile, come dice Antonio, riempirsi la bocca!
    Io Vi confermo, visto che ho girato l’Italia in lungo e in largo, che noi siamo i migliori. Sotto ogni aspetto!!
    Felicità, sal

  4. Karolina says:

    Bardzo za Toba tesknimy i na zawsze pozostaniesz w naszych sercach. Mam nadzieje ze spogladasz na nas z “domu Pana” i kiedys sie tam z Toba spotkamy.

  5. angelo51f says:

    Alla regione siciliana tutti erano al corrente della festa dell’autonomia e quindi perché organizzare il referendum propio quel giorno? Qualcuno dirà questa é politica! Io mi dissocio completamente da questo modo d’accettare i soprusi provenienti da persone (irre)sponsabili e ancora di più: ho vergogna d’avere la loro stessa nazionalità ma non certamente la medesima identità. La mia identità é identica a quella dei miei avi, l’identità dei Siciliani onesti. La loro é l’identità dei quaquaraqua!!!!
    Noi siciliani dell’estero auguriamo ai siciliani di Sicilia di prendere coscienza di questa “peperonata” e non andare a votare. Noi siamo le radici del futuro, pensiamo all’avvenire dei nostri figli e rifiutiamo l’intralllazzo della bassa politica, la politica dei quaquaraquà!!!!!
    Sicilia ieri, Sicilia oggi e Sicilia domani.
    Un affetto fraterno.

  6. pippudoz says:

    Ciau Giusi
    sî la celibbri Giusi, chi na vota scriveva spissu supra lu linguasicilana forum?
    Mi ricordi? – sei misi fa tu mi aiutasti nzignarimi la lingua siciliana scritta. Ora talia unni sugnu arrivatu – fazzu l’edituri dâ wikipedia siciliana di cui sugnu unu dî funnaturi. Speru ca prestu ti poi riggistrari supra wikipedia, p’ac*****inzari scriviri articuli ntô sicilianu. Comu dicisti supra (ntâ tò saggistica ntirissanti), la nostra lingua si pò iri avanti siddu pigghia lu rispettu ca si cci merita – ma pi piggiarilu – avemu a usarilu a l’ottimu liveddu – e spissu!
    Pi fauri – visitarinni ccà
    http://scn.wikipedia.org/wiki/Paggina_principali
    http://scn.wikipedia.org/wiki/User:Pippu_d%27Angelo
    Salutamu e a prestu
    pippu

  7. Giusi says:

    Ciau Pippu.
    Sugnu propiu iu. Certu ca mi ricordu di tia; è un veru piaciri vidiri dunni arrivasti!
    Ti fazzu li mè sinceri *****plimenti.
    Sicuramenti mi vaju a reggistrari nta wikipedia, mperò nun haju tantu tempu libbiru pi scriviri tuttu chiddu chi mi piacissi scriviri.
    Saltutamu!
    Giusi

  8. pippudoz says:

    Chi putemu fari pâ nostra lingua?
    Usamula! Scrivemunni usannu la nostra lingua matri bedda. Nutati sta nfurmazzioni:

    Lu 26 di aprili, martiddia, la wikipedia siciliana havi 759 articuli
    e 70 soci. Visitatinni a
    http://scn.wikipedia.org/wiki/Paggina_principali
    avemu assai nfurmazzioni, articuli ntirissanti e beddi figuri –
    tuttu pi sicilianu! La prima enciclopedia scritta pi sicilianu e li
    primi nutizzi dû munnu pi sicilianu!

    La Traduzzioni dâ Simana:
    http://scn.wikipedia.org/wiki/Antoni_Grabowski
    Antoni Grabowski (1857 – 1921), pulaccu, ncigneri chimicu. Veni
    canusciutu comu lu “patri dâ puisia ntô esperanto”.

    L’articulu dâ simana:
    http://scn.wikipedia.org/wiki/Ciumifriddu
    Ciumifriddu è un cumuni di 9.581 abbitanti dâ pruvincia di Catania.

    Visitatinni! Riggistrativi! Facemu parti dû munnu e stamu iennu
    avanti!
    Salutamu
    pippu d’angelo, canberra

  9. pippudoz says:

    Ciau Giusi
    Nn’hai visitatu a wikipedia a
    http://scn.wikipedia.org/wiki/Paggina_principali ?
    Nfatti, giustu giustu, cuntrullai l’user list e vitti lu to nomu – ben fattu!
    Nn’avemu quasi 800 articuli e ora avemu 76 soci riggistrati. E tanti autri cci nni vennu mintiri l’articuli. Semu arrivatu ôn passu unni cci avemu a dicidiri siddu vulemu ca la wikipedia cuntinua cu tutti usannu la lingua scritta a abitriu, o siddu avemu a cuntrullaricci strittamenti, pruvannu a difunniri na lingua standard, voldiri unificata e auta.
    Siddu cci nni vai ccà:
    http://scn.wikipedia.org/wiki/Wikipedia:Grammatica
    attruvati na grammatica siciliana brevi, e siddu cci nni iti ccà:
    http://scn.wikipedia.org/wiki/Wikipedia:Cumpenniu_Stilisticu
    attruvati un cumpenniu stilisticu, unni pruvamu stabbiliri na scempra ca vulemu tutti a sicutari.
    Ninu Russu mi aiutau cu tutti dui.
    Puru putemu mintiri un liami chi va drittamenti ô tò situ.
    Sacciu ca nun hai tempu pi scriviri articuli, sfurtunamenti, ma iu speru ca poi aiutarinni câ tò canuscenza dâ lingua siciliana, puru essiri lu nostru cunzigghieri. Accussì poi aiutarinni stabbiliri lu sicilianu scrittu chi si pò usari ntôn modu autu, e chissu è pricisamenti chi cci nni voli.
    Ccà cci nni attruvati lu circulu:
    http://scn.wikipedia.org/wiki/Wikipedia:Circulu
    unni cci sunnu tanti dumanni e quistioni circa la lingua, e discussioni di varî formi dâ lingua, di cui cci avemu âssiddiri li megghî. Speru ca putemu criari na cumunitati di chiddi chi amanu la lingua siciliana, chi vonnu scriviri nta wikipedia, ma cchiù mpurtanti, chi cci vonnu ricircari e arriscediri li formi megghì pâ lingua standard, unificata, scritta e auta. E nn’avemu bisognu dû to aiutu!
    Criditimi, è mpussibili mmagginari unni cci putemu arrinesciri ârrivari – stamu parrannu di n’enciclopedia siciliana!! No sulu di quarchi cosa chi si tratta di cosi siciliani – ma di n’enciclopedia chi si tratta di tuttu! scritta pi sicilianu – comu na lingua vera!
    E nun scurdativi – stu prugettu apparteni a tutti chi si amanu la lingua siciliana. È un prugettu libbiru, cumprirtamenti democraticu e apertu a tutti. Sulu accussì putemu spirari a purtari la lingua avanti.
    Salutamu e a prestu
    pippu d’angelo, canberra

  10. SAROIGELA says:

    IL Siciliano e una lingua che in diversi periodi storici ha avuto il suo inizio – la lingua latina e i diversi dialetti il francese lo spagnolo italiano portoghese le lingue slave polacco- russo jugoslavo – lingue germaniche inglese tedesco –
    io porsonalmente conosco sia orale e scritto il tedesco e anche conosco un po la lingua polacca
    vivendo in germania e possibila avere contatto con diversi gruppi nazionali .
    Il portoghese e simile nell modo di parlar al siciliano anche se avolte il senso cambia
    nella lingua slava alcune parole hanno lo stesso significato in italiano e in siciliano
    il siciliano e una lingua come il portoghese lo spagnolo il francese e italiano –
    il siciliano non e un dialetto il siciliano non e italiano parratu de viddrani il siciliano e una lingua con una sua origine e si distingue dalla lingua italiana.
    Parrou n sziciliano

  11. SAROIGELA says:

    IL Siciliano e una lingua che in diversi periodi storici ha avuto il suo inizio – la lingua latina e i diversi dialetti il francese lo spagnolo italiano portoghese le lingue slave polacco- russo jugoslavo – lingue germaniche inglese tedesco –
    io porsonalmente conosco sia orale e scritto il tedesco e anche conosco un po la lingua polacca
    vivendo in germania e possibila avere contatto con diversi gruppi nazionali .
    Il portoghese e simile nell modo di parlar al siciliano anche se avolte il senso cambia
    nella lingua slava alcune parole hanno lo stesso significato in italiano e in siciliano
    il siciliano e una lingua come il portoghese lo soagnolo il francese e italiano –
    il siciliano non e un dialetto il siciliano non e italiano parratu de viddrani il siciliano e una lingua con una sua origine e si distingue dalla lingua italiana.
    Parrou n sziciliano

  12. rosarioanton says:

    khai na bona jurnata

    u Sicilianu sih parra e sih scrivi she sih voli sih poti

    nie putemmu puri cuntari n szicilianu u cunti cki nie cuntari i patri
    putemmu pentzari e matri cka nie cresceru cku li minni ,u latti e u schiatu de paroli siciliani
    u cori
    scurri sangu sicilianu
    cka crisci nda terra siciliana
    forti comu u suli
    forti comu u mari
    pentza a to patri
    cka travaghia cku sururi e sangu
    cka i catini unna era taccato erunu pisanti chu do travagghiu
    nie crisceru co duliri e sangu e chiantu
    cunta nu cuntu
    parra u sangu parra u duluri e chiantu
    cunta nu cuntu e to figghi
    cka i pintzeri su chu forti de catini
    cunta nu cuntu e to figghi
    sangu e cori sicilianu un cangia
    e un sih poti cangiari
    cunta nu cuntu e to figghi
    un tu scuradari
    pentza pentza

    Mancuso Gela

  13. sasa1101 says:

    Melancholia will probably be obtainable by way of Video clip On Need beginning Oct 7th, soon after which it is going to get a restricted theatrical launch on November 11th. Enjoyable reality: fake watches for sale [www.centwatches.com”] fake watches for sale Alexander Skarsgard was a applicant to perform the title part in Thor, exactly where Stellan Skarsgard ended up taking part in Professor Erik Selvig , who’ll seem once more inside the Avengers. It is the circle of lifestyle. low price replica watches [www.centwatches.com] low price replica watches Ny city has additional shops than any person could bodily tackle, swiss replica watches paypal [www.centwatches.com] swiss replica watches paypal but by some means we constantly maintain returning towards the typical suspects fake pershing [www.centwatches.com] fake pershing . quality swiss replica watches [www.centwatches.com] quality swiss replica watches to interrupt out with the rut, we have asked some nearby buying and style gurus to give their concealed retail gems—those distinctive shops about our amazing metropolis that we may not all find out about omega watch replicas [www.centwatches.com] omega watch replicas . Cue the Beatles: best replica watches paypal [www.centwatches.com] best replica watches paypal We are about to obtain just a little support

  14. Gmorreale says:

    Mi viene da piangere, da gridare, da rimettere… etc etc
    Mi chiedo, ma “cu MIN**A li ha votati sti rimbecilliti…chi kabbassisi gli ha dato ste cariche e responsabilita’.. secondo quali criteri??

    Politici ed elettori corrotti, la Sicilia al di la e al di qua dello stretto vi ODIA e da oggi e’ vi dichiara apertamente guerra. FUORI DAI KABBASISI e date spazio alla gente perbene e con due spiccioli di ciriveddu.

    Giovanni MORREALE
    Parigi, u primu Maju 05

  15. pippudoz says:

    Ciau Giusi

    Sugnu cumpritamenti d’accordu cu tia – nun putemu sipirari li quistioni di lingua, econumia e prubbremi suciali quannu parramu dâ Sicilia. Cultura forti = lingua forti = econumia forti = sucitati e cumunitati forti.

    Vogghiu passari di sta quistioni p’abbacchiari n’area culligata. Misi na littra simili ntô forum.

    Iu nun sugnu nu spertu di sti cosi, ma comu sapiti, iu parru e scrivu di tuttu! Comu dicemu ntô ngrisi: “a jack of all trades, and a master of none.” Voldiri, mi sentu struitu di tuttu, ma sacciu propiu nenti!

    Ntâ tiuria d’evoluzzioni, cci vonnu armenu miliuni d’anni prima ca putemu vidiri un canciamentu di na speci a nautra. Siddu stu canciamentu abbini tra mill’anni, sapemu c’avissi a essiri na cosa straordinaria.

    Puru chî lingui putemu diri quarchi cosa simili, spiciarmenti quannu parramu dû sicilianu (ovviamenti parramu di gradi d’anni nanticchia cchiû curti). Nurmalmenti, cci voli na cintinaia d’anni prima ca na lingua si trasforma cumpritamenti ca nun si canuscia cchiui. Ma cû sicilianu, sta trasfurmazzioni si cci capitau duranti l’urtimi quarant’anni. Oramai, na mità dû vucabbulariu sicilianu dî 1960ini veni scanusciuta di tutti li siciliani.
    Parramu di n’evoluzzioni nurmali o naturali?
    Certu di no!
    Parramu dûn abbinimentu straordinariu. Nun parramu di quarchi cosa chi cci avemu a fistiggiari, ma di quarchi cosa di cui cci avemu a lamintarinni. Nun parramu d’avanzari na lingua – parramu di distruggirila!

    Amici mei, p’asempiu, mè nanni vinniru a l’Australia duranti li 1950ini. Duranti li 1960ini (quannu canuscevi la lingua siciliana comu la mè lingua, azzoè, nun canuscevi nautra lingua, quannu accuminzai li scoli, canuscevi nenti ngrisi, e ovviamenti, nenti talianu), e duranti li 1970ini, mè nanni parravanu un sicilianu veru, puru. Fini lu 1988, quannu muriu mè nanna, idda ancora parrava sulu lu sicilianu – idda canusceva quasi nenti talianu o ngrisi. Parramu di menu di vint’anni fa! Ma pruvati ora attruvannu quarchidunu chi parra lu sicilianu comu lu parrava idda – nun asistinu – tra vint’anni!
    Si tratta di n’evoluzzioni naturali?
    No!
    Si tratta di na tragedia!!
    Cultura = Lingua = Econumia = Sucitati/Cumunitati

    Salutamu
    pippu d’angelo. canberra

  16. RAnzalone says:

    Ora non è più questione di destare sentimenti per una vera “rinascita”.
    Serve l’orgoglio, ma serve anche subito una serie di proposte concrete su cui lavorare. Se ne hai nel cassetto portane qualcuna a Mazzara…
    A presto!
    Rosalba

  17. Giusi says:

    Rosalba, non so se potrò essere a Mazara; comunque, sicuramente qualcuno di linguasiciliana.it sarà presente.
    Proposte concrete su cui lavorare ce ne sarebbero molte.
    Ma il vero problema, secondo me, è quello di far rinascere innanzitutto l’orgoglio per la propria cultura, farlo rinascere “dal basso”, nella gente.
    Ai politici interessa il consenso. Non fanno mai nulla che non ricerchi il consenso, ad eccezione dei propri meschini interessi personali.
    Se vogliamo che i politici facciano qualcosa per la nostra cultura, per la nostra lingua, dobbiamo o sperare in una sorta di miracolo, in un politico (che occupi il posto giusto) mosso da sincere spinte ideali e dall’amore per la propria terra tanto da accettare il rischio di esporsi alle possibili critiche, o dobbiamo creare il campo affinchè iniziative di carattere istituzionale per la promozione della lingua e cultura siciliane divengano occasioni di consenso per chi le attua.
    E questo può accadere solo se destiamo sentimenti di “rinascita” nella gente con un costante e paziente “lavoro” fatto negli ambiti dell’arte, della musica, della letteratura etc. della cultura in generale e, perché no, dei mezzi di comunicazione (quindi anche di internet).
    Spero sarai daccordo.

    Giusi

  18. SAROIGELA says:

    sinceramete voorei sapere di chi e la colpa ,
    in Siclia non abbiamo una cultura e la cultura dei nostri antenati viene dimenticata perche a scuola viene solo insegnato solo delle guerre di indipendenzza che hanno liberato la Sicilia dalla schiavitu sembra il contrario siamo stati resi schiavi.
    mi chiedo perche quando avevo frequentato le scuole in Sicilia ´non ho mai sentito che la sicilia ha una sua cultura e una regione autonoma che ha una propia bandiera che nel passato molti hanno perso la propia vita pe la Sicilia libera di chi e la
    colpa .
    Siamo siciliani e sono siciliano la nostra entita la nostra cultura i siciliani -diamo valore al nostro passato e al nostro futuro la lingua siciliana insegnare i giovani che sono sempre pochi che parlano nszicilianu ad apprezzare la sicilia la lingua siciliana e la cultura del nostro popolo aiutiamo a fare valere i nostri diritti ,siamo uniti e vinceremo

  19. SalKappa2 says:

    Mia cara Rosa Maria, e siamo in due ad essere stanchi!!!
    Confermo le tue lamentele con tutte le mie forze stracolme di infinita tristezza/amarezza/dolore…
    Con affetto,
    salvatore

  20. vedom says:

    Sono orgoglioso di aver partecipato alla manifestazioe .Bisogna riproporre la manifestazione per il prossimo anno , avendo cura che sia ben pubblicizzata e non snobbata dai politici locali.
    Perche’ non scegliere citta’ che organizzano manifestazione artiginato siciliano
    viva la sicilia.

  21. dontanu says:

    L´amico Ugo Di Stefano ha scritto e detto la veritá piú grande del mondo, Lo appoggio e mi dichiaro sostenitore di tutto ció che ha detto.
    Aggiungo che se i Siciliani di Sicila hanno bisogno di noi Siciliani nel mondo,credo, anzi ne sono sicuro che ognuno di Noi risponderá come si deve.
    Saluti a tutti´
    CARACAS-VENEZUELA

  22. umiricanu says:

    Al primo leggere mi ha fatto ridere. Credevo che si trattasse di uno scherzo con sarcasmo. Poi pensandoci sopra ho concluso che lo scrivente intendeva che i suoi assurdi commenti fossero presi sul serio. E’ un esempio tipico del velenoso clima di un insieme di paranoia e odio degni piu’ di Al Jazeera che non di questo sito. E’ in particolare un insulto ai milioni di Siculi-Americani come me’

  23. umiricanu says:
  24. Gmorreale says:

    Liggiti puru st’articuli di Pippu..
    http://www.laltrasicilia.org/modules.php?name=Journal&file=display&jid=47

    Certu ca si putissi fari, ma prima di essiri ricanusciutu da cumunita’ Europea, s’avissi aviri na grammatica un dizionariu etc rinanusciutu di Siciliani stesssi..

  25. rrusariu says:

    Bravo Francisco Paulu
    faccillu a-sentiri a chistu Toto’ Cuffaru, si sta vinnennu tuttu ppi sarvarisi di la forca e nun po fari autru ca addumari cannili a San Silvio d’Arcore.
    Come fa uno come Totò Cuffaro che sta con un deputato suo correlegionario (UDC-Lo Giudice, e poi lo sospendono, tanti i voti sono stati presi) che si fa propaganda politica in piazza con la musica del Padrino? Eppure è stato condannato chistu!!!
    I fatti parlano da soli, purtroppo ci sono tanti siciliani che non si vogliono svegliare, e pensano che votando a questo o quello onorevole domani arriva ‘u postu’, ma quale posto che qui nel nord Italia chiudono le fabbriche e poi vendono macchinari in Cina o Turchia, e ci fanno poi concorrenza. Oppure che ci sono tante piccole fabbriche con manodopera tutta cinese? Tutte in regola queste!!! Per i nuovi schiavi i documenti a posto ci sono subito, solo i poveri cristi del sud come quelli che sbarcano vanno solo deportati. Due pesi e due misure!!!
    Francesco Paolo visto che stai a Bruxelles verifica che effettivamente il governo italiano dia l’ingresso ai cinesi senza bisogno di visto!!! Ma se sarà vero allora cari Siciliani saremo ridotti cani, altro che ponte per il sud del Mediterraneo!!! Ci pigghianu i sordi ca sparagnamu ppi purtarici a nuatri stessi nta miseria!!! Autru chi investimentu! Bisogna chiedere a Toto’ Cuffaro che i investimenti fa con lo stipendio che prende in Regione Autonoma u S api iddu (ehm)!!!

    La prossima primavera non dimenticate i pezzi di Novanta che stanno al Palazzo adesso!!! Perchè dopo non dobbiamo piangerci addosso!!!

    A’ssa bbinirica a tutti li me frati e soru ri Sicilia

  26. Ducezio says:

    Bravo, ottimo articolo. Sono siciliano, conosco bene il ragusano e la gente seria che vi lavora e produce con impegno. Veramente è ora di smetterla di vivere da colonizzati, soprattutto considerando che i colonizzatori venuti dal nord padano addossano a noi la responsabilità delle loro malefatte. Non hanno nemmeno il coraggio di assumersi le proprie responsabilità storiche, passate e recenti. Sconcertante per chi deve guardarli in faccia ogni giorno!

  27. nemo_profeta says:

    sbaglio, o c’era un mio commento. che fine ha fatto?

  28. umiricanu says:

    Non posso nascondere il mio profondo disappunto nel costatare che il Sig. Catania e’ caduto anche lui nella trappola della insidiosa propaganda degli infami assassini che si nascondono dietro la religione Islamica. Mi e’ doveroso ricordargli che molto prima dell’intervento delle forze USA, Italiane, Polacche, etc. in Irak gli assassini Whabisti avevano fatto strage dopo strage, in Egitto, nell’Africa Orientale, e poi (e’ mostroso ignorarlo) 11 Settembre negli USA. In quest’utima strage morirono molti cittadini USA di origine Siciliana. Il petrolio non c’entra affatto! I soldi ricavati da quel po di petrolio che i terroristi permettono di produrre in Irak vanno spesi per il popolo Irakeno.
    Mi dispiace inoltre doverLa informare che “l’invasione” e pacifica riconquista dell’ Europa in generale e della Sicilia in particolare da parte delle orde Musulmane e’ in corso da tempo.
    Le campane suonano ad alta voce ma i governi Europei ne ignorano il significato.
    Rimango fedele lettore e amico dell’ Altra Sicilia.
    VIVA LA SICILIA LIBERA!

  29. rrusariu says:

    Caru Franciscu
    ascuta l’amicu americanu, e talia ntunnu picchì comu dicìa l’amicu miricanu, ni mureru ciossà a Nova Yorchi. Ma ddocu nuddu dici la virità
    Unn’hamu a scurdari ca lu primu ‘terrorista’ n-Zicilia fu lu novu Regnu di lu Scantu d’Italia!!!
    Pirciò nt’appuiari cca e ddà pirchì la storia si sapi, pirò cc’è puru ca cu c’interessa a fari scannari la ggenti unu ccu l’autra comi ficiru ccu li tedeschi e l’ebbrei, ma cu murì fu sulu la povira ggenti!!!

  30. Gmorreale says:

    Salutamu,

    Ognuno e` libero di pensarla come la vuole, pero` mi sembra leggermente esagerato scrivere che il petrolio non c’entra niente. Anzi ..affatto!

    Mettiamo che il petrolio non fosse il motivo principale, ne secondario. Quello che vorrei qualcuno mi spiegasse e`: perche` dopo aver constatato che l`altro delinquente di Saddam, non aveva ne l`atomica ne altre armi chimiche etc, perche` dico, attaccare con una vera e propria guerra una nazione senza avere nemmeno una benche` piccola fazione di questa a volerlo?

    Ma secondo quale logica?

    Ma Al Queda o come si fanno chiamare queste bombe viventi, stava in Iraq??

    Ma nnii vulemmu parrari??

    Su una cosa sono d`accordo comunque: sarebbe ancora piu` inumano, una volta preso il capo dei lupi, lasciare le pecore al resto dei branco. Ed e` certo pure che non si puo` dare aiuto con le crocirossine… purtroppo la` servono i militari!

  31. Rino says:

    Rino Baeli da Messina scrive:

    Ho ricevuto oggi una telefonata dal Professor Mirto dell’Università di Palermo che lavora insieme a Giuseppe Scianò per divulgare tutta la storia della Sicilia nascosta al Popolo Siciliano.

    Avevo chiesto loro di andare a vedere una LAPIDE DEDICATA AL VESPRO NASCOSTA DA UN ALBERO ED UNA SIEPE per cercare di riportarla alla luce.
    Questa lapide si trova sul muro accanto alla Torre-Campanile della Chiesa della MARTORANA a Palermo di fronte alla Chiesa di San Cataldo, accanto al Municipio, Palazzo delle Aquile.

    Potete vederla nelle pagine internet che seguono:

    http://www.osservatorio-sicilia.it/index.php?mod=&opmod=read&id=it/118330821 9

    http://www.messinacity.com/News/Archivio/2004/2004-03_Lapide.htm

    c’è anche in un sito di Milano che archivia tutte le lapidi si chiama

    http://www.chieracostui.com/ cercate nel sito: Palermo-Vespri

    Adesso il Prof Mirto mi dice di essersi informato con il prete che gestisce la chiesa, che fa risalire la lapide al periodo risorgimentale.
    Da quello che so io tutto il complesso è gestito dai CAVALIERI DEL SANTO SEPOLCRO che fissano orari di apertura e gestione del complesso monumentale.

    L’accesso alle due chiese è proprio dalla piazza dietro il Comune,
    dove c’è il teatro in ristrutturazione. La lapide si trova proprio in cima alla scala d’accesso dopo il cancello sulla sinistra.
    Se fosse libera da coperture di alberi si potrebbe vedere anche da fuori, anche quando il complesso monumentale è chiuso, fuori dagli orari di visita.

    Un posto veramente UNICO in tutta Palermo trattandosi del monumento più famoso dei NORMANNI infatti la Chiesa della Martorana è la più famosa chiesa di Palermo perchè contiene il famoso MOSAICO di INCORONAZIONE DEL RE NORMANNO direttamente per mano di DIO PADRE ONNIPOTENTE, si trova sulla destra appena si entra (vedi foto su internet cerca: RUGGERO II mosaico)

    Come potete vedere dalla foto la chiesa della Martorana è già BEN NASCOSTA, a sinistra dal Teatro e dalla pesante Facciata settecentesca a destra.

    La lapide è posta sul muro laterale di questa facciata, accanto alla torre.

    Sulla lapide NON CI SONO DATE ma solo il testo in italiano che segue:

    IL POPOLO SICILIANO

    LIBERATOSI APPENA DAL GIOGO ANGIOINO

    ADUNAVA IL GENERALE PARLAMENTO

    E MENTRE LA EROICA MESSINA

    CON MIRABILE VALORE

    FIACCAVA L’IMPETO DELLE ORDE INVASORI

    CHE LA CURIA ROMANA

    VENIVA INCITANDO A SOSTEGNO DELL’ESPULSO

    DECRETAVA CONCEDERE

    PRONTI E VALIDI MEZZI A

    STABILE AUSILIO A RESISTERE

    LA MONARCHIA NAZIONALE

    RAFFRENATA E SORRETTA

    DALLE ANTICHE LIBERTA’ DEL PAESE

    Vorrei farvi notare che la Chiesa chiamata poi della Martorana è stata costruita nel 1143 da Giorgio D’Antiochia, ammiraglio di RUGGERO II il Normanno,
    fu poi ceduta nel 1433 al monastero adiacente fondato da Eloisa Martorana, da cui prende il nome. Della costruzione originaria resta il campanile ed il corpo della chiesa…(testo tratto da un volume TURISTICO stampato in decine di migliaia di copie).

    Vi faccio notare che il Duomo di Palermo è stato costruito nel 1185, cioè 42 anni dopo la Martorana. ANCHE IL DUOMO è CIRCONDATO da 4 campanili simili a quello della MARTORANA.
    IL PALAZZO DELL’ARCIVESCOVO DI fronte al Duomo è stato costruito dopo alcuni secoli dal VESPRO, se notate i campanili sono simili a quelli del duomo ma MOLTO PIU’ ALTI e IMPONENTI.
    Nell’architettura si manifesta la POTENZA DEL VATICANO che vuole emulare, superare e nascondere la grandiosità del duomo costruendo di fronte all’ingresso principale un edificio PIU’ GRANDE e PIU’ IMPONENTE DEL DUOMO STESSO, sta a significare il tentativo simbolico di sottomettere la CHIESA SICILIANA AL POTERE DI ROMA che attraverso il suo enorme palazzo sovrasta il duomo stesso. La costruzione poi dell’ingresso laterale del Duomo relega le TOMBE IMPERIALI degli SVEVI SCOMUNICATI in un angolo nascosto, mentre entrando dalla porta principale si trovavano subito a destra come il mosaico di Ruggero II alla Martorana.
    Tutto questo non è casuale, sono passati sette secoli di continue SOVRAPPOSIZIONI ad arte per NASCONDERE LA VERA GLORIOSA STORIA DELLA SICILIA e del POPOLO SICILIANO,
    da quel giorno di pasqua del 1282, da quella grande vittoria di un POPOLO INTERO contro lo strapotere del papa e dei re da lui inventati e incoronati.

    Se si deve cominciare a FAR VEDERE la Storia , si deve cominciare dal VESPRO, da questa lapide nascosta in pieno centro, accanto al Comune.

    Questa bella tela che rappresenta la chiesa del Vespro nel cimitero di Sant’Orsola dove scoppiò la rivolta, è la scenografia che chiude il SIPARIO DEL TEATRO DI RACALMUTO, il paese di Leonardo Sciascia.
    Anche questa è rimasta nascosta per molti anni con tutto il teatro, adesso apre tutti gli spettacoli che si fanno dopo il restauro voluto dallo scrittore. Sciascia non ha avuto la fortuna di vedere la riapertura del teatro.
    Sciascia si iscrisse alla facoltà di lettere dell’università di Messina, quando veniva a Messina prendeva una camera all’Hotel Roma.
    Questo albergo si trova accanto al Duomo di Messina, proprio accanto al Campanile del Duomo dedicato alla GUERRA DEL VESPRO.
    All’ultimo esame ci fu un diverbio con il professore, Sciascia fu così contrariato che non tornò più a Messina. Non concluse gli studi con la Laurea.
    L’Università di Messina non gli ha dato la Laurea in vita, sono dovuti passare 10 anni dalla sua morte per concedere la laurea “alla memoria”.
    Sciascia ci ha lasciato un’ultima frase che riassume tutto questo “ce ne ricorderemo di questo pianeta”.

    Facciamo in modo che il Popolo Siciliano se ne ricordi adesso di questo pianeta Sicilia.

    Rino Baeli 333 7477702 http://www.siciliapaisi.org baeli@zancle.org

  32. SAROIGELA says:

    e giusto che vengano presi provvedimenti e anche vero che sono e siamo molti i Siciliani che vivono all estero alcuni vivono discretamente altri faticano con dificolta a vivere .Vorrei anche dire che all estero siamo trattati male anche se viviamo in Europa unita ,il mercato del lavoro in Germania e in mano ai Russi che dominano sul mercato del lavoro .
    in Sicilia sono diversi gli emmigranti maroccani tunisine e via dicendo ,tapie tapie gridavano i commercianti marocchini per le strade di Gela vendendo qulsiasi merce .
    sono ricordi della mia infanzia .Crescendo pero mi sono reso conto che per vivere mi servia un lavoro
    ho incominciato a lavorare in un meccanico firma Gianoli Angelo10.000 lire la settimana una miseria?
    ho anche cercato di vendere per strada i prodotti del campo pero sono stato perseguitato dalla finanza e minacciato con multe enormi dopo molte difficolta ho deciso andare in germania
    mi chiedo e anche vorrei domandare quali prespettive abbiamo noi Siciliani ?

  33. MossRosalind says:

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  36. w2eCO2 says:

    Sono un Vero Siciliano, imprenditore e ricercatore scientifico, da sempre in lotta contro le “superchierie” dell’ignoranza e di chi non vuole sentire.
    Il vero futuro dell’autonomia siciliana è nell’autoderminazione energetica e sulle scelte di tecnologie di produzione di energia da fonti alternative “Waste To Energy- Non Combustion” che porterebbero enormi profitti economici alla “Regione Autonoma Siciliana” e la soluzione totale per lo smaltimento dei rifiuti urbani, industriali, ospedalieri e tossico nocivi, e non sulle continue trivellazioni petrolifere e tantomeno sulle installazioni di Inceneritori che qualcuno continua a chiamarli, con un eufemismo, termovalorizzatori (mostri obsoleti e con bilanci energetici ed economici negativi fallimentari e paradossalmente legati a disastri ecologici e alla divulgazione di Nanopatologie largamente documentate.

    “NEMINI TENERI” (Il concetto di libertà: non dipendere da nessuno).

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    Non voglio convincere…….voglio solo Informare.
    Grazie

  37. angelo51f says:

    A proposito del borgo Manfria…
    Leggendo la lettera. pubblicata nel sito dell’ « Altra Sicilia » si potrebbero trarne le conclusioni che la regione Sicilia ha la colpa di una cattiva gestione e un disinteresse della vita sociale e del benessere dei Gelesi.
    Siamo proprio sicuri che i fatti sono stati raccontati con oggettività ?
    Qual’è lo scopo della lettera ? Incriminare i politici Siciliani, denunciare l’assenza del governo Italiano ? Ma é possibile che i dirigenti di una regione lascino « Manfria » senza rete idrica e fognaria ?
    Se qualcuno/a é veramente interessato/a a saperne di più, faccia come me e cerchi pure « Manfria » come quartiere ufficiale di Gela e sarà sorpreso/a di non trovare nessuna esistenza di questo fantomatico quartiere e per giusta ragione : Manfria é un luogo dove abusivamente si sono costruiti villini e residenze secondarie.
    Dopo questa scoperta si puo ancora incriminare la regione siciliana? Forse mi sbaglio ma penso che in Sicilia ci sono tantissimi paesi, dove la gente possiede la residenza principale e non le residenze secondarie di Manfria (come è citato nell’articolo) e che riceve l’acqua nei rubinetti ogni 3 o quattro giorni.
    Personalmente penso che in Sicilia dobbiamo essere uniti per una lotta collettiva contro l’assenza del governo ma penso anche che ci sono delle precedenze e il caso di Manfria, come luogo turistico per i “proprietari” di villini (che sembrano essere spuntati come funghi senza un piano regolatore), non mi sembra prioritario.
    Diamo a Cesare quel che è di Cesare e……
    Angelo
    P.S. se le mie informazioni sono errate sarò lieto di cambiare parere e allora anche io scaglierò il sasso contro la regione siciliana.

  38. as1971 says:

    Ma mi scusi, Sig. Sindaco,
    lei ha intenzione di rivolgersi, come garanti della legalità, proprio a coloro che le hanno tolto la banca, e cioè la Banca d’Italia guidata allora dal benemerito Ciampi?

  39. Ducezio says:

    Congratulazioni, veramente interessante! Un bell’articolo che alimenta quel senso di nostalgia a proposito del nostro passato; storia scomoda che si cerca di tenere nell’oblio. Mi auguro che, anche grazie ad articoli come questo, le nuove generazioni meridionali possano riappropriarsi dell’antica dignità perduta.

  40. Rino says:

    Rino Baeli da Messina scrive:

    Ho ricevuto oggi una telefonata dal Professor Mirto dell’Università di Palermo che lavora insieme a Giuseppe Scianò per divulgare tutta la storia della Sicilia nascosta al Popolo Siciliano.

    Avevo chiesto loro di andare a vedere una LAPIDE DEDICATA AL VESPRO NASCOSTA DA UN ALBERO ED UNA SIEPE per cercare di riportarla alla luce.
    Questa lapide si trova sul muro accanto alla Torre-Campanile della Chiesa della MARTORANA a Palermo di fronte alla Chiesa di San Cataldo, accanto al Municipio, Palazzo delle Aquile.

    Potete vederla nelle pagine internet che seguono:

    http://www.osservatorio-sicilia.it/index.php?mod=&opmod=read&id=it/118330821 9

    http://www.messinacity.com/News/Archivio/2004/2004-03_Lapide.htm

    c’è anche in un sito di Milano che archivia tutte le lapidi si chiama

    http://www.chieracostui.com/ cercate nel sito: Palermo-Vespri

    Adesso il Prof Mirto mi dice di essersi informato con il prete che gestisce la chiesa, che fa risalire la lapide al periodo risorgimentale.
    Da quello che so io tutto il complesso è gestito dai CAVALIERI DEL SANTO SEPOLCRO che fissano orari di apertura e gestione del complesso monumentale.

    L’accesso alle due chiese è proprio dalla piazza dietro il Comune,
    dove c’è il teatro in ristrutturazione. La lapide si trova proprio in cima alla scala d’accesso dopo il cancello sulla sinistra.
    Se fosse libera da coperture di alberi si potrebbe vedere anche da fuori, anche quando il complesso monumentale è chiuso, fuori dagli orari di visita.

    Un posto veramente UNICO in tutta Palermo trattandosi del monumento più famoso dei NORMANNI infatti la Chiesa della Martorana è la più famosa chiesa di Palermo perchè contiene il famoso MOSAICO di INCORONAZIONE DEL RE NORMANNO direttamente per mano di DIO PADRE ONNIPOTENTE, si trova sulla destra appena si entra (vedi foto su internet cerca: RUGGERO II mosaico)

    Come potete vedere dalla foto la chiesa della Martorana è già BEN NASCOSTA, a sinistra dal Teatro e dalla pesante Facciata settecentesca a destra.

    La lapide è posta sul muro laterale di questa facciata, accanto alla torre.

    Sulla lapide NON CI SONO DATE ma solo il testo in italiano che segue:

    IL POPOLO SICILIANO

    LIBERATOSI APPENA DAL GIOGO ANGIOINO

    ADUNAVA IL GENERALE PARLAMENTO

    E MENTRE LA EROICA MESSINA

    CON MIRABILE VALORE

    FIACCAVA L’IMPETO DELLE ORDE INVASORI

    CHE LA CURIA ROMANA

    VENIVA INCITANDO A SOSTEGNO DELL’ESPULSO

    DECRETAVA CONCEDERE

    PRONTI E VALIDI MEZZI A

    STABILE AUSILIO A RESISTERE

    LA MONARCHIA NAZIONALE

    RAFFRENATA E SORRETTA

    DALLE ANTICHE LIBERTA’ DEL PAESE

    Vorrei farvi notare che la Chiesa chiamata poi della Martorana è stata costruita nel 1143 da Giorgio D’Antiochia, ammiraglio di RUGGERO II il Normanno,
    fu poi ceduta nel 1433 al monastero adiacente fondato da Eloisa Martorana, da cui prende il nome. Della costruzione originaria resta il campanile ed il corpo della chiesa…(testo tratto da un volume TURISTICO stampato in decine di migliaia di copie).

    Vi faccio notare che il Duomo di Palermo è stato costruito nel 1185, cioè 42 anni dopo la Martorana. ANCHE IL DUOMO è CIRCONDATO da 4 campanili simili a quello della MARTORANA.
    IL PALAZZO DELL’ARCIVESCOVO DI fronte al Duomo è stato costruito dopo alcuni secoli dal VESPRO, se notate i campanili sono simili a quelli del duomo ma MOLTO PIU’ ALTI e IMPONENTI.
    Nell’architettura si manifesta la POTENZA DEL VATICANO che vuole emulare, superare e nascondere la grandiosità del duomo costruendo di fronte all’ingresso principale un edificio PIU’ GRANDE e PIU’ IMPONENTE DEL DUOMO STESSO, sta a significare il tentativo simbolico di sottomettere la CHIESA SICILIANA AL POTERE DI ROMA che attraverso il suo enorme palazzo sovrasta il duomo stesso. La costruzione poi dell’ingresso laterale del Duomo relega le TOMBE IMPERIALI degli SVEVI SCOMUNICATI in un angolo nascosto, mentre entrando dalla porta principale si trovavano subito a destra come il mosaico di Ruggero II alla Martorana.
    Tutto questo non è casuale, sono passati sette secoli di continue SOVRAPPOSIZIONI ad arte per NASCONDERE LA VERA GLORIOSA STORIA DELLA SICILIA e del POPOLO SICILIANO,
    da quel giorno di pasqua del 1282, da quella grande vittoria di un POPOLO INTERO contro lo strapotere del papa e dei re da lui inventati e incoronati.

    Se si deve cominciare a FAR VEDERE la Storia , si deve cominciare dal VESPRO, da questa lapide nascosta in pieno centro, accanto al Comune.

    Questa bella tela che rappresenta la chiesa del Vespro nel cimitero di Sant’Orsola dove scoppiò la rivolta, è la scenografia che chiude il SIPARIO DEL TEATRO DI RACALMUTO, il paese di Leonardo Sciascia.
    Anche questa è rimasta nascosta per molti anni con tutto il teatro, adesso apre tutti gli spettacoli che si fanno dopo il restauro voluto dallo scrittore. Sciascia non ha avuto la fortuna di vedere la riapertura del teatro.
    Sciascia si iscrisse alla facoltà di lettere dell’università di Messina, quando veniva a Messina prendeva una camera all’Hotel Roma.
    Questo albergo si trova accanto al Duomo di Messina, proprio accanto al Campanile del Duomo dedicato alla GUERRA DEL VESPRO.
    All’ultimo esame ci fu un diverbio con il professore, Sciascia fu così contrariato che non tornò più a Messina. Non concluse gli studi con la Laurea.
    L’Università di Messina non gli ha dato la Laurea in vita, sono dovuti passare 10 anni dalla sua morte per concedere la laurea “alla memoria”.
    Sciascia ci ha lasciato un’ultima frase che riassume tutto questo “ce ne ricorderemo di questo pianeta”.

    Facciamo in modo che il Popolo Siciliano se ne ricordi adesso di questo pianeta Sicilia.

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  41. sasa1101 says:

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  42. Hugh says:

    From my studies in Genealogy I have found in original documents, in 1607, Onze and Tari and Grani.
    1 Onze = 30 Tari
    1 Taro = 20 Grani
    Also I see a smaller denomination. 6 xx = 1 Grano
    The writing is not very clear, but xx is NOT Piccioli.
    I read about Piccioli everywhere. But it is NOT Piccioli.
    More like DINARI.
    Dai miei studi di genealogia ho trovato in documenti originali, nel 1607, Onze e Tari e Grani.
    1 Onze = 30 Tari
    1 Taro = 20 Grani
    Anche io vedo un taglio più piccolo. 6 xx = 1 Grano
    La scrittura non è molto chiaro, ma NON è xx Piccioli.
    Ho letto di Piccioli ovunque. Ma non è Piccioli.
    Altre come Dinari.
    Hugh Tornabene (in USA)

  43. as1971 says:

    Oltre all’esempio ricordato nell’articolo vorrei anche far notare un altro clamoroso insulto perpetrato ai danni della Sicilia nel modo più subdolo possibile: all’interno della serie di telefilm del commissario Montelbano. E’ semplicemente una vergogna che il castello di Donnafugata, forse il più bel monumento di quella parte di Sicilia, venga usato come dimora di una famiglia mafiosa, con tutta una schiera di uomini con la coppola. Così si inculca subliminalmente in chi guarda lo sceneggiato l’idea tutto ciò che in Sicilia si faccia di positivo sia in realtà dovuto alla mafia e si svilisce il valore culturale (e quindi turistico) dei nostri monumenti. “Andiamo a vedere il castello dei mafiosi a Donnafugata?”

  44. Gmorreale says:

    Ma infatti,

    si parla sempre di autostrade del mare.. ma chi si occupa di metterle in Atto?? Io stesso volevo iniziare un commercio di importazione di prodotti Siciliani qui a Parigi, ma i costi legati al trasporto sono esageratamente, scandalosamente, drammaticamente esponenziali!!!!

    Mannaggia… perche’ non ci si organizza a far manifestazioni davanti alle istituzioni Europee??

    Sapete, la miglior cosa da fare e’ farci conoscere all’estero… altro che lavare i panni sporchi in famiglia… ma quale famiglia?? Siamo stati mai veri fratelli d’Italia??….

    Saluti ri Pariggi..
    e mi raccumannu scrivemu nSicilianu puru..

    Giovanni Morreale

  45. rrusariu says:

    Bravo Paolo,
    ho pensato questo in questi giorni, perchè abbiamo un governo e un sottogoverno siciliano che se ne infischia prima di tutto degli agricoltori siciliani e poi di coloro che consegnano i ns prodotti sui mercati.
    Capisco bene la rabbia degli autotrasportatori che non possono aumentare le loro tariffe di trasporto ma devono subire l’aumento del gasolio e con esso l’iva al governo. Sembra che lavorino a tempo perso, tanto il governo intasca l’iva e le accisi e guadagna lo stesso e più di prima e senza far niente, la fatica la fanno gli altri ….

    Mi viene in mente un vecchio detto siciliano:
    ‘Guvernu talianu è-bberu bb……’

  46. rrusariu says:

    Se la rai (o raglio d’asino italoide) continua a denigrare la Sicilia, penso che sarebbe opportuno rifiutare il rinnovo dell’abbonamento motivandolo per il continuo insulto al Popolo Siciliano.

    A gennaio ricordiamoci!!!!

  47. rrusariu says:

    Purtroppo pur di stare attaccati a qualche seggiola, si vendono tutto come le prostitute, rubano agli altri le idee ma nei loro ‘tavoli tecnici’ pensano a come spartire prima o dopo la torta.
    Bisogna avere il coraggio di dire i nomi di queste persone e cosa hanno fatto fino ad oggi.
    Non credo tanto ai ripensamenti dell’ultima ora, non dimentico che il sig. Lombardo all’indomani delle elezioni catanesi fu il primo a farsi dare la ‘benedizione’ da san silvio d’arcore.

    Ormai della ns. agricoltura non gliene fotte piu’ a nessuno, tanto che faccio fatica a trovare prodotti siciliani nei supermercati, i limoni sono quasi spariti per posto a quelli argentini, ma l’unica cosa che non cambia sono i prezzi alti da qualunque parte attivino i prodotti!!!
    Se poi tra poco ci mettiamo gli agrumi che arriveranno dalla Libia, finirà che i ns agrumi li vendiamo solo i camion lungo le strade trafficate.
    Il sig. Cuffaro non perde tempo ad andare dal papa a prendere la comunione per la beatificazione di qualche fraticello di circa 300anni fa, ma ai ns. fraticeddi ccu ci penza? Dobbiamo andarcene tutti dalla Sicilia?

  48. SAROIGELA says:

    Sicilia terra do suli do mari da mafia e do rispettu cch nie nsignaru i patri u rispetti pi lanziani ,u rispettu e rispettari ci lavemmu do sangu .
    sulu a miria ci mangia lossa .
    lassammu a miria a chiddri do nord e facemmu da sicilia a terra de siciliani

  49. Gmorreale says:

    Salutamu,

    St’articulo mi tucco’ pi du cosi: una positiva e una negativa, anzi una positiva e due negativi. Accuminciamu di chiddi negativi:

    1) I Siciliani comu Marciano’ comu tanti autri hanno contribuitu e vicenni negativi Siciliani ed e’ bonu ca si sapi ca e’ ura di mannarili a casa.

    2) Nto certu sensu, mi dispiaci ca nta st’articulu si metti mmucca o Marciano’ a lingua Siciliana, per giunta in Italicu e di culuri russu, pi fari a viriri u culuru di l’affermazioni di stu menzu cristianu, e ammeci ci si eprime n’toscanu pi criticarilu.

    Iamu a chidda positiva:
    3) Bonu ca si denunzinu sti fatti, e cchiu’ si denunzinu, chiu’ si cancia. Sig. Marciano’, ora u sapemu nta tuttu u munnu l’ominicchiu che e’ vossia!

    Ing. Giovanni MORREALE

  50. Gmorreale says:

    Salutamu,

    sugnu profondamenti delusu. Leggiri sti cosi un fa` tantu beni o me cori.
    Sig. Onorevole Sammartinu, s`abbriugnassi …. si sintissi nicu nicu…. e `un vogghiu diri autru.

    Giuanni

  51. Ducezio says:

    Quando leggo questi articoli, mi convinco ulteriormente che i nostri politici stanno così comodi con le morbide poltrone sotto il deretano da non avere nessuna intenzione di levarsi per prendere posizione contro questi sopprusi. Ma siamo veramente pecore al macello?! Roba da plebisciti risorgimentali!

  52. pippudoz says:

    Ciau a tutti l’amici di L’Autra Sicilia e cumprimenti pi st’artìculu ntilligenti e chiaru – scrittu câ nostra lingua matri – n’ammustrannu nautra vota (puru siddu nun era mancu nicissariu) ca la lingua siciliana si pò usari pi discrìviri tuttu, pi fari l’argumenti pricisi e chiari e pi capiri tuttu dû munnu. E mi piaci assai stu muttu: cchiù dugnu, cchiù sugnu – viramenti palori santi. Cuntinuati comu sempri! Salutamu e a prestu! pippu d’angelo, canberra
    doppu scrittu: nun vi scurdati ca la wikipedia siciliana cuntinua jiri avanti cchiù forti, viniti ccà a vidiricci: http://scn.wikipedia.org/wiki/Pàggina_principali

  53. umiricanu says:

    Era da tempo che non mi affacciavo a questo sito. Giorni fa’ feci una visita e trovai dei commenti di parecchie settimane fa’. Non mi soprende, ed accetto volentieri, pur non essendo d’accordo, il commento di Fidiricu d’Aragona. E’ da un utente e membro dell’ “Altra Sicilia” ad un’altro. Lui ha tanto diritto alla sua opinione come ne ho io alla mia. Quello che respingo tanto per il contenuto come per la provenienza e’ quello di Michele Santoro. Se veramente ricopre l’incarico con il quale si firma, da’ un tono ufficiale come dirigente e quindi rappresentante di “Altra Sicilia”
    L’attacco personale contro un membro dell’organizione, presumibilmente con l’imprimatur della stessa (poiche’ se ne firma “coordinatore”)
    non e’ accettabile.
    Travedo nel contenuto la solita tecnica sinistroide ben collaudata qui’ ed altrove. Attacca personalmente colui che vuoi contraddire (tanto pre dirne una insinuando la possibilita’ che io sia un criminale di guerra; imputandomi ignoranza “un capiu nenti” e cosi’ via) e proponi “fatti” destituiti di ogni fondamento cosi’ estremi da non meritare il tempo di una smentita.
    Prima di chiudere chiedo una chiarifica: firmarsi con il nomignolo e’ pratica universale in tanti siti, compreso questo nel quale ne vedo molti. E’ probabile che questo sia il mio ultimo commento. Certamente non intendo continuare sull’argomento attuale, per me’ finisce qui’., Se decidessi di proseguire debbo, io solo, usare il mio vero nome? Inoltre, mentre il Sig. Santoro fa libero uso dell’informazione nel mio profile, non riesco a trovare il suo.

  54. lorenzodeglinnocenti says:

    Ottima iniziativa.

    Ho provveduto ad inserirla nel sito del Movimento Neoborbonico:

    http://www.neoborbonici.it

  55. arthurdieli says:

    Drawing a distinction between the Mafia and the Cosa Nostra is like drawing a distinction between water and rain. You get wet either way.

    Pointing out the difficulty of reform because of brother and sister and mother and father and grandparents is just making excuses.

    Today we have a clearer understanding of terror and terrorists. Sicilians tolerated terrorism for a long time.

    Basta.

  56. Ducezio says:

    Purtroppo ho l’impressione che i servi rincoglioniti che si radunano, o vengono radunati, ad applaudire il loro padrone di turno siano più di 10.000. Questa è una delle poche cose che mi fanno vergognare di essere siciliano. Nutro, comunque, una sincera speranza in un giorno migliore. Complimenti per il tuo articolo che condivido pienamente.

  57. mlachina says:

    “lui” e’ un MAFIOSO e dovrebbe essere in prigione insieme ai suoi complici.

  58. as1971 says:

    A questo proposito vorrei aggiungere che non è solo da 50 anni che la Sicilia è un paese occupato illegalmente: vi sono ampie testimonianze storiche che dimostrano che lo stesso plebiscito del 1860 non fu regolare (votazione palese, intimidazioni ai seggi, militari armati presenti al momento del voto, schede false etc etc), per cui la stessa annessione della Sicilia al regno d’Italia è da considerarsi irregolare.

  59. Ducezio says:

    Volevo solo aggiungere che i residenti in Friuli acquistano la benzina con una discreta riduzione (in media -0.170 al litro) in base a quanto lontano risiedono dalla frontiera ex-jugoslava. E’ il colmo se consideriamo che in Sicilia, con tutto l’apparato petrolchimico sparso per l’isola, paghiamo il carburante a prezzo pieno, senza defiscalizzazione, e con tutte le accise ed i balzelli inventati negli anni, incluse le varie guerre coloniali. Sarebbe ora che qualche politico “quacquaracquà” (rubo un’espressione del presidente Catania) si desse una mossa, cominciando a tutelare veramente gli interessi dei siciliani.

  60. william says:

    Ma con la devolution che cambia?
    Per la Sanità, mentre le altre regioni, compresa la Lombardia, contribuiscono con il 15 per cento della spesa, noi siciliani versiamo il 40 per cento.
    Per la scuola, l’intera spesa è già a nostro carico, mentre i programmi li definisce Roma, per cui a conoscere la nostra storia, quella vera, siamo veramente pochi.
    Il nostro erario, presidente del consiglio Giuliano Amato (di origine siciliana), quando nelle casse della Regione c’erano 16.000 miliardi (1986), se l’è confiscato grazie al voto determinante di un parlamentare siciliano che in cambio è stato nominato sottosegretario al Tesoro.
    Lo Statuto, conquistato con il sangue di Antonio Canepa e dei suoi ragazzi, è servito solo per creare le celeberrime 90 poltrone di Sala d’Ercole, funzionali esclusivamente ai partiti politici tutti centralisti, nemici acerrimi dell’autonomia.
    Nel ’47, quando entrò in vigore, sarebbe bastato applicare subito le norme d’attuazione, peraltro già elaborate dalla Paritetica, che invece fu sciollta da Peppino Alessi in nome dell’autonomia del Parlamento, in realtà in pieno accordo con Alcide De Gasperi. E’ stata ricostituita solo nel 1996, ma per dare uno stipendio al senatore Mario Ferrara, trombato alle elezioni.
    L’Alta Corte, unica garanzia per la sopravvivenza dell’Autonomia siciliana, dopo aver abrogato 90 leggi, di cui venti emanate dal parlamento centrale (e non nazionale come dicono tutti i siciliani, anche gli autonomisti) è stata sciolta di fatto (e non di diritto), nominando tutti i suoi giudici componenti della Corte Costituzionale. Era il 1956. Ars e Camere riunite avrebbero dovuto nominare i nuovi giudici, dopo 50 anni devono essere ancora convocate.
    E che dire degli articoli “finanziari” dello Statuto. L’articolo 38 è stato reiscritto nel bilancio dello Stato solo “per memoria”. In forza dell’articolo 36 le imprese che operano in Sicilia, anche se hanno sede legale altrove, dovrebbero pagare le tasse in Sicilia. Queste tasse vengono regolarmente versate ai comuni di Milano, Genova, Torino, Parma eccetera. Sono decine di migliaia di miliardi delle vecchie lire.
    Basti pensare alla sola benzina. Oltre il 60 per cento della benzina consumata in Europa (non nella sola Italia) è prodotta in Sicilia. I siciliani, in cambio di poche centinaia di posti di lavoro, ne hanno solo inquinamento, malattie gravissime e un forte danno al turismo. E allora ?

  61. admin2 says:

    Riceviamo in mail un commento su questo articolo:

    “molto belle le Vostre parole, ma non so perché (mi vorrete scusare per quello che sto scrivendo”… ho la netta sensazione che il tutto si puo’ tradurre semplicemente in un’ “aiuto, ci stanno togliendo la sedia sotto il c…”!

    Anche i Signori Politici siciliani, non si capisce perche’ (o forse si..) fanno solo sotto data elezioni: cambiamo le citta’, le piazze (forse non lo sapete, ma il 2006 a Catania e’ “l’anno Internazionale delle “Rotonde”
    .. stanno nascendo come i funghi), ci mettono i fiori, ecc ecc. La mia opinione sui privati, o meglio “sul siciliano della strada”? non certo molto meglio: quando propongo al mio cliente un viaggio organizzato da un
    T.O. siciliano (… spiegando che il prodotto e lo stesso o pure meglio, che costa uguale oppure anche di meno, ecc) alla fine mi fa “… ma non e’ piu’ sicuro un T.O. del Nord ??? Vado al supermercato e cerco tutti i prodotti “made in Sicily”: alla cassa mi fanno “ma come, la mozzarella Z…, c’e la B… in offerta…”, si signora, ma se compro quella di Z.. , la Z.. vende di piu’, diventa grande e FORSE un domani su figlio lavora in
    Sicilia anzicché a Milano, non sarebbe meglio?? Ah si, forse ha ragione.. FORSE ????? Due esempi “stupidi” di tutti i giorni. Non sono certo “razzista”, ma per ME il lavoro DEVE rimanere in Sicilia, i SOLDI DEVONO rimanere in Sicilia, ma per fare tutto cio’ avremmo bisogno di una acuta CAMPAGNIA che lo faccia capire alla gente e poi di qualche politico che non si fa solo gli interessi suoi!!!

    Firmata da una “siciliana d’adozione” (ci vivo e litigo per questi motivi da 25 anni in Sicilia !!!) Gabriella Steil”

  62. william says:

    Gentile “siciliana d’adozione”,
    guardi che gli unici che da queste parti hanno “la sedia sotto il culo” sono i celeberrimi “novanta ladroni” e i loro galoppini. E a quelli la sedia non glie la tocca nessuno. Anzi, più collaborano con il potere centrale e maggiori premi ricevono. E’ così dai tempi di Ciccio Crispi, l’albanese figlio del parroco di Sant’Angelo Muxaro. Infatti, grazie ai collaborazionisti lo Statuto siciliano, che tanto ci invidiano catalani, irlandesi, scozzesi, baschi eccetera, tranne che per la parte formale, o meglio, istitutiva, per cui si è costituito il governo regionale e si è riaperto il parlamento (chiuso per 83 anni, dall’avvento dei Savoia), non se n’è fatto mai nulla. Un piccolo esempio. Per andare e venire dalla Sardegna, Regione autonoma che non dispone nemmeno dell’uno per cento dei poteri della Regione Siciliana, i residenti pagano cifre irrisorie. Così non è per la Sicilia, il cui Statuto che è legge costituzionale e parte integrante della Costituzione italiana, dipone all’articolo 21 che all’atto della formazione dei prezzi e delle tariffe da e per la Sicilia deve partecipare un rappresentante della Regione. Lei parla di lavoro. Be’, la sfido a trovare casi di emigrazione dalla Sicilia prima del fatidico 1860. Prima, ad esempio, a Palermo, esistevano il Borgo dei Lombardi (oggi Borgo Vecchio), ben sette città della Sicilia sono abitate da orindi lombardi che venivano qui a trovar lavoro, ma ci sono anche il quartiere dei Catalani, quello dei Genovesi, quello dei francesi, più noto come Vucciria. La Fonderia Oretea era la più grande d’Europa. E’ stata smontata e trasferita a Terni. I cantieri navali erano i più grandi del Mediterraneo. Se ne serviva anche la marina inglese. Sono stati trasferiti a Livorno. Tra Capo d’Orlando e Patti si produceva la seta da oltre mille anni, fin dai tempi in cui la Sicilia era il “gioiello”, Aziz, del mondo mussulmano. Opifici e filande sono stati chiusi perché di seta bastava quella prodotta nel comasco. E l’elenco potrebbe continuare con la produzione del cotone tra Sciacca e Selinunte, la produzione della carta eccetera. Lei dice: “I soldi devono rimanere in Sicilia”. Bene. LO Statuto siciliano agli articoli 39 e 40 prevede l’istituzione di una camera di compensazione presso il vecchio Banco di Sicilia (prima che l’oriundo siciliano Giuliano Amato ne facesse strame), dove far confluire tutte le rimesse in valuta estera degli emigranti, la valuta proveniente dagli scambi commerciali sui mercati internazionali e quant’altro. Questa norma è rimasta lettera morta. E le banche siciliane sono state chiuse. Ovviamente, tutto questo è stato possibile grazie ai collaborazionisti locali, ai quali, stia pur certa, nessuno toglierà la sedia da sotto il culo. Anzi!!!

  63. Rino says:

    Rino Baeli da Messina scrive:

    Ho ricevuto oggi una telefonata dal Professor Mirto dell’Università di Palermo che lavora insieme a Giuseppe Scianò per divulgare tutta la storia della Sicilia nascosta al Popolo Siciliano.

    Avevo chiesto loro di andare a vedere una LAPIDE DEDICATA AL VESPRO NASCOSTA DA UN ALBERO ED UNA SIEPE per cercare di riportarla alla luce.
    Questa lapide si trova sul muro accanto alla Torre-Campanile della Chiesa della MARTORANA a Palermo di fronte alla Chiesa di San Cataldo, accanto al Municipio, Palazzo delle Aquile.

    Potete vederla nelle pagine internet che seguono:

    http://www.osservatorio-sicilia.it/index.php?mod=&opmod=read&id=it/118330821 9

    http://www.messinacity.com/News/Archivio/2004/2004-03_Lapide.htm

    c’è anche in un sito di Milano che archivia tutte le lapidi si chiama

    http://www.chieracostui.com/ cercate nel sito: Palermo-Vespri

    Adesso il Prof Mirto mi dice di essersi informato con il prete che gestisce la chiesa, che fa risalire la lapide al periodo risorgimentale.
    Da quello che so io tutto il complesso è gestito dai CAVALIERI DEL SANTO SEPOLCRO che fissano orari di apertura e gestione del complesso monumentale.

    L’accesso alle due chiese è proprio dalla piazza dietro il Comune,
    dove c’è il teatro in ristrutturazione. La lapide si trova proprio in cima alla scala d’accesso dopo il cancello sulla sinistra.
    Se fosse libera da coperture di alberi si potrebbe vedere anche da fuori, anche quando il complesso monumentale è chiuso, fuori dagli orari di visita.

    Un posto veramente UNICO in tutta Palermo trattandosi del monumento più famoso dei NORMANNI infatti la Chiesa della Martorana è la più famosa chiesa di Palermo perchè contiene il famoso MOSAICO di INCORONAZIONE DEL RE NORMANNO direttamente per mano di DIO PADRE ONNIPOTENTE, si trova sulla destra appena si entra (vedi foto su internet cerca: RUGGERO II mosaico)

    Come potete vedere dalla foto la chiesa della Martorana è già BEN NASCOSTA, a sinistra dal Teatro e dalla pesante Facciata settecentesca a destra.

    La lapide è posta sul muro laterale di questa facciata, accanto alla torre.

    Sulla lapide NON CI SONO DATE ma solo il testo in italiano che segue:

    IL POPOLO SICILIANO

    LIBERATOSI APPENA DAL GIOGO ANGIOINO

    ADUNAVA IL GENERALE PARLAMENTO

    E MENTRE LA EROICA MESSINA

    CON MIRABILE VALORE

    FIACCAVA L’IMPETO DELLE ORDE INVASORI

    CHE LA CURIA ROMANA

    VENIVA INCITANDO A SOSTEGNO DELL’ESPULSO

    DECRETAVA CONCEDERE

    PRONTI E VALIDI MEZZI A

    STABILE AUSILIO A RESISTERE

    LA MONARCHIA NAZIONALE

    RAFFRENATA E SORRETTA

    DALLE ANTICHE LIBERTA’ DEL PAESE

    Vorrei farvi notare che la Chiesa chiamata poi della Martorana è stata costruita nel 1143 da Giorgio D’Antiochia, ammiraglio di RUGGERO II il Normanno,
    fu poi ceduta nel 1433 al monastero adiacente fondato da Eloisa Martorana, da cui prende il nome. Della costruzione originaria resta il campanile ed il corpo della chiesa…(testo tratto da un volume TURISTICO stampato in decine di migliaia di copie).

    Vi faccio notare che il Duomo di Palermo è stato costruito nel 1185, cioè 42 anni dopo la Martorana. ANCHE IL DUOMO è CIRCONDATO da 4 campanili simili a quello della MARTORANA.
    IL PALAZZO DELL’ARCIVESCOVO DI fronte al Duomo è stato costruito dopo alcuni secoli dal VESPRO, se notate i campanili sono simili a quelli del duomo ma MOLTO PIU’ ALTI e IMPONENTI.
    Nell’architettura si manifesta la POTENZA DEL VATICANO che vuole emulare, superare e nascondere la grandiosità del duomo costruendo di fronte all’ingresso principale un edificio PIU’ GRANDE e PIU’ IMPONENTE DEL DUOMO STESSO, sta a significare il tentativo simbolico di sottomettere la CHIESA SICILIANA AL POTERE DI ROMA che attraverso il suo enorme palazzo sovrasta il duomo stesso. La costruzione poi dell’ingresso laterale del Duomo relega le TOMBE IMPERIALI degli SVEVI SCOMUNICATI in un angolo nascosto, mentre entrando dalla porta principale si trovavano subito a destra come il mosaico di Ruggero II alla Martorana.
    Tutto questo non è casuale, sono passati sette secoli di continue SOVRAPPOSIZIONI ad arte per NASCONDERE LA VERA GLORIOSA STORIA DELLA SICILIA e del POPOLO SICILIANO,
    da quel giorno di pasqua del 1282, da quella grande vittoria di un POPOLO INTERO contro lo strapotere del papa e dei re da lui inventati e incoronati.

    Se si deve cominciare a FAR VEDERE la Storia , si deve cominciare dal VESPRO, da questa lapide nascosta in pieno centro, accanto al Comune.

    Questa bella tela che rappresenta la chiesa del Vespro nel cimitero di Sant’Orsola dove scoppiò la rivolta, è la scenografia che chiude il SIPARIO DEL TEATRO DI RACALMUTO, il paese di Leonardo Sciascia.
    Anche questa è rimasta nascosta per molti anni con tutto il teatro, adesso apre tutti gli spettacoli che si fanno dopo il restauro voluto dallo scrittore. Sciascia non ha avuto la fortuna di vedere la riapertura del teatro.
    Sciascia si iscrisse alla facoltà di lettere dell’università di Messina, quando veniva a Messina prendeva una camera all’Hotel Roma.
    Questo albergo si trova accanto al Duomo di Messina, proprio accanto al Campanile del Duomo dedicato alla GUERRA DEL VESPRO.
    All’ultimo esame ci fu un diverbio con il professore, Sciascia fu così contrariato che non tornò più a Messina. Non concluse gli studi con la Laurea.
    L’Università di Messina non gli ha dato la Laurea in vita, sono dovuti passare 10 anni dalla sua morte per concedere la laurea “alla memoria”.
    Sciascia ci ha lasciato un’ultima frase che riassume tutto questo “ce ne ricorderemo di questo pianeta”.

    Facciamo in modo che il Popolo Siciliano se ne ricordi adesso di questo pianeta Sicilia.

    Rino Baeli 333 7477702 http://www.siciliapaisi.org baeli@zancle.org

  64. tabasco8 says:

    forza sicilia

  65. admin2 says:

    Riceviamo in mail il seguente commento di g. matera:Sono un siciliano (continentale) come voi, il sud marcia con 2 palle al piede, una è lo stato italiano, l’altra è la nostra mentalità negativa ben rappresentata dalla raccomandata classe dirigente meridionale.

    Il nostro sottosviluppo è stato impostato con l’occupazione del 1860 e ribadito dalla costituzione del 1948, in quanto in rapporto al nr. di abitanti, il sud conta su meno deputati rispetto ad altre aree italiche.

    Il nostro sviluppo è incompatibile con quello del nord perché la loro economia si basa e si nutre del nostro sottosviluppo, altrimenti le loro merci chi le compra e soprattutto chi le produce?? Basti pensare a quanti milioni di euro finiscono nelle casse delle soc. d’assicurazione (tutte del nord) con i premi pagati dagli automobilisti del sud o all’iva prodotta da aziende del nord al sud che viene accreditata alle regioni del nord (vedi bolletta telecom, sede milano).

    Questo stato sfrutta il dramma di tanti giovani x coprire le proprie inadempienze, tanti giovani che in alternativa alla strada hanno o la criminalità o l’emigrazione o la domanda nell’esercito italiano! Dove non c’è possibilità di scelta non c’è libertà. È in atto da 145 anni un colossale trasferimento di ricchezza da sud a nord: risorse umane e denaro.

    Uno stato onesto avrebbe spiegato da tempo come si è formata realmente l’unità e avrebbe messo termine a disoccupazione, emigrazione e criminalità. L’assenza di piani di sviluppo, di programmi a favore del sud dimostra la loro malafede. Finchè il sud sarà accorpato allo stato italiano il trend non cambierà. Il sud ha bisogno di istituzioni nuove e meridionali con a capo un garante x emergere da 145anni di occupazione e sottosviluppo, cominciamo a ragionare x noi stessi e non nell’ottica dell'”italia”.

    La questione sud non è una condizione naturale alla quale dobbiamo sottostare, ma dipende dalla nostra volontà.

    La storia insegna, la storia vuole le 2sicilie indipendenti, se esiste il lussemburgo,la slovenia,il portogallo,san marino, l’austria ecc. può e deve esserci uno stato x 25milioni di colonizzati. La propaganda pro-unità è smascherata palesemente e ha fatto il suo tempo.g.matera – prov. di capitanata

  66. admin2 says:

    Riceviamo in mail il seguente commento all’articolo da parte di Salvo Sapuppo.

    Suggerirei di lasciar perdere il parere dei numerosi “autonomisti” dell’ultimora i quali, fingendo di ignorare il fatto che la Sicilia è già una regione con uno statuto ampiamete autonomista, rivendicano tale prerogativa alleandosi nientemeno che con la lega nord. Incredibile ma vero.

    Io non voglio difendere nessuno ed ancor meno il governo Prodi nel quale, come liberale di sinistra non mi riconosco minimamente, però non griderei allo scandalo per l’assenza di ministri siciliani al governo della Repubblica e ti spiego sinteticamente perchè.
    In primo luogo non mi risulta che mai un ministro siciliano abbia pensato alla sua terra se non in maniera clientelare e strumentale per i suoi interessi e quelli degli amici suoi.
    In secondo luogo perchè non mi fido più di nessun politico siciliano di qualsiasi parte o schieramento, visto quello che hanno dimostrato di saper fare nell’ultimo mezzo secolo, a tal proposito invito chiunque a dare un’occhiata al sito http://www.disonorevoli.it
    Ed ancora perchè, forse, farebbe meglio i nostri interessi qualcuno che non sia siciliano.
    SIETE D’ACCORDO?

    Per queste mie sintetiche convinzioni chiedo al vostro giornale di farsi promotore di una iniziativa politica che potrebbe dare respiro alla Sicilia, ai siciliani e all’attuazione delle garanzie autonomiste riconosciute dalla Costituzione Repubblicana alla nostra martoriata isola.
    L’iniziativa che propongo? Semplice e molto più efficace di quanto abbiamo visto finora, anche se potrebbe apparire a prima vista irragionevole, provocatoria ed autolesionista.

    COMMISSARIAMO IL GOVERNO DELLA SICILIA, SUBITO (non l’assemblea ma solo il governo)

    Come? Con una piccola ma efficiente squadra di stranieri esperti in pubblica amministrazione, meglio ancora se di origine e cultura scandinava. Potrebbero amministrarci solamente meglio di come abbiamo saputo fare noi.

    SONO DISGUSTATO E NAUSEATO DELLA POLITICA FATTA DAI SICILIANI PER LA SICILIA

    Ciao e grazie per l’attenzione. Salvo Sapuppo

  67. admin2 says:

    Riceviamo in mail il seguente commento all’articolo:

    “Complimenti,
    ho letto l’articolo ed è molto bello e sopratutto scritto dopo le elezioni, un articolo che mette da parte il protagonismo ed invita “la parte libera” dell’elettorato a pensare che la politica non è tutta una cosa, e non è una pazza rincorsa alle poltrone e sopratutto mi sono proprio seccato di vedere istrioni della politica che non hanno interesse per far crescere la Sicilia, ma conservano per bene i problemi costituendo e rafforzando sacche di voti e bisogni per garantirsi una percentuale sicura di voti che magari è formata da persone che non capiscono niente di politica perchè non hanno tempo e devono andare a lavorare o a cercarsi il lavoro e quindi non esprimono la propria idea ma mettono una croce dove si arraffa di più.

    Io sono convinto che questo sistema clientelare-schifoso e poco rispettoso della dignità umana non smette di funzianare perchè è altamente collaudato e sopratutto perchè aumentando le “grebbie” di voti, di bisogni di malessere si spostano automaticamente porzioni consistenti di voti al miglior offerente o a chi è più bravo a promettere di più.
    I siciliani sono intelligenti, di questo non ho dubbio, ma hanno avuto troppe fregature per credere in un nuovo progetto senza nessuno che si impegni seriamente a spiegare perchè si deve uscire da questo stallo e continuare per noi per il nostro futuro e non perchè schiavizzati da un favore che magari era un nostro diritto.

    Complimenti ancora.

    Silvio”

  68. roberto66 says:

    come ho gia scritto ieri non sono daccordo musumeci non e la persona giusta a cui confidarsi.

    anche lui non e altro che uno dei tanti sanguisuga del passato a solo cambiato bandiera.

    ma non ha mai fatto niente per la nostra sicilia

    per i nostri figli per noi.

    e di possibilita ne a avute.

    condivido all 99 % le vostre idee.

    ma non dobbiamo avere paura del 5 % perche
    basterebbe far capire che finalmente c e qualcuno che non desidera altro che cambiare veramente tutto in sicilia.

    il potenziale c e perche e arrivato il momento giusto i siciliani desiderano un cambiamento.

    ma non bisogna fare gli errori che hanno fatto tutti in passato.

    parlare far capire cosa significa l altra sicilia ma non ripetersi nei sbagli del passato.

    quel che conta e il da fare da oggi in poi il futuro della nostra bella sicilia del sud di tutti noi dei nostri giovani.

    ripeto ma senza musumeci questo sarebbe un errore enorme.

  69. Ducezio says:

    E’ piacevole scoprire una giornalista con le idee chiare e con una lodevole sincerità, difficile da trovare all’ombra di certi camapanili gestiti da politicanti avvezzi alle osterie!
    Congratulazioni!

  70. william says:

    Giusto, ma sostanzialmente inutile e, soprattutto, fuori tempo massimo. Perché l’uso del termine Regione Sicilia, anziché Regione Siciliana, ha avuto inizio nel 1970 con l’istituzione delle cosiddette regioni ordinarie. Per i più, comunque, fin da allora, specie se appartenenti alle cosiddette categorie intellettuali (sic!) è solo un modo per sottolineare la loro conoscenza del diritto costituzionale italiano. E’ nei libri di scuola, specie nei testi universitari, infatti, che si parla di Regione Sicilia, anche se, per la prima volta in assoluto, questo termine fu utilizzato dal Giornale di Sicilia in un articolo dell’allora giovanissimo Giovanni Pepi, poi nominato condirettore responsabile. Ma c’è anche chi sa quel che dice e lo dice perché, specie sul piano psicologico, vuole l’omologazione della Sicilia alle altre regioni. E questi, in malafede, sono in particolare i politici. A cominciare dal capostipite dei ministri per i rapporti con le regioni, il sindacalista friulano della Cisl Mario Toros che, nel luglio del 1973 (quarto governo Rumor), pur essendosi reso conto che il suo potere si fermava a Reggio Calabria, diffuse una nota alla stampa annunciando di aver “vistato” una norma in materia di lavoro approvata la settimana prima a Sala d’Ercole, dando disposizione al “Commissario di Governo” della “Regione Sicilia” di autorizzare la pubblicazione della legge. I primi a reagire, e di brutto, furono i giornali siciliani e ne sortì un conflitto istituzionale che si risorse con le scuse ufficiali del neo ministro, dopo che qualcuno gli spiegò che, almeno sulla carta, il Commissario dello Stato era autonomo e che fra i suoi poteri c’era anche quello di impugnare le leggi dello Stato in contrasto con lo Statuto speciale della Sicilia. Ignorante più di una capra, il ministro sindacalista, appartenente al carro di Carlo Donat Cattin, non seppe mai che forse, un briciolo di ragione l’aveva e che tutto quel contesto era in piedi solo per prendere per i fondelli i siciliani. Con la sentenza n. 6 del 1970 (Presidente della Regione il democristiano Mario Fasino), infatti, la solita servizievole Corte Costituzionale, autosostituitasi, con la sentenza n. 38 del 1957 all’Alta Corte, aveva dichiarato (senza che in Sicilia nessuno avesse nulla da obiettare, non capendo che il ridimensionamento del Commissario dello Stato comportava anche il ridimensionamento dei poteri della Regione) costituzionalmente illegittimo l’articolo 27 dello Statuto, quello secondo cui “un Commissario nominato dal Governo dello Stato,promuove presso l’Alta Corte i giudizi di cui agli articoli 25 e 26 e, in quest’ultimo caso anche in mancanza di accuse da parte dell’Assemblea regionale”. Era, però, rimasto in piedi l’articolo 30 che lasciava al Commissario dello Stato il potere di “impugnare per incostituzionalità davanti l’Alta Corte le leggi e i regolamenti dello Stato, entro trenta giorni dalla pubblicazione”. Con sentenza n. 545 del 14 dicembre 1989 la solita Corte Costituzionale ha dichiarato (presidente della Regione il democristiano Rino Nicolosi) “la caducazione del potere del Commissario dello Stato di impugnativa delle leggi e dei regolamenti statali”. E nessuno, al solito, ha fiatato. Si potrebbe obiettare che alla Corte Costituzionale spetta solo il compito di intervenire sulle legge ordinarie non in sintonia con la Costituzione e di far rispettare le leggi costituzionali, a prescindere del loro contenuto, da difendere a spada tratta. Ovvero, come un tribunale deve difendere e far rispettare la legge dello Stato, senza interpretare e modificare, così i giudici di Palazzo dei Marescialli dovrebbero difendere e curare l’applicazione della Costituzione e delle leggi costituzionali. Sbagliato, almeno per quanto riguarda la Sicilia. Infatti, e nessuno mi venga a dire che gli autori dell’iniziativa non sapessero e non capissero cosa stavano facendo, l’Alta Corte per la Regione Siciliana, di cui faceva parte Camillo Finocchiaro Aprile, con la sentenza n. 4 del 19 luglio-10 settembre del 1949, dichiarò parzialmente incostituzionale la legge costituzionale 26 febbraio 1948, n. 2 per la conversione in legge costituzionale dello statuto della Regione Siciliana, pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale della Repubblica n. 58 del 9 marzo 1948 ed entrata in vigore il giorno successivo. In particolare, fu cassato il seguente comma 2 dell’art. 1: “Ferma restando la procedura di revisione preveduta dalla Costituzione, le modifiche ritenute necessarie dello Stato o dalla Regione saranno, non oltre due anni dall’entrata in vigore della presente legge, approvate dal Parlamento nazionale con legge ordinaria e per gli effetti dell’art. 116 della Costituzione”. Chi ha seguito quelle vicende sa benissimo che s’era trattato di un contentino dato ai nemici dell’Autonomia siciliana, come ad esempio Luigi Einaudi, che, però, non avevano la forza, sul piano politico, di interferire in alcun modo. “Non potevamo noi, in alcun modo – commentò Finocchiaro Aprile a sentenza pubblicata – sopportare tanto grave ingiuria. Consentire di modificare, anche se solo ipoteticamente e sulla carta, con una legge ordinaria ilo nostro Statuto. Ohibò!”. Quand’avvenne tale episodio mancavano esattamente cinque mesi al 10 marzo del 1950, allorché la norma contestata sarebbe automaticamente decaduta, così come da 18 mesi era decaduta quella Costituente che l’aveva avallata. Ed invece si volle, stupidamente, per mera questione di principio, dichiarare illegittima una norma della Costituente, aprendo la strada a tutti gli interventi successivi sul nostro Statuto, giuricamente giustificati dal particolare che i primi a porvi mano siamo stati proprio noi siciliani. E queste sono quisquiglie, a prescindere dalla Devolution di Bossi che con l’istituzione del Senato Federale ci omologa definitivamente alle regioni a statuto ordinario, rispetto alla riforma dello Statuto elaborata l’anno scorso dall’Assemblea regionale che giace ora in qualcuno dei cassetti della presidenza del Senato. Per nostra fortuna, infatti, la nostra controparte è costituita da una gran massa di ignoranti (costituzionalmente parlando) e quando, avviata la discussione generale in commissione della proposta di riforma arrivata dalla Sicilia si sono trovati di fronte all’articolo che istituisce le province, hanno pensato che anche noi, come ha fatto la Sardegna che ha ripristinato gli antichi “Giudicati”, volessimo creare nuove province con relativa assunzione di personale, creazione di nuove camarille e quant’altro. E, quindi, l’hanno messa in un cassetto in attesa di trovare i fondi necessari. E non sapevano che quella norma era, invece, destinata a legittimare le attuali province che lo Statuto del 1946 ha abrogato e sono state illegittimamente ricostituite nel 1970 su iniziativa del Governo Rumor e, in particolare, dall’allora ministro dell’interno, il siciliano Franco Restivo, che per sette anni consecutivi aveva ricoperto la carica di presidente della Regione Siciliana e ben sapeva quello che stava facendo. Ufficialmente l’iniziativa, in assoluto mai contestata in Sicilia, fu giustificata con la necessità, mandando tutti alle urne per eleggere i nove consigli provinciali, di conoscere anche il pensiero politico dei siciliani, considerato che contestualmente, dal Brennero a Reggio Calabria, passando per la Sardegna, si votava per eleggere i primi 15 consigli regionali a statuto ordinario e per il rinnovo di tutti i consigli provinciali. E questa è la prova provata che per arrecar danni alla Sicilia è necessaria la collaborazione dei siciliani. Altro che piangere perché in questo governo non ci sono ministri siciliani. Avremo qualche elemosina in meno, ma anche tanti danni in meno. E su questo piano potremmo continuare all’infinito anche perché i parlamentari siciliani non sono 61 (61 sono i collegi), ma 80, mentre un’altra decina vengono eletti sul Continente in collegi “più sicuri”. Sono loro, infatti, i maggiori nemici dell’Autonomia, specie quando s’accorgono che ogni loro potere, in forza dello Statuto siciliano, si ferma a Reggio Calabria. Ma tant’è!

  71. william says:

    Ps: ovviamente, il personaggio citato è Andrea e non Camillo Finocchiaro Aprile. Un lapsus di cui mi scuso.

  72. siciliano says:

    Il mio è l’appello di un siciliano stanco di essere preso in giro dai Partiti tradizionali e soprattutto da tutti quei Movimenti che si rifanno all’Autonomia Siciliana. Sono stanco di chi approfitta del sentimento che ci lega alla nostra Terra per scendere a compromessi con i Partiti che storicamente hanno abusato della Sicilia. Dei tanti Movimenti autonomisti isolani, nessuno ha realmente a cuore la defiscalizzazione, la regionalizzazione, il Referendum sulla Devolution e tutto quello per cui ci si dovrebbe battere!! Cercano voti, a volte li prendono ma in 35 anni mai nulla è cambiato realmente, siamo schiavi, dalla Liberazione d’Italia ad oggi siamo subendo un’altra dominazione. Le cose sono due: o noi siciliani siamo talmente abituati ad essere dominati da non accorgercene oppure è davvero ora il momento di lanciare il nostro grido, a tutta l’Italia ed a tutto il Mondo. Ho voglia di mettermi in discussione, con tutti quei fratelli siciliani, in Sicilia e nel Mondo, per aprire un vero Forum sulla Sicilianità e su quello che veramente siamo tutti disposti a fare per la Sicilia. Occorre lavorare ad un Movimento forte, senza secondi fini (io sono un Agente di Viaggio e tale voglio restare). Voglio che la Sicilia sia rispettata e riconosciuta come vero ed unico Ponte tra l’Europa e tutti i Paesi del Mediterraneo. Voglio che dovunque, nell’Isola, sventoli la bandiera siciliana, sogno che chiunque venga in Sicilia resti affascinato, oltre che da ciò che la Natura e la Storia ci hanno lasciato, dallo spirito e dalla fierezza che anima il Suo Popolo. La bandiera siciliana è la nostra bandiera e per essa dobbiamo muoverci sino allo sfinimento! Insieme possiamo e dobbiamo riuscirci!! Abbiamo 5 anni di tempo (sino alle prossime regionali) per organizzare un Vero Movimento Autonomista e far si che i nostri sogni siano noti a tutti, politici e semplici cittadini. Siamo gente forte, onesta e possiamo farcela, uniamoci seguendo, come unico programma, lo Statuto della nostra Autonomia, sino troppo infangato. Lancio a tutti i veri Siciliani questa sfida: Lottiamo per attuare i 12 punti che l’Altra Sicilia ha individuato.
    Grazie

  73. siciliano says:

    e ancora perdiamo tempo? Diamoci una mossa reale e riprendiamoci ciò che ci appartiene, la Sicilia!

  74. william says:

    Ho la sensazione che vi sfugga qualche piccolo passaggio interno delle vicende di Palazzo Reale, ribattezzato nel ’46 dai democristiani dell’epoca Palazzo dei Normanni, anche se realizzato dall’emiro Adalcamo nell’anno 840, per evitare che la parola “reale” potesse interferire nella campagna elettorale in corso per il referendum sulla monarchia. Il Mip,Movimento d’iniziativa popolare, infatti, fu costituito nel 1970 dall’omnipotentissimo Nino Gullotti quando, lasciata la corrente dorotea, volle così distinguersi da andreottiani e colombei (questi ultimi, poi, fagocitati dai primi), assumendo il ruolo di leader del gruppo di maggioranza relativa, in alternativa ai fanfaniani di Giovanni Gioia, agli andreottiani di Salvo Lima, ai centristi di Scelba e Ciccio Parisi (padrino politico di Raffaele Lombardo e ai sindacalisti di Donat Cattin, rappresentati in Sicilia da Nino Muccioli, Raffaele Avola e Lillo Mannino, maestro e donno di Raffaele Lombardo, Totò Cuffaro e Saverio Romano. Del Mip, però, s’era persa ogni memoria già a metà anni ’80 col declino politico di Gullotti, che mai, come tutti i maggiori rappresentanti della classe politica siciliana, sebbene più volte ministro, riuscì ad assumere un ruolo di leader nazionale, essendo sempre rimasto al servizio di Mariano Rumor e di Tony Bisaglia. D’altronde, fin dai tempi di Roma, sempre questo è stato il ruolo degli ascari, che al massimo venivano insigniti del riconoscimento di liberti, pur restando, però, al servizio degli italici padroni. A rilanciare il Mip nella passata legislatura, è stato il messinese Carmelo Lo Monte, giovane outsider della scuderia Gullotti negli anni ’70, trasmigrato nel partito popolare all’atto dello scioglimento della Dc e promotore, insieme con Totò Cuffaro (all’epoca nell’Udeur di Mastella e, quindi nel centrosinistra) e con l’ex socialista e fondatore di Nuova Sicilia Bartolo Pellegrino, al colpo di mano che ha provocato la caduta del Governo Capodicasa e l’elezione dell’ex democristiano Vincenzino Leanza, poi passato a Forza Italia, che lo ha così ringraziato per aver riportato la Sicilia nell’orbita del centrodestra e aver posto le condizioni per il celeberrimo 61 a 0 di cui va tanto fiero Gianfranco Micciché. Lo Monte, invece, non trovando spazio nelle liste del Ccd e del Cdu di Messina, si è aggregato a Sergio D’Antoni, fondatore di Democrazia europea, di cui all’Ars è divenuto capogruppo. E c’è rimasto anche quando Sergio D’Antoni s’è trasferito prima nella Margherita e, quindi, a Montecitorio. In quell’occasione, infatti, Lo Monte, con l’aiuto di Totò Cuffaro che gli ha prestato un paio di deputati dell’Udc per fare numero e aggirare il regolamento parlamentare, si è limitato a cambiare nome al gruppo, passando da Democrazia europea a Mip, in omaggio alle reminiscenze giovanili, per legarsi a doppio filo con Raffaele Lombardo che l’otto aprile scorso lo ha messo in testa alla lista del Mpa, mandandolo a Montecitorio. Evidentemente, il giovane Eusebio Dalì, di chiara provenienza repubblicana, ignorava che quella tra Mip, cui si era avvicinato negli ultimi giorni della tredicesima legislatura, Mpa e Udc era una partita tutta democristiana tra democristiani e che il Mip era solo una sigla di transizione per consentire ad alcuni amici di Lombardo e di Cuffaro di ottenere le indennità previste dal regolamento dell’Ars per i gruppi parlamentari (anche se fasulli, come buona parte dei 17 esistenti a conclusione della tredicesima legislatura) e consentire ad alcuni di loro di accasarsi tra Montecitorio e Palazzo Madama. Non è difficile ritenere, a questo punto, che il giovanotto in questione, non sapendo tutto questo, possa aver pensato che candidandosi con il Mip, che già gli addetti ai lavori sapevano che sarebbe stato disciolto già all’atto della presentazione delle liste per Camera e Senato, avrebbe potuto facilmente scavalcare il deputato uscente di Palermo, l’ex autonomista (ma solo per la campagna elettorale del ’96, giusto il tempo d’essere eletto nella lista di “Noi Siciliani”) ed ex consigliere comunale di Palermo in rappresentanza del Partito popolare Nino Scalici, che a Sala d’Ercole c’era arrivato con poco più di 1400 preferenze come numero due della lista di Sergio D’Antoni. Da qui l’uscita in tutta fretta con l’invasione della città e l’invito a votare per un partito che non è mai esistito se non nell’immaginario dei fedelissimi della Balena bianca che di correnti, organizzate come veri e propri partiti ne contava ben otto. Salvo, poi, a scoprire che alle regionali non ci sarebbe stata una lista del Mip e che di spazio nell’Udc, dove c’è gente eletta con oltre 32 mila voti di preferenza non ce n’era. Meglio quindi ripartire da zero, al servizio di Gianfranco Micciché che, in questi 12 anni ha dimostrato di saper gtrovare ottime collocazioni per tutti i suoi amici.

  75. roberto66 says:

    ti sei perso in chiaccere

    non ti accorgi che sono solo dei parassiti.

    quantu ma quantu mi fa mali u mo cori

    sanu mangiatu nun sulu i mo ossa

    ma tutta a terra mia Bedda

    ittamuli tutti fora

    mannamuli a vaddari li pecori

    nun sunu degni di chimarisi siciliani.

    si 4 delinquenti di tutti i partiti

    ca morriri hannu fattu e morriri fannu a fimmina Bedda mia

  76. Ducezio says:

    Forse il ponte sullo stretto potrebbe essere utile se tutto il resto fosse già a posto. Dico forse perchè dopo la Salerno- Reggio C. qualche perplessità è comprensibile. Dico forse perchè l’impatto ambientale sarebbe sconvolgente. Dico forse perchè il ponte sarebbe l’ennesima occasione per le aziende padane di abortirne la realizzazione facendo soldi a palate sulle nostre spalle. E poi, tra le cose più importanti, non dimentichiamo che anche gli acquedotti avrebbero bisogno di qualche lavoretto.

  77. siciliano says:

    Il mio è l’appello di un siciliano stanco di essere preso in giro dai Partiti tradizionali e soprattutto da tutti quei Movimenti che si rifanno all’Autonomia Siciliana. Sono stanco di chi approfitta del sentimento che ci lega alla nostra Terra per scendere a compromessi con i Partiti che storicamente hanno abusato della Sicilia. Dei tanti Movimenti autonomisti isolani, nessuno ha realmente a cuore la defiscalizzazione, la regionalizzazione, il Referendum sulla Devolution e tutto quello per cui ci si dovrebbe battere!! Cercano voti, a volte li prendono ma in 35 anni mai nulla è cambiato realmente, siamo schiavi, dalla Liberazione d’Italia ad oggi siamo subendo un’altra dominazione. Le cose sono due: o noi siciliani siamo talmente abituati ad essere dominati da non accorgercene oppure è davvero ora il momento di lanciare il nostro grido, a tutta l’Italia ed a tutto il Mondo. Ho voglia di mettermi in discussione, con tutti quei fratelli siciliani, in Sicilia e nel Mondo, per aprire un vero Forum sulla Sicilianità e su quello che veramente siamo tutti disposti a fare per la Sicilia. Occorre lavorare ad un Movimento forte, senza secondi fini (io sono un Agente di Viaggio e tale voglio restare). Voglio che la Sicilia sia rispettata e riconosciuta come vero ed unico Ponte tra l’Europa e tutti i Paesi del Mediterraneo. Voglio che dovunque, nell’Isola, sventoli la bandiera siciliana, sogno che chiunque venga in Sicilia resti affascinato, oltre che da ciò che la Natura e la Storia ci hanno lasciato, dallo spirito e dalla fierezza che anima il Suo Popolo. La bandiera siciliana è la nostra bandiera e per essa dobbiamo muoverci sino allo sfinimento! Insieme possiamo e dobbiamo riuscirci!! Abbiamo 5 anni di tempo (sino alle prossime regionali) per organizzare un Vero Movimento Autonomista e far si che i nostri sogni siano noti a tutti, politici e semplici cittadini. Siamo gente forte e possiamo farcela, uniamoci seguendo, come unico programma, lo Statuto della nostra Autonomia, sino troppo infangato. Lancio a tutti i veri Siciliani questa sfida: Lottiamo per attuare i 12 punti che l’Altra Sicilia ha individuato. Gentile Direttore CAtania, Lei deve darci una mano!!

  78. Rino says:

    IL PONTE NON SI PUO’ COSTRUIRE
    UN CAVO del migliore acciaio di oggi,
    lungo 3300 metri, diametro UN metro,
    non riesce a sostenere il SUO STESSO PESO
    lo dice il coefficiente di snervamento dell’acciaio
    migliore che oggi 2006 l’uomo produce sul pianeta.
    I PROGETTI PRESENTATI SONO TUTTE CAVOLATE

    IL POPOLO SICILIANO è ingannato sistematicamente dai signori
    del ponte, dai progettisti affamati di appalti, dalla massoneria imprenditora, dalla mafia italiana corruttora.

    LA VERITA’ è che devono usare il ponte per dire che lo fanno e per dire che non lo fanno, per raccogliere voti.I SICILIANI NON SONO STUPIDI.
    10.000 architetti siciliani, 10.000 ingegneri siciliani, CI SARANNO QUELLI CHE DIRANNO LA VERITA’

  79. siciliano says:

    Il mio è l’appello di un siciliano stanco di essere preso in giro dai Partiti tradizionali e soprattutto da tutti quei Movimenti che si rifanno all’Autonomia Siciliana. Sono stanco di chi approfitta del sentimento che ci lega alla nostra Terra per scendere a compromessi con i Partiti che storicamente hanno abusato della Sicilia. Dei tanti Movimenti autonomisti isolani, nessuno ha realmente a cuore la defiscalizzazione, la regionalizzazione, il Referendum sulla Devolution e tutto quello per cui ci si dovrebbe battere!! Cercano voti, a volte li prendono ma in 35 anni mai nulla è cambiato realmente, siamo schiavi, dalla Liberazione d’Italia ad oggi siamo subendo un’altra dominazione. Le cose sono due: o noi siciliani siamo talmente abituati ad essere dominati da non accorgercene oppure è davvero ora il momento di lanciare il nostro grido, a tutta l’Italia ed a tutto il Mondo. Ho voglia di mettermi in discussione, con tutti quei fratelli siciliani, in Sicilia e nel Mondo, per aprire un vero Forum sulla Sicilianità e su quello che veramente siamo tutti disposti a fare per la Sicilia. Occorre lavorare ad un Movimento forte, senza secondi fini (io sono un Agente di Viaggio e tale voglio restare). Voglio che la Sicilia sia rispettata e riconosciuta come vero ed unico Ponte tra l’Europa e tutti i Paesi del Mediterraneo. Voglio che dovunque, nell’Isola, sventoli la bandiera siciliana, sogno che chiunque venga in Sicilia resti affascinato, oltre che da ciò che la Natura e la Storia ci hanno lasciato, dallo spirito e dalla fierezza che anima il Suo Popolo. La bandiera siciliana è la nostra bandiera e per essa dobbiamo muoverci sino allo sfinimento! Insieme possiamo e dobbiamo riuscirci!! Abbiamo 5 anni di tempo (sino alle prossime regionali) per organizzare un Vero Movimento Autonomista e far si che i nostri sogni siano noti a tutti, politici e semplici cittadini. Siamo gente forte e possiamo farcela, uniamoci seguendo, come unico programma, lo Statuto della nostra Autonomia, sino troppo infangato. Lancio a tutti i veri Siciliani questa sfida: Lottiamo per attuare i 12 punti che l’Altra Sicilia ha individuato. Gentile Direttore CAtania, Lei deve darci una mano!!

  80. culaunano says:

    Ciao siciliano condivido con te moltissime cose che tu scrivi nel tuo articolo, il mio indirizzo skype é FALSAPERNA NICOLO, il giorno che vuoi parlare un po della sicilia e di tutto quello che sta intorno ad essa mi chiami. Il mio indirizzo email lo puoi avere sul sito dove siamo abbiamo molte cose da dirci.
    BACIAMO LE MANI

  81. SalKappa2 says:

    La nostra amata Terra di Sicilia è giusto esploda in tutto il suo splendora ma, esistono siciliani degni perché questo accada?
    Col cuore sanguinante me lo auguro!
    Grazie, siciliani di buona volontà!

  82. StaceyHOLCOMB22 says:

    I strictly recommend not to wait until you get enough amount of cash to order goods! You should take the loan [bestfinance-blog.com”] or just small business loan and feel yourself comfortable

  83. william says:

    E noi? Noi l’abbiamo scelta il 29 dicembre del 1945, quando fu realmente concordato lo Statuto speciale che tutt’oggi la Catalogna per prima, ma anche irlandesi, scozzesi e quant’altri ci invidiano. Poi, se gli italiani notoriamente non sono di parola (Churchill era solito usare il termine “all’italiana” invece che tradire), la colpa è di quei siciliani che in cambio di qualche piatto di lenticchie hanno sempre fatto finta di non capire quanto accadeva, dando del separatista a chi parlava e parla di autonomia, fino ad arrivare a Cuffaro & Company che hanno trasmesso al Senato una proposta di riforma del nostro Statuto nella quale si rinuncia, nero su bianco, a numerose prerogative con la seguente motivazione: “Tanto si tratta di poteri che Roma non ci concederà mai”. Sic!!!

  84. Giusi says:

    Non dico che loro sono ricchi e civili e noi poveri e mafiosi.
    Dico, però, che:
    – loro sono orgogliosi della loro bandiera (la Senyera) e noi la stiamo riscoprendo solo adesso
    – loro hanno un inno nazionale (Els segadors) e ne vanno fieri e noi ci siamo inventati un inno qualche anno fà, naturalmente con il testo in lingua italiana…
    – loro hanno dato uno status ufficiale alla loro lingua che stava scomparendo e noi ci vergognamo della nostra che – nonostante tutto – ancora esiste, però la usiamo solo a casa e ci vien da ridere se pensiamo alla possibilità che venga insegnata a scuola
    – loro, che forse lo sono, hanno la coscienza di essere un popolo e noi, che lo siamo sicuramente, non ne siamo coscienti
    E potrei proseguire…
    Speriamo che un giorno ci venga un dubbio: può darsi che se crediamo – e magari lo siamo – di essere poveri e mafiosi è perchè non sventoliamo abbastanza la nostra bandiera, perchè non cantiamo dal profondo del nostro cuore un nostro inno, perchè non parliamo nella lingua dei nostri padri, perchè non abbiamo coscienza di essere un Popolo ?!?
    Benedetto quel giorno, se dovesse arrivare…

  85. siciliano says:

    beati loro! Ma ciò mi rinfranca in quanto il nostro sogno, vista la Catalogna, può diventare realtà. Vorrei essere informato sul documento congiunto con i Catalani e su possibili consigli

  86. william says:

    Vero, tutto vero… o quasi.
    E a far la differenza non è il particolare che i catalani sono ricchi e civili e i siciliani poveri e mafiosi.
    Tanto più che la Catalogna, fin dai tempi in cui il Parlamento siciliano elesse il conte Pietro di Barcellona (con sangue siciliano nelle vene per parte materna) re di Sicilia, ha preso tutto dal popolo siciliano, a cominciare da quella bandiera a strisce gialle e rosse che fu l’emblema del Vespro e che si differenziava dalla nostra solo perché in quella siciliana, nel quarto di sinistra in alto c’era la antichissima Trischele su sfondo azzurro.
    Solo la profonda disconescenza della storia siciliana ha potuto far sì che la bandiera della gloriosa marina siciliana, da cui derivano la gran parte dei termini marinari (dall’ ammiraglio, cioè il capo degli emiri, ovvero il moderno presidente del consiglio dei ministri, che era anche, per legge, il capo della flotta, a seguire) fosse scambiata dal camerata Nicola Cristaldi per la bandiera vera.
    Comunque, meglio che niente, visto che per fare la legge istitutiva della bandiera, peraltro regolarmente impugnata dal commissario dello stato, ci vollero cinquant’anni.
    Ed anche questa, se ce n’era bisogno è una prova dei tentativi continui della nostra classe dirigente di far dimenticare al popolo il proprio passato, la propria storia, confondendone la memoria. Esemplare, in proposito, è la vicenda dell’inno, inventato, lì per lì, come la Madonna protettrice, dal signor Cuffaro,che è anche l’unico che lo canta. Quello nostro, risalente all’Ottocento, era, ovviamente, su musica del Bellini e il refrain fu scoperto e rilanciato come sigla delle trasmissioni in mondovisione in occasione dei mondiali di calcio del 1990. Bellissimo, da far venir le lacrime. Durò un paio di giorni e, improvvisamente, senza spiegazioni, fu cambiato.
    Qualcuno, infatti, s’era accorto che su quelle note, al canto di “contro il tiranno italico nemico a nostra terra, ciascun le armi afferra, gridando libertà” l’esercito di Ruggero Settimo aveva marciato contro i napoletani fino a costringerli a trincerarsi dentro Messina.
    Né, diverso, è il discorso sulla lingua, considerato che chi scrive, essendo nato all’estero, per capirci qualcosa sugli antichi documenti ha dovuto studiarsi l’Avolio, scoprendo, oltretutto, che negli anni ruggenti, quando da parte di quei sedicenti nobili siciliani che avevano seguito fino a Torino i Savoia, cacciati dalla Sicilia, si avviò la campagna di italianizzazione dell’Isola, furono realizzati ben sei tra vocabolari, ma solo dal siciliano in italiano, nessuno all’incontrario.
    E si iniziò a mettere nella testa della gente l’idea che siciliano è uguale ad incivile, selvaggio, povero, morto di fame, da trattare a calci o con la frusta, com’erano soliti fare i gabelloti dei baroni, quegli stessi che rubando ai loro padroni, immersi negli ozi e negli agi della capitale, ne acquistavano le terre e i relativi titoli.
    Tuttavia, a parte la buona volontà delle maestrine, tutte impegnate ad insegnare ai bambini, fin dalla più tenera età, che siciliano è brutto, le stesse che nel 1947, trovando facile udienza tra i democristiani dell’epoca, si batterono contro l’attuazione dello Statuto per restare “statali”, convinte che la scuola regionale avrebbe avuto la stessa sorte delle cosiddette “scuole comunali” di allora, per cui sarebbero state declassificate ed avrebbero visto gli stipendi con il binocolo, per la italianizzazione della Sicilia a livello popolare bisognerà attendere il genero di Fanfani, l’ing. Ettore Bernabei e la sua televisione.
    Ne è una dimostrazione quanto accadde nella prima guerra mondiale, allorché i contadini siciliani furono mandati a liberare Trento e Trieste, lasciando sul terreno il più alto numero di morti. Ma, quel che è ancor più grave, la gran parte di loro non morirono sotto il piombo austriaco per liberare terre di cui nella loro vita non avevano mai sentito parlare, ma “messi al palo” dai vari ufficialetti bergamaschi, bresciani e via citando che li accusavano di rifiutare l’esecuzione di ordini che spesso,invece, non capivano per la diversità delle lingue. D’altronde, per fare un esempio minimo, se la destra è destra e la sinistra è sinistra, per un siciliano la destra s’era sempre chiamata “a ritta” e la sinistra “a manca”.
    Solo sul finire della guerra lo stato maggiore dell’esercito italiano se ne rese conto e istituì a Caserta, agli inizi del 1918, una scuola per interpreti, dislocandovi alcuni ufficiali di origine siciliana.
    Per il resto, sempre a proposito di lingua, vale quella meravigliosa poesia di Ignazio Buttitta, secondo cui, potranno pure averci rubato la lingua, ma resteranno sempre, perché indelebili, la pronuncia e certe caratteristiche espressioni, assolutamente insostituibili, come, ad esempio, ‘nc’ per dire no.
    Ma neppure questo fa la vera differenza tra siciliani e catalani, specie se si ricorda che in gran parte degli abitanti della costa nord-est tra la fine del 1400 e la prima metà del Cinquecento furono deportati decine di migliaia di catalani che hanno lasciato una impronta indelebile, oltre che nelle opere anche nella lingua della popolazione locale, dalla Ucciria di Palermo (Sant’Eulalia dei Catalani) a Messina. Basti pensare a Cefalù, che si autodefinisce “cittadina normanna” e che di Normanno (sic!) ha solo il Duomo e lo Steri, realizzati per ordine del sicilianissimo Ruggero Secondo dai prigionieri pugliesi che al servizio del duca d’Andria s’erano scontratrati con l’esercito siciliano, contestando l’annessione dell’intero Mezzogiorno d’Italia al neo “occidentalizzato” Regno di Sicilia. L’intero centro storico di Cefalù, infatti, è stato realizzato dagli artigiani catalani nei primi del ‘500.
    La verità, e qui sta la differenza che ci frega, è che “l’animus” siciliano, il modo si sentire, il modo di essere, così forte (come la citata pronunzia del sommo poeta Buttitta) da fagocitare tutto e tutti, è profondamente orientale e, quindi, essenzialmente fatalista.
    Questo è il paese dove non esistono perché, ma, per dirla con un altro grande siciliano, Luigi Pirandello, “così è”, o, per dirla con un antico detto popolare,”un pisci du mai è destinatu a cu si l’avi a manciari”. Tutto scontato, tutto già scritto nel destino. Tant’è che nella lingua siciliana non esistono i verbi al futuro.
    “Dumani avissi a fare sta cosa”, non “farò”, perché si sottintende “se Dio, il Fato, le circostanze, o chi più ne ha più ne metta, lo permetteranno”. Qui manca la certezza del futuro. Il “quisque sue fotunae faber est” di ciceroniana memoria non esiste. E non esiste il futuro perché ci è stato rubato il passato che, quantomeno, agli altri popoli serve per evitare di ripetere gli stessi errori. Ma tant’è!

  87. Rino says:

    Sono argomenti validi.sviluppiamoli!
    L’Esercito Italiano in Sicilia non può occupare il territorio con caserme e armi, i Carabinieri sono la Polizia Militare dell’Esercito, quindi, NON POSSONO ESSERE USATI PER L’ORDINE PUBBLICO.
    Solo in caso di guerra o stato d’asedio possono fermare ed identificare le persone in strada.
    Non possono neanche fare le multe per infrazione del codice della strada. La funzione di “gendarmeria rurale” in Sicilia deve essere espletata dalla Polizia.
    Usare i Carabinieri in Sicilia per l’ordine pubblico significa far controllare il Popolo Siciliano dall’Esercito Italiano.

  88. Ducezio says:

    Sicuramente abbiamo bisogno di una nuova classe di politici ed amministratori locali. La nostra storia politica purtroppo brilla di intrallazzi ed interessi privati che hanno sempre sfiduciato i cittadini siciliani. Un segnale di svolta avrebbe certo un effetto trainante sul popolo. E sarebbe ora.

  89. william says:

    Ma di che lamentarsi? E’ la classe dirigente siciliana (sic!) che lo vuole.
    E, nel paese di “vasamu li manu”, la classe dirigente è quella che tutto può. Non c’è siciliano (e con questo intendo abitante della Sicilia) che non sia convinto che la civiltà sta oltre il faro. Quelle “amenità” che pubblica Mondadori sono gli stessi siciliani a raccontarle perché incominciano a sentirsele dire fin dal primo giorno di scuola.
    E diventano così scontate che non c’è nessuno che si ponga qualche dubbio. Sono duemila anni o poco più che va avanti così.
    Ci sarà pure un motivo perché Diodoro, che viveva a Roma, scrisse i suoi annali in greco. La colonizzazione dei siciliani, infatti, era già cominciata.
    Con una differenza sostanziale rispetto ad altri paesi dominati da popoli diversi. Basta un’occhiata alle ciceroniane verrine per rendersi conto che i romani non amavano la Sicilia, troppo civilizzata, ancor più della Grecia, per i loro gusti. E la gestivano attraverso i loro “liberti”, per lo più Traci e Daci riscattati dalla schiavitù, che non solo facevano il bello e cattivo tempo, ma, per alcuni secoli, finirono per costituire il “nerbo” della classe dirigente.
    Per cui per ogni siciliano il massimo dell’aspirazione era divenire il servo di fiducia di qualche potente al di là del faro per poter primeggiare sui propri concittadini.
    Duemila anni di storia, compresa la “eccezione” del Vespro, stanno lì a dimostrarlo. Poter governare in nome di un padrone straniero significava essere esentati dalle responsabilità. (“Chi, io? A Roma, a Barcellona, a Vagliadolid, a Madrid, a Londra,a Vienna, a Napoli, a Torino, lo hanno deciso”).
    Perfino il Vespro, combattuto dal popolo, non riuscì a sottrarsi a tale vizio perché i rivoltosi, ricondotti a ragione dalla classe dominante del tempo, giunti a Messina, si fermarono e per cacciare definitivamente dall’isola i “francesi”, che poi erano italianissimi e papalini, attesero l’arrivo del conte Pietro di Barcellona per attriburgli la vittoria e assegnargli la corona di Sicilia.
    Chi ha letto Anna Commena sa che Ruggero II, che gli attuali abitanti di Sicilia definiscono il “Normanno”, lo chiamavano tutti il “Siciliano”.
    E se andiamo un po’ in giro per la nostra terra scopriamo che “questo” l’hanno fatto i Greci, quest’altro i Fenici, quest’ancora i Romani, i Normanni, gli Arabi, gli Spagnoli, i Borboni e via citando.
    Ma quando si facevano tutte queste cose i siciliani dov’erano sulla luna? E la “paternità” straniera non viene attribuita ai soli monumenti, ma a tutto quanto c’è di buono in Sicilia.
    Un esempio piccolissimo: quelle paste rotonde, a forma di “bob-bon”, ripiene di crema pasticcera che i palermitani chiamano “genovesi”. Se andate a Genova non ne troverete da nessuna parte e nessuno sa dirvi niente, mai viste, mai sentite. Una piccola ricerca a Palermo ed è saltato fuori che si trattava dei dolci preferiti, per la colazione, dalle guardie della regina Maria Carolina. E siccome quelle guardie venivano da Ginevra (i siciliani non fanno i militari, dicevano con orgoglio certi vecchi sicilianisti di mia conoscenza, non rendendosi conto che se fosse esistito un esercito siciliano la colonizzazione sarebbe stata impossibile), cioé Geneve, finirono con l’essere conosciute come le “genovesi”.
    D’altronde, per capire cos’è accaduto in Sicilia per arrivare dove vorrebbero arrivare gli israeliani con i palestinesi (e vi assicuro che il sistema funziona!) basta frequentare l’abitazione di qualche “nobile” residente in Sicilia. Dico residente, anche se la sua famiglia è qui da secoli, perché sono loro i primi ad evidenziare la provenienza da oltre faro. E sono loro che hanno gestito il territorio per secoli in clima di basso medioevo, ingenerando nei “sudditi” tutte quelle “conoscenze” che voi oggi condannate e che, vistisi persi, temendo di dover restituire ai contadini i terretori rubati in nome del re o della religione, hanno chiamato Garibaldi e i Savoia, garantendosi lo statu quo.
    Volete vomitare? Leggetevi il libro di Mario Moncada principe di Paternò (discendente da quattro vice re) su “la ‘Nazione’ Siciliana” e scoprirete che dice dei siciliani, “zappaterra ignoranti al di sotto delle bestie, da trattarsi solo a calci o con la frusta”.
    Palermo è l’unica città che dedica una propria via a quel fellone di Persano, radiato per vigliaccheria dalla marina italiana. Però, da comandante in capo della Marina tra il 20 e il 23 settembre del 1866 fece fucilare 6.000 (dicasi seimila) palermitani che agli ordini del maggiore Badia, luogotenente del generale Corrao, assasinato tre anni prima dalla mafia, avevano tentato di ricacciare oltre il faro gli invasori piemontesi.
    Fellone sì, ma anche eroe per la mafiosa classe dominante siciliana, e quindi meritevole di avere intestata una via.
    E, a proposito di mafia, avete dimenticato che a ricevere Garibaldi a Calatafimi c’era il marchese (oiboh!, avrebbe commentato Andrea Finocchiaro Aprile) Santanna, capo dei gabelloti dei principi Tagliavia, con i suoi quattromila “picciotti”? E che dei Tagliavia era anche il feudo di Ciaculli gestito prima e poi acquisito da altri gabelloti rispondennti al nome Greco, ultimo dei quali Michele Greco detto “il Papa”?
    E se andate a guardare il giro che fece Garibaldi per arrivare a Palermo scoprirete che i paesi attraversati che gli diedero rifugio erano tutti ad alta intensità mafiosa. In buona sostanza altri non erano che gli stessi che Alessandro Manzoni definì i “bravi”, solo che i nostri hanno marciato fino al Volturno, vincendo. E chi vince, in qualunque parte del mondo, assume il potere. Qui, però, bisognerebbe aprire una lunghissima parentesi per spiegare tantissime altre cose che ci vedono, a tutt’oggi, dominati dalla mafia che, purtroppo, c’è. Semmai è dei siciliani che s’è persa traccia.
    In compenso, come ci insegnano gli spot televisivi, abbiamo ritrovato le siciliane. Ovvero le arance rosse.

  90. rrusariu says:

    Il signor gugghiermu ha in parte ragione,
    se la nobiltà siciliana si è venduta allo straniero per mantenere lo status quo e salvaguardare i propri interessi!!!!!!
    Ma questo non vuol dire che tutti i Siciliani sono servili con il primo straniero che passa in casa propria.
    Siamo in una terra ambita da tutti per il territorio e il clima, perciò chi viene ci vuole rimanere.
    Gli unici che si sono comportano da rapaci, quasi sempre sono arrivati dalla penisola italica!!!!
    Signor Gugghiermu lo sappiamo com’è gestito il potere e da chi nella repubblica italiana, solo sfruttamento delle popolazioni locali, e per coprire le proprie malefatte da 158 anni si appioppano alla gente tasse esose e guerre inutili!!!
    Altro che guerre di liberazione, servivano solo per camuffare sfruttamenti futuri.
    Nel 1860 ai miei bisnonni venne ricosciuta una pensione per i danni subiti dai borboni per la rivoluzione del 1848, nel 1866 gli venne tolta d’autorità da quelli che fecero la mattanza a Palermo. Questi sono i ‘bravi’ italiani, bravi a sparare sulla gente che reclamava giustizia per essere stata tradita da quei nobili paurosi di perdere le terre!!!
    Queste storie come la sua non vengono raccontate nei libri di storia. Perchè danno fastidio lo stesso.
    Fanno ragionare le persone, bisogna imbonirle con la fumosa retorica risorgimentale e … la vittoria dei nei mondiali per farli continuare a dormire.
    Purtroppo c’è gente che sa usare il cervello e non si fa condizionare, perchè le persone servili sono il terreno adatto per i sorpusi mafiosi da qualunque parte arrivino!!!!!

  91. Rino says:

    RIEPILOGO DELLE DATE E DEI FATTI RELATIVI A PIRANDELLO

    I diritti di pubblicazione di MONDADORI erano scaduti nel 1986
    al compimento dei 50 anni dalla morte di Pirandello
    secondo quanto previsto dalla Legge italiana sul “Diritto d’Autore” del 1941.

    Molte altre case editrici pubblicarono subito PIRANDELLO IN SICILIANO liberamente.
    Dopo pochi mesi l’Italia aderì alla Legge Europea sul diritto d’autore
    che allungava a 70 anni la protezione del diritto d’autore.
    Le altre case editrici furono bloccate i diritti tornarono a MONDADORI per altri 20 anni.

    Adesso nel 2006 PIRANDELLO è libero, ovviamente anche quello in SICILIANO.

    Fraterni saluti dal paesano Rosario Baeli, editore a Messina dal 1987.

    http://www.messinacity.com cerca PIRANDELLO nelle NEWS

    http://www.siciliapaisi.org

    http://www.siciliapaisi.com cerca IL GATTOPARDO

    baeli@taorminacity.com

    090 2935215 segreteria telefonica 24 ore/24

  92. Gmorreale says:

    A proposito del commento su Pirandello e la Mondadori: forse per questo motivo le opere piu’ conosciute di Pirandello sono quelle in lingua italiana?!? Non finisco di stupirmi…

    Ma oggi, esistono delle case editrici che sono interessati alle opere in Siciliano di Pirandello? Oggi siamo in democrazia o quasi, se qualcuno pubblicasse e se i Sicilani fossero piu’ interessati, la lingua e la cultura Siciliana potrebbe rivivere un nuovo “rinascimento”. Penso che molto dipende da noi.

    Cordialita’ Sicule,

    Giovanni MORREALE

  93. Rino says:

    Mondadori e Pirandello
    ho inviato un articolo illuminante sulla storia dell’editoria in Italia, forse si è perso, ve lo rimando.
    Pirandello non ha mai ricevuto un soldo da Mondadori.
    Nel 2006 Pirandello è LIBERO in tutto il mondo, sono scaduti i 70 dalla sua morte dei diritti d’autore “Europei”, la Mondadori non può più nascondere Pirandello scritto in SICILIANO.

  94. Rino says:

    http://www.messinacity.com/News/Archivio/2006/2006-02-Pirandello.htm

    In vita Pirandello non ricevette nulla dalla Mondadori.
    Il contratto firmato da Pirandello con l’Editore milanese non portò alcun versamento di lire allo scrittore siciliano.
    Nonostante Pirandello inviasse numerose lettere di richieste a Mondadori, la situazione economica del premio

    Nobel rimaneva sempre precaria e spesso grave. Solo con l’incarico di direttore del Teatro di Roma, Pirandello
    poteva recuperare una cifra decorosa per vivere, con Mondadori rimase sempre in attesa di versamenti mai pervenuti.
    Ma la cosa più grave fu il fascismo che attraverso le case editrici pilotava la produzione editoriale del regno d’Italia,

    sotto una feroce e spietata dittatura, che arrivava anche ad uccidere il deputato Matteotti, reo di essersi opposto al

    fascismo. Ma non fu il solo anche Francesco Lo Sardo, messinese, si pronunciò in Parlamento contro l’andazzo della
    ricostruzione di Messina, dopo il terremoto del 1908.Lo Sardo denunciò l’organizzazione fascista del lavoro con

    speculazioni edilizie e sfruttamento degli operai.
    Lo Sardo fu perseguitato, coinvolto in processi con false accuse, incarcerato.
    Pirandello non si oppose apertamente al fascismo e per questo fu premiato e riverito, ma a seguito di questo

    comportamento il danno più grave il fascismo lo fece ai siciliani.
    Mussolini controllava la stampa e l’editoria, finanziamenti e censure.
    Mondadori non poteva pubblicare cose non gradite al fascismo, come tutti gli altri editori. IL MINCULPOP, Ministero

    della Cultura Popolare (fascista) aveva le sue ramificazioni fin dentro le tipografie.
    Mentre le opere teatrali e le novelle in ITALIANO avevano via libera, I LIBRI DI PIRANDELLO IN SICILIANO NON FURONO

    MAI PUBBLICATI.
    Mondadori si guardò bene dal fare cose sgradite alla dittatura che puntava a mutare i siciliani in italiani a cominciare

    dalla letteratura.
    A Bolzano, Mussolini, non potendo lottare contro 20.000 cittadini austriaci di cultura lingua e radicate leggi austriache,

    fece deportare 30.000 italiani a Bolzano da tutta la penisola per capovolgere numericamente il rapporto tra popolazione

    residente e immigrata.
    In Sicilia Mussolini attuò una misura diversa, molto più grave.
    Trasferì tutti gli impiegati siciliani che lavoravano negli uffici dell’isola al nord ed in Sicilia inviò tutti i suoi fedeli impiegati
    fascisti. La Sicilia fu così controllata non numericamente ma gerarchicamente dalla stessa struttura amministrativa dello

    stato in ogni sua capillare ramificazione, dalle poste alle ferrovie. Il meccanismo di favorire i figli degli impiegati, ha fatto

    ereditare i posti statali ai figli dei fascisti, ai nipoti dei fascisti… sino ad oggi.
    In Sicilia non ci fu mai una vera epurazione dai fascisti e dai luogotenenti, basta dire che ancora nel 1957, dei 135 Questori

    esistenti in Italia , 120 hanno iniziato la loro carriera sotto il fascismo e gli altri 15, PRIMA DEL FASCISMO.
    Pirandello fece finta di non vedere ma Mussolini gli sopravvivrà altri 9 anni, questo tempo bastò alla dittatura per far

    precipitare l’Italia e la Sicilia in una guerra mondiale disastrosa. Una guerra mondiale che finì per la Sicilia in modo

    rovinoso, con lo sbarco di 500.000 soldati alleati, bombardamenti feroci a tappeto, solo nella città di Messina 7.000 morti e
    dispersi (cioè persone di cui non si trovò più neanche un brandello), in tutta la Siciia si sommano circa 40.000 morti e

    dispersi tra i civili. La Sicilia fu l’unico territorio conquistato in armi dall’ esercito anglo-americano, dopo l’8 settemre 1943

    l’Italia diventò alleata dei precedenti nemici. La Sicilia fu considerata CONQUISTATA IN ARMI, mentre da
    Reggio a Milano, nella seguente campagna di guerra, l’Italia diventava ALLEATA degli anglo-americani (ripertere giova

    a capire la differenza successiva tra Sicilia e Italia dal punto di vista bellico e politico).
    La Sicilia era un territorio CONQUISTATO, non liberato da un esercito alleato all’Italia, durante la guerra, dopo lo sbarco

    era ancora un territorio nemico e come tale faceva parte del BOTTINO DI GUERRA.
    Pirandello non poteva prevedere questo disastro.
    I segnali della dittatura fascista erano però chiari.
    La non pubblicazione delle opere di Pirandello in siciliano nascosero al mondo intero una produzione che usciva proprio

    dagli studi di Pirandello in Germania.
    In altre parole la censura sulle opere in SICILIANO, argomento degli studi universitari di Pirandello all’univesità di Boon,

    deviò tutta la produzione pirandelliana su opere in italiano, per evitare di essere censurato Pirandello produsse tutte le

    altre opere in italiano.
    In un periodo in cui in Sicilia già dalle elementari si usava il vocabolario Siciliano-Italiano, fu una vera PIETRA TOMBALE

    sulla lingua parlata da milioni di persone, il siciliano appunto.
    Mondadori fece il resto, non solo sotto la dittatura ma anche dopo, ,durante la Repubblica, il Pirandello in siciliano fu

    trascurato.
    Solo nel 1986 al 50° anniversario della morte e alla scadenza dei termini dei diritti italiani, alcune case editrici si

    premurarono di pubblicare PIRANDELLO IN SICILIANO. Questa libertà durò poco perchè l’Italia aderì alla nuova legge sul

    “DIRITTO D’AUTORE” europea che alungava i diritti di pubblicazione a 70 anni. Le piccole case editrici sospesero la libera
    pubblicazione delle opere di Pirandello, ovviamente anche quelle in siciliano. Adesso nel 2006 PIRANDELLO E’ LIBERO in

    tutto il mondo.
    La Sicilia ancora non è libera di esprimersi, con una struttura editoriale ancora pre-industriale in piena crisi, con tipografie

    dove ancora si sfruttano gli operai e si pubblicano solo libri sovvenzionati da enti pubblici, pubblicazione di poche migliaia

    di copie e tuttaltro che popolari nei contenuti. Editoria per il turismo limitata alle rimanenze di spesa degli stipendi degli

    impiegati degli enti turistici pubblici.
    L’impresa editoriale è all’anno zero mentre circa 200 editori siciliani fanno i salti mortali per pagare i costi di produzione e

    di gestione.
    Tutto questo è prodotto da 500 anni di oppressione coloniale della Sicilia.
    sin dal 1473 in Sicilia si stampano libri. A Messina in particolare, il pittore Antonello da Messina, prima di morire, ha visto

    stampare il primo libro a Messina da Enrico Alding (1473). La tipografia, a Messina e cominciata nel 1473, oggi nel 2006,

    esistono circa 50 tipografie, tutte artigiane, nessuna industria tipografica (oltre 15 addetti).
    Non è tutta colpa di Pirandello, è l’effetto di 500 anni di controllo straniero, repressione feroce e dittature italiane, che hanno

    ridotto così male la Sicilia sino a nascondere la storia di due Università come CATANIA E MESSINA con 500 anni di vita e

    l’Università di PALERMO con 200 anni di vita, sotto una coltre di corruzione, distruzioni, furti e camuffamenti che hanno
    fatto della Sicilia la spazzatura del mondo.
    Messina, sede una storica SCUOLA CARTOGRAFICA che comincia con Dicerco nel III secolo a.C., rinasce con Maurolico con

    l’ANTICA OFFICINA DELLE CARTE NAUTICHE DI MESSINA che fonda succursali a Livorno e a Genova e continua oggi con

    ben 2 editori a Messina che si occupano esclusivamente di realizzare produrre e pubblicare carte geografiche e turistiche.
    Nel 1994 il Ministero dell’Industria ha riconosciuto alla MULTIGRAF editrice di Messina un Brevetto Nazionale per Invenzione

    Industriale per aver apportato NUOVE CARATTERISTICHE alla CARTOGRAFIA, fatto più unico che raro in un settore in cui

    operano i più grandi colossi editoriali italiani.
    Nel 100° anniversario della fondazione (2001) di una grande casa editrice italiana specializzata in carte geografiche, è stata

    realizzata a Milano una gigantesca mostra dedicata alla cartografia e all’editoria.
    Nei saloni della mostra del palazzo reale di Milano, migliaia di visitatori.
    Tra le cose esposte NESSUNA CITAZIONE DI DICEARCO DA MESSANA, DI FRANCESCO MAUROLICO, DELLA SCUOLA

    CARTOGRAFICA DI MESSINA, DELLA ANTICA OFFICINA DELLE CARTE NAUTICHE DI MESSINA. 2300 anni di cartografia a

    Messina non contano nulla quando l’interesse della dittatura è cancellare ogni contestazione anche attraverso la lunga mano

    di un’industria editoriale sostenuta con i soldi pubblici in cambio della censura interessata di ogni concorrente e di ogni autore indipendente non soggetto a ricatti o ad accettare facili elemosine.

    Rosario Baeli 7 Marzo 2006

  95. Ducezio says:

    Non posso che esprimere ammirazione e gratitudine per chi, come Michele Santoro, si preoccupa di difendere l’onore della Sicilia e quindi anche il mio che siciliano sono. Mi auguro che i Cuffaro, i Miccichè ed i vari addetti ai lavori, non siano troppo distratti ed “in tutt’altre faccende affaccendati” da non trovare tempo e orgoglio per la causa comune, per la verità storica e per la dignità della nostra patria siciliana. Continui così, Santoro, i siciliani onesti (e siamo la maggioranza!) sono con lei!
    Cordialmente.

  96. culaunano says:

    Caro signor Rosario Baeli ebbene questa volta non ho nulla da dire sul suo commento, secondo me sarebbe gia un bel articolo da pubblicare;si vede bene che scrive su cose che conosce,essendo il suo lavoro l’editoria, le devo comunque sottolineare qualche cosa che le fa difetto nel suo commento: ecco la frase(((esistono circa 50 tipografie, tutte artigiane, nessuna industria tipografica (oltre 15 addetti) Non è tutta colpa di Pirandello, è l’effetto di 500 anni di controllo straniero, repressione feroce e dittature Italiani))) il problema che non esistono industrie tipografiche oltre 15 addetti e da ricercare nella legge italiana sul lavoro perche al 16° Addetto si passa a un’altra convenzione collettiva di lavoro; in poche parole diventa impossibile separarsi del collaboratore poco onesto, anche se si va davanti la giustizia e il datore di lavoro a ragione si trovera sempre un giudice attivista di sinistra che si avvalera del discorso che la sicilia e una zona disastrata economicamente e va a interpretare la legge invece di applicarla, e lasciera l’addetto al suo posto anche se non fa niente.
    COME DA SEMPRE SI E INTERPRETATO LO STATUTO SICILIANO INVECE DI APPLICARLO
    Tutto questo lei dovrebbe saperlo ma omette di scriverlo solo ed esclusivamente per la sua idea politica.
    Questa e oggi la realta se lei vuole veramente cambiare la vita in sicilia e ora di fare qualcosa, e non far uscire gli spettri negli armadi tanto e la storia passata e tutte le persone che vorrebero conoscerla si possono informare.
    Le propongo che lei riunisca le 50 tipografie artigiane e che li facciamo riunire in una azienda quotata in borsa , e cercare i fondi in tutti i siciliani del mondo con l’unico obbiettivo di pubblicare tutto quello che sia SICILIANO.
    Adesso le porgo i miei piu sinceri saluti
    BACIAMO LE MANI A TUTTI I SICILIANI
    IL mio recapito telefonico su SKYPE e FALSAPERNA NICOLO

  97. Rino says:

    Cuffaro ha vinto
    perchè ha calcolato perfettamente la sua perdita di voti
    prima di fare la riforma elettorale con la barriera del 5%.

    Il PDS ha vinto
    perchè sapeva di eliminare tutti i piccoli partiti di sinistra con il 5%
    e di incamerarne i voti ed i seggi.

    La signora Borsellino ha perso perchè pensava che superare il 5% fosse per lei una fesseria ,
    il solito errore dei principianti che fanno i grandi discorsi e poi inciampano sul piccolo ostacolo .

    Ma il vero perdente è il Popolo Siciliano
    che ha perso il 25% di deputati eletti democraticamente,
    il 50% dei votanti,
    ed il 100% dei vedenti.

  98. Ducezio says:

    Ho tentato di eludere la corresponsione del canone-pizzo, ma dopo l’ennesima lettera minatoria ho desistito e pagato. Mi rimane il dubbio a proposito della cartolina del vecchio libretto che, allegata alla ricevuta di un versamento di c.c.postale di lire10mila, darebbe la possibilità di chiedere che l’apparecchio tv venga suggellato dalla autorità preposte. Questo avrebbe dovuto esentare dal pagamento del pizzo, ma dal momento che la suddetta operazione si basa su leggi e decreti arcaici, nessuno si presenta a casa e il contenzioso rimane. Chissà quale Corte verrebbe chiamata a sentenziare sulla questione! Spero sempre di leggere qualche novità a proposito.

  99. Ducezio says:

    Purtroppo la nostra storia politica è costellata di quacquaracquà. Forse per questo siamo stati inclini ad un certo fatalismo, mentre ci ripetevamo che in Sicilia le cose non sarebbero mai cambiate. Questa classe politica è evidenza di qualunquismo e di sfiducia nelle istituzioni, e non a torto. I siciliani hanno bisogno di un progetto serio in cui credere e di politici affidabili ed onesti nei quali riporre un minimo di speranza. Bisogna sensibilizzare il popolo e proporre una valida alternativa di governo. Un impegno considerevole per L’Altra Sicilia – Antudo e per quanti hanno a cuore il futuro della nostra terra. Quindi, cari amici, buon lavoro a tutti!!!

  100. admin2 says:

    La voce di una Siciliana emigrata

    Senza cambiare una virgola, pubblichiamo il testo di un messaggio ricevuto da una nostra corregionale emigrata in Svizzera.
    Il suo sfogo, pacata ma fermo, riteniamo sia il sentimento comune di tutti i Siciliani siano essi al di qua che al di là del faro.


    Io concordo con tutto quanto scritto!! Non possiamo andare avanti di questo
    passo, la Sicilia già ha problemi di suo.. Nel senso che già i Siciliani stessi fanno fatica ad avere un lavoro che sia buono e che gli faccia portare il pane a casa!! Io non sono contro nessuno e non dico che non bisogna aiutare questi sfollati, ma non può pensare a tutto solo la Sicilia!!

    Come dite voi noi siamo esclusi dallo stato Italiano, come sempre sembra che noi non esistiamo!!
    Io che sto in Svizzera queste cose le capisco…
    Abbiamo migliaia e migliaia di stranieri che entrano ogni giorno in questo paese, abbiamo avuto delle votazioni importanti tempo fa, e questo stato, specialmente nella parte Tedesca le ha fatte passare!!

    Abbiamo un accordo per la libera circolazione delle persone… Questo significa che
    CHIUNQUE ha il diritto e la libertà di entrare in questo paese! Io non vorrei nemmeno trovarmi qui.. Vorrei potere stare nella mia Sicilia!! È
    vero, il presidente invece che occuparsi del nostro stato, si occupa soltanto di inviare militari nel rischio.. Dovrebbe pensare a cambiare prima
    altre cose, che sono nettamente più importanti!
    Dopo gli attentati a Nassyria, io ho una paura terribile quando inviano i nostri militari da
    qualsiasi parte dove siano a pericolo!!!!
    Presidente, esistiamo anche noi Siciliani!!!
    Non si può andare avanti così, hanno ragione tutti, la Sicilia è solo nostra!!! Quando si trovano i Siciliani in difficoltà nessuno pensa a darci una mano, gli altri invece hanno diritto a tutto!
    Ma dove viviamo?? Bisogna cambiare le cose!! Ci stiamo rovinando, e non per colpa nostra!!!

    D.P. – Confederazione Elvetica

  101. admin2 says:

    CONCORDO. CUFFARO DOVREBBE CARICARLI IN TOTO SU AEREI E TRASFERIRLI DI FORZA NELLA CAPITALE. SI VEDRA’ CHI AVRA’ IL CORAGGIO DI IMPEDIRLO E QUALI SARANNO LE REAZIONI DEL GOVERNO. PERCHE’ NON AVANZATE TALE PROPOSTA.

    G.Z.

  102. sasa1101 says:

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  103. culaunano says:

    Caro signor Rino Baeli le rispondo alla sua risposta, spero che lei non mi vuole dire che tutte le monarchie dell ‘Europa siano dei paesi dove ce poca democrazia, perche dei 15 paesi europei aderenti prima del 2004 ce ne sono 8 che sono delle monarchie.
    Poi le devo dire che nella mia prima risposta avevo volutamente messo un informazione errata perche so che lei non e forte sulle statistiche;
    questi erano i dati sul PORTOGALLO in effetti dato che il Portogallo esce da poco da una dittatura o dal comunismo ha 10.356.000 cittadini e 4257 comuni =2000 abit. ogni comune;
    lo stesso si puo dire del paese citato da lei nel suo primo articolo la GRECIA nella identica posizione finanziaria e politica del Portogallo, la Grecia 11.000.000 di cittadini 6130 comuni =1800 abit. ogni comune ;
    Posso continuare ad affermare che nella medesima situazione si trovano i nuovi 10 stati che sono entrati nella Comunita Europea dopo il 2004:
    REPUBBLICA CECA=10.300.000 AB. 6249 COM.=1650 ab X com
    SLOVACCHIA=5.400.000 AB. 2928 COM.=1800 AB. X COM.
    ESTONIA=1.408.556 AB. 241 COM.=5844 AB.X COM.
    LETTONIA=2.290.237 AB. 536 COM.=4272 AB.X COM.
    LITUANIA=3.436.561 AB. 515=6673 AB. X COM.
    UNGHERIA=10.085.000 AB. 3145 COM.= 3206 AB.X COM.
    Come vede tutte queste nazione dove il recente passato é NON DEMOCRATICO ma comunista,é sicuramente non evoluto il rapporto cittadino X comune e all’in circa di 3000 pXc ;
    restano a parlare per essere onesti la:
    POLONIA (del nostro caro Papa GIOVANNI PAOLO XXIII)=38.626.349 AB. 2478 COM.=15587 AB.X COM
    SLOVENIA (nazione vicinissima all’Italia)=2.077.070AB. 193 COM.=10762 AB.X COM.
    Naturalmente non cito ne MALTA e CIPRO per ovvi motivi.
    Per parlare delle regioni Italianie lei mi cità Piemonte e Calabria, le dico sinceramente che non so se il Piemonte prima di queste olimpiadi invernale andava molto meglio della nostra amata SICILIA certo é che dopo svariati milioni di Euro investiti, dovrebbero andare meglio perche francamente l’era industriale del Piemonte é in declino;
    per la Calabria non capisco se lei mi vuole dire che ce piu democrazia che in SICILIA?
    Perche se pensa questo lei non vive nella realta di oggi!
    Come sempre lei non cità le regioni D’Italia dove le cifre non le interessano per il suo fine, glie le dico io:
    EMILIA ROMAGNA=4.191.369 AB. 341 COM.=12174 AB.X COM.
    TOSCANIA=3.516.296 AB. 287 =12251 AB.X COM.
    LAZIO=5.269.972 AB. 378 COM.=13941 AB.X COM.
    PUGLIA=4.068.167 AB. 390 COM.= 15768 AB.X COM.
    Spero che con tutto questo le ho dimostrato che non é vero che per avere piu di DEMOCRAZIA RICCHEZZA BENESSERE e STATO SOCIALE per i CITTADINI ci vogliano piu comuni sul territorio, invece é tutto l’inverso in tutte le nazione, dove il potere e cosi presente é solo per controllare il popolo con persone pagati dal assistensialismo dello stato centrale;
    E PER ME CHE SONO UN FEDERALISTA CONVINTO IL DISCORSO DI AUMENTARE DI 1000 COMUNI IN SICILIA E SBAGLIATO LE DICO QUESTO PERCHE E UNA RIVENDICAZIONE DEL SUO SITO. http://www.messinacity.com o http://www.siciliapaisi.org.
    Per il discorso che nel nostro patrimonio culturale vivono: Empedocle, Caronda, Stesicoro, Gorgia, Teocrito, Evemero, Dicearco, Archimede, Diodoro verissimo é ne sono fiero ma adesso siamo rivolti al FUTURO e non al PASSATO guardiamo avanti.
    Alla prossima puntata

    BACIAMO LE MANI A TUTTI I SICILIANI DEL MONDO
    TEL.SKYPE FALSAPERNA NICOLO
    email= nicolo-uomo@mobistarmail.be

  104. culaunano says:

    Ebbene si caro direttore,come lei dice nel suo articolo é roba direi vecchissima! Secondo me sarebbe ora di cominciare a pensare come poter arrivare a l’attuazione dei 12 SE.
    Perche se facciamo solo contestare tutto quello che succede, e mai proporre idee nuove si resta ancora un millennio nella stessa situazione.
    Comunque grazie per la lezione di storia e
    BACIAMO LE MANI A VOI E TUTTI I SICILIANI DEL MONDO

  105. Rino says:

    La mafia è l’effetto della disparità, della divisione e della emarginazione del popolo dalla partecipazione democratica.
    Un paese come la Sicilia con 5.000.000 di abitanti e 390 comuni, 13.000 in media per ogni comune, non esiste in nessuna parte d’Europa. In Italia ad esempio ci sono 7.610 comuni per 50.000.000 di abitanti, media 7.000 a/c.
    In Grecia 5.561 comuni per 11.000.000 di cittadini, un comune ogni 2.000 cittadini.
    In Francia 36.000 (trentaseimila) comuni con la stessa popolazione dell’Italia, un comune ogni 1.500 cittadini.
    Il potere nelle mani di pochi (ignoranti, ladri, mafiosi…….)ri-produce l’ignoranza, i furti, la mafia……
    Non esistono ANALISI STORICHE DELLA MAFIA.
    In democrazia la mafia muore con la partecipazione democratica.
    Dove non c’è partecipazione democratica c’è mafia: STOP
    tutto il resto, antico, medievale o moderno NON ESISTE PIU’,
    appartiene al passato.
    Alla prossima puntata.
    Questa è la strada da percorrere per arrivare alla libertà.
    Rino Baeli http://www.siciliapaisi.com

  106. culaunano says:

    Caro signor Rino Baeli mi scusi per le precisioni che porto al suo commento, perche o lei non conosce niente dell’europa o e accecato delle sue idee politiche: ecco alcuni dati di paesi europei.
    Svezia: abitanti 9.060.430 comuni 289 media 31351 cittadini per comune
    Danimarca: abitanti 5.253.000 comuni 271 media 19383 cittadini per comune
    Olanda :abitanti 16.491.461 comuni 504 media 32721 cittadini per comune
    Portogallo:abitanti 10.356.117 comuni 308 media 33623 cittadini per comune
    Le potrei citare ancora diversi paesi ma vista l’ora mi fermo qui, non penso che in questi paesi i CITTADINI SIANO ESTROMESSI DA OGNI PARTECIPAZIONE DEMOCRATICA, ma che il bisogno di risparmiare stipendi per i raccomandati della politica sia piu importante, per poter destinare i fondi non spesi nel tanto amato stato sociale dei giovani, in principale.
    Per il discorso: CHE LA MAFIA ESISTE IN SICILIA lascio a lei la responsabilite di quello che afferma, sicuramente il suo lavoro (di avvocato o giornalista)? lo porta a dire questo.
    Ma le posso assicurare che per noi siciliani residenti A.I.R.E. il fatto di essere catalogati di mafiosi non lo possiamo accettare.
    SIAMO PARTITI DALLA SICILIA PER LAVORARE!
    Adesso le porgo i miei distinti saluti
    ALLA PROSSIMA PUNTATA DICA MENO FESSERIE
    Baciamo le mai a tutti i siciliani

  107. Rino says:

    I paesi del nord Europa da Lei elencati sono tra i più ricchi del pianeta, la loro organizzazione è diversa (sono ancora monarchie). Il paragone è evidentemente errato. Il Portogallo (ex impero) è ridotto male come noi per cui il paragone è adatto, ed infatti il potere è ancora concentrato nelle mani di pochi.
    La democrazia si basa sulla partecipazione.
    La Sicilia un tempo aveva 40 città stato, adesso è ridotta a confini provinciali disegnati da una dittatura e deturpati da 2200 anni di occupazione straniera.
    Gli stipendi in Piemonte non li risparmiano perchè hanno 1209 comuni per 4.300.000 abitanti.
    Un comune ogni 3.550 cittadini. Non Le sembra che il paragone con la Sicilia sia clamoroso?
    Il Piemonte, con una popolazione inferiore, ha 3 volte il numero dei comuni siciliani.
    Ma se andiamo in Calabria vediamo 409 comuni per 2.000.000 di abitanti, un comune ogni 5.000 abitanti, molto più del doppio della Sicilia.
    Da questi due paragoni omogenei si evidenzia come la Sicilia sia un caso di RIDOTTISSIMA PARTECIPAZIONE DEMOCRATICA non solo in Europa ma in rapporto anche alle regioni italiane.
    La Sicilia è stata definita una nazione, da oltre 2.000 anni, proprio dai romani (Lex Rupilia) questo disastro amministrativo è da collegare alla necessità degli occupanti di ridurre al massimo le strutture amministrative locali di autogoverno.
    Non si offenda per gli insulti allo stadio.
    La mafia è a Palermo come a Londra, se poi è usata per vendere magliette poco importa.
    I bravi siciliani all’estero sono stimati come gli altri.
    Non si faccia provocare. Nel nostro patrimonio culturale vivono, Empedocle, Caronda, Stesicoro, Gorgia, Teocrito, Evemero, Dicearco, Archimede, Diodoro. C’erano anche architetti che costruivano strani parlamenti con scalinate a tre gambe, dove TUTTO IL POPOLO votava le legge proposte dai relatori. I greci, quando arrivarono in Sicilia, li distrussero tutti, ne è rimasto solo uno integro, nella città che chiamano MORGANTINA (vicino Piazza Armerina), lo vada a vedere, quel PARLAMENTO è anche suo perchè il Popolo Siciliano lo frequentava spesso, adesso ne è estromesso.

  108. Rino says:

    I paesi del nord Europa da Lei elencati sono tra i più ricchi del pianeta, la loro organizzazione è diversa (sono ancora monarchie). Il paragone è evidentemente errato. Il Portogallo (ex impero) è ridotto male come noi per cui il paragone è adatto, ed infatti il potere è ancora concentrato nelle mani di pochi.
    La democrazia si basa sulla partecipazione.
    La Sicilia un tempo aveva 40 città stato, adesso è ridotta a confini provinciali disegnati da una dittatura e deturpati da 2200 anni di occupazione straniera.
    Gli stipendi in Piemonte non li risparmiano perchè hanno 1209 comuni per 4.300.000 abitanti.
    Un comune ogni 3.550 cittadini. Non Le sembra che il paragone con la Sicilia sia clamoroso?
    Il Piemonte, con una popolazione inferiore, ha 3 volte il numero dei comuni siciliani.
    Ma se andiamo in Calabria vediamo 409 comuni per 2.000.000 di abitanti, un comune ogni 5.000 abitanti, molto più del doppio della Sicilia.
    Da questi due paragoni omogenei si evidenzia come la Sicilia sia un caso di RIDOTTISSIMA PARTECIPAZIONE DEMOCRATICA non solo in Europa ma in rapporto anche alle regioni italiane.
    La Sicilia è stata definita una nazione, da oltre 2.000 anni, proprio dai romani (Lex Rupilia) questo disastro amministrativo è da collegare alla necessità degli occupanti di ridurre al massimo le strutture amministrative locali di autogoverno.
    Non si offenda per gli insulti allo stadio.
    La mafia è a Palermo come a Londra, se poi è usata per vendere magliette poco importa.
    I bravi siciliani all’estero sono stimati come gli altri.
    Non si faccia provocare. Nel nostro patrimonio culturale vivono, Empedocle, Caronda, Stesicoro, Gorgia, Teocrito, Evemero, Dicearco, Archimede, Diodoro. C’erano anche architetti che costruivano strani parlamenti con scalinate a tre gambe, dove TUTTO IL POPOLO votava le legge proposte dai relatori. I greci, quando arrivarono in Sicilia, li distrussero tutti, ne è rimasto solo uno integro, nella città che chiamano MORGANTINA (vicino Piazza Armerina), lo vada a vedere, quel PARLAMENTO è anche suo perchè il Popolo Siciliano lo frequentava spesso, adesso ne è estromesso.

    Rino Baeli http://www.siciliapaisi.org

  109. culaunano says:

    Caro signor Rino Baeli , con le domande che lei posta su questo sito, mi fa sorgere un dubbio:(che qualcuno al suo posto utilizza il suo computer, non so i suoi figli).
    COMUNQUE LE RISPONDO.
    Sono un utente; e come lei sa posso accedere alle sue informazioni (naturalmente quello che lei ha voluto scrivere al momento della registrazione).
    Nelle sue informazione mette che lei é: Autore-editore di carte topografiche e turistiche dal 1987, in piu sono andato a visitare il sito che lei annuncia nei suoi commenti, e li si dice : che lei sia la persona che si occupa della grafica del sito; ancora di piu lei ha una certa éta, e ancora mi affermava in un altra discussione che ( per lo sviluppo della nostra amata terra bisognavano piu computer)
    Tutto questo mi fa pensare che lei dovrebbe essere un esperto del NET?

    ECCO COSA LEI MI DOMANDA:
    Il Giornale di Sicilia si trova nello stesso giorno anche a Bruxelles ?
    LE RISPONDO: Ogni mattina mi alzo presto, e non faccio altro che accendere il mio computer,mi collego a internet, digito in alto a destra dove ce la linea bianca vuota http://www.lasicilia.it invio, e subito dopo mi leggo le notizie (come lei che lo va a comprare in edicola!).
    DOPO LEI AFFERMA:
    In Sicilia i giornali europei arrivano il giorno dopo.
    LE RISPONDO: Se lei fa la stessa cosa di me, e scrive http://www.lefigaro.fr invio, subito dopo leggera le notizie della Francia, bisogna conoscere soltanto il nome del quotidiano che si vuole leggere, e naturalmente la linqua !!!

    Un altra cosa che lei afferma:
    Lei non crede che correre ai ripari prima della partita di ritorno sia una bella mossa da parte degli avversari del Palermo.
    LE RISPONDO: Le posso assicurare che in Gran Bretagna, essere denunciato non é una buona situazione, la giustizia é molto piu veloce che in Italia, e i commercianti potrebbero pagare delle multe salate; ciô significa che non é soltanto una bella mossa come lei pensa! FORZA PALERMO

    Mi scuso se non gli rispondo su tutte le altre cose che lei domanda o afferma, la discussione diventa superflua;
    ma con tutto ciô per finire le rispondo alla sua 3°ULTIMA FRASE che dice:
    Dalla disinformazione nasce il processo di annullamento del Popolo Siciliano
    LE RISPONDO: Ed é proprio lei che dice questo!
    Lo dovuta correggere su quasi 80% di tutto quello che ha scritto negli ultimi commenti,cerchi di fare di meglio le prossime volte.

    Tanti saluti, e mi faccia sapere se sono i suoi figli che approfittano del computer…

    BACIAMO LE MANI A TUTTI I SICILIANI DEL MONDO

  110. Rino says:

    Il Giornale di Sicilia si trova nello stesso giorno anche a Bruxelles ?
    In Sicilia i giornali europei arrivano il giorno dopo.

    Lei non crede che correre ai ripari prima della partita di ritorno sia una bella mossa da parte degli avversari del Palermo.

    500 agenti schierati allo stadio di Palermo quanto costano ?

    Caro signore cominci a chiedersi “A CHI GIOVA TUTTO QUESTO?” forse allora sarà sulla strada della verità.

    Lei mi sa dire perchè i giornali La Repubblica, Il Corriere della Sera, L’ Unità ……e tutti gli altri giornali italiani non hanno mai dedicato una pagina alle notizie della Sicilia come invece fanno nelle altre edizioni regionali che esistono da molti anni ?

    La domanda è rivolta anche all’Altra Sicilia.

    Dalla disinformazione nasce il processo di annullamento del Popolo Siciliano

    La VERITA’ conosciuta da pochi è mafia
    la VERITA’ conosciuta da tutti è cambiamento.

    A presto Rino Baeli http://www.siciliapaisi.com

  111. culaunano says:

    Sono d’accordo con lei signor raziocinante,anche se non ero a Roma per manifestare purtroppo lavoro a Bruxelles se un giorno si organizzera una manifestazione a favore del ponte a BXL saro dei vostri, e spero che un giorno potro passare su questo ponte .
    Come vede su questo sito ci sono idee contrastanti su certe cose ma tutti pensiamo e speriamo a un grande STATO SICILIANO .
    La saluto nella speranza di avere ancora delle sue notizie;
    BACIAMO LE MANI A TUTTI I SICILIANI

    Culaunano

  112. Rino says:

    LONG ISLAND Rail Road
    si tratta della ditta della Metropolitana di New York
    che fornisce il collegamento delle città che si trovano sull’isola di LONG ISLAND
    Quest’isola di circa 200 khilometri si estende a est di Manhattan superato il ponte di Brooklyn.
    I 188 km che separano Mahattan dalla punta estrema a est di LONG ISLAND
    sono percorsi da una linea di METRO’ che diventa un TRENINO.
    La velocità media è di 70 km orari con 42 fermate.
    Per quale motivo, in America, un’ isola di 200 km è collegata da oltre 100 anni con una linea metropolitana
    MENTRE in Sicilia,
    in un’ isola di 5.ooo.ooo di abitanti, si usano gli INTERCITY con supplemento rapido che vanno a 50 km orari di media?

    La risposta è sempre la stessa sfruttamento feroce della popolazione
    tenuta appositamente nell’ignoranza più organizzata del pianeta.

  113. culaunano says:

    IL PONTE SULLO STRETTO
    Continuazione del primo commento:
    Adesso passiamo al trasporto aereo naturalmente inutile spendere nuove risorse sugli aeroporti di Fontanarossa di Catania per il problema Etna e di Punta Raisi di Palermo troppo pericoloso la soluzione sarebbe il nuovo aeroporto internazionale di CALTANISSENNA costruito secondo i standard per ospitare i nuovi mostri A380 e Boeing 747, naturalmente tutta la struttura aeroportuale deve essere autosufficente al minino del 50% in energia elettrica;
    quest’ultima sarebbe sviluppata con pannelli solari, e noi sappiamo benissimo quanto sole abbiamo nella nostra SICILIA (anche la Comunita Europea lo sa perche da studi relizzati negli anni 70 si affermava che il punto in europa dove il sole batteva di piu era a sud di Adrano accanto la sponda del fiume Simeto e li decidevano di costruire la 1°centrale Eurosolare con progetto sperimentale finita negli anni 80)
    Obbiettivo dell’aeroporto internazionale sarebbe di liberare un po i cieli europei di tutti i scali tecnici trans continental effettuati fino a oggi su Francoforte Londra o Parigi, soluzioni ricercati oggi da moltissime conpagnie aerei mondiali, (dovete sapere che la comunita europea per poter fare viaggiare piu di aerei sui nosti cieli ha ridotto da 500 piedi a 300 piedi la differenza d’altitudine fra due aerei che viaggiano sulla stessa rotta).
    Inutile spiegarvi l’effetto positivo per il nostro turismo e lo STATO SICILIANO, dopo qualche anno potremo cominciare a liberarci di certi siti industriali che inquinano la nostra terra.
    Ohhh come sarebbe bello partire da Bruxelles e dopo 2ore 30minuti essere a CALTANISSENNA e ancora 45minuti e si e a Raffadali (piccolo paese a 10km da Agrigento);
    mi urge far sapere la situazione dove siamo oggi i moltissimi immigrati del centro della SICILIA proveninti del nord Europa, con un volo diretto organizzato da conpagnie charter, il volo resta sempre le 2ore e 30 sia per Catania che per Palermo tutto si conplica a l’atterraggio in sicilia spesso 30minuti quando tutto va bene ,dopo andarsi a cercare il pulmino di qualcuno che fa questo lavoro in nero e arrivare al suo paese 4ore dopo, per non parlare se si viaggia con Alitalia li nonostante che i 2 voli inpiegano 3ore circa ci inpieghi una giornata perche passi 5ore minimo aeroporto eil resto sulle strade attuali della nostra SICILIA.
    Come ieri sera si e fatto un po tardi CONTINUERO DOMANI a raccontare le mie fesserie.
    BACIAMO LE MANI A TUTTI I SICILIANI

    TEL. skype FALSAPERNA NICOLO

  114. Rino says:

    Gli italiani hanno un complesso di inferiorità nei confronti dei siciliani.
    Noi siciliani possiamo capire i loro tentativi diffamatori perchè chi disprezza compra ad un prezzo più basso, lo sappiamo tutti.
    Noi siciliani possiamo giustificare la loro necessità di scaricare su altri la definizione di mafiosi che invece in tutto il mondo è identificata con “mafia italiana”.
    Noi siciliani siamo sicuri che sono tutte calunnie e per questo non ci difendiamo neanche dalle continue offese. una cosa però non possiamo permettere noi siciliani, CHE CI PRENDANO IN GIRO, allora diventiamo cattivi.
    Il ponte NON SI PUO’ FARE, tutti i tecnici lo sanno.
    I politici di destra e di sinistra lo usano prima e dopo le elezioni per catturare voti e consenso.
    Noi siciliani bersagliati da false notizie ormai non crediamo più neanche ai santi in paradiso.
    Noi siciliani cominciamo a pensare ad un futuro migliore, cominciamo a organizzare la nostra vita, cominciamo a costruire con le nostre mani senza aspettare nessuno. Questo è gia un buon inizio, meno collanine più computer.

    http://www.siciliapaisi.org Rino Baeli

  115. culaunano says:

    Che tutti i siciliani del mondo mi perdonano di tutte le idee pazze che stasera scrivero su questo commento.
    IL PONTE SULLO STRETTO:
    Incomincio a dire che gia 40anni fa la buonanima di mio padre mi diceva che fra qualche anno avremmo il ponte sullo stretto, certo lui non era un studioso; quello che doveva fare ogni giorno era andare a raccogliere le arancie in inverno e lavorare la terra in estate per poterci dare a mangiare a noi.
    Tutto questo a stimolato la mia fantasia sui benefici che il PONTE potrebbe portare alla mia amata SICILIA: 1° Abbandoniamo l’idea dell’asse Berlino-Palermo il PONTE deve servire per collegare la nuova capitale della SICILIA da costruire al centro fra le due provincie centrali che fusionerebbero nella nuova provincia di CALTANIS-ENNA capitale dello STATO SICILIANO,con questo e chiaro che l’autostrada e la linea ad alta velocita che passerebbe sul PONTE andrebbe direttamente verso la nuova capitale,l’autostrada rangiugirebbe il raccordo anulare(R.A.) di CALTANISSENNA, i treni ad alta velocita (T.A.V.) la stazione centrale ARCHIMEDE;da dove naturalmente partiranno 5 nuove linee a media velocita (T.M.V.) in direzione di 1Palermo 2 Catania 3 Trapani Marsala 4 Agrigento 5 Ragusa Siracusa e chiaro che Messina e collegata con la T.A.V. che esce dal ponte,(si risolve cosi il problema dei 4000 TIR a Messina) dopo si continuerebbe la T.A.V. verso il punto piu vicino all’ Africa per congiungere i nostri fratelli Africani con il sud dell’Europa via un TUNNEL sotto il mare.(c.d.)
    Per le autostrade sarebbe piu semplice dal R.A.una nuova direzione verso Canicatti con bivio verso Agrigento, e da Canicatti verso la congiunzione della A29 fra Gibellina e Calatafimi, la 2° direzione a costruire a partire sempre dal R.A. andrebbe verso Gela per ricongiursi con la A18 che viene da Siracusa, cosi si potrebbe dire che la mobilita terrestre dello STATO SICILIANO sarebbe a livelli nord europei.
    Adesso passiamo al trasporto aereo naturalmente inutile spendere nuove risorse sugli aeroporti di Fontanarossa di Catania per il problema Etna e di Punta Raisi di Palermo troppo pericoloso la soluzione sarebbe il nuovo aeroporto internazionale di CALTANISSENNA costruito secondo i standard per ospitare i nuovi mostri A380 e Boeing 747
    LA CONTINUAZIONE A DOMANI
    BACIAMO LE MANI A TUTTI I SICILIANI

  116. raziocinante says:

    Sono uno delle migliaia di Siciliani che ha partecipato alla marcia del 19 settembre a Roma,dicendo ciò rifiuto la falsa notizia diffusa da questo sito di una manifestazione con un migliaio di persone .Eravamo almeno in 5000 anche se si parla di più persone e i Siciliani non erano meno di 3500. E’ stata una grande prova di orgoglio,abbiamo paralizzato la capitale e riportato l’attenzione dell’Italia sulla Sicilia.Invito a ragionare e a fare piccoli passi alla volta per intraprendere il cammino che tutti noi vogliamo e che sicurtamente non verrà raggiunto con le parole ma con la concretezza dei fatti.

    Raziocinante

  117. sttiamo says:

    MA COME SI FA A DIRE SIMILI FALSITA’. SONO ALLIBITO.ERAVAMO VERAMENTE IN 10000, NON CI CREDEVA NESSUNO, ABBIAMO INVASO ROMA. OVUNQUE SI VEDEVANO BANDIERE SICILIANE. LA SINCERITA’ E LA LEALTA’ DEVE ESSERE TRA LE DOTI FONDAMENTALI DI CHI GESTISCE UN SITO. LA MENZOGNA CHE USATE NON VI FA ONORE. VOI 10000 PERSONE NN LI TROVATE NEMMENO PAGANDOLE. POI IL VIAGGIO LO ABBIAMO REGOLARMENTE PAGATO. CMQ ABBIATE LA DIGNITA’ ALMENO DI PUBBLICARE IL POST.

  118. culaunano says:

    Mi diaspiace contradirlo, perché la penso come lei per LO STATO SICILIANO, ma non sono d’accordo con lei sul ponte.
    IL SUO NO 1° :No! Perché essere Isola è bello e non ha mai impedito lo sviluppo di nessun paese.
    LE RISPONDO: Analizzo la parola (isola) voce del verbo isolare: io mi isolo, tu ti isol,i LEI SI (ISOLA) non so se questo sia bello?
    Poi le suggerisco che, L’isola della Gran Bretagna ha dovuto colonizzare mezzo mondo per divenire qualcuno.
    IL SUO NO 2°: No! Perché la Sicilia si mette al centro dell’Euro-Mediterraneo con le rotte navali ed aeree e non facendone il capolinea di strade e ferrovie italiane e continentali.
    LE RISPONDO: Oggi il mezzo di trasporto piu veloce e pulito ecologicamente é il treno, e questo lo sara pure nel futuro; percio SI AL PONTE senza questo, tutto restera come sembre.
    IL SUO NO 3°: No! Perché sarebbe una struttura troppo fragile e delicata, facendo dipendere le comunicazioni della Sicilia col resto del mondo da un facile obiettivo per azioni terroristiche o un probabile teatro di sconvolgimenti tellurici.
    LE RISPONDO: Fino ad oggi le azioni terroristici si sono concentrati su aerei o aeroporti e navi, le ricordo che uno dei 1° attentati contro gli americani e stato fatto su una nave; per il rischio tellurico le ricordo il Giappone (paese a rischio terremoti altissimo) dove il ponte di Akashi Kaikyo Bridge (il ponte piu lungo del mondo) e gia stato inaugurato nel 1998.
    IL SUO NO 4°: No! Perché imporrebbe alla Sicilia ed ai Siciliani una assurda strozzatura logistica che allungherebbe le distanze e mortificherebbe gli altri mezzi di trasporto ect. ect.
    LE RISPONDO: Pensa che oggi con i traghetti non ce strozzatura logistica?
    E di quali altri mezzi di trasporto parla?
    IL SUO NO 5°: No! Perché l’investimento, quand’anche fosse realizzato, spiazzerebbe per un numero imprecisato di anni ogni altro investimento in infrastrutture indifferibili per la Sicilia.
    LE RISPONDO: Lei pensa che abbiamo diritto a un investimento tutti i 50anni, le posso assicurare che nel mondo di oggi, bisogna solo progettare opere serie e di sviluppo dopo i soldi si trovono sempre; la Banca Europea aspetta solo questo.
    IL SUO NO 6°: No! Perché la struttura non si ripaga mai ed avrebbe bisogno di un continuo “innaffiamento” pubblico, ect. ect.
    LE RISPONDO: Con i studi di sviluppo fatti fino ad oggi, 30 anni dopo sarebbe pagato, senza contare le sinergie che con un po di progettualita si potrebbero creare.
    IL SUO NO 7°: No! Perché la magia dello scenario di Scilla e Cariddi non è un patrimonio spendibile nemmeno da noi Siciliani ma appartiene all’umanità intera.
    LE RISPONDO: Lei parla di magia, le ricordo che il centro della SICILIA non vive di magia, ma sperano in un sviluppo economico, e tutto quello che lo potrebbe portare é il benvenuto (non é con la magia che si puo lottare per avere il consenso politico).
    IL SUO NO 8°: No! Perché Messina non avrebbe più il ruolo di porto della Sicilia e dovrebbe accantonare il sogno di farne un grande “Porto Franco” al centro del Mediterraneo, ect.ect.
    LE RISPONDO: Questo é uno dei tre punti che non condivido con la Carta politica dell’ALTRA SICILIA, troppo vecchio il porto franco di Messina, questo si dovrebbe istituire nel nuovo aeroporto da costuire al centro della sicilia, magari costruento la nuova capitale dello STATO SICILIANO!
    IL SUO NO 9°: No! Perché il ponte serve simbolicamente all’Italia per aggianciare la propria colonia, ect. ect.
    LE RISPONDO: Se quello che lei afferma era vero, L’Italia l’avrebbe fatto di gia.
    IL SUO NO 10°: No! Soprattutto perché chi lo vuole con tanta forza, politicanti che hanno “mangiato” la Sicilia e se la sono venduta per tanti anni,
    LE RISPONDO: Mandiamo a casa tutti quei tartufai che vogliano mangiare da soli, ma mettiamo il tartufo a disposizione del popolo dei siciliani!!!!
    Con questo ho finito, naturalmante votero questo articolo con 1 STELLA perche la valutazione non mi permette di dare 0 STELLE se no lo farei.
    E questa é la prima volta che mi succede !
    Skype = Falsaperna Nicolo

    Baciamo le mani a tutti i siciliani del mondo.

  119. Ducezio says:

    Caro cervellone sapientone, ma ti sei mai chiesto da dove arrivano le aziende che attingono a piene mani ai fondi delle grandi opere? il ponte sarebbe l’ennesima occasione per i soliti intrallazzi e per fare arricchire ulteriormente gli industriali padani a spese nostre, con la beffa (oltre il danno) che ci rinfaccerebbero la sua realizzazione come l’ennesimo atto di benevolenza della loro generosa assistenza. Inoltre, il ponte sicuramente sarebbe un obiettivo sensibile nel mirino del terrorismo e le tue belle dissertazioni non danno nessuna garanzia. Il ponte non risolverebbe i problemi della nostra isola; e, a proposito di “isola”, il confronto con la G.B. non mi sembra un accostamento felice: noi le colonizzazioni le abbiamo subite non le abbiamo fatte, non ci sogneremmo mai di andare in giro per il mondo a sfruttare ed opprimere come i tuoi inglesini in India o nelle Americhe. In quanto a devastare la “magia” dello stretto, bisognerebbe sentire l’opinione di chi in riva a quello stretto c’è nato e ci abita; se poi vuoi continuare a dare il benvenuto ad ogni devastazione ambientale in nome del “progresso”, mi chiedo cosa tu abbia imparato dal disastro di Priolo e dintorni, Gela, Milazzo, Termini Imerese, ecc. Alla faccia del progresso!!! Queste iniziative del ….. hanno solo devastato delle splendide aree a vocazione agricola e turistica in cambio di pochi posti di lavoro, tanto inquinamento e danni incalcolabili per l’ambiente e per la salute della gente. Sviluppo sì, ma lungimirante! Comunque, ognuno è libero di avere ed esprimere le proprie opinioni, ma sempre con stile, buone maniere, civiltà, educazione, cordialità, gentilezza; è qui, caro sapientone sentenziante, le tue lacune sono così profonde che nemmeno i giapponesi riuscirebbero a costruirvi un ponte! Ed infine, le mani da te non le vogliamo proprio baciate, perchè il lecchinaggio baronale è finito da tempo, documentati meglio!

  120. Ducezio says:

    Io dico No al ponte, le diciture del primo commento sono solo un errore tecnico dovuto ad un certo disgusto provato mentre scrivevo. E non ho votato l’articolo con una stellina ma con cinque!

  121. culaunano says:

    Inviato: Lunedì 02 Ottobre 2006
    ECCO COSA NE PENSANO I SICILIANI DI SICILIA :
    Sinceramente non capivo Perchè Prodi che era stato uno dei principali fautori del ponte ora sconfessava le sue stesse proposte…. non ero a conoscenza dei progetti della Rossa Campania …. ecco perchè non si può fare il ponte… per finanziare l’alta velocità in campania isolando ancora di più la Sicila….Svegliatevi Siciliani…

  122. culaunano says:

    Tassa sulla benzina in Sicilia, è scontro Cuffaro-Cracolici

    PALERMO – “Cuffaro prima regala soldi pubblici agli amici per mantenere il suo bacino elettorale, poi si trasforma in ‘Dracula’ e con la tassa sulla benzina e sul metano vuol far pagare ai siciliani il conto dei suoi sperperi. Ma non è tutto, perché a pagare potrebbero essere perfino gli incolpevoli turisti che decidono di venire in vacanza nella nostra Regione”. L’accusa arriva dal capogruppo Ds all’Assemblea regionale siciliana, Antonello Cracolici, a proposito delle misure proposte dal centrodestra in vista della finanziaria regionale: aumento di benzina e metano e tassa per i turisti. “Per cinque anni Cuffaro e la sua coalizione – conclude il diessino – hanno saccheggiato senza ritegno la cassa della Regione e oggi, dopo pochi mesi dalla sua rielezione, il governatore vuole far pagare il conto ai siciliani”.

    Immediata la reazione del presidente della Regione: “Il governo non ha alcuna intenzione di introdurre una sovratassa sulla benzina o altri nuovi ‘balzelli’, come erroneamente sostiene il capogruppo Ds all’Ars”. Per il presidente Cuffaro, “l’esponente Ds confonde le decisioni politiche con i legittimi studi di fattibilità compiuti dai tecnici del dipartimento del Bilancio”. “Per risanare il deficit della Regione – commenta ironicamente il presidente – credo che si potrebbe studiare una tassa da applicare a ogni corbelleria detta dai tanti Cracolici di turno”.

    La vicenda non si è chiusa qui. “Cuffaro è davvero un ‘imbroglioncello’, perché le corbellerie che mi attribuisce a proposito della tassa sulla benzina, sul metano e sul soggiorno dei turisti non sono state annunciate dallo studio di qualche oscuro funzionario dell’assessorato, ma dall’assessore al Bilancio della Regione siciliana durante l’audizione in commissione Finanze all’Ars”, ha replicato ulteriormente il capogruppo Ds. “La verità – conclude Cracolici – è che questo governo dopo poche settimane di attività è già allo sbando e nessuno dei suoi esponenti sa cosa fa l’altro”.
    27/09/2006

    Se ho bene capito l’articolo, la tassa non é stata ancora istituita!
    Criticare va bene, ma affermare qualcosa che al massimo sarebbe allo studio, questo é delirio spero che, il DIRETTORE CATANIA SE ACCORGA e tolga la possibilita di publicare articoli, a qualche persona che non vede con le dovute accortezze le notizie.
    Vorrei avere sempre la stessa fiducia su questo sito.
    BACIAMO LE MANI A VOI TUTTI

  123. culaunano says:

    Per onore di cronaca; quello che scrive oggi il giornale LA SICILIA:
    E il West Ham attacca gli ambulanti anti-Palermo

    PALERMO – Il presidente della Regione Siciliana, Salvatore Cuffaro, è stato informato dell’iniziativa della dirigenza inglese del West Ham United Londra che ha intrapreso un’azione legale nei confronti degli ambulanti che hanno venduto a Londra, prima della partita d’andata, magliette sulle quali era stampato uno slogan offensivo nei riguardi della Sicilia (‘West Ham Utd vs Mafia’): “Sono grato ai responsabili del West Ham – ha affermato Cuffaro – per la sensibilità che hanno dimostrato nel perseguire chi ha voluto mettere in cattiva luce la nostra regione con la vendita di quelle t-shirt che nulla hanno a che vedere con la Sicilia reale”.

    Il direttore commerciale e legale del West Ham , Scott Duxbury, ha tenuto a sottolineare che la sua società non è in alcun modo coinvolta nella vendita non ufficiale delle magliette da parte di alcuni ambulanti verso i quali il West Ham ha intrapreso un’azione legale per assicurare la fine di questa vendita.

    27/09/2006
    A dire il vero la sicilia ha dimenticato di nominare pure, L’ALTRA SICILIA CHE AVEVA DENUNCIATO QUESTO PRIMA ANCORA DI Cuffaro, nell’articolo:
    (LETTERA DI PROTESTA A L’AMBASCIATORE DELLA GRAN BRETAGNA) é che gia tanti commenti ha avuto, + 103 di voi hanno letto ad oggi.
    BACIAMO LE MANI A TUTTI I SICILANI DEL MONDA

  124. culaunano says:

    Caro signor Rino Baeli , con le domande che lei posta su questo sito, mi fa sorgere un dubbio:(che qualcuno al suo posto utilizza il suo computer, non so i suoi figli).
    COMUNQUE LE RISPONDO.
    Sono un utente; e come lei sa posso accedere alle sue informazioni (naturalmente quello che lei a voluto scrivere al momento della registrazione).
    Nelle sue informazione mette che lei é: Autore-editore di carte topografiche e turistiche dal 1987, in piu sono andato a visitare il sito che lei annuncia nei suoi commenti, e li si dice : che lei sia la persona che si occupa della grafica del sito; ancora di piu lei ha una certa éta, e ancora mi affermava in un altra discussione che ( per lo sviluppo della nostra amata terra bisognavano piu computer)
    Tutto questo mi fa pensare che lei dovrebbe essere un esperto del NET?

    ECCO COSA LEI MI DOMANDA:
    Il Giornale di Sicilia si trova nello stesso giorno anche a Bruxelles ?
    LE RISPONDO: Ogni mattina mi alzo presto, e non faccio altro che accendere il mio computer, digito in alto a destra dove ce la linea bianca vuota http://www.lasicilia.it invio, e subito dopo mi leggo le notizie (come lei che lo va a comprare in edicola!).
    DOPO LEI AFFERMA:
    In Sicilia i giornali europei arrivano il giorno dopo.
    LE RISPONDO: Se lei fa la stessa cosa di me, e scrive http://www.lefigaro.fr invio, subito dopo leggera le notizie della Francia, bisogna conoscere soltanto il nome del quotidiano che si vuole leggere, e naturalmente la linqua !!!

    Un altra cosa che lei afferma
    Lei non crede che correre ai ripari prima della partita di ritorno sia una bella mossa da parte degli avversari del Palermo.
    LE RISPONDO: Le posso assicurare che in Gran Bretagna, essere denunciato non é una buona situazione, la giustizia é molto piu veloce che in Italia, e i commercianti potrebbero pagare delle multe salate; ciô significa che non é soltanto una bella mossa come lei pensa!

    Mi scuso se non gli rispondo su tutte le altre cose che lei domanda o afferma, la discussione diventa superflua;
    ma con tutto ciô per finire le rispondo alla sua 3°ULTIMA FRASE che dice:
    Dalla disinformazione nasce il processo di annullamento del Popolo Siciliano
    LE RISPONDO: Ed é proprio lei che dice questo!
    Lo dovuta correggere su quasi 80% di tutto quello che ha scritto negli ultimi commenti,cerchi di fare di meglio le prossime volte.

    Tanti saluti e,mi faccia sapere se sono i suoi figli che approfittano del computer…

    BACIAMO LE MANI A TUTTI I SICILIANI DEL MONDO

  125. Rino says:

    Il “Giornale di Sicilia” di Palermo ha sospeso la pubblicazione GRATUITA su internet da molti mesi, si puo’ accedere solo pagando. Stessa cosa la Gazzetta del Sud, su internet si possono leggere solo i titoli, il resto a pagamento.

    La domanda riguardava proprio I GIORNALI, non la possibilità di accedere alle fonti di informazione.

    5.000.000 di Siciliani hanno solo 3 giornali (3 editori), quanti di questi 5.000.000 usano internet oggi per leggere i giornali?. Pochi.

    La Sicilia di dell’Editore Ciancio possiede una quota della Gazzetta del Sud, per questo la Gazzetta non esce a Catania con le notizie di Catania.

    Mentre nell’edizione di Messina della Sicilia non ci sono notizie di Messina.
    Caro signore, non legga solo il calcio, anche se allo stadio vanno 100.000 siciliani ne restano sempre altri 4.900.000 ai quali non gli interessa niente del calcio.
    Attenzione, queste non sono statistiche ufficiali.

    Nicos sikeleli Africa

    significa: Dio benedica l’Africa

    così si salutano in coro negli stadi in Sudafrica.

    pensi se anche noi ci salutassimo con un coro:
    Nicos sicheleli Sicily

  126. Rino says:

    Il Giornale di Sicilia si trova nello stesso giorno anche a Bruxelles ?
    In Sicilia i giornali europei arrivano il giorno dopo.

    Lei non crede che correre ai ripari prima della partita di ritorno sia una bella mossa da parte degli avversari del Palermo.

    500 agenti schierati allo stadio di Palermo quanto costano ?

    Caro signore cominci a chiedersi “A CHI GIOVA TUTTO QUESTO?” forse allora sarà sulla strada della verità.

    Lei mi sa dire perchè i giornali La Repubblica, Il Corriere della Sera, L’ Unità ……e tutti gli altri giornali italiani non hanno mai dedicato una pagina alle notizie della Sicilia come invece fanno nelle altre edizioni regionali che esistono da molti anni ?

    La domanda è rivolta anche all’Altra Sicilia.

    Dalla disinformazione nasce il processo di annullamento del Popolo Siciliano

    La VERITA’ conosciuta da pochi è mafia
    la VERITA’ conosciuta da tutti è cambiamento.

    A presto Rino Baeli http://www.siciliapaisi.com

  127. rrusariu says:

    Ppi forza sulu a li stranii ponnu dari li nostri sordi!!!
    Nun vogghiu diri ciossà. Ma vogghiu lastimiari parrannu sulu nni la me lingua.
    Si duna un ‘vitalizio’ a li viduva & family, ma a li picciotti siciliani ca si nni vannu a travagghiari fora di la Sicilia nun c’attocca nenti!!!
    Sulu quannu si fannu satari ntall’aria ni l’irak-afghanistan comu carni di macellu ci dunanu u ‘riconoscimento al valor militare’.
    Picciotti nun semu cchiù bbabbi, lu sapemu ca li guverni taliani ppi ‘pagari’ li ‘debiti’ di cu li cumanna, manna li carni di maceddhu di la povira ggenti ca e ddà. Avi di lu tempu ra guerra di Crimea!!!!

  128. Rino says:

    EUROSCHIAVI Di Marco Della Luna e Antonio Miclavez
    Arianna Editrice sintesi e recensione a cura di nuntius – numicco@tin.it

    Diceva Pulitzer che i delitti si tutelano con la segretezza, perciò esistono le società segrete, anche lo stato è pieno di segreti, sono coperti da segreto anche le operazioni della Banca d’Italia e della Banca Centrale europea. La Banca d’Italia è una società privata per azioni, di proprietà di banche ordinarie, perciò in conflitto d’interesse quando vigila su queste banche, le quali nominano anche il suo governatore ed i suoi direttori.
    Gli stati a sovranità limitata, come l’Italia, rinunciano al diritto sovrano a stampare banconote e pagano i tributi agli altri stati, come fa l’Italia con l’8°% a favore della chiesa, anche a causa di questa situazione, oggi il 16% del bilancio dello stato serve a pagare gli interessi sul debito pubblico. All’inizio il commercio si faceva con il baratto, poi sostituito da una moneta metallica pregiata, però già in epoca romana si emettevano monete metalliche con un contenuto in oro o argento inferiore al suo potere d’acquisto, lo stato aveva seguito l’esempio di falsari privati, la differenza di valore costituiva il signoraggio a vantaggio dello stato. Nell’antichità l’oro e l’argento era depositato nei templi e si pagava una commissione per la loro custodia, nel tardo-medioevo si prese a depositare le monete d’oro e d’argento presso gli orefici, che rilasciavano una ricevuta per il deposito, che poteva anche essere trasferita per i pagamenti, invece i primi banchieri facevano i cambiavalute. Ben presto gli orefici scoprirono che, per assicurare i rimborsi in oro e argento ai presentatori delle attestazioni, bastava detenere solo un decimo del valore della banconote messe in circolazione, perciò divennero fabbricanti in serie di queste banconote di carta, i privati avevano inventato la copertura parziale o riserva frazionata, la più grande truffa mai inventata. Ben presto, anche lo stato prese ad emettere i suoi biglietti di stato, in concorrenza ai privati, poi, nel XVIII secolo stabilì che l’unico abilitato ad emettere banconote era la banca centrale, la quale doveva garantire il cambio in oro, così era nato il gold standard. A causa delle ricorrenti crisi valutarie, finanziarie e delle guerre, nel 1944 a Bretton Woods un accordo internazionale stabilì che solo la Federal Riserve americana avrebbe conservata la copertura in oro, mentre le altre banche centrali dovevano assicurare una copertura al denaro circolante in dollari, la conversione in oro però poteva essere richiesta solo dalle banche centrali e non da privati cittadini, così nasceva il gold exchange standard. Nel 1971 il governo Nixon abbandonò il gold exchange standard, sospendendo la convertibilità del dollaro in oro, però il dollaro non crollò di valore, perché il valore della banconota non dipende dalla convertibilità, ma dalla sua quantità in rapporto al prodotto nazionale, infatti, per contenere l’inflazione, le banconote non dovrebbero mai aumentare più del reddito nazionale. Inoltre, l’interesse verso le banconote dipende dal fatto che sono accettate volentieri da tutti.
    Quando le prime banconote erano convertibili portavano la dicitura:”Pagabile a vista al portatore”, quando ne fu sospesa la convertibilità, divenendo a corso forzoso, continuarono per un po’ a portare questa dicitura, abusando della credulità popolare.
    Le banconote circolano perché sono accettate e domandate, lo stato ha stabilito che hanno corso legale, cioè che devono essere accettate da tutti sul territorio nazionale, poi ha stabilito che hanno corso forzoso, cioè sono senza copertura ed hanno solo natura fiduciaria. E’ accaduto però che, in periodo di guerra e di necessità, si emettessero troppe banconote, con conseguente inflazione. Nel 1694 in Inghilterra re Guglielmo III d’Orange e l’aristocrazia del paese si alleò con i banchieri privati e fondò la Banca d’Inghilterra, una società per azioni avente il dritto esclusivo e monopolistico di emettere banconote.
    L’aristocrazia ufficialmente non faceva affari e finanza, in realtà era dietro i banchieri ebrei o europei con i suoi soldi, anche se in incognito, così, negli anni a venire, delle malefatte bancarie si poterono accusare solo gli ebrei. Attraverso queste banche centrali si facevano i prestiti allo stato, poi queste banche, con il potere del loro denaro, presero ad indirizzare e ad influenzare la politica, ancora oggi i partiti dipendono dai loro sponsor finanziari. Lo stato usa il consenso politico per togliere ricchezza ai cittadini e trasferirla ai proprietari dello stato, cioè alle banche, ciò si fa con l’indebitamento, con le tasse, con le emissione di banconote e con l’ordinaria usura bancaria. Il capitale finanziario è nomade, perciò condiziona gli stati e mina la loro sovranità, le banche centrali sono possedute da banche private e queste da private persone, che a volte rappresentano altre persone in incognito. Per fare un esempio, le case reali d’Inghilterra e Olanda si sono arricchite con le compagnie delle Indie, con gli agenti della corona e con la banca centrale, però, seguendo una consuetudine, non sono intestatarie dei loro finanze e si avvalgono di banche, spesso ebraiche, perciò oggi per tutti la finanza ebraica è potente e la sola rilevante. In Italia però è determinante la finanza cattolica. Se gli ebrei non vogliono più essere il capro espiatorio, devono prendere ufficialmente le distanze dall’alta finanza ebraica e chiarire i rapporti tra questa e i finanzieri europei e americani, dei quali i banchieri ebrei sono prestanome. Infatti, i grandi finanzieri non sentono il legame verso un paese o un’etnia, spesso hanno finanziato contemporaneamente due paesi in guerra tra loro. La banca centrale fissa anche il tasso ufficiale di sconto ed il tasso di cambio con l’estero, il primo è utilizzato per fare prestiti allo stato ed alle altre banche, in Italia è però anche un parametro o indice utilizzato per fissare le rate dei mutui a tasso variabile, perciò è dieci volte più alto che in Giappone, con lo scopo di togliere più denaro agli italiani indebitati con le banche. Il tasso di cambio dovrebbe essere quello corrispondente al punto d’equilibrio finanziario con l’estero, può essere fisso, ma aggiustabile periodicamente, o variabile, in realtà le svalutazioni si fanno anche per speculare sui cambi e le mancate svalutazioni servono per favorire le delocalizzazioni d’industrie all’estero, dove la moneta è sottovalutata e la mano d’opera costa meno. La Banca d’Italia è una banca privata, senza il controllo del parlamento o del governo, per non dare nell’occhio ha un capitale sociale ridicolo, i suoi organi sono nominati dalle banche private, ciò malgrado, con il suo statuto del 1948, le è stata attribuita la denominazione di ente di diritto pubblico, un altro caso d’abuso di credulità popolare. Al vertice della banca vi è un consiglio superiore che ha un suo comitato ristretto, il consiglio si compone del governatore e di 13 consiglieri, eletti nelle assemblee da banche ed assicurazioni partecipanti, infatti, i soci sono le maggiori banche e assicurazioni, più Inps Inail, con lo scopo di avere la complicità dei sindacati che dirigono questi due enti pubblici. Grazie alla nuova legge bancaria del 1994, la Banca d’Italia opera nella più assoluta indipendenza rispetto al governo, però se ci fosse la volontà politica, la banca centrale potrebbe essere nazionalizzate ed il governatore e il direttore generale potrebbero essere di nomina governativa, purtroppo però, come si è detto, le banche hanno i soldi per influenzare le scelte della politica. Il bilancio della banca d’Italia ha all’attivo i titoli che riceve dallo stato in cambio delle banconote emesse e al passivo le banconote emesse, non paga tasse su questi profitti e sul signoraggio, questi benefici sono divisi tra i partecipanti. In contropartita, il Tesoro ha un conto corrente con la Banca d’Italia, che ha in attivo le banconote e al passivo i titoli di stato emessi dallo stato. Il governatore della banca d’Italia è irresponsabile e intoccabile per legge, secondo una vecchia legge fascista è nominato a vita, da notare che il vecchio governatore Guido Carli propose espressamente, senza successo, anche l’irresponsabilità penale per tutti i banchieri. Comunque, con i ripetuti crolli della lira, italiani e stranieri si sono riempite le tasche e il ruolo della Banca d’Italia non è servito a contrastare queste speculazioni, anzi. La banca d’Italia finanzia politici e giornali, perciò ha chi difende i suoi interessi al governo e in parlamento. Guido Carli, Dini e Ciampi hanno servito così bene i loro padroni, che Guido Carli diventò capo del governo, Dini ministro e Ciampi presidente della repubblica, erano stati tutti uomini della Banca d’Italia, l’attuale governatore Fazio, prima delle sue attuali disgrazie, era stato proposto a succedere a Berlusconi, così si sa chi comanda veramente in Italia. Solo il 2% del denaro del mondo è fatto di vere banconote, perché il 98% del denaro è denaro creditizio o scritturale o di conto, costituito da assegni, bonifici, carte di credito e cambiali, questo denaro scritturale fa scaturire il signoraggio secondario o creditizio che è incamerato dalla banche di credito ordinario, come vedremo meglio in seguito. La Banca Centrale Europea è retta dagli stessi meccanismi della Banca d’Italia, il bilancio del 2004 della BCE presenta una perdita di esercizio di oltre un miliardo en mezzo di euro, poi si chiede ai privati di non fare bilanci falsi, le banconote sono tra le passività, con un incremento nell’emissione sull’anno precedente ads un tasso molto superiore all’aumento del prodotto europeo, favorendo così l’inflazione. Il ministro Tremonti aveva spiegato l’inflazione con il fatto che l’Italia aveva accettato un cambio lira-euro sfavorevole, aveva ragione, però nulla ha detto sull’inflazione scaturita da queste emissioni eccessive. La banconote emesse sono ripartite tra le banche centrali del sistema, la BCE conserva una quota dell’ 8%, al 2004 il totale della banconote circolanti in Europa era di 501 miliardi di euro, le banconote sono apposte tra le passività dalle banche, anche con lo scopo di risparmiare tasse. Le banche centrali scontano i titoli del debito pubblico ricevuti dallo stato in cambio delle banconote e ne hanno un ulteriore guadagno, poi rivendono i titoli alle banche ordinarie, che li tengono in portafoglio, come riserva di liquidità, o li vendono a privati. Anche le banche di credito ordinario creano denaro dal nulla, lucrando il signoraggio creditizio o secondario, infatti, prestano un valore multiplo del denaro de esse detenuto, oltre il 90% del denaro circolante è denaro creditizio, fatto di assegni, bonifici, prestiti, sconti di cambiali, sono le promesse di pagamento delle banche ordinarie.
    Gli accordi di Basilea del 2005 hanno imposto alle banche ordinarie di coprire i prestiti con capitale proprio, con una percentuale che va dall’1,6% e il 12%, secondo la solvibilità del cliente. Di fatto, la banca può prestare fino a 50 volte il denaro da essa posseduto, così lucra interessi su denaro che non ha, con guadagni enormi, il suo coefficiente di riserva obbligatoria è del 2%. Lo stato non è sovrano ma è proprietà dei banchieri, il denaro circolante nel mondo è un debito scoperto per l’80%, infatti, il denaro creditizio è pari a cinque volte il valore di tutti i beni esistenti nel mondo, le banche, creando denaro a costo zero, hanno privato lo stato dei poteri d’indirizzo economico.
    Creando denaro senza limite e controllo, si sottrae potere d’acquisto alla popolazione, perché l’inflazione è un’imposta indiretta, quanto, per la legge, solo il parlamento potrebbe imporre tasse; il parlamentarismo moderno, per sancire la sovranità popolare, nacque all’insegna: “Nessuna tassa senza voto del parlamento”, ora però il popolo è stato espropriato di questa sovranità dai banchieri. Con il trattato di Maastricht e con l’avvento dell’Euro, le banche centrali fissano liberamente il TUS ed il denaro da immettere nel mercato, le riunioni del consiglio direttivo della BCE sono segrete e gli organi decisionali della BCE sono irresponsabili. Se i prezzi aumentano, i cittadini si indebitano di più con le banche, le banche possono restringere il credito, prestare il denaro solo agli amici e indirizzare gli altri agli usurai, con la crisi, le banche rilevano per pochi soldi imprese in difficoltà, alle quali era stato negato il credito, come si fa in guerra quando ci si libera dei gioielli di famiglia. In Italia la magistratura è stata sempre molto benevola verso le banche, tante e senza esito sono le cause aperte nei tribunali contro le banche, la magistratura, seguendo gli usi bancari, aveva sentenziato che le fideiussioni di garanzie sui prestiti, se non erano revocate dai garanti con il testamento, potevano continuare a carico degli eredi, e che le fideiussioni omnibus che garantivano un debitore per importo illimitato erano legali, fu poi il parlamento a vietare queste prassi bancarie. Tra i soci della BCE sono anche la Banca d’Inghilterra, che ha una quota superiore all’Italia, la Banca di Svezia e la Banca di Danimarca, questi paesi non partecipano all’Euro, ma non hanno voluto rinunciare al business della Banca Europea. I soci della Federal Reserve americana, sono primarie banche americane, tra le quali spiccano nomi ebraici, le quali però amministrano fiduciariamente patrimoni di grandi famiglie, aristocratiche e borghesi, che vogliono restare anonime, tirano il sasso e nascondono la mano, ovviamente influenzano anche la politica di queste banche. Se non ci fossero stati gli ebrei come capri espiatori, sarebbe stato necessario inventarli. Il riciclaggio internazionale dei profitti delle banche centrali ha favorito la nascita di un sistema clearing, denominato Euroclear-Clearstream-Swift, gestito da una società lussemburghese, si tratta di una superbanca che opera in assoluta segretezza; vale la pena di ricordare che lo stato lussemburghese è posseduto dalle banche e che Roosevelt diceva che la finanza ha posseduto il governo degli Stati Uniti dal tempo del presidente Jackson. In queste istituzioni, situate nei paradisi fiscali, affluiscono anche fondi neri, derivanti da traffici illeciti, da evasioni di tasse e vi sono depositate somme utilizzate per corrompere politici, magistrati, giornalisti, amministratori e sindacalisti. Oggi gli arabi hanno imparato e, per favorire la penetrazioni islamica, ricorrono agli stessi sistemi, oltre al terrorismo, in verità anche questo già praticato dall’occidente e dal blocco comunista, oggi la carta forte dell’Islam in occidente, più del terrorismo, sono i giornalisti di influenza da esso comprati, che fanno disinformazione.
    Lo stato emette titoli del debito pubblico e li cede alla banca centrale che glie li sconta, anticipando fino all’85% del loro valore, secondo la scadenza, poi la banca centrale li vende all’asta alle altre banche e in parte li conserva in portafoglio. Gli stati pagano interessi sul debito pubblico, contraendo nuovi debiti con la banca centrale e svendendo beni pubblici, che le banche comprano per conto dei loro amici, con i soldi, le banche comprano i voti e così hanno sedotto anche la sinistra. Lo stato dovrebbe ridurre sprechi e privilegi, però le spese improduttive sul piano economico, sono produttive sul piano politico, perché portano consensi e tangenti, i maggiori sostenitori di un sistema parassitario come il nostro, sono quelli che hanno privilegi parassitari. I sacrificati sono operai, piccoli produttori, contadini ed artigiani. Il presidente americano Abramo Lincoln voleva far emettere direttamente dallo stato le banconote e fu assassinato, stessa cosa successe a Jhon Kennedy, se lo stato emettesse direttamente banconote, non ne ha avrebbe costi, mentre le banche ne avrebbero perdite. Il trattato di Maastricht e la BCE sono incompatibili con la costituzione italiana, però in Italia destra e sinistra non hanno niente da dire al riguardo, mentre l’UE ha chiesto di adeguare la costituzione italiana all’Europa. Quando lo stato ha bisogno di una certa somma, deve dare in cambio titoli di stato alla banca centrale, per una somma pari al 117% della somma richiesta, sui titoli dovrà poi pagare l’interesse, per pagare poi chiede ulteriore denaro alla banca centrale e così cresce l’inflazione e il debito.
    I titoli del debito pubblico sono cambiali con interesse emessi dal Tesoro, lo stato è lo strumento per l’arricchimento di un gruppo, il debito pubblico è accuratamente coltivato, arricchisce i padroni della banca centrale e aumenta il loro potere sulle istituzioni; le banche e i loro amici acquistano dallo stato imprese a prezzi stralciati e concentrano in poche mani la vera ricchezza, che non è fatta dal denaro, che un bene strumentale.
    Le banche fanno cartello contro i popoli, come lo fa anche l’Opec e Microsoft, i cartelli e le grandi corporazioni impongono tariffe più altre, contro tutte le promesse del liberismo, e condizionano la politica. Il consorzio di banchieri internazionali e chi sta loro dietro opera attraverso il trattato di Maastricht, il Fondo Monetario, gli accordi di Basilea e la Federal Riserve, con un piano di dominio globale da parte di potenti centrali finanziarie. Dal dominio finanziario ne discende quello economico, quello culturale e quello politico, oggi le banche controllano l’85% dei mass media del mondo, per influenzare le scelte e le visioni della gente; comunque, è bene ricordare, che chi dispone di mezzi finanziari, spesso non ne è proprietario, ma depositario. Le banche possono anche provocare ad arte la rarefazione del denaro, restringendo il credito, la politica deflattiva può fare aumentare la disoccupazione. Bisogna dire che se la vecchia copertura aurea non dava valore alla moneta, però impediva le speculazioni bancarie di oggi. Con la nuova legge bancaria del 1994, quando Ciampi era governatore della Banca d’Italia, si rimosse il divieto alla banche di acquistare partecipazioni bancarie, così ora le banche potevano acquistare imprese in dissesto e senza credito. Ciampi ha servito così bene i banchieri, che non poteva non diventare presidente della repubblica, ha sempre i plausi della sinistra e difende l’omertà statale, cioè il segreto di stato, che lui chiama discrezione.
    Dal 1992, con il governo delle sinistre, gli amici delle banche possono comperare per pochi soldi le imprese pubbliche privatizzate, lo stato le ha privatizzate anche per pagare i debiti da esso contratti con la banca centrale. In Italia sul sistema bancario domina la chiesa cattolica, con le sue branche o enti ecclesiastici e non gli ebrei, la sinistra, vicina alla banche, non è stata mai stata vicina alla chiesa cattolica come adesso.
    Se il debito pubblico aumenta quando il bilancio realizza un avanzo primario, cioè al netto degli interessi sul debito pubblico, vuol dire che le tasse dei cittadini sono sufficienti per pagare le spese per il funzionamento dello stato, ma non per pagare le banche.
    Il piano di trasferire i poteri dello stato a corporazioni finanziarie, porterà all’esautoramento dello stato a favore di un’elite, il risultato è identico sia che governi la destra che la sinistra, fatte salve le diverse promesse elettorali. Il sistema finanziario sta fagocitando e mettendo in crisi quello produttivo, molto indebitato, in Italia e all’estero, soprattutto nel settore delle piccole e medie aziende, per conseguenza, oggi lo stato è divenuto esattore per conto delle banche, anche se all’apparenza pare il contrario. Le banche puntano anche delocalizzazione produttiva all’estero, dove la mano d’opera costa meno, tenendo sopravvalutato dollaro e euro rispetto alle valute dei paesi in sviluppo. Il tasso di sconto italiano, oltre dieci volte più alto di quello giapponese, serve a favorire l’ordinaria usura bancaria, i residui passivi delle amministrazioni pubbliche, pari a centinaia di migliaia di miliardi, sono amministrati dalla banca centrale e resi infruttiferi in un sistema di tesoreria unica; questo denaro, tolto dalla circolazione, ha ridotto gli investimenti e la domanda e ha favorito l’ulteriore indebitamento del sistema. Nel XVII secolo il nord America si sviluppò velocemente perché usava una propria moneta coloniale, nel 1763 Franklin ribadì che il successo dell’economia americana era dovuto ad una moneta locale emessa in proporzione alla domanda del mercato. Perciò il parlamento britannico, che obbediva alla banca d’Inghilterra e a casa reale, fece una legge che dichiarava illegale la moneta delle colonie americane e impose loro dei dazi, così gli americani furono costretti a sostituirla con le banconote della banca d’Inghilterra, pagando ad essa signoraggio ed interessi. L’America, contro i dazi e contro il signoraggio inglese, fece la sua guerra d’indipendenza e con Lincoln ripristinò la sua moneta, assassinato Lincoln, l’America si uniformò alla politica della Banca d’Inghilterra. La Cina dei mandarini emetteva le sue banconote senza prenderle in prestito dalla banche, Hitler aveva nazionalizzato la banca centrale e Peron nel 1948 riservò allo stato l’emissione di banconote. A causa della mossa di Hitler, dopo la seconda guerra mondiale, la Germania era distrutta e con una forte inflazione, ma senza debiti verso la banca centrale. Sfortunatamente, gli alleati imposero al paese di adottare il sistema inglese della banca centrale, così lo stato cedette la sua sovranità alla Bundesbank e prese a salire il debito tedesco, come quello americano. Bisogna rilevare che il colonialismo moderno è soprattutto monetario e bancario e lo pagano soprattutto i paesi sviluppati, perché quelli poveri hanno poco da dare. Se lo stato emettesse direttamente banconote, la copertura per l’emissione starebbe nella stessa ricchezza nazionale, lo stato dovrebbe solo regolare le emissioni con l’incremento del reddito nazionale, per avere prezzi stabili, e non avrebbe debiti pubblici. Napoleone ha detto che quando lo stato dipende dai prestiti bancari dipende dalle banche, perché la mano che dà sta sopra a quella che prende, il banchiere Mayer Anselm Rothschild disse: “Fatemi gestire la moneta e non m’importa più chi fa le leggi”, intendeva dire che la funzione monetaria era prevalente su quella legislativa, il 20° presidente USA Garfield, pure assassinato, disse che chiunque gestiva la moneta di una nazione gestiva la nazione. Nel 1791 Jefferson disse per essere sovrani non si doveva essere gravati di un debito perpetuo, perché questo fatto rendeva tributari verso l’estero, diceva che, se le banche emettevano banconote, spogliavano il popolo, diceva che le banche erano più pericolose di eserciti in armi. Jefferson diceva che il potere di emissione delle banconote doveva esser restituito allo stato, aggiunse che le banche creavano inflazione e deflazione a piacimento, per aumentare la loro ricchezza ed il proprio potere, a spese di tutti. Nel 1828 il presidente Jackson disse che doveva essere lo stato ad emettere denaro e non società private, diceva che, se la gente avesse saputo dell’ingiustizia perpetrata dalle banche, avrebbe fatto la rivoluzione, per lui la banca centrale era più pericolosa di una potenza nemica. Anche Lincoln e John Kennedy sostenevano queste tesi e furono eliminati, nel 1862 Lincoln, per affrontare le spese belliche, aveva ricevuto credito dalla banche al tasso tra il 24% al 36%, perciò ci rinunciò e decise di emettere biglietti di stato, affermando che questa era prerogativa sovrana dello stato, così non fece indebitare lo stato e vinse la guerra di indipendenza. Naturalmente i banchieri internazionali si sentivano danneggiati da questa politica, perciò Lincoln fu assassinato, nel 1876 anche il cancelliere tedesco Bismarck disse che Lincoln, per essersi voluto sottrarre ai finanzieri stranieri, era stato messo a morte. Morto Lincoln, il congresso revocò la sua legge monetaria a favore dell’emissione di banconote da parte di banche private e le vecchie banconote furono ritirate dalla circolazione. Nel 1913 fu assassinato anche il 20° presidente Garfield, colpevole di aver denunciato il dominio dei banchieri sullo stato e fu creata la Federal Riserve, nel 1963 Kennedy cercò di riprendersi il potere di emissione monetaria e fu assassinato. Oggi gli USA hanno un debito che non potranno mai rimborsare, perciò il dollaro è una moneta sempre meno creditabile negli scambi internazionali, è stato già sostituito dalla Russia con l’Euro, il dollaro si è indebolito contro l’Euro, è usato prevalentemente nel commercio di materie prime e di petrolio, che oggi però si paga anche in Euro. L’economia italiana è stata definita bancocentrica e nelle banche italiane non hanno peso gli ebrei ma la chiesa cattolica, che ha interessi anche in America del nord del sud e in Svizzera, in Italia le imprese si finanziano soprattutto in banca, mentre all’estero queste si finanziano in borsa, invece in Italia si preferisce investire il risparmio più in titoli di stato che in borsa. Per coprire i suoi debiti e finanziare la spesa pubblica produttiva e quella improduttiva, lo stato carica i cittadini di tasse, a beneficio dei banchieri, è una forma di schiavismo moderno e inconsapevole, al quale nessuno pensa di poter sfuggire e domina la rassegnazione. Per diminuire le tasse, lo stato, oltre ad abolire il signoreggio delle banche private, dovrebbe anche abolire i privilegi economici della chiesa, dei partiti e dei sindacati, però come si è detto, queste spese improduttive, sono usate anche per mantenere in piedi lo stato, cioè per avere il consenso. Sindacati e sinistra sono associati a questo sistema, ne traggono beneficio e non lo denunciano, i mass media non parlano di questi problemi monetari, perché i giornali appartengono a finanzieri legati alle banche. Questi finanzieri danno soldi anche le università e agli esperti economici dei partiti, che hanno l’abitudine di mascherare la realtà, purtroppo però, i politici mancano anche delle nozioni elementari per capire questi problemi, pensano solo ai loro privilegi e alle loro tangenti, non è un caso che il premio Nobel per l’economia è assegnato dalla banca centrale svedese. Oggi la BCE è sovrana esclusiva nell’emettere euro, nella quantità che vuole, così può favorire, come vuole, inflazione e deflazione, già Jefferson aveva denunciato che le crisi economiche strumentali erano favorite dalle banche private. In Italia le banche, secondo una consuetudine, capitalizzavano trimestralmente gli interessi di conto corrente a loro favore, era l’anatocismo che produceva altri interessi, Cassazione e governo si sono mossi contro questa prassi ed ora interessi attivi e passivi hanno la stessa periodicità. Nel 2004 in Italia sono stati messi in circolazione 140 miliardi di euro, pari al 10% del PIL, cioè ad un tasso di incremento enormemente superiore all’incremento del reddito, favorendo con ciò l’inflazione. Una banconota da 100 euro costa alla BCE 3 centesimi di euro e allo stato 102,5 euro, 2,5% è il tasso di sconto o Tus che la BCE pretende per cedere denaro allo stato. L’arte dei banchieri consiste nel mantenere la popolazione in costante indebitamento, per appropriarsi di tutte le ricchezze del paese. L’aumento di denaro nell’eurozona, nel periodo 2004-2005, ha superato il 6% annuo, più dell’incremento del reddito, con effetti inflazionistici, perché non dovrebbe superare il 2%.
    Con il sistema creditizio, il denaro è spostato dalla classi produttive a quelle parassitarie, gli investimenti vanno nei settori finanziari e speculativi e le imprese industriali restano senza investimenti, con i debiti e con la domanda scarsa, perciò tagliano occupazione e delocalizzano all’estero, inoltre le imprese degli amici si accaparrano, con l’aiuto delle banche, imprese nevralgiche, che hanno una tecnologia, anche se in difficoltà.
    Dopo la strane morte di presidenti americani, che lottavano contro il monopolio della banca centrale, è stato assassinato anche l’ex questore di Genova, che indagava sul signoraggio della banca d’Italia. Su azione giudiziaria iniziata dall’Adusbef, si è attaccato il signoraggio bancario privato, però Fazio, sfiduciato dal governo, resta al suo posto e riceve fiducia unanime dal consiglio superiore della Banca d’Italia.
    Apparentemente il governo sembra aver manifestato l’intenzione di acquistare le azioni della Banca D’Italia e di riformare lo statuto della banca centrale, però per il momento tutto rimane come prima. Intanto in Europa è avvenuta un’altra strana morte, quella del governatore Duisenberg della BCE, ritrovato morto in piscina, dopo essere stato annegato in salotto. Sono tanti i suicidi e le disgrazie strane, quando gli interessi sono tanti, però ci sono anche assassini espliciti, come quelli dei presidenti americani.
    Berlusconi dice che costa troppo nazionalizzare la Banca d’Italia, c’è da dire però che la Banca d’Italia ha i soldi per comprare i voti del parlamentari contrari alla nazionalizzazione. In realtà la Banca d’Italia ha sottratto allo stato molto di può di quando verrebbe a costare la sua acquisizione e quel denaro estorto si dovrebbe richiedere indietro, perciò la nazionalizzazione potrebbe avvenire a costo zero, se ci fosse la volontà politica.
    Si potrebbe anche far dichiarare la nullità dell’acquisto delle quote di Banca d’Italia, avvenute in violazione dell’art.3 dello Statuto della banca, che dice che devono essere in maggioranza assoluta in mano a soggetti pubblici e vieta la cessione a soggetti privati. Ciò è divenuto evidente dopo la privatizzazione delle banche possedute dallo Stato. Bisognerebbe uscire dal trattato di Maastricht, che ha ceduto la sovranità monetaria italiana alla BCE, ora il governo è costretto a comprare moneta dalla BCE, non può fissare il tasso di sconto, non può svalutare, è vincolato a contenere il deficit di bilancio, può solo aumentare le tasse, però ha già raschiato il fondo del barile.
    Malauguratamente, nel 1992 il governo di sinistra italiano ha praticamente regalato importanti industrie italiane al capitale straniero, privando il paese di altre risorse, il fatto è che la sinistra, novello partito di governo, sicura dell’appoggio del lavoratori, voleva solo accreditarsi con i poteri forti, soprattutto con le banche e con la chiesa.
    L’attuale governo, nel suo progetto di riforma della Banca d’Itala, purtroppo ha già rinunciato a chiedere le dimissioni di Fazio, si sa che le lobby funzionano bene in parlamento, al governo e in Europa e le leggi si possono comprare o commissionare.
    Lo stato dovrebbe dichiarare la moneta proprietà del popolo, denunciare il debito pubblico detenuto dalle banche, avocare il signoreggio allo stato e ammettere valute locali complementari. All’apparenza, la banca centrale ha commesso questi reati: peculato, per aver fatto pagare allo stato del denaro stampato a costo zero, falso in bilancio, evasione fiscale, attentato alla sovranità dello stato e associazione di tipo mafioso, la legge permetterebbe la confisca delle cose usate per commettere reato. Il 26.9.2005 un giudice di Lecce ha sentenziato che la Banca d’Italia e la BCE hanno sottratto la sovranità monetaria e il reddito da signoraggio al popolo italiano, fino ad oggi le banche ed i poteri forti hanno premuto sui magistrati per far archiviare denunce e per fare insabbiare moltissime inchieste e scandali.
    Anche in USA e in Canadà si sono iniziate cause civili, per azzerare il credito delle banche verso lo stato, dovuto al sistema di signoreggio, purtroppo però oggi i partiti politici ed i giornali sono marionette nelle mani dei banchieri.

  129. Rino says:

    EUROSCHIAVI Di Marco Della Luna e Antonio Miclavez
    Arianna Editrice sintesi e recensione a cura di nuntius – numicco@tin.it

    Diceva Pulitzer che i delitti si tutelano con la segretezza, perciò esistono le società segrete, anche lo stato è pieno di segreti, sono coperti da segreto anche le operazioni della Banca d’Italia e della Banca Centrale europea. La Banca d’Italia è una società privata per azioni, di proprietà di banche ordinarie, perciò in conflitto d’interesse quando vigila su queste banche, le quali nominano anche il suo governatore ed i suoi direttori.
    Gli stati a sovranità limitata, come l’Italia, rinunciano al diritto sovrano a stampare banconote e pagano i tributi agli altri stati, come fa l’Italia con l’8°% a favore della chiesa, anche a causa di questa situazione, oggi il 16% del bilancio dello stato serve a pagare gli interessi sul debito pubblico. All’inizio il commercio si faceva con il baratto, poi sostituito da una moneta metallica pregiata, però già in epoca romana si emettevano monete metalliche con un contenuto in oro o argento inferiore al suo potere d’acquisto, lo stato aveva seguito l’esempio di falsari privati, la differenza di valore costituiva il signoraggio a vantaggio dello stato. Nell’antichità l’oro e l’argento era depositato nei templi e si pagava una commissione per la loro custodia, nel tardo-medioevo si prese a depositare le monete d’oro e d’argento presso gli orefici, che rilasciavano una ricevuta per il deposito, che poteva anche essere trasferita per i pagamenti, invece i primi banchieri facevano i cambiavalute. Ben presto gli orefici scoprirono che, per assicurare i rimborsi in oro e argento ai presentatori delle attestazioni, bastava detenere solo un decimo del valore della banconote messe in circolazione, perciò divennero fabbricanti in serie di queste banconote di carta, i privati avevano inventato la copertura parziale o riserva frazionata, la più grande truffa mai inventata. Ben presto, anche lo stato prese ad emettere i suoi biglietti di stato, in concorrenza ai privati, poi, nel XVIII secolo stabilì che l’unico abilitato ad emettere banconote era la banca centrale, la quale doveva garantire il cambio in oro, così era nato il gold standard. A causa delle ricorrenti crisi valutarie, finanziarie e delle guerre, nel 1944 a Bretton Woods un accordo internazionale stabilì che solo la Federal Riserve americana avrebbe conservata la copertura in oro, mentre le altre banche centrali dovevano assicurare una copertura al denaro circolante in dollari, la conversione in oro però poteva essere richiesta solo dalle banche centrali e non da privati cittadini, così nasceva il gold exchange standard. Nel 1971 il governo Nixon abbandonò il gold exchange standard, sospendendo la convertibilità del dollaro in oro, però il dollaro non crollò di valore, perché il valore della banconota non dipende dalla convertibilità, ma dalla sua quantità in rapporto al prodotto nazionale, infatti, per contenere l’inflazione, le banconote non dovrebbero mai aumentare più del reddito nazionale. Inoltre, l’interesse verso le banconote dipende dal fatto che sono accettate volentieri da tutti.
    Quando le prime banconote erano convertibili portavano la dicitura:”Pagabile a vista al portatore”, quando ne fu sospesa la convertibilità, divenendo a corso forzoso, continuarono per un po’ a portare questa dicitura, abusando della credulità popolare.
    Le banconote circolano perché sono accettate e domandate, lo stato ha stabilito che hanno corso legale, cioè che devono essere accettate da tutti sul territorio nazionale, poi ha stabilito che hanno corso forzoso, cioè sono senza copertura ed hanno solo natura fiduciaria. E’ accaduto però che, in periodo di guerra e di necessità, si emettessero troppe banconote, con conseguente inflazione. Nel 1694 in Inghilterra re Guglielmo III d’Orange e l’aristocrazia del paese si alleò con i banchieri privati e fondò la Banca d’Inghilterra, una società per azioni avente il dritto esclusivo e monopolistico di emettere banconote.
    L’aristocrazia ufficialmente non faceva affari e finanza, in realtà era dietro i banchieri ebrei o europei con i suoi soldi, anche se in incognito, così, negli anni a venire, delle malefatte bancarie si poterono accusare solo gli ebrei. Attraverso queste banche centrali si facevano i prestiti allo stato, poi queste banche, con il potere del loro denaro, presero ad indirizzare e ad influenzare la politica, ancora oggi i partiti dipendono dai loro sponsor finanziari. Lo stato usa il consenso politico per togliere ricchezza ai cittadini e trasferirla ai proprietari dello stato, cioè alle banche, ciò si fa con l’indebitamento, con le tasse, con le emissione di banconote e con l’ordinaria usura bancaria. Il capitale finanziario è nomade, perciò condiziona gli stati e mina la loro sovranità, le banche centrali sono possedute da banche private e queste da private persone, che a volte rappresentano altre persone in incognito. Per fare un esempio, le case reali d’Inghilterra e Olanda si sono arricchite con le compagnie delle Indie, con gli agenti della corona e con la banca centrale, però, seguendo una consuetudine, non sono intestatarie dei loro finanze e si avvalgono di banche, spesso ebraiche, perciò oggi per tutti la finanza ebraica è potente e la sola rilevante. In Italia però è determinante la finanza cattolica. Se gli ebrei non vogliono più essere il capro espiatorio, devono prendere ufficialmente le distanze dall’alta finanza ebraica e chiarire i rapporti tra questa e i finanzieri europei e americani, dei quali i banchieri ebrei sono prestanome. Infatti, i grandi finanzieri non sentono il legame verso un paese o un’etnia, spesso hanno finanziato contemporaneamente due paesi in guerra tra loro. La banca centrale fissa anche il tasso ufficiale di sconto ed il tasso di cambio con l’estero, il primo è utilizzato per fare prestiti allo stato ed alle altre banche, in Italia è però anche un parametro o indice utilizzato per fissare le rate dei mutui a tasso variabile, perciò è dieci volte più alto che in Giappone, con lo scopo di togliere più denaro agli italiani indebitati con le banche. Il tasso di cambio dovrebbe essere quello corrispondente al punto d’equilibrio finanziario con l’estero, può essere fisso, ma aggiustabile periodicamente, o variabile, in realtà le svalutazioni si fanno anche per speculare sui cambi e le mancate svalutazioni servono per favorire le delocalizzazioni d’industrie all’estero, dove la moneta è sottovalutata e la mano d’opera costa meno. La Banca d’Italia è una banca privata, senza il controllo del parlamento o del governo, per non dare nell’occhio ha un capitale sociale ridicolo, i suoi organi sono nominati dalle banche private, ciò malgrado, con il suo statuto del 1948, le è stata attribuita la denominazione di ente di diritto pubblico, un altro caso d’abuso di credulità popolare. Al vertice della banca vi è un consiglio superiore che ha un suo comitato ristretto, il consiglio si compone del governatore e di 13 consiglieri, eletti nelle assemblee da banche ed assicurazioni partecipanti, infatti, i soci sono le maggiori banche e assicurazioni, più Inps Inail, con lo scopo di avere la complicità dei sindacati che dirigono questi due enti pubblici. Grazie alla nuova legge bancaria del 1994, la Banca d’Italia opera nella più assoluta indipendenza rispetto al governo, però se ci fosse la volontà politica, la banca centrale potrebbe essere nazionalizzate ed il governatore e il direttore generale potrebbero essere di nomina governativa, purtroppo però, come si è detto, le banche hanno i soldi per influenzare le scelte della politica. Il bilancio della banca d’Italia ha all’attivo i titoli che riceve dallo stato in cambio delle banconote emesse e al passivo le banconote emesse, non paga tasse su questi profitti e sul signoraggio, questi benefici sono divisi tra i partecipanti. In contropartita, il Tesoro ha un conto corrente con la Banca d’Italia, che ha in attivo le banconote e al passivo i titoli di stato emessi dallo stato. Il governatore della banca d’Italia è irresponsabile e intoccabile per legge, secondo una vecchia legge fascista è nominato a vita, da notare che il vecchio governatore Guido Carli propose espressamente, senza successo, anche l’irresponsabilità penale per tutti i banchieri. Comunque, con i ripetuti crolli della lira, italiani e stranieri si sono riempite le tasche e il ruolo della Banca d’Italia non è servito a contrastare queste speculazioni, anzi. La banca d’Italia finanzia politici e giornali, perciò ha chi difende i suoi interessi al governo e in parlamento. Guido Carli, Dini e Ciampi hanno servito così bene i loro padroni, che Guido Carli diventò capo del governo, Dini ministro e Ciampi presidente della repubblica, erano stati tutti uomini della Banca d’Italia, l’attuale governatore Fazio, prima delle sue attuali disgrazie, era stato proposto a succedere a Berlusconi, così si sa chi comanda veramente in Italia. Solo il 2% del denaro del mondo è fatto di vere banconote, perché il 98% del denaro è denaro creditizio o scritturale o di conto, costituito da assegni, bonifici, carte di credito e cambiali, questo denaro scritturale fa scaturire il signoraggio secondario o creditizio che è incamerato dalla banche di credito ordinario, come vedremo meglio in seguito. La Banca Centrale Europea è retta dagli stessi meccanismi della Banca d’Italia, il bilancio del 2004 della BCE presenta una perdita di esercizio di oltre un miliardo en mezzo di euro, poi si chiede ai privati di non fare bilanci falsi, le banconote sono tra le passività, con un incremento nell’emissione sull’anno precedente ads un tasso molto superiore all’aumento del prodotto europeo, favorendo così l’inflazione. Il ministro Tremonti aveva spiegato l’inflazione con il fatto che l’Italia aveva accettato un cambio lira-euro sfavorevole, aveva ragione, però nulla ha detto sull’inflazione scaturita da queste emissioni eccessive. La banconote emesse sono ripartite tra le banche centrali del sistema, la BCE conserva una quota dell’ 8%, al 2004 il totale della banconote circolanti in Europa era di 501 miliardi di euro, le banconote sono apposte tra le passività dalle banche, anche con lo scopo di risparmiare tasse. Le banche centrali scontano i titoli del debito pubblico ricevuti dallo stato in cambio delle banconote e ne hanno un ulteriore guadagno, poi rivendono i titoli alle banche ordinarie, che li tengono in portafoglio, come riserva di liquidità, o li vendono a privati. Anche le banche di credito ordinario creano denaro dal nulla, lucrando il signoraggio creditizio o secondario, infatti, prestano un valore multiplo del denaro de esse detenuto, oltre il 90% del denaro circolante è denaro creditizio, fatto di assegni, bonifici, prestiti, sconti di cambiali, sono le promesse di pagamento delle banche ordinarie.
    Gli accordi di Basilea del 2005 hanno imposto alle banche ordinarie di coprire i prestiti con capitale proprio, con una percentuale che va dall’1,6% e il 12%, secondo la solvibilità del cliente. Di fatto, la banca può prestare fino a 50 volte il denaro da essa posseduto, così lucra interessi su denaro che non ha, con guadagni enormi, il suo coefficiente di riserva obbligatoria è del 2%. Lo stato non è sovrano ma è proprietà dei banchieri, il denaro circolante nel mondo è un debito scoperto per l’80%, infatti, il denaro creditizio è pari a cinque volte il valore di tutti i beni esistenti nel mondo, le banche, creando denaro a costo zero, hanno privato lo stato dei poteri d’indirizzo economico.
    Creando denaro senza limite e controllo, si sottrae potere d’acquisto alla popolazione, perché l’inflazione è un’imposta indiretta, quanto, per la legge, solo il parlamento potrebbe imporre tasse; il parlamentarismo moderno, per sancire la sovranità popolare, nacque all’insegna: “Nessuna tassa senza voto del parlamento”, ora però il popolo è stato espropriato di questa sovranità dai banchieri. Con il trattato di Maastricht e con l’avvento dell’Euro, le banche centrali fissano liberamente il TUS ed il denaro da immettere nel mercato, le riunioni del consiglio direttivo della BCE sono segrete e gli organi decisionali della BCE sono irresponsabili. Se i prezzi aumentano, i cittadini si indebitano di più con le banche, le banche possono restringere il credito, prestare il denaro solo agli amici e indirizzare gli altri agli usurai, con la crisi, le banche rilevano per pochi soldi imprese in difficoltà, alle quali era stato negato il credito, come si fa in guerra quando ci si libera dei gioielli di famiglia. In Italia la magistratura è stata sempre molto benevola verso le banche, tante e senza esito sono le cause aperte nei tribunali contro le banche, la magistratura, seguendo gli usi bancari, aveva sentenziato che le fideiussioni di garanzie sui prestiti, se non erano revocate dai garanti con il testamento, potevano continuare a carico degli eredi, e che le fideiussioni omnibus che garantivano un debitore per importo illimitato erano legali, fu poi il parlamento a vietare queste prassi bancarie. Tra i soci della BCE sono anche la Banca d’Inghilterra, che ha una quota superiore all’Italia, la Banca di Svezia e la Banca di Danimarca, questi paesi non partecipano all’Euro, ma non hanno voluto rinunciare al business della Banca Europea. I soci della Federal Reserve americana, sono primarie banche americane, tra le quali spiccano nomi ebraici, le quali però amministrano fiduciariamente patrimoni di grandi famiglie, aristocratiche e borghesi, che vogliono restare anonime, tirano il sasso e nascondono la mano, ovviamente influenzano anche la politica di queste banche. Se non ci fossero stati gli ebrei come capri espiatori, sarebbe stato necessario inventarli. Il riciclaggio internazionale dei profitti delle banche centrali ha favorito la nascita di un sistema clearing, denominato Euroclear-Clearstream-Swift, gestito da una società lussemburghese, si tratta di una superbanca che opera in assoluta segretezza; vale la pena di ricordare che lo stato lussemburghese è posseduto dalle banche e che Roosevelt diceva che la finanza ha posseduto il governo degli Stati Uniti dal tempo del presidente Jackson. In queste istituzioni, situate nei paradisi fiscali, affluiscono anche fondi neri, derivanti da traffici illeciti, da evasioni di tasse e vi sono depositate somme utilizzate per corrompere politici, magistrati, giornalisti, amministratori e sindacalisti. Oggi gli arabi hanno imparato e, per favorire la penetrazioni islamica, ricorrono agli stessi sistemi, oltre al terrorismo, in verità anche questo già praticato dall’occidente e dal blocco comunista, oggi la carta forte dell’Islam in occidente, più del terrorismo, sono i giornalisti di influenza da esso comprati, che fanno disinformazione.
    Lo stato emette titoli del debito pubblico e li cede alla banca centrale che glie li sconta, anticipando fino all’85% del loro valore, secondo la scadenza, poi la banca centrale li vende all’asta alle altre banche e in parte li conserva in portafoglio. Gli stati pagano interessi sul debito pubblico, contraendo nuovi debiti con la banca centrale e svendendo beni pubblici, che le banche comprano per conto dei loro amici, con i soldi, le banche comprano i voti e così hanno sedotto anche la sinistra. Lo stato dovrebbe ridurre sprechi e privilegi, però le spese improduttive sul piano economico, sono produttive sul piano politico, perché portano consensi e tangenti, i maggiori sostenitori di un sistema parassitario come il nostro, sono quelli che hanno privilegi parassitari. I sacrificati sono operai, piccoli produttori, contadini ed artigiani. Il presidente americano Abramo Lincoln voleva far emettere direttamente dallo stato le banconote e fu assassinato, stessa cosa successe a Jhon Kennedy, se lo stato emettesse direttamente banconote, non ne ha avrebbe costi, mentre le banche ne avrebbero perdite. Il trattato di Maastricht e la BCE sono incompatibili con la costituzione italiana, però in Italia destra e sinistra non hanno niente da dire al riguardo, mentre l’UE ha chiesto di adeguare la costituzione italiana all’Europa. Quando lo stato ha bisogno di una certa somma, deve dare in cambio titoli di stato alla banca centrale, per una somma pari al 117% della somma richiesta, sui titoli dovrà poi pagare l’interesse, per pagare poi chiede ulteriore denaro alla banca centrale e così cresce l’inflazione e il debito.
    I titoli del debito pubblico sono cambiali con interesse emessi dal Tesoro, lo stato è lo strumento per l’arricchimento di un gruppo, il debito pubblico è accuratamente coltivato, arricchisce i padroni della banca centrale e aumenta il loro potere sulle istituzioni; le banche e i loro amici acquistano dallo stato imprese a prezzi stralciati e concentrano in poche mani la vera ricchezza, che non è fatta dal denaro, che un bene strumentale.
    Le banche fanno cartello contro i popoli, come lo fa anche l’Opec e Microsoft, i cartelli e le grandi corporazioni impongono tariffe più altre, contro tutte le promesse del liberismo, e condizionano la politica. Il consorzio di banchieri internazionali e chi sta loro dietro opera attraverso il trattato di Maastricht, il Fondo Monetario, gli accordi di Basilea e la Federal Riserve, con un piano di dominio globale da parte di potenti centrali finanziarie. Dal dominio finanziario ne discende quello economico, quello culturale e quello politico, oggi le banche controllano l’85% dei mass media del mondo, per influenzare le scelte e le visioni della gente; comunque, è bene ricordare, che chi dispone di mezzi finanziari, spesso non ne è proprietario, ma depositario. Le banche possono anche provocare ad arte la rarefazione del denaro, restringendo il credito, la politica deflattiva può fare aumentare la disoccupazione. Bisogna dire che se la vecchia copertura aurea non dava valore alla moneta, però impediva le speculazioni bancarie di oggi. Con la nuova legge bancaria del 1994, quando Ciampi era governatore della Banca d’Italia, si rimosse il divieto alla banche di acquistare partecipazioni bancarie, così ora le banche potevano acquistare imprese in dissesto e senza credito. Ciampi ha servito così bene i banchieri, che non poteva non diventare presidente della repubblica, ha sempre i plausi della sinistra e difende l’omertà statale, cioè il segreto di stato, che lui chiama discrezione.
    Dal 1992, con il governo delle sinistre, gli amici delle banche possono comperare per pochi soldi le imprese pubbliche privatizzate, lo stato le ha privatizzate anche per pagare i debiti da esso contratti con la banca centrale. In Italia sul sistema bancario domina la chiesa cattolica, con le sue branche o enti ecclesiastici e non gli ebrei, la sinistra, vicina alla banche, non è stata mai stata vicina alla chiesa cattolica come adesso.
    Se il debito pubblico aumenta quando il bilancio realizza un avanzo primario, cioè al netto degli interessi sul debito pubblico, vuol dire che le tasse dei cittadini sono sufficienti per pagare le spese per il funzionamento dello stato, ma non per pagare le banche.
    Il piano di trasferire i poteri dello stato a corporazioni finanziarie, porterà all’esautoramento dello stato a favore di un’elite, il risultato è identico sia che governi la destra che la sinistra, fatte salve le diverse promesse elettorali. Il sistema finanziario sta fagocitando e mettendo in crisi quello produttivo, molto indebitato, in Italia e all’estero, soprattutto nel settore delle piccole e medie aziende, per conseguenza, oggi lo stato è divenuto esattore per conto delle banche, anche se all’apparenza pare il contrario. Le banche puntano anche delocalizzazione produttiva all’estero, dove la mano d’opera costa meno, tenendo sopravvalutato dollaro e euro rispetto alle valute dei paesi in sviluppo. Il tasso di sconto italiano, oltre dieci volte più alto di quello giapponese, serve a favorire l’ordinaria usura bancaria, i residui passivi delle amministrazioni pubbliche, pari a centinaia di migliaia di miliardi, sono amministrati dalla banca centrale e resi infruttiferi in un sistema di tesoreria unica; questo denaro, tolto dalla circolazione, ha ridotto gli investimenti e la domanda e ha favorito l’ulteriore indebitamento del sistema. Nel XVII secolo il nord America si sviluppò velocemente perché usava una propria moneta coloniale, nel 1763 Franklin ribadì che il successo dell’economia americana era dovuto ad una moneta locale emessa in proporzione alla domanda del mercato. Perciò il parlamento britannico, che obbediva alla banca d’Inghilterra e a casa reale, fece una legge che dichiarava illegale la moneta delle colonie americane e impose loro dei dazi, così gli americani furono costretti a sostituirla con le banconote della banca d’Inghilterra, pagando ad essa signoraggio ed interessi. L’America, contro i dazi e contro il signoraggio inglese, fece la sua guerra d’indipendenza e con Lincoln ripristinò la sua moneta, assassinato Lincoln, l’America si uniformò alla politica della Banca d’Inghilterra. La Cina dei mandarini emetteva le sue banconote senza prenderle in prestito dalla banche, Hitler aveva nazionalizzato la banca centrale e Peron nel 1948 riservò allo stato l’emissione di banconote. A causa della mossa di Hitler, dopo la seconda guerra mondiale, la Germania era distrutta e con una forte inflazione, ma senza debiti verso la banca centrale. Sfortunatamente, gli alleati imposero al paese di adottare il sistema inglese della banca centrale, così lo stato cedette la sua sovranità alla Bundesbank e prese a salire il debito tedesco, come quello americano. Bisogna rilevare che il colonialismo moderno è soprattutto monetario e bancario e lo pagano soprattutto i paesi sviluppati, perché quelli poveri hanno poco da dare. Se lo stato emettesse direttamente banconote, la copertura per l’emissione starebbe nella stessa ricchezza nazionale, lo stato dovrebbe solo regolare le emissioni con l’incremento del reddito nazionale, per avere prezzi stabili, e non avrebbe debiti pubblici. Napoleone ha detto che quando lo stato dipende dai prestiti bancari dipende dalle banche, perché la mano che dà sta sopra a quella che prende, il banchiere Mayer Anselm Rothschild disse: “Fatemi gestire la moneta e non m’importa più chi fa le leggi”, intendeva dire che la funzione monetaria era prevalente su quella legislativa, il 20° presidente USA Garfield, pure assassinato, disse che chiunque gestiva la moneta di una nazione gestiva la nazione. Nel 1791 Jefferson disse per essere sovrani non si doveva essere gravati di un debito perpetuo, perché questo fatto rendeva tributari verso l’estero, diceva che, se le banche emettevano banconote, spogliavano il popolo, diceva che le banche erano più pericolose di eserciti in armi. Jefferson diceva che il potere di emissione delle banconote doveva esser restituito allo stato, aggiunse che le banche creavano inflazione e deflazione a piacimento, per aumentare la loro ricchezza ed il proprio potere, a spese di tutti. Nel 1828 il presidente Jackson disse che doveva essere lo stato ad emettere denaro e non società private, diceva che, se la gente avesse saputo dell’ingiustizia perpetrata dalle banche, avrebbe fatto la rivoluzione, per lui la banca centrale era più pericolosa di una potenza nemica. Anche Lincoln e John Kennedy sostenevano queste tesi e furono eliminati, nel 1862 Lincoln, per affrontare le spese belliche, aveva ricevuto credito dalla banche al tasso tra il 24% al 36%, perciò ci rinunciò e decise di emettere biglietti di stato, affermando che questa era prerogativa sovrana dello stato, così non fece indebitare lo stato e vinse la guerra di indipendenza. Naturalmente i banchieri internazionali si sentivano danneggiati da questa politica, perciò Lincoln fu assassinato, nel 1876 anche il cancelliere tedesco Bismarck disse che Lincoln, per essersi voluto sottrarre ai finanzieri stranieri, era stato messo a morte. Morto Lincoln, il congresso revocò la sua legge monetaria a favore dell’emissione di banconote da parte di banche private e le vecchie banconote furono ritirate dalla circolazione. Nel 1913 fu assassinato anche il 20° presidente Garfield, colpevole di aver denunciato il dominio dei banchieri sullo stato e fu creata la Federal Riserve, nel 1963 Kennedy cercò di riprendersi il potere di emissione monetaria e fu assassinato. Oggi gli USA hanno un debito che non potranno mai rimborsare, perciò il dollaro è una moneta sempre meno creditabile negli scambi internazionali, è stato già sostituito dalla Russia con l’Euro, il dollaro si è indebolito contro l’Euro, è usato prevalentemente nel commercio di materie prime e di petrolio, che oggi però si paga anche in Euro. L’economia italiana è stata definita bancocentrica e nelle banche italiane non hanno peso gli ebrei ma la chiesa cattolica, che ha interessi anche in America del nord del sud e in Svizzera, in Italia le imprese si finanziano soprattutto in banca, mentre all’estero queste si finanziano in borsa, invece in Italia si preferisce investire il risparmio più in titoli di stato che in borsa. Per coprire i suoi debiti e finanziare la spesa pubblica produttiva e quella improduttiva, lo stato carica i cittadini di tasse, a beneficio dei banchieri, è una forma di schiavismo moderno e inconsapevole, al quale nessuno pensa di poter sfuggire e domina la rassegnazione. Per diminuire le tasse, lo stato, oltre ad abolire il signoreggio delle banche private, dovrebbe anche abolire i privilegi economici della chiesa, dei partiti e dei sindacati, però come si è detto, queste spese improduttive, sono usate anche per mantenere in piedi lo stato, cioè per avere il consenso. Sindacati e sinistra sono associati a questo sistema, ne traggono beneficio e non lo denunciano, i mass media non parlano di questi problemi monetari, perché i giornali appartengono a finanzieri legati alle banche. Questi finanzieri danno soldi anche le università e agli esperti economici dei partiti, che hanno l’abitudine di mascherare la realtà, purtroppo però, i politici mancano anche delle nozioni elementari per capire questi problemi, pensano solo ai loro privilegi e alle loro tangenti, non è un caso che il premio Nobel per l’economia è assegnato dalla banca centrale svedese. Oggi la BCE è sovrana esclusiva nell’emettere euro, nella quantità che vuole, così può favorire, come vuole, inflazione e deflazione, già Jefferson aveva denunciato che le crisi economiche strumentali erano favorite dalle banche private. In Italia le banche, secondo una consuetudine, capitalizzavano trimestralmente gli interessi di conto corrente a loro favore, era l’anatocismo che produceva altri interessi, Cassazione e governo si sono mossi contro questa prassi ed ora interessi attivi e passivi hanno la stessa periodicità. Nel 2004 in Italia sono stati messi in circolazione 140 miliardi di euro, pari al 10% del PIL, cioè ad un tasso di incremento enormemente superiore all’incremento del reddito, favorendo con ciò l’inflazione. Una banconota da 100 euro costa alla BCE 3 centesimi di euro e allo stato 102,5 euro, 2,5% è il tasso di sconto o Tus che la BCE pretende per cedere denaro allo stato. L’arte dei banchieri consiste nel mantenere la popolazione in costante indebitamento, per appropriarsi di tutte le ricchezze del paese. L’aumento di denaro nell’eurozona, nel periodo 2004-2005, ha superato il 6% annuo, più dell’incremento del reddito, con effetti inflazionistici, perché non dovrebbe superare il 2%.
    Con il sistema creditizio, il denaro è spostato dalla classi produttive a quelle parassitarie, gli investimenti vanno nei settori finanziari e speculativi e le imprese industriali restano senza investimenti, con i debiti e con la domanda scarsa, perciò tagliano occupazione e delocalizzano all’estero, inoltre le imprese degli amici si accaparrano, con l’aiuto delle banche, imprese nevralgiche, che hanno una tecnologia, anche se in difficoltà.
    Dopo la strane morte di presidenti americani, che lottavano contro il monopolio della banca centrale, è stato assassinato anche l’ex questore di Genova, che indagava sul signoraggio della banca d’Italia. Su azione giudiziaria iniziata dall’Adusbef, si è attaccato il signoraggio bancario privato, però Fazio, sfiduciato dal governo, resta al suo posto e riceve fiducia unanime dal consiglio superiore della Banca d’Italia.
    Apparentemente il governo sembra aver manifestato l’intenzione di acquistare le azioni della Banca D’Italia e di riformare lo statuto della banca centrale, però per il momento tutto rimane come prima. Intanto in Europa è avvenuta un’altra strana morte, quella del governatore Duisenberg della BCE, ritrovato morto in piscina, dopo essere stato annegato in salotto. Sono tanti i suicidi e le disgrazie strane, quando gli interessi sono tanti, però ci sono anche assassini espliciti, come quelli dei presidenti americani.
    Berlusconi dice che costa troppo nazionalizzare la Banca d’Italia, c’è da dire però che la Banca d’Italia ha i soldi per comprare i voti del parlamentari contrari alla nazionalizzazione. In realtà la Banca d’Italia ha sottratto allo stato molto di può di quando verrebbe a costare la sua acquisizione e quel denaro estorto si dovrebbe richiedere indietro, perciò la nazionalizzazione potrebbe avvenire a costo zero, se ci fosse la volontà politica.
    Si potrebbe anche far dichiarare la nullità dell’acquisto delle quote di Banca d’Italia, avvenute in violazione dell’art.3 dello Statuto della banca, che dice che devono essere in maggioranza assoluta in mano a soggetti pubblici e vieta la cessione a soggetti privati. Ciò è divenuto evidente dopo la privatizzazione delle banche possedute dallo Stato. Bisognerebbe uscire dal trattato di Maastricht, che ha ceduto la sovranità monetaria italiana alla BCE, ora il governo è costretto a comprare moneta dalla BCE, non può fissare il tasso di sconto, non può svalutare, è vincolato a contenere il deficit di bilancio, può solo aumentare le tasse, però ha già raschiato il fondo del barile.
    Malauguratamente, nel 1992 il governo di sinistra italiano ha praticamente regalato importanti industrie italiane al capitale straniero, privando il paese di altre risorse, il fatto è che la sinistra, novello partito di governo, sicura dell’appoggio del lavoratori, voleva solo accreditarsi con i poteri forti, soprattutto con le banche e con la chiesa.
    L’attuale governo, nel suo progetto di riforma della Banca d’Itala, purtroppo ha già rinunciato a chiedere le dimissioni di Fazio, si sa che le lobby funzionano bene in parlamento, al governo e in Europa e le leggi si possono comprare o commissionare.
    Lo stato dovrebbe dichiarare la moneta proprietà del popolo, denunciare il debito pubblico detenuto dalle banche, avocare il signoreggio allo stato e ammettere valute locali complementari. All’apparenza, la banca centrale ha commesso questi reati: peculato, per aver fatto pagare allo stato del denaro stampato a costo zero, falso in bilancio, evasione fiscale, attentato alla sovranità dello stato e associazione di tipo mafioso, la legge permetterebbe la confisca delle cose usate per commettere reato. Il 26.9.2005 un giudice di Lecce ha sentenziato che la Banca d’Italia e la BCE hanno sottratto la sovranità monetaria e il reddito da signoraggio al popolo italiano, fino ad oggi le banche ed i poteri forti hanno premuto sui magistrati per far archiviare denunce e per fare insabbiare moltissime inchieste e scandali.
    Anche in USA e in Canadà si sono iniziate cause civili, per azzerare il credito delle banche verso lo stato, dovuto al sistema di signoreggio, purtroppo però oggi i partiti politici ed i giornali sono marionette nelle mani dei banchieri.

  130. w2eCO2 says:

    Sono un Vero Siciliano, imprenditore e ricercatore scientifico, da sempre in lotta contro le “superchierie” dell’ignoranza e di chi non vuole sentire.
    Il vero futuro dell’autonomia siciliana è nell’autoderminazione energetica e sulle scelte di tecnologie avanzate per la produzione di energia da fonti alternative rinnovabili “Waste To Energy- Non Combustion” che porterebbero enormi profitti economici alla “Regione Autonoma Siciliana” e la soluzione totale per lo smaltimento dei rifiuti urbani,agricoli, petrolchimici, industriali, ospedalieri e tossico nocivi, e non sulle continue trivellazioni petrolifere e tantomeno sulle installazioni di Inceneritori che qualcuno continua a chiamare, con vero eufemismo, termovalorizzatori (mostri obsoleti e con bilanci energetici ed economici negativi fallimentari e paradossalmente legati a disastri ecologici e alla divulgazione di Nanopatologie largamente documentate.
    Decontaminiamo i siti industriali di Augusta, Priolo, Gela, Milazzo ed i porti di Palermo e Messina; diamo autoproduzione di Energia alle nostre isole minori; non dobbiamo più permettere che la nostra amata Sicilia sia ancora considerata una colonia; non dimentichiamoci di “Ettore Maiorana”.

    “NEMINI TENERI” (Il concetto di libertà: non dipendere da nessuno).

    Vi invito a visitare i seguenti siti;

    http://www.ktfinance.eu
    http://www.startech.net

    Non voglio convincere…….voglio solo Informare.
    Grazie

  131. Ducezio says:

    Sono pienamente d’accordo. Se volessimo menzionare le zone grigie, o meglio nere, della storia della Gran Bretagna, divenuta grande bevendo il sangue dei popoli conquistati e sfruttati in ogni parte del mondo, finiremmo per scendere al livello del povero imbecille in questione.

  132. rrusariu says:

    Mi associo a quello che dice Ducezio.
    Abbiamo una classe politica in Sicilia fatta da gente che pensa solo al proprio tornaconto e della sua piccola tribù familiare ovvero ai ‘padrini’ che li sponsorizzano.
    Di come tira a campare la maggior parte dei Siciliani non gliene fotte niente!!!!

    Ma purtroppo questo non è solo in Sicilia ma anche nella penisola italica appena s’assettanu fanno lo stesso.
    Mi ricordo che Zamparini ha detto ad una trasmissione di Sky sui diritti televisivi nel calcio, che chi va al potere in Italia pensa solo ai “cazzi” suoi (parole testuali). Questo il grande casino talianu.

    Non dobbiamo meravigliarci dei nostri ladri e delle loro tribu di mangiatari!!!

  133. Ducezio says:

    Sconcertante, non ho parole! Il messaggio sul suo telefonino, da parte del codardo, è indicativo di quanto una certa classe politica siciliana abbia frainteso il proprio mandato. Nessuno è mai stato delegato a governare sperperando denaro pubblico. E’ vero che “in un paese democratico gli amministratori sono liberi di analizzare e programmare…” ma è anche vero che hanno il dovere politico, morale, etico, legale, di rendere conto delle loro analisi e dei loro programmi. Questo è quello che alcuni non hanno mai voluto capire e non sarà facile illuminarli a proposito delle vere esigenze dei siciliani che producono. Il vero cieco è colui che rifiuta di vedere!

  134. fpcatania says:

    I commenti devono essere in tema con l’articolo e il suo chiaramente non lo è.
    L’Altra Sicilia è laica e per la laicità dello stato, anche quello futuro di Sicilia che andremo a creare.
    Nondimeno laicità non significa ignorare che la maggioranza dei Siciliani ha un credo, quello cattolico; noi tutti dobbiamo quanto meno rispettarlo, almeno nel suo ordinamento interno, e augurarci che questa componente importante della società siciliana (e le altre, ovviamente) collabori con tutti per il bene comune della nostra amata Terra.
    Laicità non puo significare propaganda anti-cristiana (o anti “mitraica” se vuole) perché anche questo non sarebbe più liberale. Il suo commento solleva un problema che non c’entra niente con gli auguri a Mons. Romeo, quello dei simboli religiosi negli edifici pubblici, e chiude con una propaganda religiosa che non è in linea con lo spirito del sito.
    Non l’abbiamo mai fatta per il cattolicesimo, non mi pare il caso di consentirla per il suo Mitraismo.
    Tuttavia il suo commento non è rimosso. Certe uscite avventate si commentano da sole e il vero liberalismo che professiamo è rispettoso anche delle “p…. fuori dal rinale” come la sua.

    Saluti siciliani.

    Francesco Paolo Catania

  135. Rino says:

    Caro presidente il Giudice Tosti ha fatto una battaglia di civiltà, anche per noi.
    I Siciliani devono fare della loro ISOLA un passo nell’evoluzione dei Popoli, devono proporre una strada a loro stessi e agli altri nel grande fiume della Storia.
    Noi non siamo “cattolici” e lei lo sa bene. Tutti i nostri riti sono animisti, politeisti, panteisti, idolatri,
    LO SA BENE ANCHE LA CHIESA DI ROMA non può eliminarli, li ha solo inseriti nella “SANTA MESSA”, se poi lei pensa che la strada da seguire non può fare a meno dell’aiuto dei preti cattolici è un’altra opportunità che non condivido.
    La Sicilia sarà liberà se riuscirà a proporre un modello di libertà UNIVERSALE, non un compromesso cattolico-massonico-partitico-geografico-burocratico.
    Un sito INTERNET serve a questo: SVILUPPARE UN ALTO CONFRONTO DI IDEE E SOLUZIONI IDEALI UTILI ai SICILIANI ed al PIANETA intero, solo questo è credibile, sostituire una mafia con un’altra mafia non serve a nulla.

    Io ho fatto una richiesta nel tribunale di Messina, durante un procedimento, perchè fossero tolti dai muri i simboli delle dittature e le frasi non previste dalla Costituzione repubblicana, se non cominciamo a cancellare i simboli delle dittature come possiamo arrivare a immaginare il simbolo della libertà.

    A presto Rino Baeli

  136. Rino says:

    Il Consiglio Superiore della Magistratura “boccia” l’esposizione dei crocefissi nelle aule giudiziarie
    Cronaca di un crocefisso annunciato
    di Luigi Tosti

    Il 31 gennaio scorso il CSM ha comminato la sospensione cautelare dalle funzioni e dallo stipendio al giudice di Camerino Luigi Tosti perché si è rifiutato di tenere le udienze sia perché il Ministro di Giustizia ha omesso di rimuovere i crocifissi cattolici dalle aule sia perché, soprattutto, lo ha discriminato negandogli il pari diritto di esporre il proprio simbolo, cioè la menorà ebraica. La motivazione dell’ordinanza è stata comunicata al diretto interessato il 20 dicembre, cioè a distanza di ben undici mesi.
    “Il Consiglio Superiore della Magistratura -commenta con un misto di soddisfazione e di sconcerto il dott. Tosti- ha affermato che la mia pretesa di ottenere la rimozione dei crocifissi dalle aule giudiziarie è pienamente fondata, dal momento che la circolare fascista del Ministro Rocco deve ritenersi tacitamente abrogata sin dal 1948 per incompatibilità con la Costituzione repubblicana, innanzitutto perché si tratta di “un atto amministrativo privo di fondamento normativo e, quindi, contrastante con il principio di legalità dell’azione amministrativa, desumibile dagli articoli 97 e 113 della Costituzione, dal quale deriva che ogni atto amministrativo deve essere espressione di un potere riconosciuto all’Amministrazione da una norma”, tant’è, soggiunge il CSM, che per poter esporre i simboli nazionali negli uffici pubblici il legislatore ha dovuto emanare ben due leggi. In secondo luogo, poi, il CSM riconosce che la circolare fascista “appare in contrasto con il principio costituzionale di laicità dello Stato e con la garanzia della libertà di coscienza e di religione, essendo pacifico (in tal senso Cassazione, Sezione Unite, 18.11.1997, n. 11432 e Sez. Disciplinare 15.9.2004, Sansa) che nessun provvedimento amministrativo può limitare diritti fondamentali di libertà, al di fuori degli spazi eventualmente consentiti da una legge ordinaria conforme a costituzione. Ne consegue, da un lato, che in materia religiosa lo Stato deve essere equidistante, imparziale e neutrale e, dall’altro, che l’ordine delle questioni religiose e quello delle questioni civili debbono rimanere separati, con la conseguenza che in nessun caso il compimento di atti appartenenti alla sfera della religione possa essere oggetto di prescrizioni obbligatorie o che si ricorra ad obbligazioni di ordine religioso per rafforzare l’efficacia di precetti statali: la religione e gli obblighi morali che ne derivano non possono essere imposti come mezzo al fine dello Stato. La libertà di coscienza (espressamente riconosciuta anche dall’art. 9 della Convenzione europea per la salvaguardia dei diritti dell’uomo e delle libertà fondamentali e dall’art. 10 della Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea) e la libertà di religione debbono essere lette come affermazione non solo positiva, di tutela delle convinzioni o della fede professata, ma anche in senso negativo, come tutela di chi rifiuti di avere una fede e, pertanto, deve essere garantita sia ai credenti che ai non credenti, siano essi atei o agnostici. Dal carattere “fondante” della libertà di coscienza deriva anche che nelle valutazioni costituzionali relative ai profili dell’eguaglianza in materia religiosa il dato quantitativo, l’adesione più o meno diffusa a questa o a quella confessione, non può essere rilevante. Alla luce dei rilievi ora svolti appare convincente la tesi dell’incolpato secondo la quale l’esposizione del crocifisso nelle aule di giustizia, in funzione solenne di “ammonimento di verità e giustizia”, costituisce un’utilizzazione di un simbolo religioso come mezzo per il perseguimento di finalità dello Stato. Del pari persuasiva sembra l’affermazione che l’indicazione di un fondamento religioso dei doveri di verità e giustizia, ai quali i cittadini sono tenuti, può provocare nei non credenti “turbamenti, casi di coscienza, conflitti di lealtà tra doveri del cittadino e fedeltà alle proprie convinzioni” e pertanto può ledere la libertà di coscienza e di religione.”
    Il CSM “boccia” poi esplicitamente le sentenze del TAR del Veneto e del Consiglio di Stato che hanno legittimato l’esposizione dei crocifissi nelle scuole per la loro supposta valenza “culturale”: “anche a poter condividere la tesi del significato meramente culturale del crocifisso -chiarisce il CSM- il problema della libertà di coscienza e del pluralismo si sposterebbe dal terreno esclusivamente religioso a quello appunto culturale, ma non sarebbe risolto, in quanto dai principi costituzionali in precedenza individuati deriva che l’amministrazione pubblica non può scegliere di privilegiare un aspetto della tradizione e della cultura nazionale, sia pure largamente maggioritaria, a discapito di altri minoritari, in contrasto con il progetto costituzionale di una società “in cui hanno da convivere fedi, culture e tradizioni diverse” (Corte Cost., n. 440 del 1995)”.
    In buona sostanza, dunque, dalla motivazione del CSM emerge che l’esposizione dei soli crocefissi nelle aule giudiziarie e, in genere, nei pubblici uffici, così come imposta dalla Madrepatria -cioè dal Vaticano e dalla Chiesa Cattolica- alla sua Colonia -cioè alla Repubblica Pontificia Italiana- calpesta il principio supremo di laicità delineato dalla Costituzione italiana e, quindi, l’obbligo costituzionale dei giudici di essere imparziali, calpesta il diritto dei cittadini, garantito sia dalla Costituzione che dalla Convenzione sui diritti dell’Uomo, di essere giudicati da giudici imparziali, calpesta i diritti fondamentali e costituzionali alla libertà di coscienza e di religione, che appartengono a me e a qualsiasi cittadino della Repubblica Pontificia, e, infine, calpestano il diritto costituzionale e fondamentale all’eguaglianza, senza distinzione di religione, dei cittadini non cattolici, atei o agnostici. Se la motivazione del CSM mi conforta e mi riconcilia con la Giustizia italiana, non mi conforta affatto constatare che l’unico giudice che abbia avuto, in Italia, il coraggio e la determinazione di rifiutarsi di calpestare la Costituzione e di difendere i diritti alla libertà religiosa e alla non discriminazione religiosa di tutti i cittadini italiani e, in particolare, dei non cattolici e dei non credenti, sia stato condannato, come un criminale, a sette mesi di reclusione e sia stato allontanato dalla Magistratura con ignominia per ristabilirne il supposto “prestigio” ed il supposto “decoro”. Mi conforta ancor meno l’accusa disciplinare, mossami dalla Procura Generale presso la Corte di Cassazione, di aver “gettato sconcerto” nell’opinione pubblica italiana per aver osato obbedire ai precetti impostimi dalla Costituzione e per aver osato difendere il diritto alla non discriminazione religiosa che mi appartiene e che appartiene a tutti i cittadini italiani. Non mi conforta constatare che i Ministri della Giustizia di questa Repubblica Pontificia pratichino costantemente il crimine della discriminazione religiosa ai danni dei cittadini non cattolici, seguendo supinamente le direttive del Papa e della Chiesa Cattolica, e cioè esponendo il solo simbolo delle “Superiore” religione cattolica, senza che nessun Pubblico Ministero si premuri di incriminarli.

    Auguro ai sudditi italiani di festeggiare con serenità la prossima ricorrenza della vera natività del Dio Mitra e quella, anche se falsa, della natività del suo emulo Gesù Cristo.”

    Luigi Tosti
    per commenti e dichiarazioni :
    mobile: 3384130312
    telefono: 0541789323

    per scrivere a Luigi Tosti il suo indirizzo mail è nel sito:
    http://nochiesa.blogspot.com
    via Bastioni Orientali 38 – 47900 Rimini

    “Quando il cittadino è passivo è la democrazia che s’ammala”.

    Alexis Charles de Tocqueville

  137. Rino says:

    Rino Baeli da Messina scrive:

    Ho ricevuto oggi una telefonata dal Professor Mirto dell’Università di Palermo che lavora insieme a Giuseppe Scianò per divulgare tutta la storia della Sicilia nascosta al Popolo Siciliano.

    Avevo chiesto loro di andare a vedere una LAPIDE DEDICATA AL VESPRO NASCOSTA DA UN ALBERO ED UNA SIEPE per cercare di riportarla alla luce.
    Questa lapide si trova sul muro accanto alla Torre-Campanile della Chiesa della MARTORANA a Palermo di fronte alla Chiesa di San Cataldo, accanto al Municipio, Palazzo delle Aquile.

    Potete vederla nelle pagine internet che seguono:

    http://www.osservatorio-sicilia.it/index.php?mod=&opmod=read&id=it/118330821 9

    http://www.messinacity.com/News/Archivio/2004/2004-03_Lapide.htm

    c’è anche in un sito di Milano che archivia tutte le lapidi si chiama

    http://www.chieracostui.com/ cercate nel sito: Palermo-Vespri

    Adesso il Prof Mirto mi dice di essersi informato con il prete che gestisce la chiesa, che fa risalire la lapide al periodo risorgimentale.
    Da quello che so io tutto il complesso è gestito dai CAVALIERI DEL SANTO SEPOLCRO che fissano orari di apertura e gestione del complesso monumentale.

    L’accesso alle due chiese è proprio dalla piazza dietro il Comune,
    dove c’è il teatro in ristrutturazione. La lapide si trova proprio in cima alla scala d’accesso dopo il cancello sulla sinistra.
    Se fosse libera da coperture di alberi si potrebbe vedere anche da fuori, anche quando il complesso monumentale è chiuso, fuori dagli orari di visita.

    Un posto veramente UNICO in tutta Palermo trattandosi del monumento più famoso dei NORMANNI infatti la Chiesa della Martorana è la più famosa chiesa di Palermo perchè contiene il famoso MOSAICO di INCORONAZIONE DEL RE NORMANNO direttamente per mano di DIO PADRE ONNIPOTENTE, si trova sulla destra appena si entra (vedi foto su internet cerca: RUGGERO II mosaico)

    Come potete vedere dalla foto la chiesa della Martorana è già BEN NASCOSTA, a sinistra dal Teatro e dalla pesante Facciata settecentesca a destra.

    La lapide è posta sul muro laterale di questa facciata, accanto alla torre.

    Sulla lapide NON CI SONO DATE ma solo il testo in italiano che segue:

    IL POPOLO SICILIANO

    LIBERATOSI APPENA DAL GIOGO ANGIOINO

    ADUNAVA IL GENERALE PARLAMENTO

    E MENTRE LA EROICA MESSINA

    CON MIRABILE VALORE

    FIACCAVA L’IMPETO DELLE ORDE INVASORI

    CHE LA CURIA ROMANA

    VENIVA INCITANDO A SOSTEGNO DELL’ESPULSO

    DECRETAVA CONCEDERE

    PRONTI E VALIDI MEZZI A

    STABILE AUSILIO A RESISTERE

    LA MONARCHIA NAZIONALE

    RAFFRENATA E SORRETTA

    DALLE ANTICHE LIBERTA’ DEL PAESE

    Vorrei farvi notare che la Chiesa chiamata poi della Martorana è stata costruita nel 1143 da Giorgio D’Antiochia, ammiraglio di RUGGERO II il Normanno,
    fu poi ceduta nel 1433 al monastero adiacente fondato da Eloisa Martorana, da cui prende il nome. Della costruzione originaria resta il campanile ed il corpo della chiesa…(testo tratto da un volume TURISTICO stampato in decine di migliaia di copie).

    Vi faccio notare che il Duomo di Palermo è stato costruito nel 1185, cioè 42 anni dopo la Martorana. ANCHE IL DUOMO è CIRCONDATO da 4 campanili simili a quello della MARTORANA.
    IL PALAZZO DELL’ARCIVESCOVO DI fronte al Duomo è stato costruito dopo alcuni secoli dal VESPRO, se notate i campanili sono simili a quelli del duomo ma MOLTO PIU’ ALTI e IMPONENTI.
    Nell’architettura si manifesta la POTENZA DEL VATICANO che vuole emulare, superare e nascondere la grandiosità del duomo costruendo di fronte all’ingresso principale un edificio PIU’ GRANDE e PIU’ IMPONENTE DEL DUOMO STESSO, sta a significare il tentativo simbolico di sottomettere la CHIESA SICILIANA AL POTERE DI ROMA che attraverso il suo enorme palazzo sovrasta il duomo stesso. La costruzione poi dell’ingresso laterale del Duomo relega le TOMBE IMPERIALI degli SVEVI SCOMUNICATI in un angolo nascosto, mentre entrando dalla porta principale si trovavano subito a destra come il mosaico di Ruggero II alla Martorana.
    Tutto questo non è casuale, sono passati sette secoli di continue SOVRAPPOSIZIONI ad arte per NASCONDERE LA VERA GLORIOSA STORIA DELLA SICILIA e del POPOLO SICILIANO,
    da quel giorno di pasqua del 1282, da quella grande vittoria di un POPOLO INTERO contro lo strapotere del papa e dei re da lui inventati e incoronati.

    Se si deve cominciare a FAR VEDERE la Storia , si deve cominciare dal VESPRO, da questa lapide nascosta in pieno centro, accanto al Comune.

    Questa bella tela che rappresenta la chiesa del Vespro nel cimitero di Sant’Orsola dove scoppiò la rivolta, è la scenografia che chiude il SIPARIO DEL TEATRO DI RACALMUTO, il paese di Leonardo Sciascia.
    Anche questa è rimasta nascosta per molti anni con tutto il teatro, adesso apre tutti gli spettacoli che si fanno dopo il restauro voluto dallo scrittore. Sciascia non ha avuto la fortuna di vedere la riapertura del teatro.
    Sciascia si iscrisse alla facoltà di lettere dell’università di Messina, quando veniva a Messina prendeva una camera all’Hotel Roma.
    Questo albergo si trova accanto al Duomo di Messina, proprio accanto al Campanile del Duomo dedicato alla GUERRA DEL VESPRO.
    All’ultimo esame ci fu un diverbio con il professore, Sciascia fu così contrariato che non tornò più a Messina. Non concluse gli studi con la Laurea.
    L’Università di Messina non gli ha dato la Laurea in vita, sono dovuti passare 10 anni dalla sua morte per concedere la laurea “alla memoria”.
    Sciascia ci ha lasciato un’ultima frase che riassume tutto questo “ce ne ricorderemo di questo pianeta”.

    Facciamo in modo che il Popolo Siciliano se ne ricordi adesso di questo pianeta Sicilia.

    Rino Baeli 333 7477702 http://www.siciliapaisi.org baeli@zancle.org

  138. rosarioanton says:

    La risposta e semplice e non serve essere lauerati in lingue
    possiamo comprendere il significato solo se riusciamo ad accetare che la lingua siciliana e la lingua italiana sono come la ligua Francese lo Spagnolo e il portoghese e le diverse lingue parlate in Europa Inglese Tedesco . Gruppo di lingue slave
    sono influenzate dal Latino e dalla ligua Greca
    nella lingua Siciliana si nota un certo influsso della lingua Araba
    la lingua Latina ha influito in Europa i diversi gruppi nazzionali dove sono ancora presenti le radici linguistiche originali : un esempio
    gruppo Slavo il polacco :Daj mu czas do namysu-tradotto in Italiano- mi dai del tempo
    in siciliano – mhu dai u tempu
    Daj mu -in polacco
    mi dai -in Italiano
    mhu dai in Siciliano
    u mojei Babci-in polacco
    tradotto in Italiano
    la mia nonna
    in siciliano
    u mha nonna
    un esempio che si puo facilmente capire e dare una risposta precisa ,la lingua Siciliana e la lingua italiana hanno le stesse origini e influenza come anche le altre lingue parlate in europa
    la lingua Siciliana contiene molti verbi e parole Latine originali e che nella lingua italiano sono cancellati
    possiamo concludere che la Lingua Siciliana e Originale e La lingua Italiana e il dialetto volgare parlato da ingnoranti
    una logica cooerente per chi conosce diverse lingue

    Mancuso

  139. rosarioanton says:

    Storia delle ligue e le sue origini sono provate nel libro piu antico scritto La Bibbia .
    In principio era una sola la lingua parlata e scritta .
    Causa di eventi negativi porto a diverse lingue che oggi vengono parlate nel mondo
    Principali Lingue che durante la storia umana furono parlate e scritte
    lasciando per le future generazzioni una eredita linguistica
    Oggi distinguiamo
    Gruppo di lingue Araba e scrittura
    Gruppo di lingua Greca e scrittura
    Gruppo di lingua Latina e scrittura
    Gruppo di lingua cinese e scrittura
    Gruppo di lingua Indie e scrittura
    che nei diversi secoli della storia umana furono create nuove scritture
    Le lingue Slave lingue solo parlate dai popoli slavi utilizzarono la scrittura Latino e Greca
    la lingua Esperanto fu crata da un polacco utilizzando la scrittura Latina e le diverse lingue Europee in una Esperanto
    In Europa
    le Lingue parlate e la scrittura utilizzata il Latino sono nate diverse lingue
    Il Latino a nella sua storia linguistica contiene gruppi di parole di origine Greca
    oggi le lingue parlate
    Francese
    Spagnolo
    Portoghese
    Italiano
    Siciliano
    Inglese
    tedesco
    olandese
    Irlanda
    Usando il Latino come scrittura e base hanno avuto la possibilita di conservare la propia radice linguistica
    creando una nuova lingua
    anche si deve prendere in considerazzione che Durante il Periodo di Occupazzione Arabo in Sicilia
    lasciarono gli Arabi in Sicilia alcune radici di parole che influenzarono la scrittura e la lingua in Europa .
    In Sicilia presero posizione i Germani che riuscirono ad impadronirsi della Sicilia e meta del sud Italia
    La Sicilia che era in quel periodo fonte di cultura Arte scienza e tecnologia sviluppata Arabá siciliana
    i numeri 1234567890 sono di origine Araba
    che durante il periodo del rinascimento intorno al 1200 Dc
    Firenze e le diverse citta Italiane si svilupparono utilizzando la cultura e tecnologia Araba Siciliana
    i vari poeti, scultori che naccquero in Italia rubarono la cultura Arabo siciliana
    Federico secondo re Germanico rispettava e amava la cultura araba e personalemente si dedico alle scienze naturali scrivendo dei libri
    nella sicilia Antica veniva usata come lingua di stato il Greco il Latino e la lingua araba
    il siciliano e una lingua che riunisce le diverse radici linguistiche
    u sicilianu
    e le prove sono ancora evidenti in Europa e nelle lingue europee
    la cultura Araba Siciliana perche ?
    Tramite la conquista della Sicilia avviarono la cultura Europea in Italia con il rinascimento
    il tempo e la storia sono molto complesse possiamo trovare delle inpronte del passato in sicilia
    il periodo Greco i templi il periodo romano arena Greco romana il periodo Arabo i diversi palazzi chiese
    nella zona di palermo
    il periodo Germanico dove furono ricostruite alcune Citta Greche in sicilia che i romani e gli Arabi dimenticarono
    il Siciliano e una lingua e cultura che armonizza le diverse culture
    Greca Latina Araba Germanica

    storia che porto la nascita della cultura e lingua siciliana
    sih parra u sicilianu nszicilia

    U siciliani

    Mancuso Gela

  140. rosarioanton says:

    Dante Alighieri non era un poeta
    leggeva e copiava le opere lette
    scritte secoli prima dai filosofi Greci
    Eschilo -platone -pitagora e altri Greci siciliani
    sono i protagonisti della storia
    gli Italiani ieri e anche oggi sono orgogliosi ed egoisti
    la unica cultura italiana e basata solo su menzogne
    e verita nascoste

    Mancuso Gela

  141. gianfranco says:

    E’ possibile che i dati in possesso dell’UNESCO, proprio perchè forniti da fonti ministeriali, siano falsati, circa le “lingue madri”; l’errore è però facilmente riparabile, perchè in Sicilia lavorano egregiamente molti Club UNESCO: basta contattarli e convincerli a premere sulla Federazione Nazionale (nel cui interno credo ci sia almeno 1 consigliere siciliano) circa il riconoscimento della Lingua Siciliana; poi basta far loro celebrare la Giornata della Lingua Madre con manifestazioni tese alla difesa del Siciliano: io appartengo ad un Club UNESCO pugliese e nella nostra zona vi sono due Comuni di lingua francoprovenzale e tre Comuni di lingua albanese e, oltre ad organizzare con loro alternativemente manifestazioni in francoprovenzale ed in albanese, stiamo tentando di costituire (sono comunità di poche centinaia di persone l’una) in loco Club UNESCO monotematici: dedicati cioè esclusivamente alla salvaguardia della Lingua Madre.
    Non demordete e Auguri

  142. rrusariu says:

    Mi sembra un po’ eccessivo considerare il piemontese e il lombardo troppo parlato nella penisola italica, quando ben sappiamo che ormai piu’ del 60% della popolazione, già nel 1991, non era piu’ originaria del posto!!!!!!!!!!!
    Vuol dire che io dovrei parlare lumbard o milanes secondo questi falsari!!!!
    Rarissimamente ho visto siciliani che parlassero lumbard, ma come tanti altri lo comprendono, e stanno anche ad ascoltare chi lo parla, come faccio io.
    In ogni posto ho sempre detto che parlo la mia lingua siciliana, e un po si meravigliano che lo so scrivere, secondo i dettami del prog. Giorgio Piccitto, illustre studioso di Ragusa.
    Addirittura ho scoperto su un testo per imparare l’hindi dell’India, veniva chiesto di pronunciare molte consonanti come sono pronunciate in Sicilia secondo la nostra lingua siciliana.
    Molti siciliani si fasciano la testa nello scimmiottare l’italiano, quando non sanno che la loro lingua è molto più apprezzata da altri stranieri senza i paraocchi o lenti distorsive dell’italico o talianu rigonfiamento di petto!!!

  143. siculo71sr says:

    SONO VERAMENTE FELICE QUESTO E’ IL PRIMO PASSO VERSO UN FUTURO MIGLIORE PER LA NOSTRA AMATA SICILIA SPERANDO CHE SI PROPAGHI IN TUTTE LE CITTA’ SICILIANE

  144. Rino says:

    Giornale di Sicilia
    giovedi 29 marzo 2007 pag.13
    NUOVO ELETTRODOTTO SOTTOMARINO TRA SICILIA E ITALIA
    DA SAN FILIPPO (MESSINA) A RIZZICONI IN CALABRIA (REGGIO)
    Nuovo record mondiale per un cavo sottomarino 40 km (totale 105 km).
    La Terna investe 350 milioni di euro per un cavo ad alta tensione da 380 Kv.
    La Terna stima una crescita del 2,2 per cento all’anno da qui al 2016.

    FATTI NOSTRI di SICILIAPAISI
    Partiamo da un consumo di 15 miliardi di kw/ora ipotetici di oggi 2007,
    calcoliamo un ipotetico valore crescente geometricamente del 2.2 fisso ogni anno, escludendo l’anatocismo energetico sommiamo ai 15 ipotetici consumi 0.33 ogni anno
    2008 +2.2% = 0.33 mld kw/ TOTALE 15.33
    2009 +0.33 15.66
    2010 +0.33 15.99
    2010 +0.33 16.33
    2011 +0.33 16.66
    2012 +0.33 16.99
    2013 +0.33 17.33
    2014 + 0.33 17.66
    2015 + 0.33 =17.99
    2016 18.33 fabbisogno elettrico della Sicilia nel 2016

    La società Terna è controllata dal settembre 2005 dalla Cassa Depositi e Prestiti che ne detiene il pacchetto di maggioranza relativa con il 30 per cento (ndr GdS)

    eccediamo fino a prospettare per il 2016 3 miliardi kw/ora di nuovi consumi
    come si giustifica un nuovo cavo se già oggi produciamo 5 miliardi in più di quanto consumiamo (nota di siciliapaisi).

    Se invece il cavo serve a DUPLICARE L’ESPORTAZIONE DI ENERGIA ELETTRICA
    DALLA SICILIA ALL’ITALIA, ALLORA SI CAPISCE PERCHE’ SERVE UN NUOVO CAVO.

    E ci chiediamo anche: se riescono a unire Messina e Reggio con un cavo di 40 km sotto il mare, FORSE RIESCONO PURE a unire con un cavo Mazara e Tunisi? Si aprono scenari nuovi nel Mediterraneo.

    Certo non capiremo mai perchè un ponte di tre,tre Km si può costruire, una condotta sottomarina per il GAS si è già costruita (2 veramente) e un acquedotto da Reggio a Messina invece NO. Misteri dell’idraulica.

    Giornale di Sicilia
    sabato 31 marzo 2007 pag.20
    ERG annuncia un piano da 2,5 milioni di euro per PRODURRE ENERGIA ELETTRICA a Priolo (SIRACUSA)

    I programmi dell’Italia per la Sicilia sono sempre gli stessi
    SFRUTTAMENTE FEROCE DEL TERRITORIO,
    ESPORTAZIONE DI ENERGIA A BASSO COSTO,
    PETROLIO, PETROLIO, PETROLIO……

    ERG, dall’Algeria alla Sicilia, stesso nome del deserto Algerino (ERG)
    ancora usato in tutto il mondo, stessa mano pesante francese.

    Italia, Francia, AGIP, ERG, EXXON…. Sicilia=Algeria.

    L’Italia mette i cavi, la Francia l’energia, la Sicilia la pelle dei
    siciliani.

    La Sicilia produce 1/3 di energia in più di quella che consuma.
    A CHI SERVE UN NUOVO CAVO SOTTOMARINO?

    http://www.siciliapaisi.org

    http://www.messinacity.com/News/Archivio/2002/2002-04-Petrolio.htm

    cerca PETROLIO SICILIA nel motore di ricerca interno di http://www.messinacity.com

  145. rrusariu says:

    Sugnu cuntenti ppi stu travagghiu di essiri prisenti subbitu a sti elezioni.
    Quannu cc’è la voglia di fari cosi bboni u travagghiu arrinesci!!!!
    Puru ca nun pozzu vutari, ca picchì staiu n-funnu a ddha-bbanna lu Faru (Lombardia) vi vogghiu susteniri forti!!!!!

    Antudo!!!!!

  146. Gigi says:

    Tratto da Rosalio blog dopo risposta parziale di Massimo costa che non avevo letto in quanto era contenuta in un post del 14-04. Rimane comunque in sospeso la domanda che riformulo e che secondo me rappresenta un fatto essenziale in quanto si dimostrerebbe che i cittadini parteciperebbero e non avrebbero piu’ intenzione di subire ingiustizie in silenzio. E sappiamo che le maggiori ingiustizie sono i privilegi che si concedono i politici, gli sperperi, nonostante il fatto che governano malissimo il Paese.

    Massimo Costa, mi scuso anch’io perchè non avevo letto la tua risposta. Il post
    “i primi 6 mesi” è del 14-04, quindi forse sono giustificato dal fatto che le notizie vanno veloci e cambiano in continuazione.
    Se mi consenti, neanche i piu’ naif di questo mondo possono aspettarsi adesioni alla tua proposta di riduzione dei costi della politica, ed affini aggiungo io, da parte dei beneficiari privilegiati.
    Questi ti farebbero fare lunghi anni di lotte e discussioni che servirebbero solo ad alimentare la dialettica del teatro parallelo che è la pseudo-politica lontana dalla realtà dei cittadini, e che servirebbero persino a loro per nascondere i problemi reali dei cittadini.
    Quindi ti riformulo la domanda che ti ho fatto nel tuo sito: potete impegnarvi per organizzare una raccolta di firme al fine di indire un referendum per fissare nuove regole sui costi della politica, sui finanziamenti annessi, e su tutti i privilegi dei quali godono i professionisti della politica in totale opposizione a quelli che sono i parametri del Paese reale?
    Sono certo della tua buona volontà e dei tuoi buoni propositi ma chi sceglie di votarti lo fa per fare fatti concreti, non per continuare gli stessi metodi, a maggior ragione chi come me si astiene da tanti anni.
    In ogni caso se rispondi è un buon segno.

  147. Gigi says:

    Pubblicato sul blog Rosalio in risposta ad un commento di Genoveffa, addetta stampa del candidato Massimo Costa. Non ho ricevuto risposta, quindi riformulo la domanda in questa sede.

    Sono tentato di votare Costa.
    Non metto piu’ piede nei seggi elettorali da dieci anni, e continuero’ ad astenermi nei prossimi anni per tutte le elezioni-business future, ovvero, provinciali, regionali, nazionali, e referendum spreca denaro. Faccio questa eccezione per le prossime comunali di Palermo perchè Costa e le iniziative di l’altra Sicilia mi intrigano.
    Qualche mese fa ho scritto i motivi che mi hanno allontanato per sempre dalle urne, ritornero’ a votare quando si verificheranno almeno alcuni cambiamenti:
    1)Abolizione di una delle due camere nazionali.
    2)Riduzione di metà del numero degli eletti per la camera restante.
    3)Il Quirinale costerà quanto l’Eliseo e quanto il corrispondente tedesco, cioè dieci volte meno di quel che costa oggi.
    4)Tutti gli eletti, a parte il governo, avranno un lavoro nella società e faranno politica part-time previo rimborso spese e compensazioni sui mancati introiti da stipendio (tanto la camera si distingue spesso per astensioni).
    5)A livello regionale, provinciale e comunale riduzione della metà degli eletti e sistema di remunerazione come quello nazionale sopra descritto.
    6)Come deciso dal popolo sovrano abolizione del finanziamento ai partiti, anche dei finanziamenti camuffati (rimborso elettorale) praticati oggi.
    7)Ripensare, se non é possibile abolirlo, il finanziamento ai giornali (anche quelli che vendono poche centinaia di copie) in ogni caso fissare quote(minime, non le decine di milioni attuali) uguali per tutti se non é possibile abolire il finanziamento.
    8)I politici(ex e non) saranno sottoposti alle stesse regole degli altri cittadini del simil-Paese Italia per aver diritto alla pensione, di conseguenza saranno aboliti pluripensioni, pluristipendi di Stato, pensioni baby, indennità di Stato, vitalizi.
    9)La delocalizzazione: la Polonia, l’Ungheria, la Slovenia superano il Sud Italia (cioé il sud del simil-Paese chiamato Italia) per infrastrutture e competitività.
    Sarebbe interessante fare un inventario di tutte le imprese italiane che delocalizzano verso quei Paesi. Cosa hanno fatto tutti i governi italiani che si sono succeduti per rimediare a questo fenomeno? A parte ripristinare delle pseudo casse per il Mezzogiorno che sappiamo come finiscono?
    ……………………………………………
    praticamente torno a votare quando smetto di sognare!

    Ora chiedo direttamente al candidato Costa e alla gentile Genoveffa, addetta stampa del candidato:
    al di la dei gargarismi verbali e degli annunci tipici delle campagne elettorali
    vi potete impegnare fin da ora a organizzare l’opportuna raccolta firme per chiedere un referendum i quali obiettivi siano la vostra proposta di riduzione dei costi della politica e le mie proposte sopra elencate?
    Gradirei ricevere risposta, ho notato carenza in questo senso da parte del candidato Costa che comunica sul blog Rosalio con post-comunicato-stampa ma non risponde agli elettori, intanto la data delle elezioni si avvicina e la mia voglia di continuare ad astenermi aumenta.
    Praticamente vi si chiedono fatti concreti, non solo belle frasi e proposte elettorali. Grazie di rispondere.

  148. Gigi says:

    Gentili Genoveffa e Signor Massimo Costa,
    confermo che non interagite, stranamente, con i cittadini che vi fanno domande concrete. Pero’ poi noto leggendo nel vostro sito che recuperate le idee degli elettori che vi scrivono o scrivono in un blog, come me per esempio. Potrei farvi due esempi, uno l’avete sopra sui costi della politica da manicomio alle spalle dei cittadini, l’altro si riferisce alla frase da me usata nel blog Rosalio “autonomia da Roma e Milano(capitale finanziaria)”, inusuale in quanto in genere si dice autonomia da Roma.
    Tutto cio’ potrebbe pure far piacere, cioè rileggere nel vostro sito cio’ che ho scritto altrove ( nella migliore delle ipotesi si tratterebbe di concordanza), pero’ non mi fa piacere in quanto dopo non rispondete alle mie domande. Io non voto per chi non mi parla. L’ho già scritto oggi su Rosalio, i post sono a vostra disposizione. Signor Costa , quando lei avrà imparato per bene le regole elementari della comunicazione , a maggior ragione per un neofita come lei che ha bisogno di far conoscere i suoi progetti, forse ne riparleremo.
    Io per adesso continuo ad astenermi, i suoi comunicati stampa, le sue belle frasi retoriche se non sono seguite da impegni concreti (come da me richiesto nel post precedente) non mi bastano.
    Per queste prossime elezioni lei non avvrà il mio voto nè quello dei miei familiari. Le faccio notare , come ho già scritto nel post precedente, che io mi astengo da tutte le elezioni disgustato dalla pseudo- politica italiana , ero tentato di aderire al suo programma ma non ho ricevuto le garanzie che mi aspettavo, qunidi restero’ un astenuto e penso che lo saro’ per sempre.

  149. Gigi says:

    Massimo Costa, ti ringrazio e a questo punto mi sembra doveroso spiegarti la mia impazienza. Io ho ricevuto “l’invito” elettorale(tra l’altro c’è una firma di sindaco incomprensibile, fatta di una C una T finale e nel mezzo una serie di U, poca chiarezza), perchè conservo la mia residenza a Palermo dove vengo spesso ma vivo circa 9 mesi l’anno a Parigi. Dal 5-05 sono a Palermo e vado a vedere Palermo-Rometta(anche questo è un fatto importante per me che sono abbonato), se non voto torno il 12 altrimenti resto qualche giorno in piu’, ecco, devo organizzarmi e volevo chiarire alcuni dubbi che, onestamente, tu hai delucidato con la tua franchezza.
    Tornando al tema, io ti ho chiesto se la tua proposta e alcune che io ho evocato potrebbero essere sottoposte a referendum, riflettero’ sulle tue risposte. A prima vista, se non erro, qualche anno fa gli italiani hanno votato a grande maggioranza per l’abolizionze dei finanziamenti. Pero’ loro oggi prendono i pubblici e i privati, a questo proposito c’è un interessante trasmissione scaricabile nel sito di Report, raitre.Forse alcuni punti che io modestamente, da dilettante, evoco sono “estremi”, se non altro servirebbero a capire chi si avvicina alla politica per vocazione o per spirito di servizio, in ogni caso non si verificherebbero i casi di managers di Goldman Sachs, ben pagati quindi, che demissionano e finanziano la campagna del premier-sempre-sorridente per poi diventare sottosegretari.
    Io resto convinto che è necessaria la riduzione del numero degli eletti e di tutti coloro che ruotano attorno a loro, degli stipendi, e abolizione di ogni privilegio. Oltre al risparmio per il Paese c’è un motivo pratico semplice: oggi tutte le aule, comunali, provinciali, regionali e statali si distinguono per assenteismo e per inefficenza e per i danni che fanno, se fossero molti meno e presenti forse gli affari acquisirebbero snellezza. Fatto piu’ importante sarebbero presenti solo gli idealisti motivati piuttosto che i professionisti ricchi privilegiati e avidi di potere attuali.
    Costa ti ringrazio per la tua cortesia, se io e i miei familiari ci recheremo alle urne sarà per votare per te.
    Ti contatto entro 48 ore nel tuo sito.

  150. Rino says:

    Sono le 22,30 del 13 maggio 2007
    Rientro adesso da Gela dove ho fatto
    campagna elettorale con Maurizio Cirignotta.

    Ho seguito i fatti di Messina da Gela e sul giornale
    “centonove” che esce in tutta la Sicilia,
    mentre la “Gazzetta del Sud” si trova solo a Messina ed in Calabria (forse anche a Siracusa e Ragusa, “cc’era una volta…”).

    L’articolo di Repubblica è stato il più largo di nomi di indagati mentre altri hanno smentito categoricamente i nomi eccellenti indicando come fonti direttamente la Procura della Repubblica Italiana presso il Tribunale di Messina.

    Considerato che il Tribunale di Messina esiste da circa 2700 anni, è giusto precisare che la Procura della Repubblica Italiana, che esiste da circa 60 anni, è domiciliata da poco tempo presso il Tribunale di Messina.
    Se consideriamo che Caronda di Catania dettava le leggi già nel VII secolo prima del passaggio di una stella cometa intorno a 2007 anni fa, possiamo affermare che evidentemente esistevano in Sicilia i Tribunali per fare rispettare queste leggi in ogni città stato. Caronda puniva i ladri della cosa pubblica facendoli camminare nelle strade coperti di “tamerici”.

    Dagli “EDITTI DI ENTELLA” sappiamo che le città di Sicilia si aiutavano a vicenda in caso di carestie e calamità varie, scambiandosi rifornimenti , viveri e altro. Questi “EDITTI” erano le leggi delle città “PUBBLICATE” su lastre di bronzo per la lettura didattica e gratuita del Popolo Siciliano.

    Possiamo definirli “giornali murali” di 25 secoli fa.
    Tra le altre cose, usavano una NUMERAZIONE sconosciuta in altre parti del mondo, ancora in fase di decifrazione ma sicuramente basata su un sistema DECIMALE (Università di Pisa).

    La CORRUZIONE è il mezzo di controllo dei cani da guardia usati dei governi che opprimono i Popoli,
    in Sicilia si pratica dal tempo dei Pretori di Roma.

    L’INFORMAZIONE è l’unica via per denunciare questa catena di corruzione che opprime il Popolo Siciliano.

    A Gela, 424 anni prima della famosa cometa, si decise il futuro della Sicilia, a Messina oggi si continua a recitare il “MODELLO ITALIA”, esempio di come un governo straniero può ridurre un Popolo contando sulla corruzione di un pugno di ladri che camminano tranquilli nelle strade coperti di allori.

  151. rrusariu says:

    Grazie lo stesso per esserci stati a queste elezioni!!!
    Per me che sono emigrato al seguito dei miei genitori, è un segno che siamo in tanti a voler cambiare la nostra terra per difendere il Nostro Popolo Siciliano, a voler dare un futuro ai nostri giovani senza millantare conoscenze “romane” per garantire un posto.
    Sicilia Granni!!! Antudo!!!!!!

  152. Rino says:

    La campagna elettorale in Sicilia
    si deve fare pianificando tutto,
    non si deve procedere a vista.
    Si deve preparare mesi prima.

    I risultati arrivano con l’organizzazione.

    Non è necessario avere milioni di euro.

    Anche nelle città più refrattarie
    si possono ottenere risultati positivi.

    NOI SICILIANI arrivò a 100.000 voti
    in tutta la Sicilia.

    IL REFERENDUM contro il 5%
    è stato vinto a Palermo, Agrigento e Messina,
    un grande risultato in aree metropolitane.

    Si deve tornare alla campagna elettorale delle
    piazze, dei giornali e dei megafoni sulle auto.

    La televisione ormai è satura di false notizie.
    Internet è ancora al servizio di pochi .

    Si deve spiegare al Popolo Siciliano
    cosa succede veramente nella realtà.

    Possiamo riuscire, dipende solo da noi.

    http://www.siciliapaisi.org Rino Baeli

  153. Dionyso says:

    Non ha senso creare partiti autonomistici o indipendentistici, se questo fervore non parte dalla gente. Quando parlo con i miei amici su tutto quello che i savoia prima e la repubblica italiana poi, hanno fatto contro la sicilia e contro i siciliani, quasi quasi vengo deriso.
    questo perchè?
    perchè la gente è stata indottrinata secondo le notizie riportate nei libri di scuola, i cui programi li redige il ministero della pubblica istruzione.
    la storia la scrivono i vincitori e noi nella battaglia per l’indipendenza, ne siamo usciti nettamente sconfitti, anzi, umiliati.
    quindi se volete che la gente apra gli occhi, chiamate tutti gli studiosi e gli intellettuali ed incominciate a fare convegni (non politici) in ogni città dell’isola, o create programmi televisivi che trattano questi argomenti e che spieghino come stanno realmente le cose.
    senza questo necessario acculturamento delle persone, i nostri diritti non saranno riconosciuti nemmeno dai siciliani stessi, in quanto non comprenderebbero certe richieste e di conseguenza resteranno grida di un’elite che non avrà seguito.
    saluti

  154. piermarco says:

    Concordo pienamente con Dionyso. Bisogna che la nostra diventi un’organizzazione con mezzi tali da poter dispiegare sul territorio una incisiva azione di diffusione di cultura e informazione.

    È chiaro che in un paese non democratico come l’Italia, paese in cui i mass media sono di fatto un quarto potere dello Stato, anche riuscire a ottenere uno spazio autonomo di diffusione di cultura è molto difficile.

    Se poi ci mettiamo che i mass media sono di fatto in mano dei padroni occulti del paese, e cioè i grassi finanzieri che stanno dietro la Banca d’Italia e la BCE, allora si capisce con quale vera mafia ci andremmo a scontrare se volessimo creare dei media autonomi dal pensiero dominante.

    Saluti,

    Piermarco Burrafato

  155. piermarco says:

    Ben fatto!

    Mi auguro che questa convergenza getti le basi per un numero sempre maggiore di iniziative comuni tra tutti gli indipendentisti e autonomisti, per il bene della Patria Siciliana.

    Sogno troppo se chiedo la formazione d’un polo sicilianista subito?

    Auguri a tutti noi!

    Piermarco Burrafato

  156. piermarco says:

    Criminale altro che eroe!

    Sul risorgimento italiano consiglio caldamente la lettura di questo magnifico articolo di Gianpaolo Barra su “Don Bosco e la persecuzione risorgimentale”:

    http://rassegnastampa.totustuus.it/modules.php?name=News&file=article&sid=1378

    Antudo!

    Piermarco Burrafato

  157. baronerosso says:

    1 – che all’estero Garibaldi sia giudicato un ladro anzichè un eroe mi giunge nuova. Esistono monumenti di Garibaldi in quasi tutte le nazioni europee ed americane e di solito all’estero non li fanno i monumenti ai ladri.
    2 – su Garibaldi negriero e schiavista non vi sono fonti attendibili se non da terzi, invece si potrebbe dire di come lo stesso Garibaldi si sia messo a disposizione del presidente Lincoln nella guerra civile americana contro gli stati schiavisti del sud.
    3 – La Sicilia “conquistata” da Garibaldi era uno degli stati più poveri ed arretrati dell’Europa occidentale, infeudata in larga parte alle gerarchie ecclesiastiche ed alla nobiltà. In Sicilia mancavano strade e ferrovie, ma abbondavano i preti e le suore (nella sola Marsala, su una popolazione di 30.000 abitanti vi si contano 5000 tra preti, frati, suore e religiosi…)

  158. rrusariu says:

    Certo all’estero non si fanno i monumenti ai ladri ma agli “amici” si. Mi fermo qui signor baronerosso.
    In quanto alla Chiesa come istituzione religiosa tutti bene o male abbiamo da ridire in quanto istituzione, ma non dobbiamo confondere il papato e le gerarchie ecclesiatiche con il “sentimento religioso” del popolo. Ogni popolo ha modi propri di esprimere la sua religiosità.
    Il papato l’abbiamo avuto contro per tutto il tempo dei Vespri Siciliani perchè ci siamo ribellati a un sovrano francese e ai suoi sgherri o sbirri.
    Che la Sicilia fosse povera prima della ‘conquista’ (bella parola, signor baronerosso, questa la dice tutta, in termini attuali si tratta di guerra di aggressione) di Garibaldi è una falsità, prima di allora c’erano pochissimi emigranti.
    Molti vivevano sulle terre delle istituzioni ecclesiastiche, ma almeno in modo dignitoso.
    Il male venne dopo la “conquista” con la tassa sul macinato, la leva obbligatoria, l’esproprio dei “beni ecclesiastici”(in fin dei conti di tutti) a beneficio di pochi, mi fermo qui.
    Sinceramente tirar fuori ciò che è stato non cambia niente oggi!!!
    Semmai ci serva di insegnamento, perchè gli errori di ieri li stiamo pagando oggi!!!
    Se vogliamo veramente che le cose migliorino oggi in Sicilia bisogna smettere di piangersi addosso e soprattutto di elemosinare dai “romani di ieri” e dai “romani di oggi/ovvero italiani”.
    I mezzi per uscire da questa stato di “colonia” ci sono, l’applicazione integrale dello Statuto di Autonomia, e di conseguenza non votare più i partiti che ne vogliono la modifica. Questo è il primo passo.
    Secondo comprare Siciliano, di conseguenza si aiutano le imprese che danno lavoro.
    Terzo cominciare a leggere e scrivere Sicilianu.
    Parra Sicilianu nun t’affruntari,

    A ssa bbinirica baruni rrussu

  159. piermarco says:

    Egregio Barone Rosso,

    Le consiglio questa pagina di storia, ancora proibita nelle scuole italiane:

    http://www.terraeliberazione.org/1860.htm

    La pagina è tratta dal sito di Terra e Liberazione – Voce Operaia dei Socialisti Siciliani.

    Si tratta di una collezione di riferimenti bibliografici, quindi non sono opinioni, ma fatti realmente accaduti e documentati.

    Ci faccia sapere cosa ne pensa.

    Cordiali saluti,

    Piermarco Burrafato

  160. Dionyso says:

    Ormai è più che appurato da numerosi studiosi e non politici, che la storia non è quella che si trova nei libri di scuola o nelle Tv di Stato o commerciali italiane, di conseguenza mi chiedo e propongo, perchè non organizzare uno sciopero o qualsiasi altra forma di protesta nelle scuole e nelle università per ottenere un diritto sacrosanto e cioè la verità storica. questo dovrà essere il primo passo da fare per prendere coscienza di noi stessi. Una volta reso ufficiale questo diritto, lo stato di oppressione sociale ed economica si sgretolerà su se stessa.

    p.s. richiediamo il risarcimento economico dei danni dal 1860 ad oggi o fin quando non ci saremmo liberati.

  161. Dionyso says:

    vi consiglio di leggere i riferimenti storici con tanto di bibliografia, presente in questo sito http://www.metasicula.altervista.org/DUCEXIUS/inter/index.php

  162. Dionyso says:

    Vi ringrazio per aver inserito le notizie negli articoli, dove hanno maggiore visibilità; credevo fossero passati inosservati.
    venite tutti in massa!!!

    “Spero che questa decisione di Trenitalia – commenta il sindaco ENZO SINDONI– rappresenti la scintilla per una ribellione dei siciliani.

    lo spero anch’io, non dobbiamo fermarci a questa questione, in quanto essa è solamente la punta di un icesberg di sopprusi e di privazioni che lo Stato italiano continua a perpetrare nei nostri confronti.
    temo che Rfi mollerà subito la presa e ci darà il contentino, così gli animi si quieteranno e tutto ritornerà nei ranghi.

    NON ACCONTENTIAMOCI DELLO ZUCCHERINO, IO PRETENDO TUTTO CIO’ CHE MI SPETTA DI DIRITTO.

  163. Dionyso says:

    Vi invito tutti a firmare ed a diffondere questa petizione contro la soprressione dei treni e lo smantellamento della ferrovia in Sicilia ed in particolare sulla fascia costiera tirrenica http://www.capodorlandonline.it/Cdo2007/sociopolitica/trenitali/petizione/petizione.asp

    Grazie a tutti coloro che firmeranno.

  164. piermarco says:

    Dyoniso,

    Grazie per averci segnalato questa petizione. Credo che questa petizione debba avere la massima diffusione. Io ho iniziato a fare la mia parte.

    Antudo!

    Piermarco

  165. Dionyso says:

    grazie per il sostegno.

    p.s. hai ragione a scrivere “Dyoniso” in questo modo; mi sono accorto dopo la registrazione di avere sbagliato ; )

  166. rrusariu says:

    Vogliamo anche ricordare che oggi è l’anniversario dello sbarco degli Mussulmani in Sicilia chiamati da Eufemio da Messina nella sua lotta contro i Bizantini.
    Erano comandati da un iracheno di orgine Farsi (Chorassan) Assad al-Furat(Leone d’Eufrate) che li distolse dalle lotte fraticidie (come ci racconta lo storico siciliano E. Amari), era un qadi, cioè uomo giusto chiamato a giudicare.
    Conquistatori si, ma seppero rispettare il nostro “humus” socio-culturale vecchio di millenni.
    Per giunta aiutarono la nostra economia asfittica di allora ad integrarla nell’Ummah del Mar Bianco (ovvero diremmo oggi nel commonwealth del mondo mussulmano che si affacciava nel mediterraneo) dando prosperità alla nostra isola nei secoli successivi!!!!

  167. Rino says:

    17 giugno 2007, grande manifestazione a Randazzo
    per l’anniversario di Antonio Canepa.

    Oltre 100 partecipanti con tutti i gruppi indipendentisti
    della Sicilia si sono riuniti in una unica manifestazione
    per ricordare il 17 giugno del 1945.

    L’Onorevole Salvatore Natoli, L’avvocato Gaetano Rizzo Nervo,
    il magistrato Salvatore Riggio Scaduto, l’EVISTA Mariano Crisafulli,
    Molti i relatori, moltissime le bandiere giallo-rosse della Sicilia
    come non se erano mai viste tante.
    Terra e Liberazione da Ramacca e Catania, FNS da Palermo, MIS da Riposto, Siciliapaisi da Messina e poi ancora PAS da Lentini, L’Altra Sicilia da Palermo….

    Da tutta la Sicilia, da Palermo e da Trapani, da Siracusa e da Messina
    una paretecipazione festosa e composta.
    Una grande varietà di stampa indipendentista era esposta e disponibile
    per tutti, uno scambio di idee e documentazioni molto utile per la diffusione e lo studio alla luce delle conquiste degli ultimi anni.
    Le liste presentate alle comunali di Palermo e negli altri centri dove cresce il convincimento che solo l’indipendenza può dare una speranza di un futuro migliore per il Popolo Siciliano.

  168. piermarco says:

    E ci sono ancora dei siciliani che non vedono quanto siamo colonizzati.

    Grazie alle espoliazioni e alla rapina dei nostri sudati risparmi il nord ha potuto svilupparsi a partire dal 1860. E la storia da allora non è mai cambiata. Per noi solo espliazioni, sfruttamento del nostro lavoro, sfruttamento del nostro territorio, sfruttamento delle nostre intelligenze.

    Siamo solo una colonia. Ma il peggio è che il popolo più schiavo è proprio quello che non sa di esserlo.

    Consiglio vivamente la lettura del libro: Euroschiavi di Marco Della Luna e Antonio Miclavez.

    Si tratta di un libro illuminante, che rivela la grande frode del debito pubblico e i segreti del signoraggio, nonché come le banche commerciali si arricchiscono indebitamente sulle spalle del popolo addomesticato.

    – Piermarco

  169. Dionyso says:

    Avevo letto quest’articolo, disarmante; ma la cosa più angosciante, è che passato nel totale silezio ed indifferenza.

    Io proporrei di inserire nel sito, una rubrica, dove mettere l’intera bibliografia riguardante la sicilia in tutti i periodi storici e i siciliani.
    Incominciamo a dare concretezza a quest’opera di acculturamento e di presa di coscienza.

  170. Anakletos says:

    E’ una cosa vergognosa che la Sicilia debba essere il “mattatoio d’Italia” della produzione dell’energia, ed è ancora piu’ vergognoso che tutto ciò accade gratuitamente nella più totale ignoranza dello Statuto Autonomo Siciliano del 1946, ancora macchiato dal sangue di Canepa e degli altri esponenti dell’EVIS.

    Quanto tutto questo dovrà durare mentre il nostro popolo muore pervaso da tumori, malformazioni, inquinamento, sfruttamento e deturpazione del territorio con le risorse che ci appartengono?
    Quanto ancora i Sicilianisti dovranno stare divisi e mordersi alla gola come cani rabbiosi prima che la nostra patria sia data in pasto alle multinazionali?

    ‘U curagghiu è ‘u tò patruni!

    Giuseppe Coniglione

  171. rrusariu says:

    Le coincidenze non sono mai strane perchè chi gestisce l’informazione in Sicilia è sempre ben collegato con il potere politico.
    Ben sappiamo che il gds è stato fondato nel 1860 e da allora, nominalmente presumo, è sempre stato in mano alla famiglia del suo fondatore Ardizzone.
    Dal 1943 tutti i capoccioni politici siciliani collegati ai partiti italiani han fatto gara a ingraziarsi chi contasse al momento a Roma.
    Purtroppo, una vera informazione non esiste in Sicilia. E la stessa cerca essa di ingraziarsi la classe politica siciliana, vedi lo spazio dato alle dichiarazioni di Totò a TeleAcras.
    Noi Siciliani dobbiamo cominciare a capire che il nostro grano serve per fare la pasta e il pane per noi, non da dare come surplus ai romani che c’è lo rivendono come pasta e altro.
    Copiamo da altre regioni d’Europa, come la Catalanuya, l’Euskadi, la Scozia, etc…, che han saputo valorizzare le proprie risorse … anche finanziariamente come la Caixa, BBVA, Royal Bank of Scotland, che sono rimasti con le loro centrali nel territorio d’origine e non certo solamente a difindere i privilegi di pochi!!!!!

  172. william says:

    Billy si che un grande… al bar della Kalsa lo dicono tutti.

    Ps: il relatore dell’aborto si chiama Giovanni Pistorio, numero due di Lombardo…

  173. william says:

    Il Gds non è stato fondato il 7 giugno del 1860, il giorno dopo l’arrivo di Garibaldi a Palermo, ma nel 1848 da Ruggero Settimo ed era l’organo “officiale” del governo rivoluzionario, tanto che il titolo originale era “giornale officiale di Sicilia”, ovvero l’equivalente della Gazzetta Ufficiale. Caduto Ruggero Settimo, a Mommo Ardizzone, figlio di un locale commerciante di stoffe, impiegato in quel giornale, inizialmente, come correttore di bozze,il tribunale, cui si era rivolto perché in credito di numerosi stipendi arretrati, diede in cambio la Testata e il giornale passò al servizio dei Borboni, mantenendo il medesimo ruolo di prima. Il 7 giugno del 1860, ovviamente, divenne unitario.

  174. rrusariu says:

    Grazie Sir William o Gugghiermu
    per la precisione, anche per un motivo personale.
    Nell’inverno del 1970 ero in un convitto di un monastero in provincia di Palermo dove provvedevano a restaurare le copie di antichi giornali d’inizio dell’ottocento e con la scusa che venivano esposti al sole per asciugarli, ebbi l’occasione di leggerne alcuni articoli velocemente senza soffermarmi, purtroppo in questo momento la memoria non mi soccorre bene.
    E se non erro si chiamava Gazzetta o Giornale di Sicilia (non del 1860 comunque).

  175. Dionyso says:

    La vita è un continuo divenire e chi si cristallizza è morto (Pirandello).

  176. Rino says:

    17 giugno 1945

    Antonio Canepa comandante e fondatore dell’EVIS
    è stato ucciso a Randazzo dai carabinieri che lo aspettavano al bivio Cesaro- Bronte.

    Randazzo regalata, bombardata e fucilata.
    A pochi kilometri dal castello di Nelson, a pochi kilometri da Bronte e da Castiglione, il centro dei rivoluzionari da sedare con tutti i mezzi.

    La NORMA di Bellini era scritta contro Roma,
    i fascisti tentarono invano di deturparla, vietarla, nasconderla.

    Per l’anno prossimo portiamo tutta la STAMPA INDIPENDENTISTA A Murazzuruttu. C’è una piazza un campo da gioco a ridosso del Cippo di Canepa.
    Vediamo se siamo capaci di fare 10 tende per metterci 10 tavoli di volantini, libri, manifesti…..

  177. Rino says:

    http://www.siciliapaisi.org

    scrive Rino Baeli:

    Ho ricevuto una telefonata da Giuseppe Scianò
    che mi precisava la sua assoluta estraneità
    al gruppo musicale folkloristico che ha occupato
    tanto tempo della manifestazione del 17 giugno a Randazzo.

    Considerato che su tutti i giornali è apparso il Fronte Nazionale Siciliano
    come organizzatore della manifestazione non si capisce come un gruppo musicale si sia appropriato di tanto tempo senza essere in nessun modo contrastato da chi poi è delegato a gestire tempi e soggetti della riunione.

    La cosa più grave è che questo gruppo ha espresso concetti e contenuti
    molto lontani dagli argomenti indipendentisti e spesso con grossolani errori nel testo dei pezzi musicali e non solo nei falsi costumi da pastori.

    Pensiamo al futuro, al 17 giugno 2008, cade nell’anniversario del 100° anno dal terremoto di Messina, dedichiamo questa prossima manifestazione alla BELFAST di Sicilia.
    La città terremotata, demolita dai Piemontesi a cannonate, con un premio in danaro del re piemontese per chi faceva sparire i vecchi edifici, hanno fatto sparire monumenti , documenti e tutta la storia dell’isola…… e poi ancora i bombardamenti anglo-americani per stroncare la dittatura…. oggi Messina sembra Algeri, con il TRAM da 140 miliardi che ha fatto fallire tutte le attività sul suo percorso, con un porto in mano alla capitaneria gestito con i risultati che sono drammatica cronaca quotidiana.
    Una città in cui il Vaticano è rientrato dal portone principale in Sicilia,
    con gli aiuti forniti alla monarchia piemontese incapace di gestire un colossale disastro come il terremoto che uccise 60.000 cittadini a Messina e 20.000 a Reggio.
    Terremoto, Vaticano, bombardamenti e repressione militare a colpi di carabina.
    Il 7 marzo 1947 l’opera fu completata con una strage in piazza, 50.000 messinesi furono fatti bersaglio dai reali carabinieri di fronte alla prefettura al grido di “avanti Savoia”, la Repubblica Italiana e lo Statuto Siciliano esistevano da 8 mesi, mancavano 2 mesi alle elezioni del Primo Parlamento Siciliano della Repubblica, il trattato di Pace di Parigi della seconda guerra mondiale era stato firmato un mese prima, il 10 Febbraio 1947, art.50 “L’ITALIA SI IMPEGNAVA A TENERE SMILITARIZZATA LA SICILIA”….3 operai uccisi dai colpi dei carabinieri aspettano ancora che sia inaugurato il monumento a loro dedicato nella “piazza del governo”, dove c’è la statua del Nettuno, di fronte alla Fiera internazionale di Messina.

    Non ci possiamo permettere che tutto questo sia cancellato, travisato, camuffato……riusato contro noi stessi.
    Fratelli voi sapete che la cappa dell’usura bancaria, la persecuzione delle tasse, il ricatto del lavoro sono gli strumenti dell’occupazione coloniale tipici di ogni occupazione e oppressione dei popoli in ogni parte del mondo, fate in modo che anche il Popolo Siciliano possa finalmente saperlo e saremo liberi.

    Indipendenza a presto Rino Baeli 333 7477702

  178. Rino says:

    Rino Baeli da Messina scrive:

    Ho ricevuto oggi una telefonata dal Professor Mirto dell’Università di Palermo che lavora insieme a Giuseppe Scianò per divulgare tutta la storia della Sicilia nascosta al Popolo Siciliano.

    Avevo chiesto loro di andare a vedere una LAPIDE DEDICATA AL VESPRO NASCOSTA DA UN ALBERO ED UNA SIEPE per cercare di riportarla alla luce.
    Questa lapide si trova sul muro accanto alla Torre-Campanile della Chiesa della MARTORANA a Palermo di fronte alla Chiesa di San Cataldo, accanto al Municipio, Palazzo delle Aquile.

    Potete vederla nelle pagine internet che seguono:

    http://www.osservatorio-sicilia.it/index.php?mod=&opmod=read&id=it/118330821 9

    http://www.messinacity.com/News/Archivio/2004/2004-03_Lapide.htm

    c’è anche in un sito di Milano che archivia tutte le lapidi si chiama

    http://www.chieracostui.com/ cercate nel sito: Palermo-Vespri

    Adesso il Prof Mirto mi dice di essersi informato con il prete che gestisce la chiesa, che fa risalire la lapide al periodo risorgimentale.
    Da quello che so io tutto il complesso è gestito dai CAVALIERI DEL SANTO SEPOLCRO che fissano orari di apertura e gestione del complesso monumentale.

    L’accesso alle due chiese è proprio dalla piazza dietro il Comune,
    dove c’è il teatro in ristrutturazione. La lapide si trova proprio in cima alla scala d’accesso dopo il cancello sulla sinistra.
    Se fosse libera da coperture di alberi si potrebbe vedere anche da fuori, anche quando il complesso monumentale è chiuso, fuori dagli orari di visita.

    Un posto veramente UNICO in tutta Palermo trattandosi del monumento più famoso dei NORMANNI infatti la Chiesa della Martorana è la più famosa chiesa di Palermo perchè contiene il famoso MOSAICO di INCORONAZIONE DEL RE NORMANNO direttamente per mano di DIO PADRE ONNIPOTENTE, si trova sulla destra appena si entra (vedi foto su internet cerca: RUGGERO II mosaico)

    Come potete vedere dalla foto la chiesa della Martorana è già BEN NASCOSTA, a sinistra dal Teatro e dalla pesante Facciata settecentesca a destra.

    La lapide è posta sul muro laterale di questa facciata, accanto alla torre.

    Sulla lapide NON CI SONO DATE ma solo il testo in italiano che segue:

    IL POPOLO SICILIANO

    LIBERATOSI APPENA DAL GIOGO ANGIOINO

    ADUNAVA IL GENERALE PARLAMENTO

    E MENTRE LA EROICA MESSINA

    CON MIRABILE VALORE

    FIACCAVA L’IMPETO DELLE ORDE INVASORI

    CHE LA CURIA ROMANA

    VENIVA INCITANDO A SOSTEGNO DELL’ESPULSO

    DECRETAVA CONCEDERE

    PRONTI E VALIDI MEZZI A

    STABILE AUSILIO A RESISTERE

    LA MONARCHIA NAZIONALE

    RAFFRENATA E SORRETTA

    DALLE ANTICHE LIBERTA’ DEL PAESE

    Vorrei farvi notare che la Chiesa chiamata poi della Martorana è stata costruita nel 1143 da Giorgio D’Antiochia, ammiraglio di RUGGERO II il Normanno,
    fu poi ceduta nel 1433 al monastero adiacente fondato da Eloisa Martorana, da cui prende il nome. Della costruzione originaria resta il campanile ed il corpo della chiesa…(testo tratto da un volume TURISTICO stampato in decine di migliaia di copie).

    Vi faccio notare che il Duomo di Palermo è stato costruito nel 1185, cioè 42 anni dopo la Martorana. ANCHE IL DUOMO è CIRCONDATO da 4 campanili simili a quello della MARTORANA.
    IL PALAZZO DELL’ARCIVESCOVO DI fronte al Duomo è stato costruito dopo alcuni secoli dal VESPRO, se notate i campanili sono simili a quelli del duomo ma MOLTO PIU’ ALTI e IMPONENTI.
    Nell’architettura si manifesta la POTENZA DEL VATICANO che vuole emulare, superare e nascondere la grandiosità del duomo costruendo di fronte all’ingresso principale un edificio PIU’ GRANDE e PIU’ IMPONENTE DEL DUOMO STESSO, sta a significare il tentativo simbolico di sottomettere la CHIESA SICILIANA AL POTERE DI ROMA che attraverso il suo enorme palazzo sovrasta il duomo stesso. La costruzione poi dell’ingresso laterale del Duomo relega le TOMBE IMPERIALI degli SVEVI SCOMUNICATI in un angolo nascosto, mentre entrando dalla porta principale si trovavano subito a destra come il mosaico di Ruggero II alla Martorana.
    Tutto questo non è casuale, sono passati sette secoli di continue SOVRAPPOSIZIONI ad arte per NASCONDERE LA VERA GLORIOSA STORIA DELLA SICILIA e del POPOLO SICILIANO,
    da quel giorno di pasqua del 1282, da quella grande vittoria di un POPOLO INTERO contro lo strapotere del papa e dei re da lui inventati e incoronati.

    Se si deve cominciare a FAR VEDERE la Storia , si deve cominciare dal VESPRO, da questa lapide nascosta in pieno centro, accanto al Comune.

    Questa bella tela che rappresenta la chiesa del Vespro nel cimitero di Sant’Orsola dove scoppiò la rivolta, è la scenografia che chiude il SIPARIO DEL TEATRO DI RACALMUTO, il paese di Leonardo Sciascia.
    Anche questa è rimasta nascosta per molti anni con tutto il teatro, adesso apre tutti gli spettacoli che si fanno dopo il restauro voluto dallo scrittore. Sciascia non ha avuto la fortuna di vedere la riapertura del teatro.
    Sciascia si iscrisse alla facoltà di lettere dell’università di Messina, quando veniva a Messina prendeva una camera all’Hotel Roma.
    Questo albergo si trova accanto al Duomo di Messina, proprio accanto al Campanile del Duomo dedicato alla GUERRA DEL VESPRO.
    All’ultimo esame ci fu un diverbio con il professore, Sciascia fu così contrariato che non tornò più a Messina. Non concluse gli studi con la Laurea.
    L’Università di Messina non gli ha dato la Laurea in vita, sono dovuti passare 10 anni dalla sua morte per concedere la laurea “alla memoria”.
    Sciascia ci ha lasciato un’ultima frase che riassume tutto questo “ce ne ricorderemo di questo pianeta”.

    Facciamo in modo che il Popolo Siciliano se ne ricordi adesso di questo pianeta Sicilia.

    Rino Baeli 333 7477702 http://www.siciliapaisi.org baeli@zancle.org

  179. rrusariu says:

    Purtroppo la paura di perdere qualcosa, che nel quotidiano ci dà un po di sicurezza, ci porta ad accondiscenze verso un classe politica fatta da piccoli affaristi che si sono “votati”(?!?!?!) alla politica.
    Purtroppo questi personaggi facilmente si fanno ammansire da “stanziamenti pecunari” da usare come specchietto per le allodole per accalappiare i voti alle elezioni, ma una volta passata la sbornia elettorale, tutti a spartire il gruzzolo per ricompensare solo gli amici che li fanno eleggere.
    Invece se si fosse dimostrato il coraggio, come l’ebbero Silvio Milazzo e altri nel 1958, di lavorare per il bene della Sicilia tutta, oggi non saremmo certo qui a rimpiangere il tozzo di pane che ci rimane e che ci dà questa presunta sicurezza da salvaguardare.

    Gridare queste la verità certo aiuta a svegliare un po dal torpore la gente nostra, ma ad altri mette la paura che gli specchietti non saranno piu’ sufficienti a salvaguardare il benessere assicurato finora.

    Assà Bbirinica a tutti!!!
    U curaggiu è lu nostru signuri!!!! Antudo!!!!!!

  180. spqi says:

    Mi permetto di rispondere al signor Rino.

    Il primo portolano fu disegnato da un genovese, non è molto lo so ma se si pensa che furono i genovesi fratelli Vivaldi i primi a dirigersi a sud dello stretto di Gibilterra, era genovese l’Antonio da Noli che scoperse le isole di Capo Verde così come era genovese il Lanzerotto Malocelloche scoperse le Canarie e quel Colombo che se non arrivò per primo in America almeno fu il primo a dirlo (anche se pensava di essere in Asia) forse si comprende come Genova si sia guadagnata la sua presenza sulla bandiera della marina. Dimenticavo, Genovese era il Benedetto Zaccaria che con maestranze e marinai genovesi fondò la marina francese e quella castigliana.

    Non basta?

    Genova costellò di propri possedimenti il Mediterraneo, con basi e colonie da Gibello (degli Embriaco) a Mitilene (dei Gattilusio), da Chio (della Maona Giustiniani) allaCorsica (del banco di San Giorgio). A Bruges potrà trovare la Loggia dei genovesi, l’unico edificio della sua epoca costruito in Gres e perciò sopravissuto, nella sua sicilia potra trovare Lercara Friddi, fondata dai Lercari (genovesi) a Palermo la chiesa di San Giorgio dei Genovesi, così come a Cagliari ed a Napoli, a Roma c’è San Giovanni Battista dei Genovesi e divers e Ville e Palazzi appartenuti a nobili genovesi come i Doria o Giustiniani. Cipro fu genovese, prima di essere veneziana, il mar nero venne chiamato “lago dei Genovesi” e genovesi erano la città di Pera (di fronte a Istanbul), Caffa Sebastopoli, Tana (Azov) ed altre che non sto qui ad elencare.
    Nella sua magnifica terra genovesi erano i feudi delle Madonie e Genova detenne il monopolio del commercio del grano della Sicilia per diversi secoli prima dell’infausto ‘400 e dopo di esso.

    Le racconterò una storiella. Nel 1204 i veneziani conquistarono Costantinopoli, nel 1261 un accordo Bizantino-Genovese, mise la città in mano ai genovesi (che controllavano la corona dell’imepratore d’oriente). in quel tempo Carlo d’Angiò minacciava molto da vicino il potere dei genovesi poichè tendeva a chiuderlo fra la provenza, il sud Italia e la Sicilia. I veneziani vi si allearono poichè l’Angiò intendeva prendere Costantinopoli ma, nel farlo conquistò l’Albania, chiudendo in una pericolosa morsa l’adriatico. I veneziani allora non si opposero quando i genovesi presero accordi con Pietro d’Aragona per consentirgli il passaggio indisturbato verso la Sicilia, già perchè il Tirreno era cosa di Genova, in quel tempo. Guardacaso il Genovese Benedetto Zaccaria, all’epoca ambasciatore dell’imperatore bizantino si trovava nel porto di Messina il giorno prima dello scoppio del Vespro.

    Ora mi dica quali colonie aveva Messina? Quali commerci marittimi controllava? Quali monete auree con la scritta Messina venne battuta? La prima moneta aurea fu battuta a Genova, tra l’altro.

    Io capisco che ognuno ami la propria terra come null’altro al mondo e sono d’accordo fichè ci scamnbiamo baci e abbracci, ma certi eccessi, certe esagerazioni mi danno proprio lo sconforto ed il bisogno di sfogarmi. Sfogarmi con fatti concreti, con una storia dinamica fatta di viaggiatori, naviganti, mercanti, pirati, banchieri, dominatori e non di dominati.

  181. Rino says:

    Caro Patriota Ligure

    Se ti fai un giro al Museo del Mare o della Marina o Navale come lo vuoi chiamare, chiamalo, di Genova-Pegli vai a vedere la sala del plastico del porto di Genova, vedrai che la PRIMA DARSENA a Genova è stata costruita nel 1282, guarda caso l’anno della Guerra del Vespro del Papa e dei Francesi contro i Siciliani, perfare entrare le navi che portavano vino.
    200 navi da guerra, tutte contro la Sicilia, schierate a Messina in un assedio di 5 mesi non riuscirono superare le antiche mura di questa capitale del Mediterraneo.
    Poi vai nella sala accanto dove ci sono le carte geografiche del rinascimento, su 10 carte vedrai che 5 sono disegnate a Messina nella ANTICA OFFICINA DELLE CARTE NAUTICHE, in questa città si disegnano carte nautiche da 24 secoli.

    Consolati perchè nella bandiera della Marina Militare c’è lo stemma di Genova e non quello di Messina,
    nonostante tutte le città della Sicilia, dopo il Vespro, si fossero liberate dai francesi DICHIARANDOSI LIBERE REPUBBLICHE.

    L’università di Messina è nata nel 1548 fu Sant’Ignazio di Loyola in persona a fondarla.
    Esiste ancora l’ingresso monumentale con tanto di iscrizione in latino nonostante i terremoti.

    In questa città Dicearco ha trascritto tutto quello che oggi sappiamo di tutte le discipline della scuola di Aristotele.
    In questa città Evemero ha scritto la Religione dei greci.

    Caro Bampi SIAMO NOI A DOVER TORNARE INDIPENDENTI dallo sfruttamento di invasori, falsificatori della storia, che sono vissuti per secoli sfuttando e massacrando intere popolazioni inermi nel Mediterraneo in Asia ed in America.

  182. rrusariu says:

    Sig. Bampi
    questo è il risultato del lavaggio di cervello a cui la maggior parte dei cittadini nella penisola italica è pervenuto.
    Disaffezzione per le proprie istituzioni storiche, continui accorpamenti di rappresentanze democratiche, dove a decidere sono in pochi.
    Salvo aumento a dismisura di agenzie strapagate in cui posteggiare amici di turno che decidono per noi.
    Tra non molto i parlamenti si svuoteranno del tutto, perchè avremo personaggi che pensano a tutto per noi, salvo poi trovarci a pagare, oltre i loro stipendi, anche le “mancate risposte” ai loro super-progetti milionari!!!!
    Oggi serve soprattutto che le regioni si amministrano da sè, e che Roma venga ad un nuovo patto con le varie genti della penisola italica e non a Costituzioni fatte su misura per difendere interessi di parte.
    Ogni cultura va difesa, perchè la pluralità abbellisce!!!

  183. Rino says:

    MESSINA si chiamava ZANCLE per il suo PORTO NATURALE il più grande del Mediterraneo (Voto: 1)
    di Rino (info@siciliapaisi.org) il Friday, 19 October @ 04:03:02 EDT
    (Info Utente | Invia un Messaggio) http://www.messinacity.com
    Caro Signor Bampi da Genova.
    rispondo solo adesso perchè non avevo notato prima la sua bella lettera.

    Dalle sue parole traspare chiaramente una presunzione di superiorità di Genova e dei genovesi e una chiara allusione finale ai “dominati” che saremmo noi, i siciliani.

    Questo Suo sfogo, che io capisco, è dettato da una realtà che NON SI VUOLE VEDERE, e da un amore eccessivo verso il proprio suolo natio.

    Le carte nautiche DISEGNATE A MESSINA, che io le ho indicato presso ill Museo di Genova Pegli, sono una prova della “storia navale” di Messina.

    Solo in un luogo in cui ci sono state grandi stratificazioni culturali può nascere una scuola, Livorno e Genova furono delle succursali fondate proprio dai cartografi messinesi insieme con i maestri delle isole Baleari.

    Le consiglio di vedere un po di numismatica alla voce “invenzione della moneta”, si accorgerà che tra le prime monete del mondo ci furono quelle coniate a Messina (ZANCLE) nel lontano 525 a.C.

    Poi alla voce “assedio ateniese di Siracusa” 415-413 a.C. noterà che Messina era schierata con Siracusa e non fece sbarcare la flotta degli invasori sul suo territorio.

    Dopo la disfatta di Atene , Siracusa (insieme a Messina) fondò altre nuove città nel Mediterraneo,
    tra le altre:
    ADRIA che controllava la foce del fiume Po.
    ANCONA che controllava il Medio Adriatico
    L’ISOLA D’ELBA ed i giacimenti di ferro di Piombino;
    L’isola di CORSICA;
    Numerose città in ENOTRIA (Calabria) e
    sulla costa orientale dell’adriatico;
    L’isola di Cipro e Leucade…….

    Poi se vuole vedere un bel film, non si perda le ultime battute di ALEXANDER, dove il grande massacratore di Popoli d’Oriente, all’apice delle sue conquiste, si proponeva, come suo ultimo scopo della vita, “di andare a fare pagare le tasse (per l’affronto della sconfitta di Atene) a quella grande isola che chiamano Sicilia”.

    Prima di provarci morì di cacarella.
    In quanto a medicina i greci erano un po’ scarsetti.
    Un certo Ippocrate fece studi in Sicilia da un certo Gorgia ma non fu un alunno degno di tal maestro.

    Bampare in Sicilia significa scottare lo si associa anche alla misurazione della febbre.
    Quando una persona ha sulla fronte la temperatura alta si dice:BAMPI.

  184. Rino says:

    MESSINA si chiamava ZANCLE per il suo PORTO NATURALE il più grande del Mediterraneo (Voto: 1)
    di Rino (info@siciliapaisi.org) il Friday, 19 October @ 04:03:02 EDT
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    Caro Signor Bampi da Genova.
    rispondo solo adesso perchè non avevo notato prima la sua bella lettera.

    Dalle sue parole traspare chiaramente una presunzione di superiorità di Genova e dei genovesi e una chiara allusione finale ai “dominati” che saremmo noi, i siciliani.

    Questo Suo sfogo, che io capisco, è dettato da una realtà che NON SI VUOLE VEDERE, e da un amore eccessivo verso il proprio suolo natio.

    Le carte nautiche DISEGNATE A MESSINA, che io le ho indicato presso ill Museo di Genova Pegli, sono una prova della “storia navale” di Messina.

    Solo in un luogo in cui ci sono state grandi stratificazioni culturali può nascere una scuola, Livorno e Genova furono delle succursali fondate proprio dai cartografi messinesi insieme con i maestri delle isole Baleari.

    Le consiglio di vedere un po di numismatica alla voce “invenzione della moneta”, si accorgerà che tra le prime monete del mondo ci furono quelle coniate a Messina (ZANCLE) nel lontano 525 a.C.

    Poi alla voce “assedio ateniese di Siracusa” 415-413 a.C. noterà che Messina era schierata con Siracusa e non fece sbarcare la flotta degli invasori sul suo territorio.

    Dopo la disfatta di Atene , Siracusa (insieme a Messina) fondò altre nuove città nel Mediterraneo,
    tra le altre:
    ADRIA che controllava la foce del fiume Po.
    ANCONA che controllava il Medio Adriatico
    L’ISOLA D’ELBA ed i giacimenti di ferro di Piombino;
    L’isola di CORSICA;
    Numerose città in ENOTRIA (Calabria) e
    sulla costa orientale dell’adriatico;
    L’isola di Cipro e Leucade…….

    Poi se vuole vedere un bel film, non si perda le ultime battute di ALEXANDER, dove il grande massacratore di Popoli d’Oriente, all’apice delle sue conquiste, si proponeva, come suo ultimo scopo della vita, “di andare a fare pagare le tasse (per l’affronto della sconfitta di Atene) a quella grande isola che chiamano Sicilia”.

    Prima di provarci morì di cacarella.
    In quanto a medicina i greci erano un po’ scarsetti.
    Un certo Ippocrate fece studi in Sicilia da un certo Gorgia ma non fu un alunno degno di tal maestro.

    Bampare in Sicilia significa scottare lo si associa anche alla misurazione della febbre.
    Quando una persona ha sulla fronte la temperatura alta si dice:BAMPI.

  185. Rino says:

    Caro Signor Bampi
    rispondo solo adesso perchè non avevo notato prima la sua bella lettera.

    Dalle sue parole traspare chiaramente una presunzione di superiorità di genova e dei genovesi e una chiara allusione finale ai “dominati” che saremmo noi, i siciliani.

    Questo Suo sfogo, che io capisco, è dettato da una realtà che NON SI VUOLE VEDERE, e da un amore eccessivo verso il proprio suolo natio.

    Le carte nautiche DISEGNATE A MESSINA che io le ho indicato presso ill Museo di Genova Pegli sono una prova della “storia navale” di Messina.

    Solo in un luogo in cui ci sono state grandi stratificazioni culturali può nascere una scuola, Livorno e Genova furono delle succursali fondate proprio dai cartografi messinesi insieme con i maestri delle isole Baleari.

    Le consiglio di vedere un po di numismatica alla voce “invenzione della moneta”, si accorgerà che tra le prime monete del mondo ci furono quelle coniate a Messina (ZANCLE) nel lontano 525 a.C.

    Poi alla voce “assedio ateniese di Siracusa” 415-413 a.C. noterà che Messina era schierata con Siracusa e non fece sbarcare la flotta degli invasori sul suo territorio.

    Dopo la disfatta di Atene , Siracusa (insieme a Messina) fondò altre nuove città nel Mediterraneo,
    tra le altre:
    ADRIA che controllava la foce del fiume Po.
    ANCONA che controllava il Medio Adriatico
    L’ISOLA D’ELBA ed i giacimenti di ferro di Piombino;
    L’isola di CORSICA;
    Numerose città in ENOTRIA (Calabria) e
    sulla costa orientale dell’adriatico;
    L’isola di Cipro e Leucade…….

    Poi se vuole vedere un bel film, non si perda le ultime battute di ALEXANDER, dove il grande massacratore di Popoli d’Oriente, all’apice delle sue conquiste, si proponeva, come suo ultimo scopo della vita, “di andare a fare pagare le tasse (per l’affronto della sconfitta di Atene) a quella grande isola che chiamano Sicilia”.

    Prima di provarci morì di cacarella.
    In quanto a medicina i greci erano un po’ scarsetti.
    Un certo Ippocrate fece studi in Sicilia da un certo Gorgia ma non fu un alunno degno di tal maestro.

    Bampare in Sicilia significa scottare lo si associa anche alla misurazione della febbre.
    Quando una persona ha sulla fronte la temperatura alta si dice:BAMPI.

  186. Dionyso says:

    “…quindi bisognosi di quella rieducazione culturale che lo Stato Italiano tenta inutilmente di somministrarci a forza da circa 150 anni.”

    Caro Sig. Santagati, la rieducazione culturale che lo Stato italiano ci ha inculcato in questi 147 anni, non è stata affatto inutile, anzi ha dato i frutti sperati.
    Siamo un popolo che non conosce il proprio passato che per di più gli è stata e gli viene data una visione distorta della propria storia e anche della propria situazione attuale.
    Riguardo a questa vicenda, ne parlavo con i miei amici e sono rimasto sconcertato dal fatto che loro erano daccordo con Amato.
    Alla mia domanda ad uno di loro, su come facesse ad essere sicuro che fosse una tradizione picchiare le donne, visto la giovane età, mi sento rispondere: “ho visto un sacco di film sulla Sicilia e sui siciliani”.
    Ecco, come vede, siamo dei colonizzati, non solo dal punto di vista economico, ma anche e soprattutto da quello culturale.
    Se non si tranciano immediatamente i rapporti con chi ci opprime, nell’arco di qualche decennio la Sicilia non esisterà più e forse gli unici siciliani, saranno quelli che sono stati costretti ad emigrare; venendosi a creare, così, il paradosso di un popolo in patria, senza identità e di un altro con forte identità ma senza patria.

    ANTUDO

  187. rrusariu says:

    Purtroppo abbiamo una classe politica pronta a sbandierare i “benedetti” fondi UE per finanziare questo e quello, ma incapace minimamente di presentare ricorsi a difesa del proprio operato.
    Quel poco che hanno fatto una volta tanto a beneficio dell’economia siciliana verrà abbandonato.
    Chi ha preso ha preso, chi ha dato ha dato, ma soprattutto tutti i siciliani daranno di più, perhè le infrazioni comportano anche multe che pagherà la Sicilia tutta!!!!

  188. Dionyso says:

    Durante l’intiltolazione della Piazza a Blasco d’Alagona; era presente anche il Prof. Mirto, che ha parlato dell’evento del 1299. E’ stata letta anche una poesia in siciliano, composta per l’occasione, da un’esponente del Fronte Nazionalele Siciliano, non ricordo chi, forse il segretario Scianò.
    Il Sindaco ha annunciato che l’attuale via Crispi, ricadente all’interno dell’isola pedonale, verrà anch’essa reintitolata; prenderà il nome del nostro re FEDERICO III e verrà posto a terra, coperto da un vetro calpestabile, un basso rilievo con l’immagine dell’incoranazione di Federico.
    Inoltre, cambierà nome anche piazza Garibaldi, per il nuovo nome da dare, si efettuerà un referendum popolare.
    E’ stato deciso che ogni 4 luglio, sventolerà a Capo d’orlando, l’antica bandiera del Regno di Sicilia, ancora, però, non si sà se essa sarà posta a piazza D’Alagona o sul balcone del Municipio, forse al posto di quella italiana.

  189. francesco1953 says:

    Mi compiaccio con la coraggiosa decisione. Ricordo che già nel 1999 Castelvetrano, primo comune in Sicilia, modificò il nome della piazza principale che era intestata a Garibaldi intitolandola a Carlo d’Aragona. La benemerita iniziativa fu del prof. Francesco Saverio Calcara, assessore alla cultura pro-tempore.

  190. Dionyso says:

    Gli eccidi di Bronte, sono solamente uno dei tanti avvenuti; se dovesssimo fare un elenco non ne verremmo più a capo.
    La lega vuole cavalcare il sentimento antigaribaldino che c’è in Sicilia e nel sud italia (ex territori siciliani), per utilizzarlo nelle proprie rivendicazioni che non stranno nè in cielo nè in terra.
    La lega può anche chiedere la separazione dall’italia, ma non si può permettere di dire che hanno subito un danno dall'”impresa” garibaldina.

  191. Dionyso says:

    mi chiedo a cosa servano i politici che purtroppo eleggiamo se ogni volta che succede un’offesa alla nostra dignità, ci dobbiamo armare ed inviare lettere di protesta.
    Le persone lavorano per far campare questi maledetti politici sanguisuga che non fanno nulla all’infuori di ingozzarsi.

    Cari politici, vi ricordo che ogni amimale che si dà all’ingrasso, è destinato a fare una brutta fine

  192. Rino says:

    La Gazzetta del Sud di oggi nella pagina dedicata ai Siculo-Pakistani pubblica un articolo di spalla su una colonna, in cui riporta una esternazione di Rita Dalla Chiesa :nel sud maltrattano gli animali, in Calabria, durante le ferie al mare, ho visto prendere una cane a calci. Io amo la Calabria ma queste cose non le sopporto… ecc…ecc.
    La Gazzetta del Sud cura e coinvolge i suoi numerosi lettori continentali estendendo il caso Siculo-Pakistano anche alla Calabria-S(a)udita,
    con il raffinato accostamento donne-cani.
    Il Messaggero di Roma è il più onesto, spiega i fatti cominciando dal caso della ragazza in Pakistan.

    La Stampa di Torino non pubblica nulla in prima pagina.

    Il Giornale di Sicilia inserisce una grande foto di Mimì metallurgico ferito nell’onore.

    La Sicilia si lancia con brevi frasi di commento ben incorniciate di tutti i vip, primo di tutti Cuffaro: è una minchiata!

    La Repubblica 3 articoli, barzellette, reparto geriatrico e fango sulla Sicilia.

    Il Corriere della Sera copertina e pagina interna.

    L’Unità articolo in prima pagina.

    Manifesto nulla.

    Il Giornale con vignetta in prima pagina che mostra Amato che batte la Prestigiacomo.

  193. rrusariu says:

    Il mio suggerimento è portare questi post nei vari “muri” o forum, in specie quelli calcistici, per risvegliare, o meglio insegnare la nostra storia.

    Ogni tanto sciuvigghiu qualche “tifoso” addormentato sugli allori della “mistificante storia italiana” per ricordarsi soprattutto della Sicilia.

    L’altro ieri sera Maurizio Zamparini, presidente U.S. Citta’ di Palermo, ha voluto gridare di quanto sia “ghettizzata” la Sicilia e della difficolta’ del suo club a trovare sponsor.
    Cio’ è dovuto anche a tanti siciliani che ancora “bevono” le notize dalla penisola italica, come la coca-cola ca ti rinchi a panza ma ti da “dipendenza”. Una volta la coca-cola company, se non erro produceva la bevanda in Sicilia, adesso gli costa meno importarla dalla penisola o “subprime ” da Malta o da qualche fabbrica a buon mercato.

    Ritornando alla nostra “Venere” il mio pensiero è che serve a far pubblicità ai musei peninsulari, a far continuare a incassare i soldi all’indotto del museo californiano con il risultato “speranzoso” che presto noi Siciliani ci dimenticheremo di quel illustre reperto rubato alla Sicilia e ai Siciliani Tutti (sia in loco ma anche emigrati).
    La statua rappresenta la nostra cultura, la nostra storia che nulla aveva a che fare con la “S.P.Q.R.” di triste memoria per il Popolo Siciliano.

    Amici taliati puru nto situ di l’amicu Rrinu ppi n’autra storia ri Sicilia, e viriti chi fu lu marchiu spqr all’epica!!!

  194. Rino says:

    http://www.siciliapaisi.org info@siciliapaisi.org 333 7477702

    1) MORGANTINA RIVIVE
    il 5 e 6 agosto nella zona archeologica di Morgantina-Aidone
    per merito dei paesani di Aidone, la città di “Morgantina rivive”
    dalle 17,30 alle 21,00 il magnifico sito della Città antica rivive in
    tutte le sue attività, dal senato al mercato, dal ginnasio ai riti del
    tempio della venere, 250 costumi antichi sfileranno nel grandioso parco
    archeologico IL PIU’ MISTERIOSO DELLA SICILIA,
    un teatro UNICO con TRE gambe con 3.000 posti, una piazza grande come un
    campo di calcio…….2 parlamenti, un ginnasio, una fontana
    monumentale, una città intera ancora da scavare….PIENA DI MOSAICI in
    tutte le case, 6 secoli più antichi di quelli di Piazza Armerina

    vi accoglierà di fronte allo spettacolo straordinario della piana
    dell’Etna ai vostri piedi,la luce delle ultime ore del VESPRO
    alle vostre spalle….
    un incontro con la natura, con la storia, un’esperienza veramente
    spirituale in un luogo ancora incontaminato (per poco se indifeso).

    INGRESSO LIBERO, aperto a tutti, facile da trovare, a 3 km da Piazza Armerina, con l’amore e l’accoglienza di un intero paese, troverete ad attendervi le associazioni dei volontari per i parcheggi, i servizi e per tutte le vostre informazioni.

    2) Messina sprofonda
    Il Rettore della Università di Messina sospeso dal Tribunale.
    La Belfast di Sicilia decapitata in tutte le sue istituzioni principali,
    40 commissari governativi in carica su un totale di 1.000 nominati in Italia.
    Comune, Fiera, Teatro, Tribunale, Enti Portuali ….privi per anni di
    una guida nominata con criteri democratici e rappresentativi.
    Dietro tutto questo COMMISSARIAMENTO, c’è la lunga mano del potere
    centrale che sottrae ai siciliani ogni possibilità di controllo
    democratico sulle istituzioni pubbliche, mentre la corruzione,
    il clientelismo ed il malaffare cerca strade sempre più perfette per
    sopravvivere come prima e meglio di prima. Il presidente dell’ex
    Consiglio Comunale arrestato e detenuto in carcere a Gazzi, il preside di
    Veterinaria arrestato, il 40% dei giudici Messinesi, inquisiti,
    allontanati o “promossi e trasferiti”.
    Questa è la Città baricentro del MERCATO UNICO DEL MEDITERRANEO DEL 2010,
    il più grande PORTO NATURALE del Mediterraneo, già PORTO FRANCO per secoli,
    secondo solo a Napoli per trafficio di MERCI prima del terremoto del 1908,
    lasciarla nella più totale ingovernabilita’ è funzionale all’interesse di tutti quelli che vogliono speculare sul futuro della Sicilia e del Popolo Siciliano. Messina deve tornare ad essere il PRIMO PORTO COMMERCIALE della Sicilia, per la sua posizione sul CANALE DI REGGIO-MESSINA di 25 km, chi controlla il canale controlla l’economia del Mediterraneo.

    3) LA VENERE DI MORGANTINA non ritorna
    Annuncio a sorpresa, la VENERE tornerà nel 2010.
    Non possiamo accettare un tale accordo tra un Ministro Italiano ed un Museo Privato Americano già sotto processo per incauto acquisto.

    A città del Messico per ben 3 volte gli spagnoli occupanti trovarono, nell’area ove oggi sorge l’università di Mexico City, la STATUA DELLA VENERE degli antichi Popoli Messicani, per 3 volte gli spagnoli sotterrarono la statua, I MESSICANI NON DOVEVANO SAPERE DI ESSERE STATI UN GRANDE POPOLO, per tutti gli eserciti occupanti questo è uno dei meccanismi di distruzione culturale da attuare sistematicamente per dominare i popoli oppressi.

    Non vogliono restituirci la Venere di “Morgantina” perchè devono spiegare a tutto il mondo come una statua scolpita 2 secoli prima della NIKE DI SAMOTRACIA che si trova al Louvre , sia perfettamente anatomica e coperta da un velo di una fattura sconosciuta all’arte greca, la Nike al confronto è un pezzo di pietra levigata,
    devono spiegare che Morgantina è in realtà TRINAKRIA, la capitale dell’antico regno di Sicilia, dove erano raccolti i CAPI, i SAGGI, i PADRI della MATRIA SICILIA;
    devono spiegare che questo TEATRO a tre gambe era il PARLAMENTO dove il Popolo Siciliano si riuniva per votare le leggi proposte dai saggi, ed erano i votanti ad essere pagati e non i relatori, la paga di un giorno di un marinaio;
    devono spiegare che la vera Morgantina si trova alla foce del Simeto, dove la flotta di 100 navi romane si preparò ad assediare Siracursa per poi uccidere anche Archimede;
    devono spiegare che a Morgantina è morto Euno il Re che raccolse un esercito di 200.000 siciliani contro gli eserciti romani, liberando la Sicilia per 9 anni da usura, schiavitù e dittatura romana (Paolo Orosio).

    Devono spiegare che da quella guerra fu riconosciuto il diritto dei siciliani di essere un POPOLO, una NAZIONE diversa da Roma, la prima provincia di Roma, da quella guerra nacque una legge, la Costituzione Siciliana (Lex Rupilia) del 131 prima della stella cometa.

    Tutto questo e molto altro ancora devono spiegare,
    voi pensate che faranno diversamente dagli spagnoli in Messico ?

    Possiamo dire queste cose finalmente, nessuno ce lo puo’ impedire.
    Coordiniamo tutti i nostri siti internet, rilanciamo le nostre proposte
    a tutti i siciliani, altro che 2010, INDIPENDENZA SUBITO.

    4) Catania sprofonda
    Disastro economico di Catania oggi su tutti i giornali.
    700 milioni di euro da restituire, Catania da bere finisce nel cratere.

    5) Enna sprofonda
    Sfuttamento dei fratelli immigrati e speculazioni sulla vita dei
    poveri perseguitati dagli imperialismi occidentali neocoloniali.
    proprio sulla patente per guidare si basa il ricatto più grave per ogni
    ospite in Sicilia per poter lavorare, anche solo per commerciare di
    povere cose, un paese che permette questo sfuttamento non permetterà mai
    ai siciliani di liberarsi dall’occupazione del governo italiano.
    Oggi la patente, domani l’assicurazione, poi le banche, poi la benzina
    un costo della vita INSOSTENIBILE, un ricatto continuo per tutti ospiti
    e ospitanti, noi siamo come loro, solo liberandoci noi possiamo aiutare
    i nostri fratelli a vivere umanamente e decentemente.

    6) Raddusa (vicino Morgantina) risorge
    La capitale del grano siciliano rinasce grazie all’attivismo di una
    associazione di produttori che riescono a modificare gli errori del
    Signor editore Ciancio di Catania che ha arrecato un danno enorme al
    settore sino ad oggi a causa di errate valutazioni sul listino del grano
    siciliano pubblicate sul giornale “LA SICILIA” che permetteva ai
    compratori del nord acquisti di grano in Sicilia di 5 punti inferiori
    al grano del nord.
    Siamo solo all’inizio, continuiamo a scrivere.

  195. laveratrinacria says:

    Eppure caro corregionale Marcello Russo e quello che noi emigrati appunto pensiamo o abbiamo pensato, al momento della partenza.
    Adesso cerchiamo di ribaltare le cose da fuori o almeno ci tentiamo. Vediamo dove ci porta questa protesta o se vogliamo questo”Vespro Siciliano all’Estero”

    Cordiali saluti dalla Germania

    Ciulla

  196. Dionyso says:

    Il ragionamento che il sig. Tuzzolino esprime nella sua mail mi ha irritato un pò, in quanto rappresenta il pensiero del “siciliano tipo”, cioè colui che non vede via d’uscita, che nulla può cambiare e che l’unica soluzione è: l’EMIGRAZIONE, e vale a dire scappare dai problemi e non risolverli, per di più ha usato una frase che mi ha proprio innervosito: “Scappare Via…e incorniciare la Sicilia in un piccolo spazio nel nostro cuore…come un quadretto …sperando che qualche cosa succeda in quella terra a Noi tanto Cara.”
    Ecco qui, sperare sempre negli altri, attendere che qualcuno faccia qualcosa per te.
    Riporto ora una frase presente su una epigrafe posta in Piazza Duomo a Messina, riguardo la rivolta antispagnola del 1674-1678:”MISERI SEMPRE, QUANTI IN PRO DELLA PATRIA ATTENDONO DA STRANIERA MERCEDE, FLORIDEZZA, LIBERTA’, SALUTE”.
    Si ricordi sig. Tuzzolino che noi siamo il popolo del Vespro che è avvenuto in circostanze simili a quelle in cui noi viviamo oggi, ma oggi un nuovo Vespro non potrà mai avvenire, perchè gran parte dei siciliani ragionano come lei.

    Marcello Russo

  197. laveratrinacria says:

    Che questo “signore” ritorna all’ovile oppure no e cosi importante come un sacco di ceci che è caduto da poco a pechino: cioè non ha nessuna importanza e non interessa a nessuno.
    Lui non mai fatto niente per niente e mai niente per l’associazionismo e sicuramente non ci considera affatto.
    Io per lo meno non ho ancora dimenticato con quale arroganza e menefreghismo nei nostri confronti, egli spadroneggiò un fantomatico ” 4. o 5. convegno dei siciliani in Germania” tenutosi a Iddstein, vicino a Francoforte sul meno, spallato da Mimmo Azzia quale Presidente di Sicilia Mondo!
    Questo, diciamo, Convegno, cioè proclamato con tale nome alla Regione Siciliana, accettato e pagato da quest’ultima quale Convegno e che alla fine non era altro che una campagna elettorale personale alle Elezioni Europee d’un ipocrita, atta farlo conoscere tra gli invitati siciliani di un certo peso, come imprenditori e presidenti di associazioni siciliane del territorio tedesco, svizzero, Belga e Liechtestein…
    A me hanno fatto pena le signore siciliane che hanno deliziato il palato dei presenti, con delle pietanze tipiche, preparate e finanziate da loro per poi sentire lui IL DIVINO da eleggere affinché potesse andare a Strasburgo ad arricchirsi ancora di più.
    Alle mie domande, secondo lui, molto scabrose egli reagì male e non seppe rispondere. Che dire, mi mandò i suoi cani da caccia Mimmo Azzia e il suo vice Presidente e venditore quel giorno di ciondoli d’oro con la forma dela Trinacria, per pagarsi la permanenza, Paolo Russitto, ed il suo segretario con il misterioso nome di Roberto e basta, a farmi intendere ragione.
    Ma cosa avevo chiesto io? Io avevo unicamente chiesto, se questa campagna elettorale nei confronti di Lombardo fosse stata finanziata dalla Regione Siciliana. Poiché,secondo me. di Covegno della problematica per l’emigrazione siciliana in Germania, quella riunione non aveva assolutamente nulla. Oltreciò se “l’onorevole”aveva sentito di quel politico siciliano che veniva a Straburgo solo per prendere il “salario” e che mai aveva presenziato a un plenario al Parlamento Europeo. Oltreciò chiesi se era vero, che i politici italiani volassero con la linea Rheyin Air che costava a loro,al fine settimana, solo 25 Euro andata e ritorno e si facessero rimborsare ben 1000 Euro, oltre alle spese del Taxi, mentre i politicanti italiani venivano raccolti da un auto mandato apposta e se era vero che molti di loro venivano o con la moglie o con l’amante e l’albergo a 5 stelle veniva rimborsato…
    Cioè immaginiamoci che un politico italiano viene solo al fine settimana con poche spese, arriva, firma, dorme in Albergo (magari non da solo)e questo 4 volte al mese e il suo salario e rimborso spese gli viene mandato mensilmente alla sua banca. A queste “illazioni” IL DIVINO non rispose, poichè secondo lui, la televisione tedesca che aveva mandato in onda questo filmato sui politici italiani e inglesi, era informata male.
    Di fatto egli si comportò divinamente nei miei confronti. Cosicchè il mio pernottamento in albergo e il mio viaggio Lubecca – Iddystein – Lubecca circa 1600 chilometri, rimborso pattuito prima e rimborsato agli altri presenti, non mi fu rimborsato e alle mie proteste scritte, sia alla UDC,sia alla Segreteria di Lombardo o a Sicilia Mondo non mi furono risposte.
    Cosa dire di un “onorevole” siciliano che porta il nome “LOMBARDO” o d’una UDC? O di SICILA MONDO ecc. ? Io non dico altro che, andate “a quel paese” e rimaneteci. Cambiate faccia o partito, come e quando volete, i conti si fanno alla fine!

    Cordialmente dalla Germania

    Ciulla

  198. laveratrinacria says:

    Caro Francesco,
    Non avrei potuto scrivere meglio e una lettera che sento e per tale, hai tutta la mia ammirazione.

    Cordiali saluti dalla Germania

    Ciulla

  199. rrusariu says:

    Caro Michele,
    sembra che qualcuno a Palermo si è svegliato dalla “siesta”, e a quanto pare leggendo il sito web del “La Sicilia” il questore si sia dato da fare per togliere lo scempio al parco della Favorita.
    Bisognerà curare se non sia solo una volta tanto oppure si vorrà destinare veramente alla libera fruizione dei cittadini palermitani.
    Aspettiamo e vedremo.

    Assà bbinirica

  200. william says:

    Una precisazione piccola piccola. Detto così, “Totò u cuffaro”, può far pensare al discendente di qualche antico artigiano siciliano che fabbricava “coffe, cufina” e quant’altro o, per dirla con il popolo, che fabbrica “coffe”, specialità in cui si distinguono i piccoli truffatori. Ma non è questa, anche se qualche siciliano, che lo ha visto all’opera, può farci un pensierino, l’origine e il significato del suo nome, che è musulmano, con buona pace di Totò che si batte per inserire nello Statuto Siciliano una frase che celebri “le origini cristiane della Sicilia”. Infatti, nella lingua siciliana la parola uomo non esiste. Fin dai tempi della pulizia etnica e della distruzione del Bantustan di Entella, o sei “cristiano” e, quindi, riconosciuto come essere umano a tutti gli effetti, o sei “masculu”, cioè un animale. D’altronde, nessun popolo al mondo, ad ecczione del nostro, può vantare seicento anni di Santa Inquisizione, che a dirla con gli studiosi che hanno a lungo analizzato il fenomeno siciliano sulla base degli ultimi documenti ritrovati, era in Sicilia più potente e meglio organizzata di Cia e Kgb messi insieme. L’inventore dell’Inquisizione, infatti, non fu, contrariamente a quanto molti credono, il Torquemada, ma Federico II nel 1220, da un lato nel tentativo, rimasto tale, di convincere il Papa a torgliergli la scomunica, dall’altro perché consapevole che tale strumento gli avrebbe consentito, grazie anche al ruolo e ai poteri della Legazia Apostolica siciliana, d’avere il controllo totale del Regno. E il sistema funzionò così bene che si perpetuò fino al 1825. Peraltro, non è un caso che nella lingua siciliana, oltre a non esistere la parola “uomo”, non esiste neppure la parola “uccidere”, ma solo le sue varianti, come “ammazzare”, dallo spagnolo “matar”, usato per i tori e gli aimali in genere, “scannare”, sparare”, “impiccare” e via elencando. Un buon cristiano, infatti, non lo si uccide, mentrre di un animale si può fare ciò che si vuole o, secondo alcuni, che più merita. Ma tornando al buon Totò, è da ricordare che Kufar erano chiamati quanti, facendo finta d’essere credenti, utilizzavano, al contario dei Kefir, osservanti intransigenti, la fede religiosa per i loro interessi e i loro commerci. Kuffar, che poi in siciliano si dovrebbe scrivere con il “K” perché la lettera “C” è sempre dolce, con buona pace del sottotitolo di questa testata, pertanto non deriva da “coffaro”, fabbricante di coffe, ma ha un significato … religioso. E Totò, si sa, è uomo di fede.

  201. piermarco says:

    La Sicilia sta ritornando ad essere il centro geo-politico del mondo. E i rapaci padroni di Draghi, la massoneria inglese che controlla l’emissione della moneta Euro – e l’indebitamento “illegittimo” degli Stati di Eurolandia – se n’è accorta già da un pezzo. Forse una nuova colonizzazione è in atto. Stavolta a voler mettere le mani sul bottino temo siano i padroni “europei” di Draghi. Che probabilmente vogliono papparsi il business della logistica che inevitabilmente investirà la Sicilia con l’arrivo delle merci dalla Cina e l’apertura del mercato libero nel Mediterraneo nel 2010. I colonizzatori d’oltre Manica cominciano sempre le loro opere di colonizzazione con una lista di insulti e denigrazioni del popolo da conquistare. Così fu fatto contro il Regno del Sud nel 1860, e così sembra vogliano fare di nuovo. Solo che stavolta, quella vera mafia che è la massoneria inglese, non delegherà ai Savoia di fare il lavoro sporco, né tanto meno chiederà aiuto ai loro eredi, cioè a quei depravati dello “stato democratico nato dalla Resistenza”, bensì sarà lo stesso potere bancario-usuraio, che vuole entrare nella gestione diretta dello Stato (italiano), a mettere le mani sulla Sicilia. Draghi ha lanciato il messaggio in codice ai suoi. Il Popolo Siciliano è avvertito!

  202. rrusariu says:

    Prima che la nave affondi ovvero prima che ci lasciano in un’isola deserta, sarebbe meglio cominciare a realizzare un’economia locale che produce e commercia in ambito locale e che consumi ciò, onde assicurare soprattutto ai noi picciotti opportunità di lavorare .

    Purtroppo manderanno i cani da guardia per vedere se paghiamo l’iva, i contributi inps e tutte quelle cose che in definitiva sono soldi investiti dai Siciliani che vanno a Roma.
    E’ vero che ritornano con i soldi delle pensioni ed alimentano il mercato di consumo.
    Ritornano con gli stipendi degli apparatik e tutto il corollario, ma …. fin quando avremo questi resposabili della finta Autonomia che abdicano ad applicare lo Statuto … ti passa lu spinnu e la furnicia di investire …
    Perchè quello che fai, come detto prima, alla fine va a Roma in un altro modo.
    Senza cassa autonoma che possa raccogliere contributi, e sistema bancario veramente siciliano si farà fatica.
    Certo ci saranno chi dragh…erà i sordi nostri, l’importante è che cerchiamo di cominciare.
    Ciò non vuol dire che bisogna creare un’economia alternativa, le leggi ci sono già che lo consentono, bisogna solo stare attenti ai “cani randagi” che vogliono continuare a “muzzicari”…

  203. Dionyso says:

    dobbiamo staccarci noi, prima che ci buttino loro, perechè se succederà quest’ultima ipotesi, vuol dire che non avremo più niente da dare a noi stessi.
    e poi volete mettere un’indipendenza guadagnata, da una regalata…

  204. rrusariu says:

    Ultimamente il Presidente del Parlamento Siciliano ha chiesto cosa ne pensavamo dell’esercito Siciliano!!!

    Provate a guardare i commenti!!!!!

  205. Dionyso says:

    Attenzione a non cadere nella tela de ragno, a farsi ammaliare dalla visibilità.
    Questi individui si stanno avvicinando alla idee “sicilianiste” perchè sono le idee che stanno prendendo piede tra le persone e non perchè loro ci credano, difatti sono politici di una certa età e come mai in tutti questi anni non hanno avuto l’esigenza di difendere i diritti dei Siciliani, sia dal punto di vista storico-culturale che economico?
    Prima dello Stato italiano sono loro il male della nostra terra.
    Nella mia pag utente ho inserito un articolo intitolato “Processo all’automia regionale” che spiega come questo Statuto sia stato bistrattato e come orami non ha nessun valore giuridico; lo pubblicherò pure nel blog del Presidene del Consiglio, così si rende conto di quanto è stato umiliato il Parlamento Siciliano rispetto a quella che doveva essere nello Statuto.
    Ma lui ste cose non dovrebbe già saperle? mah

  206. rrusariu says:

    Assà bbinirica a tutti!!!!
    Oggi leggevo un articolo sui noli dei trasporti marittimi!!!
    Sono aumentati di tre volte da l’anno scorso.
    Riusciremo ad esportare i ns prodotti verso l’Europa?
    Già i ns Tir scontano i balzelli sul gasolio raffinato in Sicilia, virtualmente esportato nella penisola, e addebitato i costi dei presunti trasporti in Sicilia, e per giunta il carburante sconterà anche il costo triplicato dei noli marittimi!!!!

    Tra poco sarà meglio stare come Malta.
    Altro che ballare la vittoria degli azzurri ai mondiali, si continuate a ballate, poi quanto tornate a casa si mangia solo pani e tumazzu e linticchi e arance.
    Le nostre arance non le vorrà nessuno perchè costa troppo il trasporto!!!
    Altro che ponte!!!

    http://www.effedieffe.com/interventizeta.php?id=2311¶metro=economia

  207. Rino says:

    Caro Signor Bampi da Genova.
    rispondo solo adesso perchè non avevo notato prima la sua bella lettera.

    Dalle sue parole traspare chiaramente una presunzione di superiorità di Genova e dei genovesi e una chiara allusione finale ai “dominati” che saremmo noi, i siciliani.

    Questo Suo sfogo, che io capisco, è dettato da una realtà che NON SI VUOLE VEDERE, e da un amore eccessivo verso il proprio suolo natio.

    Le carte nautiche DISEGNATE A MESSINA, che io le ho indicato presso ill Museo di Genova Pegli, sono una prova della “storia navale” di Messina.

    Solo in un luogo in cui ci sono state grandi stratificazioni culturali può nascere una scuola, Livorno e Genova furono delle succursali fondate proprio dai cartografi messinesi insieme con i maestri delle isole Baleari.

    Le consiglio di vedere un po di numismatica alla voce “invenzione della moneta”, si accorgerà che tra le prime monete del mondo ci furono quelle coniate a Messina (ZANCLE) nel lontano 525 a.C.

    Poi alla voce “assedio ateniese di Siracusa” 415-413 a.C. noterà che Messina era schierata con Siracusa e non fece sbarcare la flotta degli invasori sul suo territorio.

    Dopo la disfatta di Atene , Siracusa (insieme a Messina) fondò altre nuove città nel Mediterraneo,
    tra le altre:
    ADRIA che controllava la foce del fiume Po.
    ANCONA che controllava il Medio Adriatico
    L’ISOLA D’ELBA ed i giacimenti di ferro di Piombino;
    L’isola di CORSICA;
    Numerose città in ENOTRIA (Calabria) e
    sulla costa orientale dell’adriatico;
    L’isola di Cipro e Leucade…….

    Poi se vuole vedere un bel film, non si perda le ultime battute di ALEXANDER, dove il grande massacratore di Popoli d’Oriente, all’apice delle sue conquiste, si proponeva, come suo ultimo scopo della vita, “di andare a fare pagare le tasse (per l’affronto della sconfitta di Atene) a quella grande isola che chiamano Sicilia”.

    Prima di provarci morì di cacarella.
    In quanto a medicina i greci erano un po’ scarsetti.
    Un certo Ippocrate fece studi in Sicilia da un certo Gorgia ma non fu un alunno degno di tal maestro.

    Bampare in Sicilia significa scottare lo si associa anche alla misurazione della febbre.
    Quando una persona ha sulla fronte la temperatura alta si dice:BAMPI.

  208. rrusariu says:

    Caro Rino
    è ora che i Messinesi, come nel 1282, sappiano resistere a queste caste di potere, cambiando chi dirige questa città.
    Spero che tanti tuoi concittadini abbiano il coraggio di formare una lista de L’Altra Sicilia che possa essere il Faro per una nuova Sicilia, e non limitarsi a fare una semplice lista civica “benedetta” da chissà quale guru.
    Come si dice al di là del faro, “fatta la legge, trovato l’inganno” ovvero “passata la festa, gabbato lo santo”

    Che possa risuonare dalle mura di Messina il nostro antico grido:

    A N T U D O!!!!!!!!

  209. Rino says:

    Conflitto di interessi privati in cariche pubbliche.
    MODELLO ITALIA NO GRAZIE
    Dal “grande fratello” al “piccolo cugino” il controllo multimediale o parrocchiale si esercita in modo capillare.
    La corruzione è lo strumento del mantenimento del controllo allargato ai RICATTATI-CONTROLLORI.
    Il silenzio degli intellettuali, bene informati, viene pagato con le molliche dei banchetti degli appalti. Le cariche pubbliche di sottogoverno divise sapientemente per accontentare tutti i partiti.
    Il direttore di una istituzione culturale che gestisce miliardi pubblici, finanzia progetti e spettacoli di amici e nemici, con questa complicità si congelano le voci capaci di analisi critiche.
    Due città sono state interamente costruite sul MODELLO ITALIA per motivi diversi: Roma e Messina. La prima è stata “creata” capitale, la seconda reinventata dopo il terremoto del 1908. Bombardata dai Borboni dal suo stesso porto, Messina elesse 3 volte consecutive il pericoloso ricercato repubblicano Giuseppe Mazzini suo deputato al neoparlamento Italiano dei Savoia e, per tre volte, Vittorio Emanuele II annullò le votazioni.
    Con il terremoto la città ricomincia da zero .. la vita, l’architettura, la politica. Il fascismo la edifica a sua immagine e somiglianza dalle abitazioni agli uffici pubblici. Ripopolata di impiegati, ferrovieri, paesani e militari, la città diventa un cantiere di esperimenti tecnici, politici e linguistici.
    Distrutta nuovamente “SVUOTATA” dai bombardamenti Anglo-Americani, rinasce ricostruita ancor prima di Londra e di Palermo. Dal MODELLO SAVOIA al MODELLO FASCISMO al MODELLO DC. Dentro i palazzi del potere sono radicati questi tre modelli sovrapposti, avamposto per il controllo di tutta la Sicilia, come lo fu la PREFETTURA fascista di Messina per controllare tutte le altre prefetture infiltrate di “mafiosi”.
    Mancava una classe dirigente cittadina in grado di recuperare i ritardi , si decise che la Facoltà di Giurisprudenza fosse il mezzo di riscatto, avvocati per difendere la città e rivendicarne i diritti e medici per “industrializzare” l’Università.
    Oggi 2 mila avvocati sono iscritti all’albo di Messina, c’è lavoro solo per 500, ed il Policlinico Universitario è per grandezza il 5° in Europa mentre la Facoltà di Ingegneria, nata con il biennio dopo il 1908, è stata completata dopo 90 anni e solo oggi è in costruzione la sede definitiva.
    Gli avvocati invece di rappresentare e difendere la città , se ne sono impossessati.
    I medici hanno creato una città dentro l’ Università e da questa industria escono gli “amministratori” di tutto.
    L’Ordine degli avvocati si permette di prestare per 2 anni il suo presidente al Comune di Messina come Assessore al Contenzioso, mentre consiglieri vengono nominati in cariche di sottogoverno da sindaci di opposto colore politico.
    Il partito degli avvocati piazza i suoi campioni alla cultura ai lavori pubblici, all’annona e all’ecologia……..a questo poi si unisce una caratteristica di Messina: fino a 25 anni fa non esisteva nessuna Facoltà universitaria in Calabria, quasi tutti gli avvocati di Reggio si sono laureati a Messina ed hanno interessi nella città.
    L’istituto del Giudice di Pace ha arruolato avvocati del vicino distretto che in realtà sono ben radicati nel territorio di Messina e, nel caso di controversie tra due parti con origini sullo Stretto, capita spesso che il Giudice di Pace sia del “Continente” ma ben attivo a Messina, con un problema di equilibrio di non poco conto.
    Stessa cosa per problemi di competenza territoriale di controllo tra un Tribunale e l’altro, Messina sentinella della Sicilia con Reggio caporale.
    Adesso si vuol precisare un principio che va oltre quanto oggi sia lecito in Italia, in questa Repubblica, nell’era del “grande fratello”: il presidente di un ordine professionale come l’Ordine degli avvocati , forse il più importante degli ordini per le garanzie di difesa del cittadino, secondo la Costituzione e le leggi in vigore, dalla soverchiante forza dello Stato e delle sue istituzioni, come può occupare contemporaneamente la poltrona di controllore e controllato facendo l’assessore per conto del Sindaco proprio nel settore del CONTENZIOSO, cioè gli affari legali del Comune.
    Se un avvocato del Comune si comporta male, l’azione disciplinare è esercitata dalla stessa persona che lo attiva Politicamente, un presidente dell’ordine che ha clienti in causa contro il Comune si ritrovano come controparte il loro stesso avvocato che in realtà come presidente dell’ordine dovrebbe essere fuori da ogni parzialità.
    Stessa cosa succede nell’Ordine degli Ingegneri, già commissariato dal Tar di Catania per la questione del Tram. Il presidente dell’ordine degli Architetti (buonanima), che dovrebbe vigilare e partecipare ai mutamenti urbanistici cittadini, solo dopo due anni di sventramenti esordisce affermando pubblicamente “non posso più stare zitto sulle rovine del Tram”.
    Tralasciamo L’ordine dei medici per le recenti attività della magistratura.
    Questi ordini oggi sono organi di controllo o corporazioni ? Se perseguono interessi di categoria non possono partecipare alla vita pubblica politica della città perché la loro presenza turba l’equilibrio delle amministrazioni che Governano gli interessi di una comunità, per non dire dei segreti d’ufficio che si mescolano da un palazzo di potere all’altro, il famoso segreto professionale poi diventa dominio pubblico.
    Questa è la città di Dicearco, incaricato da Alessandro di trascrivere le Costituzioni delle 200 città del suo regno e la storia di Sparta che veniva fatta leggere agli alunni di tutte le scuole; questa è la città di Evemero che scrisse la nuova religione Panteista dei Greci; questa è la città del Vespro Siciliano, 4 mesi di resistenza all’assedio contro 60.000 guelfi franco-papali;
    questa è la città di Antonello ed Eustochia precursori del Rinascimento e continuatori del nuovo indicato da S. Francesco e S. Chiara; questa è la città di F. Maurolico matematico e geografo che permise la storica vittoria di Lepanto;
    questa è la città che da sola si sollevò contro il regno di Spagna; questa è la città di F. Faranda che scrisse il Codice Penale del nuovo regno Piemontese;
    questa è la città del 7 marzo 1947 quando 50.000 messinesi rivendicarono il loro diritto nella piazza della prefettura del Governo Italiano. Indro Montanelli affermava che l’Algeria sta alla Francia come la Sicilia all’Italia.
    Il MODELLO ITALIA ha ridotto la Sicilia alla fame, alla sete, all’elemosina, alla vergogna.
    Nel 1744 le città di Sicilia chiesero al re di turno che gli avvocati ed i giudici si occupassero esclusivamente di giurisprudenza, capivano il facile conflitto di interessi di persone che dovevano decidere in questioni di interesse pubblico o difendere gli interessi dei privati.
    Oggi questo è lecito ma il risultato è il MODELLO ITALIA il cui più bell’esemplare è la città di Messina. Chi si occupa di tribunale NON DEVE OCCUPARE NESSUNA CARICA PUBBLICA, avvocato o giudice che sia, .
    Questa è una regola fondamentale alla base di ogni BUONGOVERNO.
    Si deve liberare la pubblica amministrazione da legami e parentele con il palazzo dei CONTROLLORI.
    Tornare a gestire la giustizia, dopo aver governato la pubblica amministrazione, è una gravissima occasione di ricatto e vendetta , stessa cosa per gli avvocati….. semplici o “consiglieri dell’Ordine”.
    La città in mano agli avvocati equivale a bloccare ogni voce contraria nel timore di vendette dentro il Palazzo della Legge.
    I medici sono già stati ridimensionati nel loro strapotere anche se arrivano ancora colpi di coda dei dinosauri che non vogliono cedere il passo.
    GLI AVVOCATI ED I GIUDICI NON DEVONO OCCUPARSI DI PUBBLICA AMMINISTRAZIONE: in Sicilia è fondamentale da secoli, l’Italia faccia come vuole ma non può trascinare gli altri nella OCCASIONE QUOTIDIANA della ” NORMALE CORRUZIONE”.

  210. laveratrinacria says:

    Caro Piermarco e carissimi tutti voi siciliani all’estero,

    Io sono partito dalla Sicilia, alla “tenera” età di 18 anni e cioé nel lontano 1969. Comunque, non sono partito perchè volevo vedere cose nuove, anzi! Io ero uno dei tanti “valigie di cartone” alla ricerca d’un lavoro e per tale m’hanno costretto a lasciare la scuola…per andare a guadagnare all’estero e aiutare la famiglia!
    Come avete capito, io sono già da 38 anni in Germania e nonostante mi ci trovo finanziariamente apparentemente bene, il “cruccio” della Sicilia non me lo sono mai tolto. Inizialmente feci parte del Direttivo del circolo della Missione Cattolica dove si giocava unicamente a carte e alla fine d’anno l’annuale “Festa dei Bambini” dove i nostri “connazionali” si scannavano per un panettone. Tant’è che ho creato circa 15 anni fà un’associazione siciliana nel nord della Germania. Il mio sogno era di unire tutti i siciliani di questa circoscrizione consolare e portare sia per noi e sia per i tedeschi un pò della nostra cultura all’estero..
    È rimasto un mio sogno!
    Il primo anno e cioé all’apertura dell’associazione l’afflusso dei soci fù enorme. Poi i soci siciliani non paghi di avere le solite mangiate e bevute s’allontanarono e rimasero in numero notevole i “tedeschi”. in poche parole sono loro i veri Italiani e Siciliani all’estero; sono loro, secondo me, i tedeschi, i veri gustatori di cultura e noi non possiamo alleviare i loro desideri avendo gente alla Regione incapace, altizzosa, incompetente e arrogante.
    Ma dalla Sicilia, sia dalla Regione e sia da Sicilia Mondo, non arrivavano che problemi e cavilli…mentre i tedeschi continuano ad avere tantissimo rispetto per noi – in quanto noi siamo Italiani e Siciliani. Non esagero nel dire che, se avessimo un popolo o un governo prettamente tedesco, la Sicilia sarebbe la TERRA PER ECCELLENZA – Un paradiso terrestre – e questo te lo dice un SICILIANO orgoglioso di essere SICILIANO e che mai diventerebbe tedesco!
    Io avevo un pezzo di terreno in Sicilia. Per costruirci un casetta m’hanno fatto dannare e ci ho rinunciato; avevo un conto bancario in Sicilia e per averlo ho fatto i salti mortali, poi per paura di perdere tutti i miei risparmi ho chiuso il conto e sono scappato in una banca tedesca; io volevo aprire un negozio e vendere delle cose che secondo me i siciliani hanno bisogno e la burocrazia m’ha spezzato le gambe; avevamo in famiglia una casa e i miei fratelli m’hanno fregato perchè secondo il loro parere e anche deglia ltri vicini si casa, io sono un tedesco e per tale debbo essere fregato. cosi come vengono fregati tantissimi turisti tedeschi che poi si lamentano con noi in associazione. Ed io continuo a crederci: alla nostra SICILIA!
    Quello che mi domandò è, come mai noi non riusciamo a organizzarci con una FEDERAZIONE dell’associazioni siciliane all’estero e fare dei convegni ed estendere uno Statuto che porta le nostre firme?

    Poichè io sono estremamente sicuro che in Sicilia non ci ritornerò più finche ci sta questo malgoverno, la società che è costretta a farsi le sue leggi, la mancanza d’acqua e di dignità. io sarei del parere di organizzare un’ALTRA SICILIA all’estero:

    QUESTO È IL MIO SOGNO!

    Cordiali saluti da Lubecca – Germania

    Ciulla Calogero

    http://www.laveratrinacria.de

  211. Dionyso says:

    Con circa quindici milioni di abitanti…?
    matri!!! spiramu di no, e unni i mittemu

    “Questo sogno potrà diventare realtà solo se si darà corpo alla nostra carta costituzionale, lo Statuto di Autonomia della Regione Siciliana, che dà alla Sicilia poteri da Stato sovrano. “

    vorrei citare una parte di un discorso di Andrea Finocchiaro-Aprile, riguardo (gustamente a mio modesto avviso) ai conflitti che lo Statuto porta ad avere, con chi ci vuole colonizzati:
    “Invano si è creduto di riparare ai molti guai della Sicilia con la concessione dell’autonomia. Questa non risolverà nulla; aggra­verà forse di più il conflitto, perché è chiaro che la classe dirigente italiana mai sopporta questo allentamento dei vincoli dell’antica compressione, e già si pensa a revocare o a restringete le maggiori facoltà recentemente attribuite all’Isola. Contro il disposto della legge e in abolizione sostanziale di essa, si vuole fare tornare esclusivamente allo Stato il potere di imporre e di esigere i tributi, salva qualche delegazione secondaria; si vuole che le valute pregiate, ricavate dalle merci esportate all’estero, non restino più in Sicilia, come era stato stabilito, ma passino tutte allo Stato, facendo di fatto cessare quella stanza di compensazione, autorizzata per la bisogna, e trasformandola in una delegazione degli istituti valutari italiani; si vuole, non più monopolizzare soltanto la politica doga­nale, ma incamerare addirittura le entrate doganali siciliane; si vuole sopprimere il diritto del governo dell’Isola di avere ai suoi ordini le forze di pubblica sicurezza e di istituire una polizia re­gionale; si vuole che la protezione del lavoro sia, contrariamente alla legge ed alla logica, sottratta agli organi siciliani.”

  212. piermarco says:

    Caro Rrusariu,

    Condivido ciò che dici, come puoi ben immaginare.

    Rimanendo nell’ambito degli attacchi mass-mediatici che stiamo ricevendo ultimamente, e sempre con maggiore intensità, dall’Italia e dall’Europa, segnalo a tutti un post apparso su Rosalio.it circa la promozione di un “mafia-tour” sul sito di Transavia. Cliccate qui per il link [www.rosalio.it], e commentate pure se vi va.

    Vorrei anche segnalare queste infamanti pagine di Wikipedia a proposito di cultura siciliana e mafia [en.wikipedia.org].

    Io credo ci siano gli estremi per una nostra azione sia contro Transavia che contro Wikipedia.

    ANTUDO!!!!!!!!

  213. rrusariu says:

    Caro Piermarco
    anch’io ho avuto occasione di visitare paesi come l’Olanda, il Belgio, Austria etc e compresa l’allora Unione Sovietica.
    Come tante emigranti, anche se solo nella pianura padana, il sogno di una Sicilia Libera da questa costrizione attuale mi è sempre rimasto.
    Nei sogni di noi tutti Siciliani emigrati c’è questo desiderio di tornare nella terra da dove proveniamo e costruire una nuova Sicilia con il meglio di questo pianeta.
    Purtroppo l’Italia e ciò che rappresenta, man mano che se ne conosce la storia sia della penisola che della Sicilia stessa, ci si accorge che serve solo a gruppi di potere che pensano solo a guadagnarci sopra, siano essi politici che economici. Come ultimamente vien detto rappresentano una casta a cui soggiacere.
    In questo humus italiano viene così portato avanti ogni tentativo per contrastare chi cerca di difendere le proprie identità, anzi se possibile fare opera di debunking (vedi il caso della mostra sull’indipendentismo a Messina, Rino Baeli lo ha già visitato) per confondere ulteriormente il Popolo Siciliano!!!
    Oggi più che mai c’è bisogno di riappropiarsi della propria lingua, storia e cultura, e soprattutto togliere le spighe di grano dalla triskele, vennero messe dai romani nella coniazione riguardante la Sicilia, pertanto rappresentano secoli di sfruttamento romano della Sicilia ridotta solo a granaio!!!

    Assà bbinirica a tutti!
    Antudo!!!!!!!!

  214. piermarco says:

    Magnifica analisi della situazione reale rispetto alla verità ufficiale pubblicata dalla tv di stato e dai quotidiani compiacenti. Complimenti a chi ha scritto il pezzo!

    ANTUDO!

  215. Dionyso says:

    “Fu per proclamare una Sicilia indipendente, repubblicana”

    non credo che il popolo volesse la Repubblica, almeno questo non è documentabile; nell’arco della storia, i siciliani hanno sempre voluto il Re, perchè egli era la figura che teneva unito il Regno e che tutelava gli interessi del popolo, a differenza del Parlamento che tutelava quello dei nobili, questo però a partire dall’arrivo dei Vicere spagnoli; fino a quel momento i nobili non avevano il potere sulle persone, anzi erano soggetti a loro e molte volte diversi nobili furono cacciati o la loro designazione doveva avere il consenso delle persone che abitavano in quel feudo.

    poi, non ho capito una cosa; nel 1894 si parla di violazione dello Statuto, ma di che Statuto si tratta?

  216. Rino says:

    La Sicilia non si era mossa, nel 1860. O, se si mosse, dove si mosse, non fu certo nel senso unitario voluto dai piemontesi. Fu per proclamare una Sicilia indipendente, repubblicana, nella quale la povera gente potesse vivere in pace senza essere sfruttata da nessuno.
    Ma questi movimenti non potevano piacere. E così, prima ancora che terminasse il 1860, Bixio, mandato da Garibaldi, dovette correre a Bronte e in molti altri paesi, con truppe non siciliane, per domare la vera, autentica rivoluzione siciliana che incominciava.
    A Bronte fece fucilare cinque persone. Altrove, di più. Impose taglie e multe alla popolazione, che cercò di atterrire in tutti i modi. “Missione maledetta (confessò più tardi lo stesso Bixio) alla quale un uomo della mia natura non dovrebbe mai essere mandato!”.
    Poi gli italiani scesero in Sicilia. Luogotenenti, Commissari civili, stati d’assedio e altre misure eccezionali imperversarono in Sicilia a partire dall’unificazione.

    Il primo stato d’assedio fu proclamato in Sicilia nel 1862; ed esso, come disse Crispi, lasciò terribili tracce.
    Nell’anno seguente, si ebbe di fatto il secondo stato d’assedio con la missione del generale Govone il quale apertamente violò le leggi dello Stato.
    Sotto il generale Govone, per combattere i renitenti alla leva, i Comuni siciliani venivano cinti da cordoni militari o presi addirittura d’assalto; senza mandato di cattura venivano arrestati sindaci e consiglieri comunali; venivano presi ostaggi, comprese le donne incinte, una delle quali (Benedetta Rini, di Alcamo), quasi al termine della gravidanza, morì in carcere dopo quattro giorni di convulsioni. Fu persino applicata la pena dell’acqua!
    E quanti innocenti furono martoriati! Un disgraziato operaio, Antonio Cappello, sordomuto dalla nascita, venne sottoposto alla tortura nell’Ospedale Militare di Palermo, come se fingesse d’esser muto e sordo per sottrarsi al servizio militare: sul suo cadavere si poterono contare 154 bruciature fatte col ferro rovente!
    Tutti questi sono fatti. Fatti documentati. Basta sfogliare il libro di Zingali: “ Liberalismo e fascismo nel Mezzogiorno d’Italia”, volume primo, da pagina 232 in poi: ci troverete questo ed altro! E non è un separatista che scrive, badate, ma un fascista il quale è stato persino segretario federale!
    Nel 1866 la pazienza finì. Il popolo di Palermo si ribellò come un solo uomo.
    “Una masnada di ladroni ha governato per sei dolorosissimi anni la patria nostra. Una masnada di uomini feroci l’ha insanguinata”: così incominciava il proclama rivoluzionario del 1866.
    Nella città e nella provincia di Palermo, la rivoluzione assunse, dal 16 al 22 settembre, proporzioni tali, da costringere il governo ad inviarvi sollecitamente, con la qualità di Regio Commissario, il generale Raffaele Cadorna, alla testa di due divisioni di fanteria, un reggimento di cavalleria ed una brigata di artiglieria.
    E vinsero loro, i ladri e gli assassini del popolo. Fucilarono senza processo migliaia di cittadini. Mentre invece gli insorti siciliani, che avevano preso prigionieri duemila soldati, non avevano ad essi toccato un capello.
    “Repressa la rivolta e ristabilito l’ordine, le cose continuarono come prima. Non una legge fu votata, non un provvedimento fu preso per portare qualche rimedio ai mali esistenti, che andavano continuamente aggravandosi”. Sapete chi scrive queste parole? Non un separatista; ma dei bravi fascisti, unitari, Libertini e Paladino, a pagina 752 della loro “ Storia di Sicilia” pubblicata appena dieci anni fa.
    Nel 1875 le cose continuavano a peggiorare. Il governo italiano propose misure eccezionali di polizia contro la Sicilia. I deputati siciliani insorsero. Ascoltate quel che disse Paolo Paternostro:
    “Voi parlate delle condizioni eccezionali in cui si trova la Sicilia, del malcontento che vi regna. Ma, domando io, voi che cosa avete fatto per la Sicilia? Cosa ha fatto il governo? Nulla. O tutto il contrario di quel che doveva.
    Se voi date un’occhiata a tutti i servizi della Sicilia, a tutte le amministrazioni, voi troverete che dappertutto, e sempre, il governo si è condotto male.
    Sceglierò qualche esempio.
    Sapete voi come è stata trattata la magistratura in Sicilia?
    Quando ci sono stati i pretori che non hanno voluto secondare gli ordini dell’autorità politica, sono stati minacciati, talvolta traslocati.
    E dei nostri impiegati (altro esempio) che cosa ne avete fatto? Ve lo dirò in due parole.
    Quando voi spedite in Sicilia qualcuno, voi fate supporre che lo mandate per castigo, come se lo mandate in esilio, e gli dite: – Andate laggiù, andate in Sicilia; poi, se vi comporterete bene, se sarete zelante, allora provvederemo.
    Questi signori vanno laggiù coll’idea di trovarsi in mezzo a gente che non valga la pena di dover rispettare come tutto il resto d’Italia; e fanno dello zelo eccessivo; e diventano spesso agenti provocatori; ed accrescono il malcontento.
    E dei nostri impiegati di laggiù, degli impiegati siciliani, che cosa ne avete fatto? dei piccoli impiegati, soprattutto?
    Perché a un vostro prefetto è saltato in capo di fare un rapporto più o meno insolente e offensivo per la Sicilia, voi credete sul serio che molti disordini si debbano alla così detta mafia, che si sarebbe infiltrata tra gli impiegati, e … botte da orbo, traslocazioni, sbalzando gente con uno stipendio di fame in lontani paesi, senza neanche indennità di viaggio, spostando e rovinando tutti i loro interessi.
    Che ne avete fatto delle nostre ferrovie? E delle nostre strade obbligatorie? E dei beni dei Gesuiti e dei Liguorini, che erano destinati alla pubblica istruzione?
    Nelle nostre amministrazioni non c’è che il disordine, il caos. E le popolazioni si abituano a pensare e a dire: – Ma questo non è un governo; le imposte se le fanno pagare; il fiscalismo ci perseguita sotto tutte le forme, ci assedia e ci tortura; ma quando si tratta di amministrare, amministrazione non ce n’è.

    Che cosa si fa? Si ricorre a mezzi eccezionali di polizia, si ricorre al governo militare, invece di migliorare economicamente il paese!”.
    Ecco quel che gridò in Parlamento il deputato siciliano Paolo Paternostro. Le sue parole sembrano scritte oggi. E tutti noi siciliani, oggi, potremmo gridarle al governo fascista. Ma del governo fascista parleremo tra poco.
    Dopo Paternostro parlò, nello stesso senso, Colonna di Cesarò. Poi Diego Tajani. Quest’uomo, patriota, esule e volontario delle guerre d’indipendenza, era stato dopo il 1860 Procuratore Generale alla Corte d’Appello di Palermo. E poiché era un uomo onesto e senza paura, aveva sentito il dovere di spiccare mandato di cattura contro il questore di Palermo, e di mettere sotto processo il prefetto di Palermo, colpevoli ambedue di abominevoli abusi. Il governo, naturalmente, si era messo contro di lui. Egli aveva dato subito le dimissioni chiudendosi in uno sdegnoso silenzio.
    Eletto deputato, fu più tardi per due volte Ministro di Grazia e Giustizia. Orbene, quando vide che la Sicilia veniva nuovamente provocata e calunniata, Diego Tajani non seppe più tacere.
    Per due giorni, innanzi al Parlamento esterrefatto, espose l’una dopo l’altra tutte le ingiustizie, le canagliate, le infamie di cui il governo italiano si era macchiato: stupenda requisitoria che tutti i siciliani dovrebbero imparare a memoria!
    Concluse con questo avvertimento solenne: Ricordatevi che la Sicilia è un’isola, e le isole si considerano come qualcosa di distaccato, di autonomo!
    Parole sprecate! La legge contro la Sicilia fu approvata. E nuove violenze si abbatterono sulla nostra disgraziata patria.
    La Sicilia è stata sempre considerata come terra nemica, terra conquistata, da conservare con la forza. Per questo motivo, nel 1875, si tenevano in Sicilia ventitré battaglioni di fanteria e bersaglieri; due squadroni di cavalleria; quattro plotoni di bersaglieri montati; 3.130 carabinieri e numerose altre forze sussidiarie, fra le quali principalmente guardie di pubblica sicurezza e guardie a cavallo!
    Si giunse così ai Fasci siciliani dei lavoratori, fondati e diretti da Giuseppe De Felice. Che cosa voleva la Sicilia nel 1893 – 94? Quel che ha sempre voluto: giustizia e libertà.
    Il governo presieduto da Giolitti, riversò nell’isola una moltitudine di soldati, i quali non fecero che accrescere il malumore nel popolo.
    L’inevitabile accadde: sul principio del 1893, uno scontro ebbe luogo a Caltavuturo tra la folla e la truppa. La truppa osò sparare sui pacifici paesani, un gran numero dei quali rimasero uccisi.
    Promise Giolitti di far aprire un’inchiesta contro i militari che avevano fatto fuoco; ma non mantenne. Al contrario, durante l’intero anno, lasciò che la polizia e l’esercito si abbandonassero a tutti gli eccessi: nelle giornate di dicembre, che furono particolarmente accanite, più di 200 siciliani vennero uccisi, mentre la forza pubblica ebbe un solo morto.
    Vedendosi assassinati, i siciliani insorsero dappertutto.
    Ruppero fili telegrafici; incendiarono municipi, preture, esattorie, uffici del registro e del catasto, agenzie delle imposte, archivi notarili, casotti daziari; liberarono i carcerati; tentarono di disarmare carabinieri e soldati.
    A questo punto, il Re concepì la mostruosa idea di affidare a un siciliano la repressione del movimento siciliano. Crispi accettò la parte di Caino.
    Proclamò lo stato d’assedio; e nominò commissario straordinario con pieni poteri il generale Morra Di Lavriano, che pochi giorni prima aveva mandato a Palermo come prefetto.
    Venne richiamata alle armi la classe del 1869; e più di 40.000 uomini vennero sbarcati in Sicilia. I capi del movimento furono gettati in carcere: e primo fra tutti De Felice che, essendo deputato, non poteva neppure essere arrestato senza l’autorizzazione della Camera. I Fasci siciliani dei lavoratori (che erano ormai 166 con 300.000 associati) furono sciolti e le loro sedi occupate militarmente. Proibiti gli assembramenti e le riunioni. Istituita la censura.
    Per più di sette mesi la Sicilia fu sottoposta alla legge marziale. Gli arresti si facevano senza bisogno di prove. E le condanne venivano appioppate, il più delle volte, senza che gli accusati potessero neppure difendersi.
    Le accuse, del tutto immaginarie. “Avere cooperato alla emancipazione materiale e morale dei lavoratori” era un reato severamente represso!
    Nel giugno 1894, più di 1800 siciliani erano stati già condannati al domicilio coatto. Molti, a pene più gravi. De Felice a 18 anni di carcere, Bosco, Barbato e Verro a 12 anni.
    Alla Camera dei Deputati, Felice Cavallotti dichiarò che il governo aveva violato le leggi e lo stesso Statuto. Poi prese la parola Matteo Renato Imbriani:
    “Voi (disse rivolto a Crispi) avete stracciato ad una ad una tutte le pagine dello Statuto. Avete fatto scempio di tutte le nostre libertà…
    Ci sono molti che dicono: – I Borboni bombardavano. – Ma bombardavano quando una città era in piena ribellione. Ma i Borboni non hanno mai fatto tirare sopra folle inermi ed affamate…”.
    La Sicilia elesse deputati De Felice, Bosco e Barbato, che languivano in carcere. L’elezione, si capisce, venne annullata.
    Così continuarono le cose, male sempre, fino alla guerra. Dal 1915 al 1918 anche e soprattutto in Sicilia i contadini e gli artigiani, i professionisti e gli studenti vennero strappati dalle loro case e mandati al macello.
    Ma quando la guerra finì, chiedemmo la resa dei conti. E l’avremmo ottenuta, per Dio! se questo miserabile governo fascista non avesse rinnovato un sistema di poliziesca tirannide sopprimendo le ultime libertà e raddoppiando le nostre catene.

    Antonio Canepa 1943

    http://www.messinacity.com NEWS
    http://www.siciliapaisi.org 333 7477702 090 9432048

  217. piermarco says:

    Caro Antonio,

    Ti ricordi il ruolo avuto dagli inglesi nello sbarco dei Mille?

    Gli inglesi sono strateghi abilissimi nel campo politico e militare. Sanno bene che l’unità d’Italia si fonda sulla colonizzazione della Sicilia e del Sud. E che senza Sicilia e Sud non ci sarebbe l’Italia e il predominio britannico nel Mediterraneo andrebbe in malora.

    Hai mai letto l’articolo de L’Abate Vella “La stampa inglese avverte l’Europa”?

    Complimenti per la lettera all’Economist. Hai fatto bene: bisogna smascherare il regime in tutti i modi possibili. Ormai sappiamo che Londra fornisce le direttive ai suoi scagnozzi padani attraverso articoli come quello che hai denunciato tu.

    Non dimentichiamoci che l’Italia vive anche grazie ai nostri conti correnti bancari e che gran parte del signoraggio monetario inglese (quasi il 15% di tutta l’economia europea) deriva proprio dai nostri soldi.

    Domanda: secondo voi i sanguinari banchieri di Sua Maesta Britannica gradirebbero una Sicilia con moneta franca?

  218. piermarco says:

    Il sig. Viola parla del suicidio come crimine di Stato e di eutanasia come cosa benefica?

    Se da un lato si può accettare che la disperazione sociale sia in gran parte causata da chi amministra lo Stato e quindi, al massimo, con molta fantasia giuridica, si potrebbe chiamare il suicidio “crimine di stato”, dall’altro non si può non affermare, parimenti, che l’eutanasia, quella sì, e senza fantasie giuridiche, è un “crimine di stato” a tutti gli effetti.

  219. rrusariu says:

    Caro Piermarco
    la sinistra è solo in combutta con i padroni di ieri e i nuovi padroni multinazionali.

    Una volta lessi un’articolo dove Emanuele Macaluso(PCI) vantava un’amicizia con Gianni Agnelli.
    Il fatto fu dovuto all’occupazione delle terre, che il principe ALLIATA concedette una parte delle terre alle cooperative del Pci di Girolamo Li Causi, e altre terre le fece difendere da un certo Vizzini di Miccichè(Villalba) e il suo compare Genchi Russo di Mussomeli. Come vedete i compagni pur di dimostrare di aver ottenuto qualcosa da un’altra parte erano disposti a sacrificare i contadini perchè per loro era IMPORTANTE AVERE UN CANALE PRIVILEGIATO con i pezzi grossi. Il suddetto principe aveva ottimi rapporti con Gianni Agnelli (amici di gioventu’) e aveva parlato bene di Emanuele Macaluso.

    QUESTA SINISTRA APPENA GLI DANNO UNA SCRIVANIA, LI VEDI SUBITO CHE USANO LE TESSERE COME LA VECCHIA DC, E SI “VENDONO”.

    COSA GLIENE FREGA A LORO DI GENTE COME FEDERICA CHE FA FATICA A PAGARSI IL MUTUO.
    L’IMPORTANTE ERA NON CAUSARE CONFLITTUALITA’ VICINO A QUEL “CASINO'” DI FIUCIMINO DOVE SVOLAZZANO ACIDDAZZI INAFFIDABILI CHE POTESSERO DISTURBARE IL SONNO DI VALIUM-PRODI.
    SONO ORMAI 15 ANNI CHE NON VOLO PIU’ ALITALIA (Always Late In Take-off Always Late In Arrival)

  220. piermarco says:

    Questo è il paese in cui la sinistra ha una evidente egemonia culturale prima che politica. Diliberto, i comunisti, i post-comunisti e i pentiti-comunisti, a parole condannano la Legge Biagi e il precariato ma nei fatti le misure più reazionarie in questi ultimi 15 anni sono state prese dai governi di sinistra:

    – Entrata nell’UE (lacrime e sangue per le classi meno abbuenti);
    – Entra nell’Euro (lacrime e sangue per le classi meno abbuenti);
    – Privatizzazione della Banca d’Italia (fine 2006, con decreto a firma del capo dello stato – legalizzando di fatto il signoraggio monetario);
    – Svalutazione della Lira (governo Ciampi – altra stangata per le classi meno abbienti);
    – Tirate di cinghia per “risanare” (leggi per “fare arricchire i soci privati di Bankitalia” a scapito delle classi meno abbienti);
    – L’Euro stesso: la svalutazione della moneta, per cui oggi 1 Euro = 1000 Lire non è da attribuire ai governi ma semplicemente alla BCE che controlla l’emissione della moneta e crea inflazione a proprio piacimento (questa è stata – senza ombra di dubbio – la stangata più pesante per le classi meno abbienti).

    Queste sono solo quelle che mi ricordo. E poi la “cosiddetta” sinistra italiana dice (a parole) di difendere gli interessi del popolo.

  221. piermarco says:

    Caro Dionyso,

    Penso che sia tu che io sappiamo bene che controllando la storia si controlla il presente e il futuro. Ideologie e movimenti politici spesso si fondano su vere e proprie menzogne o leggende. Una di queste leggende è senza ombra di dubbio quella che dipinge la Chiesa come responsabile dell’oscurantismo, della violenza, del despotismo. Una leggenda ben costruita e ripetuta fino a farla venire a noia. Diceva Goebbels, alto funzionario delle SS, responsabile per la propaganda del Terzo Reich: “ripetete una menzongna 10, 100, 1000 volte e prima o poi diventerà verità accettata da tutti”.

    Ora, quella leggenda nera, pezzo dopo pezzo, viene oggi smontata da documenti inoppugnabili. Perfino riguardo alla rivoluzione francese, oggi si sta scoprendo tutto l’opposto rispetto ai fatti che ci hanno raccontato a scuola. Addirittura si sa ormai che Luigi XVI era un sovrano illuminato, altro che despota. Era anzi aperto alle idee liberali più di ogni sovrano d’Europa. Lo stesso clero francese pare fosse giunto a un livello altissimo di sensibilità nei confronti delle dottrine liberali e delle istanze popolari. Tutto l’opposto di quello che ci hanno raccontato.

    Naturalmente ciascuno cerca di tirare acqua al suo mulino. Ma bisogna anche tener presente che intellettuali della levatura di Messori, o di Socci, pur impegnati nella ricerca della verità riguardanti innanzitutto la civiltà cattolica, non risparmiano critiche, anche veementi, contro le alte cariche ecclesiastiche e i cattolici in politica, DC in testa.

    Quello che invece vedo sull’altro fronte è che, a parte Ernesto Galli della Loggia, non ci sono esponenti della cultura o della storiografia cosiddetta “laica” che siano disposti a fare opera di revisionismo. E lo sai perché? Perché crollerebbe in un sol colpo tutto quello su cui hanno basato le loro vite.

    Saluti,

    Piermarco

  222. Dionyso says:

    quello che voglio farti capire è che se la massoneria industriale, imprenditoriale, come vogliamo chiamarla chiamiamola, ha cacciato quella visione delle cose ed il potere di stampo cattolico o meglio ecclesiastico (perchè la religione in questi discorsi e negli eventi di cui parliamo non centra assolutamente nulla) ma ciò non giustifica l’operato dei politici ecclesiastici delle varie epoche.
    una forma di potere ha preso il sopravvento su un’altra forma di potere.
    tutte e due erano e sono unilaterali, come dici tu, tirano acqua per il proprio mulino; per questo dico che ci può stare il discorso della massoneria (anzi molto probabilmente è così), ma ciò non mi porta nè a giustificare nè rimpiangere uno Stato che si fonda su dei dogmi, che vengono usati per tenere in pugno la massa ignorante, un pò alla stessa maniera in cui lo Stato italiano manipola le coscienze dei siciliani attraverso l’indottrinamento culturale nelle scuole.
    tutto è relativo e dipende dai punti di vista, io cerco di guardare le cose a 360 gradi, ponendomi al di sopra delle parti.
    saluti

  223. piermarco says:

    Caro Thipheus,

    All’area A – ECONOMIA E SOCIETÀ, ti sei dimenticato una cosa molto importante, ovverosia la seguente:

    RIAPPROPRIAZIONE DELLA SOVRANITÀ MONETARIA.

    Senza di quella saremo sempre schiacciati dall’Euro e dal signoraggio monetario.

    Che ne pensi?

  224. Dionyso says:

    “8) avere una capitale riconosciuta storicamente: così così… Palermo è senza dubbio la capitale siciliana, ma è anche simbolo di un odiato centralismo regionale inefficiente. Bisognerebbe distinguere l’amministrazione, da decentrare, dal ruolo di “capitale-vetrina”, da valorizzare.”

    per risolvere questo problema si potrebbe fare come si faceva qualche secolo fà:

    Il Parlamento si riunisce, in un luogo dell’isola da stabilire di volta in volta.
    questo è uno dei punti dei Capitula Regni Siciliae di Federico III

  225. rrusariu says:

    A parte che il tempio è sempre stato usato per difendere con una legittimazione divina il potere del monarca, e di conseguenza la richiesta delle decime da versare ai sacerdoti del tempio.

    Semmai noi diremo uno stato laico quando i rapporti con/tra le varie confessioni saranno regolati con leggi opportune.

    Il dire mio dei preti sposati è per sollecitare una certa Chiesa Misogina a far si che i preti debbano anche essere esempio di vita cristiana familiare, questo non vuol dire che si eviteranno certi fatti degradanti(omosessualità/pedofilia) ma almeno avremo anche persone attaccate alla comunità locale.

  226. Dionyso says:

    lo Stato non deve avere religione di Stato (ciò significherebbe che tutte le festività cristiane, non dovrebbero essere segnate in rosso nei calendari laici oppure non solo quelle, ma se li segnamo tutti, quannu travagghiamu?) e le istituzioni ecclesiastiche non devono permettersi di creare ingerenze, ma solo opinioni, come tutti.
    poi credo che la chiesa o altre istituzioni religiose non dovrebbero essere proprietarie di alcun bene (chiese, conventi, sinagoghe, ecc), ma solo gestirle, in quanto sono beni della collettività e quindi dello Stato.

  227. piermarco says:

    Caro Rrusariu,

    Anche per te vale la risposta che ho lasciato a Thipheus. Bene su tutti i punti, li condivido, a parte il numero 15 (“Chiesa Autocefala Siciliana, con rito semi orientale e preti sposati!!!”).

    Non mi sembra che uno Stato laico debba occuparsi di queste faccende. Non ne vedo l’opportunità e la necessità.

    Cari saluti,

    Piermarco

  228. piermarco says:

    Complimenti amico Thipheus,

    Potrei sottoscrivere tutto, a parte il punto 15, che contiene una contraddizione evidente: “una maggiore autonomia organizzativa interna della chiesa cattolica siciliana […] dovrebbe entrare nella nostra agenda, così come un riavvicinamento di questa alle sorelle chiese orientali con le quali è stato troncato ogni rapporto storico, ma pur sempre nel quadro di uno stato laico e liberale”.

    Se lo Stato è laico e liberale non deve avere nessun controllo sulla religione, figuriamoci se si dovesse occupare di gestire un riavvicinamento con le chiese orientali.

    A meno che tu non intendessi uno Stato laico e liberale come lo era il Regno d’Italia, ovvero anticlericale e mangia preti. Un regno che, ricordiamoci, nacque dalla distruzione del Regno delle Due Sicilie e dello Stato Pontificio (gli stati più cattolici d’Europa insieme all’Austria) per spazzare via la religione cattolica – e anche la stessa idea di cristianesimo – dall’Italia e impiantarvi la trionfante ideologia liberale della massoneria.

    Oppure forse intendevi dire uno Stato laico e liberale come l’Olanda, le cui chiese assoggettate al potere di Cesare – nate per combattere la corruzione “papista” – hanno fatto una fine ingloriosa proprio perché schiacciate dal peso di Cesare, e la società ha finito per diventare in prevalenza atea e seguace di una strisciante cultura di morte (droghe, aborto, eutanasia, eugenetica).

    Se questa era l’idea di Stato laico e liberale a cui ti riferivi, in tal caso non ci sarebbe contraddizione nel tuo punto 15. Ma io sicuramente non lo sottoscriverei.

    Ti ringrazio per aver aperto questa discussione. Mi piacerebbe sapere cosa ne pensano gli altri simpatizzanti e iscritti a L’Altra Sicilia. Questo della laicità dello Stato è un tema che le sinistre di vario genere hanno portato all’ordine del giorno. E sembra ormai essere diventato un cavallo di battaglia di quella area politica. Nonché uno spartiacque che, se non affrontato in maniera franca, rischia anche di dividere il già esiguo fronte sicilianista. Pertanto ritengo che sia un bene che si faccia chiarezza su questo punto anche dentro L’Altra Sicilia.

    Cordiali saluti,

    Piermarco Burrafato
    L’Altra Sicilia – Olanda

  229. rrusariu says:

    Bbravu Thipheus

    Hai messo il dito nella piaga, dobbiamo ricominciare daccapo!!!

    15: Chiesa Autocefala Siciliana, con rito semi orientale e preti sposati!!!
    14: Non pagare un’abbonamento(?!?!?!) alla rai sarebbe già un reato, ma la Rai quando mai fa un servizio per la Sicilia? Solo Piovra 1,2,3,4,… Baronessa di Carini 1,2, e … improponibile per non voler dire agli abbonati/addummisciuti taliani che la Sicilia una volta era indipendente!!!
    13: Cominciare con pubblicità in lingua Siciliana e boicottare le imprese che usano l’italiano quando il loro target commerciale farebbe solo riferimento in Sicilia, obbligo di etichettatura in lingua Siciliana, etc…
    12: cominciare dai siti internet a scrivere e a pubblicare libri in Siciliano, e non comprare più il GdS-LaS-gazzettino tanto il padrone è sempre il medesimo e sono fatti ppi addummisciri la genti!!!
    11: Fare antologie di testi Siciliani, e convincere i professori Siciliani(che hanno la libertà di poterlo fare) a fare ricerca letteraria Siciliana!!!

    10: Aperture internazionali? Le banche sono in mano ai soliti noti stranieri, se non siamo capaci almeno di darci un capo, aspettiamo a pensare di assittarci…
    9: fare scuole autonome dove si insegna siciliano, bastano imparare 1000 parole di italiano, il resto è superchiu. Le nostre scuole a prima vista paritarie, quando la pubblica avrà le aule vuote sarà giocoforza darci le aule.
    8: cominciare a dire le nostri capitali e non capiluoghi. Avevamo una capitale imperiale come Siracusa, una capitale islamica come Balarmu, una che la fece pro-tempore come Catania al tempo del Vespro, e l’altra alternata come Messina con la zecca!!!

    7: Studiare le nostre antiche leggi a partire dai Capitoli del Regno sui quali giurarono i nostri Re e i vicerè, e farsi che il sistema giudiziario parti dal basso!!!

    6: Non votare più gli ascari adesso presenti, e costringere con un’attività politica di forte presenza nelle istituzioni, trasparenza nei bilanci e soprattutto ci vuole gente che non abbia paura di camminare per strada e non come adesso quasi “assicutati” con la scorta.

    5: fare associanismo Siciliano che non abbia riferimento peninsulari, i peninsulari se hanno bisogno di meeting vengano loro in Sicilia e paghino la loro parte… troppa ospitalità stroppia come si dice in italiano.

    4 Le isole sono nostre, creamoci noi i trasporti di collegamento e non aspettare foreigneir che garantiscano sconti di favori ad alcuni, il lowcost lo deve essere per tutti!!!!

    3 Cominciare a pretendere dai nostri fornai che la farina per il pane venga dai nostri campi di grano, e la pasta venga da fabbriche siciliane che usano solo grano siciliano e non dai mulini padani di Parma e dintorni!!!!

    2 Ciò che va bene per la Sicilia va bene per l’Italia, ma non sempre ciò che va bene per l’Italia va bene per la Sicilia!!!

    1 A pensare che Giuseppe Balsamo, Conte di Cagliostro si dette l’anima per creare libere associazioni .., ma i ns preferiscono nomi cosidetti “aulici” che richiamano la probità dei loro membri e accussì s’assettanu megghiu.
    Anche Rruggeru Settimu tinìa a manu ncapu a panza, ma almeno non tornò a fare il paramento per altri…

  230. piermarco says:

    Vorrei farti notare che anche Cavour e Garibaldi dicevano le stesse cose.

  231. piermarco says:

    Primato dello Stato dunque. Non coincide con la mia idea di stato liberale. Libera chiesa in libero stato lo hanno detto in molti: uno di questi era proprio Cavour. E con lui tanti intellettuali e storici dell’asse laicista-piemontese. Lo continuano a dire ancora oggi: con personaggi di spicco come Scalfari e Bocca. Dicono esattamente le stesse cose, se non di peggio.

  232. rrusariu says:

    Piermarco
    diciamo che noi Siciliani abbiamo una concezione diversa di Stato, la concezione italiana di Stato è l’opposta ipocrisia della Stato della Chiesa Romana.
    La nostra storia del Regno di Sicilia in cui il Re era quasi il capo religioso del popolo ha finito per farsi che le strutture politiche (baronali/corporative) e clerico (non l’aspetto religioso) avessero le reciproche convenienze a mantenere uno status quo a proprio beneficio.
    Ogni qualvolta il popolo Siciliano, nella fattispecie alcuni nobili che sobillavano il popolo minuto, ha cercato di cambiare certe strutture di potere, la Chiesa(Clero) ha cercato di sviare l’attenzione con falsi miracoli, vedi il caso Moncada (1516) e il culto dei Sette Angeli.
    Successivamente con la rivolta di Gian Luca Squarcialupo le stesse corporazioni pseudo-religiose pensarono ad eliminare il protagonista e i comprimari finanche durante una celebrazione religiosa.
    O solo voluto rimarcare questi due episodi, ma tornando ai tempi più recenti i personaggi che esaltavano il pensiero laicista italo-tosco-piemontese, con l’affanno anticlericale, ben infiltrati nel socialismo italiano primigenie ben si guardarono di solidarizzare con i Fasci Siciliani in cui forte era la componente dei lavoratori della campagna. Ciò facilitò l’opera di repressione del governo non avendo il movimento Siciliano ricevuto alcun appoggio solidale dal movimento socialista nella penisola.
    Piermarco pensaci e ricordati che soprattutto da lì s’ingrossò l’emigrazione Siciliana verso le Americhe.
    Non avremo mai la solidarietà al di là di montecassino. L’unico che cercò di venire in Sicilia fu Spartaco ma i romani pensarono bene a farlo fuori quanto prima possibile per non accendere un’altra rivolta servile.
    L’aspetto religioso è importante nella vita umana, crea solidarietà e accresce i valori comuni. Le consorterie e simili pensano solo a sfruttare gli altri e non aver responsabilità verso i propri simili.
    Un popolo è forte solo se ha una visione cosciente e responsabilie della propria vita di ciascun componente, e pertanto non siamo animali che fanno parte di un ciclo biologico.

  233. Dionyso says:

    garibaldi e cavour erano massoni che lottavamo contro un’altra massoneria (quella cattolica), io invece sono una persona libera che lotta contro ogni tipo di massoneria, di privilegio, di dogma.
    non c’è nulla di più coerente del mio ragionamento. lo Stato non ha religione perchè lo Stato è composto dai cittadini, siccome non tutti sono cattolici, ci sono musulmani, ebrei, atei, agnostici, ecc. lo Stato deve tutelarli tutti e non imporre feste di una sola componente.

  234. Dionyso says:

    “la concezione italiana di Stato è l’opposta ipocrisia della Stato della Chiesa Romana.”

    bravissimo rrusariu, non ci vuole molto a capire una cosa così semplice.

    “Primato dello Stato dunque. Non coincide con la mia idea di stato liberale. Libera chiesa in libero stato”

    lo stato non deve essere liberale ma libero, così come tutti i suoi cittadini, tu invece vuoi imporre la tua religione e questo mi sembra tutt’altro che un principio di libertà.
    i “fedeli” cattolici hanno il brutto vizio di additare come maligni e massoni chiunque dice che la religione non deve imporre a tutti, i suoi “dogni”.
    in definitiva, non libera chiesa in libero stato, ma libertà di scegliere in uno stato che non privilegia nessuno

  235. piermarco says:

    Non ho mai sentito parlare di questa massoneria cattolica. Sai indicarmi qualche testo? Così mi informo.

    Se lo Stato non deve imporre feste di una sola componente cosa dovrebbe fare? Imporre le feste di tutte le religioni/filosofie/minoranze varie/circoli? E allora sì che non si lavorerebbe più.

    Oppure forse lo Stato dovrebbe abolire tutte le feste religiose? A quel punto ritorneremmo all’Italietta liberale in cui si lavorava anche la domenica, perfettamente in conformità al principio del “lavoro a tutti i costi” tipico dell’etica delle società protestanti (ovvero massone).

    O forse lo Stato dovrebbe adottare solo feste “laiche” che hanno il sapore del trionfalismo di una parata militare, o del ricordo dei martiri, o di bagianate simili al 1 maggio, al 25 aprile o al 4 novembre?

    Io direi che la laicità dello Stato va bene quando innanzitutto lo Stato rispetta i costumi e le feste della maggioranza della popolazione. Mi pare che questo sarebbe un principio di vera democrazia.

  236. piermarco says:

    Rrusariu,

    Da quello che scrivi sembra che i nobili fossero i buoni, perché volevano fare le rivoluzioni, mentre il clero era composto da cattivi perché le contrastavano. Questa suddivisione netta buoni/cattivi per leggere la storia non mi convince assai.

    In base alle tue argomentazioni devo dedurre che nemmeno ai tempi della Legatio Apostolica il Re era riuscito a contrastare questo clero “cattivo”. E devo pure dedurre che in un tempo in cui la Sicilia fu regno indipendente, il Re, d’accordo con clero e nobili, non ha mai fatto gli interessi del popolo.

    Sto solo traendo le conclusioni di ciò che dici.

    Allora c’è da chiedersi perché dovremmo ritornare indipendenti. Come c’è anche da chiedersi come mai a gran voce si richiede un’autonomia della Chiesa da Roma quando la storia ci insegna che ciò non ci portò alcun beneficio come popolo.

    Com’è poi sta storia dell’emigrazione siciliana verso le americhe? Chi è che l’avrebbe causata, la Chiesa o i piemontesi che si mangiarono tutti i beni ecclesiali riducendo in miseria i poveri che nella Chiesa meridionale trovavano un sostegno?

  237. piermarco says:

    Dyoniso,

    Se vuoi che continui a dialogare con te, ti pregherei di mantenerti su un livello di confronto civile delle reciproche idee.

    Quando si comincia a dire “tu vorresti”, ‘tu sei”, e similia, si è già degenerato in un livello non accettabile di giudizio, non già delle idee, ma della persona che le esprime.

  238. rrusariu says:

    Piermarco
    non sono qui a fare polemica, a difendere partiti presi o chissà quali arroccamenti!!!

    Esprimo un mio personale punto di vista che non vuole essere una sentenza, solo miei punti di vista.

    A dir il vero per quanto ne sappia della storia siciliana anch’io ogni tanto mi devo ricredere in un alcune cose.

    Cmq voglio chiarire, il Re fa sempre i fatti suoi e di chi gli sta dietro.
    Volendo analizzare il periodo in cui ho fatto esempio volevo soltanto ribadire che laddove c’è comunanza di interessi è inevitabile che si cerchi di mantenere uno status quo. Il clero sono anche persone che mangiano e bevono e devono sopravvivere!!!! Questo nulla toglie all’aspetto religioso che queste persone rappresentano.
    E pertanto in quel periodo quando arrivano in Sicilia pisani fuggiti dalla guerra con Firenze, banchieri ebrei convertiti (non voglio in alcun modo fare antisemitismo) sponsorizzati dallo stesso Ferdinando il Cattolico, e altri immigrati. Tutta questa gente disponendo di denaro liquido e favorito anche da una manovra monetaria tesa in senso lato a sfavorire gli stessi nobili e corporazioni originarie siciliane occupò tutte quelle posizioni di rendita che ai loro occhi avrebbe favorito l’occupazione del potere. Ci fu quindi un ricambio con gente che venne da fuori ma che non aveva più legami storici con la guerra del Vespro, queste erano in fin dei conti le rivendicazioni dei nobili (sto sintetizzando Piermarco!!
    Questi fatti in parte ingessarono chi avrebbe diretto il potere in Sicilia, complici anche alcuni Vicerè, e durò fino al settecento.
    Tutto questo agli spagnoli faceva comodo avere una Sicilia che non desse problemi, ma dall’altro lato continuava lo sfruttamento.
    Quando nel 1812 ci fu l’abolizione del cosidetto “feudalesimo” in Sicilia si tentò di modernizzare il tutto, e il Borbone incoraggiò questo progresso ben consapevole che molte sue terre erano in mano alla Chiesa. Fin qui nulla di grave. Il problema nasce quando arrivano i laico-piemontesi e gli sponsor inglesi che vedono un’occasione per impradonirsi di tutto quel ben di Dio. Quale ben di Dio? in fin dei conti su quelle terre campava il popolo e chi ci spremeva sopra.
    Alla fine con le confische e le vendite all’incanto tutte quelle terre finirono in mano a quegli stessi che li amministravano, ma stavolta era loro proprietà.
    Il risvolto fu che queste persone con l’acquisto dei titoli di propietà non ebbero i capitali per migliorare le colture ed adeguarle al passo dei tempi.
    I contadini venivano spremuti di più, la Chiesa Siciliana come clero non ebbe più neanche quella fonte di reddito e si sottopose ai ranghi della curia romana.
    Quando con la creazione delle società di mutuo soccorso si creo’ quella solidarietà sindacale in cui i lavoratori chiedevano un aumento delle paghe in modo pacifico(sto sorvolando volutamente il 1866), chi deteneva il potere spingeva in ogni modo che la gente emigrasse. Con la repressione il Popolo Siciliano vide alla fine che l’emigrazione fosse l’unica via d’uscita.
    Spero di essermi spiegato bene Piermarco!!!

    Assà bbinirica
    Rrusariu

    Ciao è il saluto del servo veneziano al suo padrone, che significa “schiavo tuo”!!!

  239. Dionyso says:

    dico solo DC che se non sbaglio significa Democrazia Cistiana, quindi la chiesa in politica, (collusa con la mafia o meglio dire era la mafia) in uno Stato straniero (l’Italia) e questo solo per il ‘900, perchè se andiamo a vedere secolo per secolo, andando a spulciare gli eventi, stai tranquillo che usce fuori come la chiesa ha sempre fatto in modo di tutelare sempre le proprie prerogative, spesso a discapito degli stessi fedeli.
    lo Stato non deve imporre proprio niente, deve solo tutelare tutte le sue componenti e non una parte anche se essa è la maggioranza.
    i cittadini musulmani, ad es. pagano le tasse come i cittadini cristiani e perchè quest’ultimi possono godere delle vacanze per le loro festività, mentre i musulmani devono fare il ramadan o altre ricorrenze, lavorando?
    che sono cittadini di serie B?
    i musulmani così come tante altre comunità religiose o anche chi religioso non è

    chiedo l’intervento dell’altra sicilia, in quanto vorrei avere la loro visione delle cose su questo argomento.

  240. Dionyso says:

    il fatto che in sicilia la monarchia tutelava gli interessi del popolo e l’unità del regno, non significa che questo debba valere anche per la francia o magari gli ultimi regnanti francesi sono venuti meno a questi compiti.
    già è vero, la storiografia cattolica ci permette di scoprire alcune inquietanti verità su determinate situazioni, ma non atteniamoci solo alla storiografia cattolica, perchè essa come tutti gli altri, non parlerà mai contro se stessa, mettendo in evidenza fatti oscuri delle alte cariche ecclesiastiche

  241. Dionyso says:

    “Quello della sovranità monetaria è un problema dell’era moderna, che nasce sotto la spinta della Rivoluzione francese. Il cui obiettivo più grande fu forse la distruzione delle monarchie cattoliche, sotto le quali il signore era il Re, e quindi il signoraggio era a favore suo e del popolo che governava. “

    sarebbe meglio parlare di monarchia in quanto tale e non di monarchia cattolica; cmq non credo che fino a poco tempo prima della rivoluzione francese, in francia, il signoraggio fosse a favore del popolo.
    la rivoluzione nasce per una netta differenza tra gli strati sociali e per una non curanza della monarchia alle problematiche del popolo. poi se in mezzo ai rivoluzionari c’erano anche persone losche, questo è normale; le ritoviamo in ogni epoca

  242. piermarco says:

    Tu dici: “cmq non credo che fino a poco tempo prima della rivoluzione francese, in francia, il signoraggio fosse a favore del popolo. la rivoluzione nasce per una netta differenza tra gli strati sociali e per una non curanza della monarchia alle problematiche del popolo. “

    In un altro tuo intervento scrivi: “[…] nell’arco della storia, i siciliani hanno sempre voluto il Re, perchè egli era la figura che teneva unito il Regno e che tutelava gli interessi del popolo, a differenza del Parlamento che tutelava quello dei nobili […]”

    Questo valeva in Sicilia come in Francia, come in tutta l’Europa cristiana durante i 1000 anni di Medio Evo. Delle due una: o il Re tutelava il popolo, o non lo tutelava. Deciditi.

    I borghesi e la loro organizzazione segreta, la massoneria, stanno dietro la Rivoluzione francese e non il popolo. Al popolo ci pensava il Re.

    La storia, si sa, la scrivono i vincitori. Ma fortunatamente c’è una storiografia controcorrente, quella di impronta cattolica, che da qualche anno, sfidando il conformismo e la cultura dominante, ci sta aiutando a far luce sulle menzogne che ci hanno insegnato sui banchi di scuola. E’ infatti la storiografia cattolica – in contrapposizione con quella di impronta laicista – che ci sta dando una mano a far cascare, uno dopo l’altro, i falsi miti costruiti attorno al Risorgimento e alla nascita del Regno d’Italia, difeso invece a spada tratta da tutta la storiografia laico-liberale-progressista.

    Tra questi autori contro corrente, c’è senza dubbio Vittorio Messori.

    A proposito di falsi miti sul “popolo”, scrive Messori: “[o]ra, qualcuno si è preso la briga di contarlo, questo «popolo»: agli avvenimenti parigini di quegli anni parteciparono poco più di 6.000 (diconsi seimila!) habitués, su una popolazione parigina che, con la banlieue, sfiorava il milione. Un computo preciso e non difficile, visto che disponiamo delle liste degli iscritti alle sezioni di sanculotti e ai club giacobini e girondini, dei nomi dei firmatari delle varie petizioni e di infinite descrizioni di testimoni oculari dei momenti che furono poi detti « di massa ».
    Sei parigini ogni mille: con tutto il rispetto per le «élites rivoluzionarie» forse un po’ poco per parlare, genericamente, di «popolo».” (1)

    (1) Vittorio MESSORI, Pensare la storia. Una lettura cattolica dell’avventura umana, Paoline, Milano 1992, p. 223

  243. rrusariu says:

    Bravo Dionyso
    perchè ultimamente la casta mafiosa si affiderà sempre più ad una legislazione “europea” decisa in commissioni di persone che non rispondono nient’affatto ai propri cittadini o elettori.
    Rispondono solo ai propri capi mandamento europei!!!

    European Intralaction Commission, former chief member, Mr Valium “Nobody knows”.
    Sicilian translation: Mr.rumanu: nuddhu lu sapi !!!

  244. piermarco says:

    Sono certo che i cavilli legali per far passare quanto meno l’introduzione di una moneta complementare ci siano. Non sono un legale, né un economista, ma è evidente che per decenni la sovranità monetaria è stata usurpata allo Stato dai soci privati di Bankitalia. Si è perpetrata per decenni una situazione di impunita illegalità garantita dalla classe dirigente italiana di tutti gli schieramenti. Ma il colpo di grazia è stato dato proprio dai governi di centro-sinistra. Che ci hanno obbligato ad entrare nell’Euro e da ultimo hanno “sanato” l’abuso modificando l’art. 3 dello Statuto della Banca d’Italia.

    Esso, fino al 15 dicembre 2006, recitava così: “[…] In ogni caso dovrà essere assicurata la permanenza della partecipazione maggioritaria al capitale della Banca da parte di enti pubblici o di società la cui maggioranza delle azioni con diritto di voto sia posseduta da enti pubblici.” Significa che la proprietà della banca centrale doveva essere a maggioranza pubblica, del popolo quindi.

    Con decreto del 12/12/2006, Giorgio Napolitano, Romano Prodi e Tommaso Padoa Schioppa, approvano (unilateralmente, senza consultare il popolo) un nuovo statuto che di fatto “sana” l’abuso, eliminando il testo sopracitato. Pertanto dalla fine dell’anno scorso, i lacché del potere bancario che stanno al governo, fiutato il pericolo (la presa di coscienza popolare sulla questione del signoraggio), hanno messo prontamente al riparo i loro padroni da ogni possibile azione legale.

    Ma a mio avviso, rimane la situazione di ‘illegalità perpetrata fino al 2006. Quindi ritengo che ci siano margini di manovra per azioni legali e per la riappropriazione della sovranità monetaria, almeno in parte.

    Quello della sovranità monetaria è un problema dell’era moderna, che nasce sotto la spinta della Rivoluzione francese. Il cui obiettivo più grande fu forse la distruzione delle monarchie cattoliche, sotto le quali il signore era il Re, e quindi il signoraggio era a favore suo e del popolo che governava. Mentre con il rovesciamento delle monarchie assolute e la nascita degli stati costituzionali, la sovranità monetaria venne “rapinata” allo Stato per essere ceduta a dei banchieri privati. Di fatto, da allora, lo Stato non appartiene più al popolo, ma ai banchieri. I quali hanno l’immenso potere (unilaterale) di emettere moneta nelle quantità che loro conviene, e quindi di poter corrompere persone, movimenti, partiti e sindacati nella misura che più desiderano; di finanziare ideologie contrapposte (nazismo e comuniscmo) al solo scopo di scatenare guerre tra gli Stati per farli indebitare il più possibile verso di loro; di causare manovre inflattive per ridurre il potere d’acquisto dei popoli, quindi per limitarne l’autonomia e la libertà.

    Far conoscere queste verità a quanta più gente possibile può aiutarci a creare quella spinta di opinione pubblica che alla lunga chiederà a gran voce la restituzione della sovranità monetaria.

    Solo allora potremo essere veramente liberi.

  245. Dionyso says:

    x qunato riguarda la riappropriazione della moneta, con l’introduzione della moneta unica europea, credo che sia molto difficilie, non basta più far valere lo statuto all’italia (se non sbaglio c’è un articolo che parla di moneta propria), in quanto nel mezzo c’è l’europa e noi per l’europa non siamo altro che una regione italiana.
    quindi ritengo che per volere una moneta propria, sia necessario uscire dalla comunità europea, ma per poter uscire da essa, prima ci vuole un passaggio fondamentale e cioè l’elevazione a Stato sovrano.
    sbaglio?

  246. rrusariu says:

    Dionyso
    applichiamo la legge del Buon Ruggero, cioè niente conversioni, e rispetto dei costumi religiosi, cioè i buoni mussulmani avranno la possibilità di chiudere i negozi per il Ramadan e chi lavora di starsene a casa.
    Francamente è solo lo stato liberista ovvero l’ipocrito stato italiano che ci obbliga a lavorare, perchè dobbiamo pagare le tasse per il debito-pizzo imposto dai loro amici quando stampano le banconote. Questo stato italiano ha adbicato per legge la possibilità di creare moneta,abbiamo un debito enorme che ben si guardano di ripianare.
    Ha perso il signoraggio, siamo diventati cittadini-debitori e tra poco ci espropriano tutto!!!!!!l

  247. ColonnelloKurtz says:

    non date i voti a queste merde……..dobbiamo fare come L’Islanda…….

  248. rrusariu says:

    Sarà difficile che il successo ottenuto nella cattura dei capi abbia come effetto domino una diminuzione consistente del “pizzo”.
    Ci saranno pronti altri a fare la “questua”, perchè a certi politici da fastidio che non ci siano elementi di riferimento da cui avere assicurato l’appoggio elettorale.
    Speriamo che ci sia tra il popolo Siciliano la voglia di abbandonare certi meccanismi che hanno surrettiziamente favorito certi politici e certe nomenklature di portaborse!!!

  249. Dionyso says:

    lo scrivo qui, anche se non centra niente con l’argomento.
    ho visto che c’è una raccolta firme per raggiungere un referendum contro la legge approvata dal parlameno siciliano che consentirebbe ai deputati di occupare altre cariche quale sindaci e predidenti di provincia.

    http://www.comitatoreferendariosiciliavera.it/home.html

    mi sembra una battaglia da appoggiare, no?

  250. ColonnelloKurtz says:

    come mai non postate questa notizia di vitale importanza per i siciliani ????……niente niente siete dei collaborazionisti di queste……..

    Sabato 29 Ottobre contro il MUOS
    Io ci metto la faccia” è la risposta all’inammisibilità del ricorso al TAR presentato dall’amministrazione comunale di Niscemi, contro il provvedimento autorizzativo a firma del responsabile dell’Ufficio territorio e ambiente della Regione Sicilia.
    “Io ci metto la faccia” sulla scelta di dire NO!
    NO all’installazione del MUOS così come NO allo sfruttamento del territorio per scopi militari, NO affinché l’identità dei siciliani NON divenga definitivamente quella di colonia assoggettata a giochi bellici ed egemonici.
    Sabato 29 Ottobre 2011 manifestazione davanti alla base USA in contrada Ulmo e, a seguire, assemblea pubblica alla quale interverranno alcuni esponenti dei NO Radar Sardegna, della Campagna per la smilitarizzazione di Sigonella e il giornalista Antonio Mazzeo.

  251. ColonnelloKurtz says:

    Perche’ non postate questa notizia ???

    Italian government buys 19 Maserati supercars despite austerity cuts

    Ecco cosa scandalizza all’estero: il ministro della Difesa (La Russa) compra 19 Maserati corazzate, a spese pubbliche

    non ho tempo di tradurre, vi posto l’articolo in inglese come apparso sul Telegraph

    The delivery of the 19 top-of-the-range executive cars has raised eyebrows at a time when the country is meant to be shaving billions off its public spending.
    Opposition MPs said it was it was an outrageous indulgence at a time when the defence ministry is supposed to be reducing its budget by €2.5bn (£2.2bn) over the next three years.

    The matter was raised in parliament by Emanuele Fiano, an MP from the opposition Democratic Party. “At a time when millions of Italians are being affected by a very serious economic crisis, is there good reason for the defence minister to feel it necessary to add 19 armoured Maseratis to the ministry’s car park?” he said.

    Italian officials are notorious for their attachment to what are known colloquially as “auto blu” – vast fleets of dark blue and black limousines which carve through traffic with flashing lights and police outriders.

    Ignazio La Russa, the defence minister, dismissed the row as a “witch hunt” by the opposition and said the cars had been paid for with money out of the 2008-2009 budget, before swingeing cuts were announced in the summer by Silvio Berlusconi’s government.

    “What’s the problem? Maseratis are Italian and they cost less than their German equivalents,” he said.

    He did not divulge the cost of the cars, but the starting rate for a brand new Maserati Quattroporte is around £80,000.

    The muscle cars may be on their way, but a much larger capital expenditure project appears to have died a death.

    When Mr Berlusconi returned to power in 2008, he promised to realise the decades-old dream of building what would be the world’s largest suspension bridge across the Straits of Messina, between the toe of the Italian boot and Sicily.

    But the grandiose project, which was expected to cost €8.5bn, is now likely to be shelved as Italy tries to slash spending and balance the budget by 2013.

    Parliament approved a motion by an opposition party, Italy of Values, on Thursday under which the financing of the 3.3km-long span will be axed.

    The motion called for the government to instead divert funds to the rather more prosaic task of improving existing public transport networks.

    The idea of throwing a bridge across the narrow strait was first put forward by the ancient Romans.

    It was revived 40 years ago, but has been repeatedly stalled by political squabbling, concerns over the risks posed by earthquakes in one of Europe’s most seismically active areas and fears that it would mostly benefit construction firms run by the Mafia.

    By Nick Squires, in Rome

  252. ColonnelloKurtz says:

    PRIMA PARTE……..postatelo ovunque

    Per la prima volta viene tolto il segreto su quanto costa ai contribuenti
    l’assistenza sanitaria integrativa dei deputati. Si tratta di costi per
    cure che non vengono erogate dal sistema sanitario nazionale (le cui
    prestazioni sono gratis o al più pari al ticket), ma da una assistenza
    privata finanziata da Montecitorio. A rendere pubblici questi dati
    È il Parlamento WikiLeaks.
    Va detto ancora che la Camera assicura un rimborso sanitario privato non solo ai 630 onorevoli. Ma anche a 1109 loro familiari compresi (per
    volontà dell’ex presidente della Camera Pier Ferdinando Casini) i
    conviventi more uxorio.
    Ebbene, nel 2010, deputati e parenti vari hanno speso complessivamente 10 milioni e 117mila euro. Tre milioni e 92mila euro per spese odontoiatriche.
    Oltre tre milioni per ricoveri e interventi (eseguiti dunque non in
    ospedali o strutture convenzionati dove non si paga, ma in cliniche
    private). Quasi un milione di euro (976mila euro, per la precisione), per
    fisioterapia. Per visite varie, 698mila euro. Quattrocentottantotto mila
    euro per occhiali e 257mila per far fronte, con la psicoterapia, ai
    problemi psicologici e psichiatrici di deputati e dei loro familari.
    Per curare i problemi delle vene varicose (voce “sclerosante”), 28mila e
    138 euro. Visite omeopatiche 3mila e 636 euro. I deputati si sono anche
    fatti curare in strutture del servizio sanitario nazionale, e dunque hanno
    chiesto il rimborso all’assistenza integrativa del Parlamento per 153mila
    euro di ticket.
    Ma non tutti i numeri sull’assistenza sanitaria privata dei deputati,
    tuttavia, sono stati desegretati. “Abbiamo chiesto – dice la Bernardini –
    quanti e quali importi sono stati spesi nell’ultimo triennio per alcune
    prestazioni previste dal ‘fondo di solidarietà sanitarià come ad esempio
    balneoterapia, shiatsuterapia, massaggio sportivo ed elettroscultura
    (ginnastica passiva). Volevamo sapere anche l’importo degli interventi per chirurgia plastica, ma questi conti i Questori della Camera non ce li
    hanno voluti dare”. Perché queste informazioni restano riservate, non
    accessibili?
    Cosa c’è da nascondere?
    Ecco il motivo di quel segreto secondo i Questori della Camera: “Il
    sistema informatizzato di gestione contabile dei dati adottato dalla
    Camera non consente di estrarre le informazioni richieste. Tenuto conto
    del principio generale dell’accesso agli atti in base al quale la domanda
    non può comportare la necessità di un’attività di elaborazione dei dati da
    parte del soggetto destinatario della richiesta, non è possibile fornire
    le informazioni secondo le modalità richieste”.
    Il partito di Pannella, a questo proposito, è contrario. “Non ritengo –
    spiega la deputata Rita Bernardini – che la Camera debba provvedere a dare una assicurazione integrativa. Ogni deputato potrebbe benissimo farsela per conto proprio avendo gia l’assistenza che hanno tutti i cittadini
    italiani.
    Se gli onorevoli vogliono qualcosa di più dei cittadini italiani, cioè un
    privilegio, possono pagarselo, visto che già dispongono di un rimborso di
    25 mila euro mensili, a farsi un’assicurazione privata. Non si capisce
    perché questa ‘mutua integrativà la debba pagare la Camera facendola
    gestire direttamente dai Questori”. “Secondo noi – aggiunge – basterebbe
    semplicemente non prevederla e quindi far risparmiare alla collettività
    dieci milioni di euro all’anno”.
    Mentre a noi tagliano sull’assistenza sanitaria e sociale è deprimente scoprire che alla casta rimborsano anche massaggi e chirurgie plastiche private – è il commento del presidente dell’ADICO, Carlo Garofolini – e sempre nel massimo silenzio di tutti.

  253. ColonnelloKurtz says:

    SECONDA PARTE

    Sull’Espresso di qualche settimana fa c’era un articoletto che spiega che recentemente il Parlamento ha votato all’UNANIMITA’ e senza astenuti un aumento di stipendio per i parlamentari pari a circa € 1.135,00 al mese. Inoltre la mozione e stata camuffata in modo tale da non risultare nei verbali ufficiali.

    STIPENDIO Euro 19.150,00 AL MESE
    STIPENDIO BASE circa Euro 9.980,00 al mese
    PORTABORSE circa Euro 4.030,00 al mese (generalmente parente o familiare)
    RIMBORSO SPESE AFFITTO circa Euro 2.900,00 al mese

    INDENNITA’ DI CARICA (da Euro 335,00 circa a Euro 6.455,00)
    TUTTI ESENTASSE
    +

    TELEFONO CELLULARE gratis
    TESSERA DEL CINEMA gratis
    TESSERA TEATRO gratis
    TESSERA AUTOBUS – METROPOLITANA gratis
    FRANCOBOLLI gratis
    VIAGGI AEREO NAZIONALI gratis
    CIRCOLAZIONE AUTOSTRADE gratis
    PISCINE E PALESTRE gratis
    FS gratis
    AEREO DI STATO gratis
    AMBASCIATE gratis
    CLINICHE gratis
    ASSICURAZIONE INFORTUNI gratis
    ASSICURAZIONE MORTE gratis
    AUTO BLU CON AUTISTA gratis
    RISTORANTE gratis (nel 1999 hanno mangiato e bevuto gratis per Euro 1.472.000,00).
    Intascano uno stipendio e hanno diritto alla pensione dopo 35 mesi in parlamento mentre obbligano i cittadini a 35 anni di contributi (41 anni per il pubbico impiego)
    Circa Euro 103.000,00 li incassano con il rimborso spese elettorali (in violazione alla legge sul finanziamento ai partiti), più i privilegi per quelli che sono stati Presidenti della Repubblica, del Senato o della Camera. (Es: la sig.ra Pivetti ha a disposizione e gratis un ufficio, una segretaria, l’auto blu ed una scorta sempre al suo servizio)

    La classe politica ha causato al paese un danno di 1 MILIARDO e 255 MILIONI di EURO.
    La sola camera dei deputati costa al cittadino Euro 2.215,00 al MINUTO !!

    Far circolare.

  254. sasa1101 says:

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  255. piermarco says:

    “Un solo commento: se 160 anni di unità hanno portato a questo, l’unità è fallita. Non sappiamo quale sia la via d’uscita”

    La via d’uscita è ritornare almeno alla situazione che esisteva 150 anni fa: indipendenza per i popoli siciliano e napolitano. Due popoli indipendenti e amici, due nazioni indipendenti e amiche. Ancora più bello sarebbe potere ricostituire il primo regno di Sicilia, quello che comprendeva la Sicilia più tutto il Sud e con capitale Palermo.

    Rivoltiamo l’Italia e riappropriamoci della nostra storia. Questa unità esiste solo grazie all’apartheid, alla segregazione razziale che ci ha relegato a essere “inquilini” e non “padroni” della nostra storia.

    Hanno ragione quelli che dicono – Finocchiaro Aprile in testa – che l’autonomia è stata concessa per tenerci schiavi di fatto. L’autonomia non funzionerà mai perché presuppone un legame con l’Italia che l’Italia usa sempre a proprio vantaggio con l’aiuto di quella vera mafia che sono le lobby economico-finanziarie legate alla banca e alla massoneria.

    Indipendenza per il Popolo Siciliano! Indipendenza per il Popolo Napolitano!

  256. Dionyso says:

    sono d’accordo che la soluzione è l’indipendenza e per noi sarebbe più facile da ragiungere rispetto alle regioni ordinarie del sud italia ed anche di quelle a Statuto speciale, perchè noi abbiamo un’istituzione come il Parlamento che presume già l’esistenza di uno Stato
    lo Statuto ci lega al’italia e mi dispiace ma rimanere con l’italia equivale a rimanere fidanzati o sposati con una donna dopo aver scoperto che ti ha tradito.
    per me è inconcepibile ed inaccettabile.
    tutto quello in cui credevo fino a qualche anno fà, libertà, uguaglianza, pace, che lo Stato italiano faceva come principi propri, sono crollati quando giorno dopo giorno, leggendo e documentandomi ho scoperto tutte le atrocità, che hanno anticipato di quarant’anni quelle naziste sugli ebrei, e che il neo Stato italiano ha continuato nei confronti dei siciliani con il proprio esercito o annovereando quei “picciotti” che fecero elevare a rango di mafiosi.
    oggi lo Stato italiano è fuori legge perchè non ha rispettato lo Statuto, di conseguenza noi non siamo più legati a nessun patto con esso e ci possiamo ritenere liberi automaticamente.
    per quanto riguardo il discorso della creazione di uno Stato che abbia gli antichi confini del Regno di Sicilia ho qualche riserva, in quanto si creerebbe la stessa situazione che abbiamo con l’italia; al massimo si potrebbe provare con una confederazione di Stati indipendenti, ma per ora pensiamo a noi e a cercare di raggiungere la nostra libertà.
    saluti

  257. rrusariu says:

    E’ difficile smuovere le popolazioni della parte meridionale della penisola, cento e passa anni di schiavitù hanno perso coscienza di sentirsi popoli.
    Gli unici siamo rimasti noi e i sardi.
    Mia nonna diceva:
    Cu fa fa ppi iddhu, e cu fa fa ppi tri.
    Non dobbiamo aspettare gli altri.
    Ricordiamoci che Ruggeru Sicunnu si allargò al resto della penisola perchè dietro aveva già una struttura amminstrativa ereditata dagli arabi che lo supportava nel compito di sottomettere tutti i nobili riottosi della penisola.
    Avete mai visto nella chi è mai venuto dalla penisola a liberare la Sicilia? Gli unici forse furono solo i mercenari Normanni, ovvero vichingi Danesi venuti al soldo dell’emiro Ibn Tummah.
    L’altro criminale fu il pirata contrabbandiere già prezzolato dagli inglesi, che ebbe gioco facile perchè gran parte degli ufficiali borbonici erano stati comprati dagli inglesi o da chi per essi.

    Io dico a tutti che non mi sento italiano perchè fino a quando il governo romano non riconoscerà il genocidio dei Siciliani da oltre 140 anni.

    Sono onesto, pago le tasse, porto i documenti con scritto cittadinanza, però da libero cittadino voglio una Sicilia libera e che sappia amministrarsi da sola , e non governata da venduti ad una mafia peninsulare ed a sua volta asservita alle mafie internazionali.

  258. Ducezio says:

    Si rimane senza parole e le uniche che ti vengono in mente non si possono scrivere.
    Mi auguro solo che nessun politicante del cavolo si inventi di mollare un solo centesimo a quei mascalzoni dei Sa-boja mentre gli italiani onesti sono ridotti alla fame.
    Tutto scandalosamente vergognoso, troppo vergognoso! squallido.

  259. rrusariu says:

    I Siciliani veri sono solo quelli che non dipendono da Roma e/o quello che rappresenta, se vogliamo veramente bene alla nostre Isole, alla nostra gente, alla nostra cultura dobbiamo smettere di pensare che tutto debba passare dalle forche caudine continentali.
    Altre isole in questo pianeta sopravvivono bene dal punto di vista socio-economico senza sentirsi umiliati, come lo siamo adesso noi.
    Chiedo a tutti i Siciliani che vengono a visitare questo sito e gli altri siti sicilianisti, cosa vi danno Veltroni o Berlusconi?
    Siate onesti, da parte mia dico “Nenti”, solo il nulla.
    Molti obbietteranno che hanno trovato a suo tempo lavoro e opportunità migliori per il loro benessere, andando fuori dalla Sicilia, questo è vero.
    Ma chiediamoci come mai non si è mai voluto far crescere una imprenditoria Siciliana da 147 anni a questa parte, e chi cercava di riuscirci veniva quasi sempre taglieggiato dai cosidetti “mafiosi”?
    La verità che i mafiosi non erano altro che la polizia segreta di una classe politica che aveva solo interesse a perpetuare lo sfruttamento della Sicilia.
    Chiunque si accinge ad aprire un’attività produttiva in Sicilia non avrà vita facile se non sarà “benedetto” da qualche mammasantissima di quella casta politico-burocratica che sa che dipende solo dalla “pecunia” romana la sua sopravvivenza. Perchè se dipendessero veramente dalle nostre risorse loro non potrebbero stare “assittati” ad aspettare lo stipendio.
    Alla fine anche la “previdenza sociale” è diventata sinonimo di persecuzione tesa solo a non farsi sfuggire qualsiasi risorsa pur di sopravvivere lei stessa. Chi investe sapendo che se va male t’assicutanu finchè morte non avvenga?
    Quando non ci sarà più gente che emigra, saremo solo una terra di vecchi, perchè i nostri giovani hanno cercato il futuro da altre parti e spesso fuori da questo Intrallazzo Repubblicano, e si formeranno una famiglia colà. Dobbiamo aspettare che tornano con le loro famiglie?
    Sono emigrato a seguito dei miei genitori, ma il più grande desiderio per me sarebbe che i miei figli possano trovare in Sicilia la possibilità di costruirsi pure loro un futuro.
    L’unica via sarebbe solo l’uscita da questo “giogo” intrallazzatore italico, che sinceramente, vivendo vicino a Milano, sta anche impoverendo tutta la gente del settentrione della penisola. La LegaNord sfrutta questo malcontento ma i suoi dirigenti si sono “venduti” pure loro.
    L’unica novità può venire dai noi Siciliani, se sapremo essere uniti (la moneta boliviana ha impresso il motto “La Union es la fuerza”, e da quando hanno Morales come presidente sono più rispettati e non più repubblica dei colpi di stato) e non dare nessun voto alle partiti/lobbies romane, che come più di duemila anni orsono ed adesso pensano solo a sfruttare la nostra terra.
    La nica Malta sta meglio di noi, eppure nei secoli scorsi l’abbiamo sempre difesa noi dal pericolo di essere occupata del tutto dai Turchi, ma dobbiamo darci forza stando uniti lasciando da parte le illusione ideologiche e dando fiducia invece che ci possiamo riuscire anche noi ad essere veramente “Libbiri”.
    La res/cosa pubblica/nostra italiana è venuta meno al Patto, siamo coscienti di questo.

  260. piermarco says:

    Condivido pienamente. Indipendenza e libertà sono l’una indispensabile all’altra. Chi – nella vita – non sceglierebbe l’indipendenza se potesse?

    L’autonomia ci terrà per sempre schiavi, come a suo tempo aveva ammonito Finocchiaro Aprile. Dobbiamo sposare invece la causa dell’indipendenza, esattamente come hanno fatto i fieri scozzesi.

  261. rrusariu says:

    Cominciamo a mettere sulle nostre targhe la bandiera giallorossa con la triskele, come fanno gli scozzesi che ho visitato Londra in vacanza.
    Non avere più paura di appizzar fuori dai ns balconi la bandiera Siciliana, visto che ci sono molti comuni in Sicilia che si dimenticano di esporla!!!

  262. Ducezio says:

    Certo come lupo esopiano Bush è in buona compagnia. Il mondo è pieno di orde di lupi famelici, tutti in giacca e cravatta, tutti seduti dietro le scrivanie delle più prestigiose istituzioni nazionali e non, tutti “rispettabili” nel look esteriore, ma in realtà lupi famelici e sanguinari, mimetizzati nel loro disonesto perbenismo.
    Sepolcri imbiancati di evangelica memoria, ripieni di ossa di morti, di uomini che hanno ucciso con le loro decisioni, condannato con le loro strategie, immolato spietatamente sull’altare del dio profitto.
    Mi preoccupa non solo la presenza di tali lupi, ma soprattutto che non vengano riconosciuti come tali da quelle masse che bevono a piene mani le acque putride ed inquinate delle informazioni che i media, asserviti agli interessi dei lupi stessi, forniscono quotidianamente come verità. I lupi ci sono sempre stati e purtroppo continueranno ad esserci, ma il problema di base è la difficoltà di identificarli come tali in un contesto fuorviato e fuorviante come quello dell’informazione pubblica e privata.
    Infatti cosa pensano gli italiani della nostra presenza militare in Afganistan, in Iraq,…? che siamo “italiani brava gente”, che siamo lì per fare gli interessi delle polazioni locali!
    Non voglio screditare i nostri militari, ragazzi troppo spesso meridionali che lo Stato mantiene rigorosamente disoccupati per poterli mandarli a morire dove fa comodo al lupo di turno.
    Ma io mi chiedo: quanti hanno capito che siamo una forza d’invasione a traino della Grande Armata Bushiana che dopo aver distrutto l’Iraq producendo 4,5 milioni di profughi, ora non sa più che scusa inventarsi per mantenere in vita un’economia militarizzata e giustificare la prossima operazione militare contro l’Iran? e noi saremo ancora a seguito come pecoroni, non importa che chi guida si chiami Berlusconi o Prodi, l’importante è non ritrovarsi mai dalla parte degli agnelli!

  263. rrusariu says:

    Bbravu Franciscu

    chisti Mangia Pani A trarimentu sanno solo stare seduti pronti a banchettare qua e là.
    Della supposta alleanza con Lega Nord è servita ad ambedue a poter sedere a montecitorio, null’altro.
    Adesso che farà Mr. Lumbard? Berlusca si è rifatto il look al suo partito di lustrini, il PDL, e lui come lo chiamerà? Vorrà carezzarlo con una nuova sigla?

    Sinceramente questo democristiano d’antan aspetterà come si sbatterà Casini & c., ma tanto andrà dietro come al solito a Berlusca, mentre il fidato azzurro Miccichè sta già carezzando l’onda sicilianista da portarsi come dote sua sfilandola al nuovo meridionalista che presto diventerà longobardo oltrepassando il Faro. Come lo erano quelli che stavano nei dintorni di Arcore.

    Lombardo, lumbard, longobardo, sempri ddocu furrìa ntunnu, u pani l’avi ddocu!!!

  264. Dionyso says:

    O.T.

    pongo all’attenzione de l’altra sicilia i quesiti posti in questo servizio sulla raffineria di milazzo

    http://www.antennadelmediterraneo.it/tvondemand/servizitg/giovedi/4.html

  265. Rino says:

    Nessuna commento

  266. Rino says:

    il DECENTRAMENTO AMMINISTRATIVO è l’unica strada da seguire per la Sicilia e per il Popolo Siciliano. Un paese di 25.000 kmq e 5.000.000 di residenti con soli 390 comuni ègovernabile.
    In Sicilia necessitano almeno 1.000 comuni, 1.000 amministrazioni comunali che ogni giorno gestiscono il territorio. Si deve promuovere la formazione di NUOVI COMUNI indipendenti. Il territorio è stato invece accorpato nelle mani di pochi consigli comunali spesso pieno di ladri e di mafiosi. Pochi consigli comunali= molta mafia:
    Più controllo democratico del Popolo Siciliano sulla gestione pubblica = più democrazia e più controllo sui ladri e sui mafiosi.
    Questo deve essere promosso e pubblicizzato da un VERO movimento indipendentista che ha a cuore il futuro ed il benessere dei siciliani. Le altre cose sono barzellette per i furbi che applaudono contenti.

  267. Dionyso says:

    non sono per niente daccordo sul fatto che ci vogliano nuovi comuni, anzi andrebbero ridotti. bisogna puntare su associazioni sovracomunali libere e non prestabilite e rigide come le attuali province.
    cioè bisognerebbe attuare ciò che prevede lo statuto; alcuni lo stanno già facendo con “l’unione dei comuni”.

  268. Dionyso says:

    O.T.
    Nuovo forum

    Salve, volevo comunicarci che ho aperto un forum di discussione su storia, cultura, politica, attualità di Capo d’Orlando, della Sicilia e non solo.

    difatti si parlerà anche dell’unità d’italia, con articoli e testimoniaze che dimostrano quello che in realtà è successo.

    mi sono permesso già di inserire qualche articolo de L’Altra Sicilia, ovviamente citando la fonte e spero di avere qualche vostro contributo diretto.

    questo è il link

    http://duecentonoveac.forumup.it

    vi ringrazio e vi saluto

  269. vicio says:

    Vespa..”il mostro sacro del giornalismo italiano” mi sa che da Huston non si segua bene la situazione italiana.
    Io Vespa ho difficoltà anche a chiamarlo iornalista…poi porta a porta …..

    Certo giornalisti alla Biagi alla Montanelli…questi si mostri sacri…ce ne sono molto pochi ormai. Però per chi è curioso e legge… chi le cose le dice ancora c’è! giornalista o no.. che ne so Travaglio ad Anno Zero qualcosina la racconta. I non giornalisti, Saviano con il suo libro Gomorra qualcosina l’ha detta. Sugli inceneritori…il comico Grillo…qualcosina l’ha detta….

    Il problema vero è che le cose, noi cittadini, poi ce le scordiamo e continuiamo a votare sempre le stesse facce, riciclate quelle si!

  270. Dionyso says:

    “Vespa..”il mostro sacro del giornalismo italiano” mi sa che da Huston non si segua bene la situazione italiana.”

    credo che il significato fosse che Vespa è ritenuto il mostro sacro del giornalismo italiano e non che lo sia

  271. rrusariu says:

    Cosa ci si puo’ attendere dal sig. lumbard?
    Non sa come confrontarsi, salvo rivolgersi alle sedi preposte, cioè prendere ordini!!!
    D’altronde questa sua presa di posizione autonoma è stata sopperita da un supposto economico consistente. La prova lampante è stata di rivolgersi al suo referente lombardo di Arcore all’indomani del successo alle provinciali di Katania.

    Sarebbe bello conoscere il testo delle cartoline pervenutegli, almeno i Siciliani sapranno l’atto dovuto da parte dell’autorità giudiziaria!!!

    VIVA LA SICILIA!!!

  272. Dionyso says:

    ma in sicilia non si riesce ad organizzare qualcosa?

  273. Rino says:

    Le spighe della Trinacria non fanno parte della bandiera della Sicilia.
    Pena di morte per i contadini che non tagliano gli alberi secolari per fare navi da guerra romane e croci per chi si rifiuta di trasformare i bosci in campi di grano. Questa era la legge, le spighe piantate nella Trinacria erano il simbolo del granaio di Roma. Per questo motivo sono offensive e deturpano questa immagine apotropaica di sardonico aspetto.
    Sardonico/sardanico – un panificatore di Leontini scrive che sica sta per falce e sicano per falciatore. A Messina dicono che zancle (scritto DANKE) significa falce in lingua siciliana di 3500 anni fa. In gaelico AES DANE significa gente d’arte….mescoliamo, enunciamo (non dimostriamo, dimostratelo voi):
    L’arco che tiene in mano è la falce del porto, la stessa falce che fecero usare a Perseo per tagliargli la testa, corre in ginocchio per lanciare meglio la freccia, ride ironica e invincibile, il matriarcato è ancora vivo,
    D =delta di venere, dai fenici ad oggi. la A fenicia si sciveva K.
    ZANKE = DANAE ! ma quale falce per il grano ? forse falce del porto.
    DAN, SAR-DAN, DANEIDI …Popoli del Mare….vedi Faraoni….fate voi.
    Poi scrissero una religione di un dio-uomo che nasceva in una grotta (come il dio Mitra) che usava per i riti il pane ed il vino (uguale a Bacco), moriva e resuscitava su una croce (come Dioniso)…..
    Tutto quello che volete ma le spighe NO. nel giorno di San Marcello (San Marcellino, pane e vino, era un altro, forse) Rino Baeli

  274. rrusariu says:

    Bbravu Rrinu
    li spighei di granu nta bannera nun m’hannu mai piaciutu.
    Sulu li romani misiru li spighe nta li sordi cu la Trinacria, pigghiaru li sordi di Siracusa cu la triskele e c’ammiscaru li spighe.
    E’ bberu ca la Cerere-Demetra-Athena(Minerva)-Iside era la Maronna di li tempi antichi, la spighe vulìa diri Cerere, ma sunnu ciossà la schiavitù romana.

    Assà bbinirica a tutti!!!!!!!

  275. Giofilo says:

    Ieri è stata una giornata nera, nerissima. Per l’Italia, per la Sicilia, per tutti coloro che credono che – nella vita – giustizia, legalità, dignità siano cose importanti. Un’offesa all’intelligenza umana il parlare di “favoreggiamento semplice” come se fossero caramelle. Un uso criminoso del linguaggio che rovescia morali.

    Oggi Paolo Borsellino avrebbe compiuto gli anni. Nella sua terra, oggi, governa fiero un condannato.

  276. Ducezio says:

    In un paese serio, non certo in questa Italietta, certi personaggi pseudopolitici, in realtà mafiosi, verrebbero mandati a casa (o in galera) a cavuci nto culu. Da noi non è così, basta dire la frase magica “non mi dimetto” per continuare imperterriti ed impuniti nella propria proficua carriera.
    Mi preoccupa sentire la solita “vittima” di Arcore augurarsi di ottenere abbastanza consensi elettorali per poter riformare in profondità la magistratura.
    Onestamente mi suona come una minaccia di stampo mafioso. Forse sono poco garantista o ancora troppo ammaliato da eroi come Falcone e Borsellino, ma questi esponenti della Casta mi stanno proprio sull’apparato riproduttivo.
    Guardatevi questo video di Totò Vasavasa: sconcertante e vomitevole. Che schifo!
    http://it.youtube.com/watch?v=F5MZmJLMQ9Y

  277. rrusariu says:

    Sono due giorni che scrivo post sul sito di Miccichè.
    Ad un primo compiacimento è seguito l’onta di sdegno da parte di tutti i Siciliani per una condanna che conferma la sussistenza del fatto. La sfacciataggine di dire che ha preso solo 5 anni senza l’aggravanente di mafiosità ha completamente svelato la natura di un uomo attaccato ad una realtà che risuona di sdegno per tutta la Sicilia e i Siciliani.
    Dobbiamo prepararci ad una nuova stagione che faccia emergere la vera realtà Siciliana e la vera Autonomia.
    I personaggi che oggi siedono a sala d’Ercole se continuano a far lavorare questo governo man mano che passa il tempo saranno deligittimati.
    Vogliamo un Parlamento Siciliano nuovo, che non sia in mano a chi fino ad adesso ha convissuto con questo sistema o casta autorefenziale, pronta solo a spillare i soldi o cmq mancia pani a tradimentu.

    VIVA LA SICILIA.
    AN.TU.DO.!!!!

  278. rrusariu says:

    Beddha famigghia veramenti!!!
    Veni u cori!!!

    nni facemu tutti u ggiurnali!!!

  279. Dionyso says:

    ahahahahaha

  280. Rino says:

    Siciliani !
    La Sicilia é inquinata
    Non fatevi avvelenare.

    http://it.youtube.com/watch?v=KWIjBC-qbp4

  281. Dionyso says:

    Presente!

    ANTUDO

  282. rrusariu says:

    Quello ca mi siddia, come si sembra di capire che vorrebbero candidare chi offese i Siciliani l’estate scorsa!!!
    Sarebbe una sventura!!!!!

  283. Ducezio says:

    Solo un ignorante può paragonare la Sicilia alla Vallonia.
    Se Deprez crede di avere il diritto di offendere gratuitamente la nostra terra, devo pensare che essere nominato presidente della commissione libertà civili del PE significhi perdere il senso del rispetto e della buona educazione, sempre che l’abbia mai conosciuto.
    Il caro Deprez, prima di parlare male della Sicilia dovrebbe provare ad aprire un bel libro di storia.
    La nostra terra è stata nei secoli culla di civiltà e di prosperità finchè non ha subito quella colonizzazione brutale, da parte dei Savoia e di Garibaldi, passata alla storia come Risorgimento d’Italia. Forse a Deprez non siamo simpatici perchè non siamo mai stati dei feroci colonizzatori, ma piuttosto vittime del colonialismo piemontese.
    Il nostro benessere era ed è frutto del sudore della nostra fronte, non dello sfruttamento coloniale.
    Noi non abbiamo mai costretto gli altri a lavorare al posto nostro, non ci siamo arricchiti alle spalle dei poveri.
    Certo non si può paragonare la nostra storia con quella del suo Paese:
    noi abbiamo avuto Federico II, loro Leopolodo II;
    noi abbiamo lavorato la nostra terra e mangiato il nostro pane, loro hanno sfruttato i poveri africani;
    noi siamo ospitali e generosi, loro hanno massacrato 10 milioni di congolesi;
    noi abbiamo un cuore, loro hanno tagliato la mano destra a migliaia di congolesi;
    noi mangiamo cannoli e cassate, loro le manine di cioccolato fondente, macabra memoria delle loro vergogne coloniali;
    noi viviamo allegri al sole, non ci suicidiamo nelle nebbie;
    noi amiamo la nostra terra e viviamo dignitosamente anche la nostra povertà;
    siamo contenti con il minimo necessario e ringraziamo Dio per il nostro pane quotidiano.
    Ci faccia un piacere il Deprez, prima di nominare la Sicilia dia uno sguardo approfondito alla storia del suo Paese, esca dal suo ghetto intellettuale e poi, gentilmente, stia zitto.

  284. rrusariu says:

    Questa è l’Italia che quando cittadini emigrati dal sud e dalle isole si uniscono subito arriva l’input di bloccare qualsiasi tentativo di presentare liste per difendere i loro interessi.
    Invece le liste dei condannati vengono sempre cautelate!!!
    Spero che tutti gli emigrati comprendono di quanto matrigna sia la patria dove i debiti sono di tutti ma gli utili sono privati.

  285. laveratrinacria says:

    Eh si …… grazie Paolo Francesco Catania!

    Ciao, Lillo Ciulla dalla Germania – ex candidato per il Senato

  286. rrusariu says:

    Cosa possiamo dire di gente che lavora nei media ma continua a mistificare la realtà.

    Oggi serve una nuova liberazione, purtroppo quasi 150 anni di asservimento non sono ancora riusciti a svegliare la nostra gente che il tozzo di pane che ci viene garantito(!?!?!) oggidì tra non molto c’è lo toglieranno per gli “alti costi” di approvvigionamento!!!

    Siamo in mano ai nuovi “barbari”, che utilizzeranno tutte le leve per schiacciarci ed impedirci di vivere come essere umani.
    Sono Purtroppo Questi Romani, schiavisti come allora, e che schiavi vogliono farci diventare.

    Oggi come allora chi cerca di impedire questa strategia di SCHIAVISMO-TERRORISMO viene criminalizzato e messo ai margini volutamente.

    Giovanni E Paolo sono morti per difenderci da questi barbari, per una giustizia umana tradita da chi dall’alto dello scranno pensa solo a difendere gli interessi delle confraternite.

    Le ideologie come coperture delle confraternite sono fallite!!!

    EUNO RISORGI!!!!!
    SANTA MARIA DELL’ODIGITRIA PROTEGGICI DALLE BARBARIE DEI NUOVI ROMANI!!!

  287. SalKappa2 says:

    Ben detto!
    LA NOSTRA PATRIA E’ LA SICILIA:”LA SPLENDIDA ISOLA DEI SICILIANI!”
    SalutiBelli da Valdagno (Vicenza)
    sal

  288. Dionyso says:

    alcuni passaggi non mi convincono affatto.
    uno su tutti il fatto che la mafia ha preso il posto dello Stato. sbagliato, è lo stato che è mafioso, il chè è diverso.

  289. rrusariu says:

    Bbeddu paisanu c’avemu!!!
    Ma onestamente dobbiamo dire che la Repubblica Italiana ovvero Cosa Nostra Taliana ha distrutto un mondo Siciliano che avrebbe potuto avere miglior sorte. Peccato che per necessità strategiche gli anglo-americani ci abbiano consegnato quanto prima ad uno stato nato mafioso.

  290. tersite says:

    caro compagno meridionale, io non ti ho mai risposto, per colpa della mia naturale disaffezione verso tutti i movimenti politici-culturali autonomisti.
    la tua sicilia è una terra bellissima malata di un male oscuro figlio della nostra storia politico-culturale: il fatalismo. ho molto apprezzato il film tutto siciliano-italiano i “Vicere” una istantanea di 150 anni ancora tutta attuale. se nelle ultime amministrative la destra a vinto a mani basse, non è colpa di chi è rimasto a casa. ma di una classe dirigente asservita al potere paramafioso di stampo economico fondato sulla spesa pubblica. io sono convinto che il popolo siciliano – quello più illuminato – deve mettersi a disposizione per una lotta di liberazione dal bisogno non chiedendo più lavoro per i giovani meridionali ma paradossalmente rifiutando il lavoro. solo così non saremo più facili prede di volpi politiche che si ingrassano riccorrendo alla retorica della promessa di un lavoro o di una raccomandazione. sapremo far passare e far metabolizzare questo messaggio alle nuove generazioni?
    augurando buon lavoro, vostro
    vito feninno
    http://www.larepubblicaditersite.it

  291. w2eCO2 says:

    Sono un Vero Siciliano, imprenditore e ricercatore scientifico, da sempre in lotta contro le “superchierie” dell’ignoranza e di chi non vuole sentire.
    Il vero futuro dell’autonomia siciliana è nell’autoderminazione energetica e sulle scelte di tecnologie di produzione di energia da fonti alternative “Waste To Energy- Non Combustion” che porterebbero enormi profitti economici alla “Regione Autonoma Siciliana” e la soluzione totale per lo smaltimento dei rifiuti urbani, industriali, ospedalieri e tossico nocivi, e non sulle continue trivellazioni petrolifere e tantomeno sulle installazioni di Inceneritori che qualcuno continua a chiamarli, con un eufemismo, termovalorizzatori (mostri obsoleti e con bilanci energetici ed economici negativi fallimentari e paradossalmente legati a disastri ecologici e alla divulgazione di Nanopatologie largamente documentate.

    “NEMINI TENERI” (Il concetto di libertà: non dipendere da nessuno).

    Vi invito a visitare i seguenti siti;

    http://www.ktfinance.eu
    http://www.startech.net

    Non voglio convincere…….voglio solo Informare.
    Grazie

  292. rrusariu says:

    E’ ora di finirla con questi falsi e farabutti

    i SICILIANI si devono svegliare!!!!!!!

    non capiscono che gli euro che pagano quando fanno pieno di carburante non rimane niente in Sicilia?

    paghiamo l’accise per la guerra d’abissinia, per la valle del Belice, ma nessun beneficio reale viene fatto. Sono solo ladri.

    Quanto prima denunceremo il patto e lasciamo quel metastatico a farsi friggere con tutte le veline e leccatori che si porta appresso

  293. Dionyso says:

    Cambio di intitolazione di piazza garibaldi a Capo d’Orlando

    Venerdì 4 luglio alle ore 19.30 durante una cerimonia ufficiale, verrà intitolata la piazza antistante la stazione ferroviaria. L’Amministrazione Comunale, così come anticipato nei giorni scorsi, ha stabilito che la piazza, ammodernata così come il parcheggio che sempre venerdì sarà aperto alla fruizione, diventerà piazza “IV Luglio”.

    Questo in ricordo per il 4 luglio 1299, quando sulla spiaggia e nelle acque del mare antistante Capo d’Orlando, si combatté una tremenda battaglia nella quale non ci furono prigionieri, ma dove perirono 6.000 Siciliani. Oltre al Sindaco Enzo Sindoni alla Giunta ed ai Consiglieri Comunali presenzierà alla cerimonia anche Carmelo Caccetta, Presidente dell’Archeoclub d’Italia, sede comprensoriale di Capo d’Orlando, racconterà la battaglia il Prof. Corrado Mirto, già Prof. Associato di Storia Medioevale Università di Palermo e membro della Società di Storia Patria Siciliana.
    La cittadinanza è invitata a partecipare.

  294. w2eCO2 says:

    Sono un Vero Siciliano, imprenditore e ricercatore scientifico, da sempre in lotta contro le “superchierie” dell’ignoranza e di chi non vuole sentire.
    Il vero futuro dell’autonomia siciliana è nell’autoderminazione energetica e sulle scelte di tecnologie di produzione di energia da fonti alternative “Waste To Energy- Non Combustion” che porterebbero enormi profitti economici alla “Regione Autonoma Siciliana” e la soluzione totale per lo smaltimento dei rifiuti urbani, industriali, ospedalieri e tossico nocivi, e non sulle continue trivellazioni petrolifere e tantomeno sulle installazioni di Inceneritori che qualcuno continua a chiamarli, con un eufemismo, termovalorizzatori (mostri obsoleti e con bilanci energetici ed economici negativi fallimentari e paradossalmente legati a disastri ecologici e alla divulgazione di Nanopatologie largamente documentate.

    “NEMINI TENERI” (Il concetto di libertà: non dipendere da nessuno).

    Vi invito a visitare i seguenti siti;

    http://www.ktfinance.eu
    http://www.startech.net

    Non voglio convincere…….voglio solo Informare.
    Grazie

  295. Dionyso says:

    “Come? Semplicissimo: unire le 6 regioni meridionali continentali in un’unica “Macroregione” a statuto speciale CON L’IDENTICO STATUTO AUTONOMO DI CUI OGGI GODE LA SICILIA”

    ma non vi sono bastati questi 60 anni di voluta non applicazione dello Statuto?
    l’italia l’ha concesso proprio perchè sapeva che non si sarebbe applicato, altrimenti potevamo stare freschi.
    se ci vogliamo salvare, l’unica strada è l’indipendenza, in quanto l’italia continuerà a trattarci da colonia; se lo ha fatto per 148 anni, non vedo il motivo per cui debba cambiare ora.
    non ci potranno mai essere politici SICILIANI, fin quando la sicilia farà parte dell’italia, perchè essi si sentiranno italiani e per forza di cose guarderanno sempre a roma o milano; ma se anche volessero fare gli interessi della sicilia, sarebbero comunque ostacolati.

    in definitiva: basta con l’italia e basta patti truffardini con essa!!!

    io non voglio far parte di uno Stato che mi vuole annientare.

  296. seditasilvio says:

    Se ogni volta dobbiamo pensare che ogni opera non si può fare perchè c’è il pericolo di infiltrazione della mafia, allora sarà meglio seppellire la testa sotto la sabbia, perchè un popolo si riconosce tale quando à la capacità di reaggire e difendersi da qualsiasi imposizione e non calarsi le brache ogni qual volta cè un possibile pericolo.
    Credo che la Signora Magli non abbia viaggiato in auto o in treno nel periodo estivo per scrivere in questo modo.
    Si ricordi che il ponte sullo stretto è l’unica opera che ha la capacità di fare muovere tutte le infrastrutture e che il costo per lo stato Italiano è molto basso, mentre il guadagno per l’economia Siciliana è grandissimo, i contrari al ponte avranno di che vivere aggiatamente fregandosene dei bisogni di quelli che faticano a finire il mese e dei disoccupati, perchè il ponte è lavoro e la Sicilia a sete di lavoro.

  297. seditasilvio says:

    Prima di parlare della bellezza ambientale e che il ponte la rovinerebbe, se non avete il prosciutto sugli occhi, guardate le bellezze dei generatori eolici, hanno rovinato non solo l’ambiente, inguinano acusticamente, tanto che in cuelle zone non ci sono uccelli, ma nessuno dice niente neanche gli ambientalisti, non credo che qualcuno ci mangi sopra?.
    Hanno detto che avrebbero intenzione di metterne altri di fronte alla costa, sarebbe un bello spettacolo, e nessuno dice niente, e dire che produciamo molto più energia elettrica del fabbisogno Siciliano, all’ ora a che cosa serve il parco eolico se non a sfruttare ancora la Sicilia, per gli interessi di poche persone e lasciarci l’obbrobbrio di quelle torri che rovinano non solo l’ambiene a principalmente le bellezze ambientali.

  298. Dionyso says:

    “Lo stesso Garibaldi ebbe a dolersi della spedizione dei Mille. Disse che non l’avrebbe mai rifatta se avesse intuito la crudeltà del regime piemontese verso il Sud!!”

    veramente garibaldi disse che non avrebbe rifatto la strada del sud per paura di essere preso a sassate e non per rimorso; ciò significa che non ci sarebbe tornato nemmeno in vacanza e non che rinnega la spedizione; tra l’altro ha pure la faccia tosta di dire che ha la coscienza apposto per non aver fatto del male…

    ecco la frase:
    “Gli oltraggi subiti dalle popolazioni meridionali sono incommensurabili. Ho la coscienza di non aver fatto del male, nonostante ciò non rifarei la via dell’Italia meridionale, temendo di essere preso a sassate, essendosi colà cagionato solo squallore e suscitato solo odio!”.

  299. IngVolante says:

    le pulsioni a rivivere la reale natura del Risorgimento si fanno sempre più impellenti

    La reale natura del Risorgimento è quella che si è storicamente prodotta. Non ci sono altre nature. Il Risorgimento è stata una rivoluzione anti italiana e anti siciliana, finanziata dall’Impero Britannico, condotta da massoni e filibustieri il cui unico obiettivo era scardinare l’ordine vigente per costruire uno stato ispirato ai valori liberali della massoneria e garantire agli inglesi il dominio nel Mediterraneo.

    Le ingiurie non sono rivolte ai nostri mafiosi che non voglio difendere.

    I nostri mafiosi? I suoi forse! Non certo i miei!

    Tutta la stampa controllata da Berlusconi è dichiaramente razzista verso tutti coloro che non sono nati al disopra del Lazio.

    Adesso ce la prendiamo con Berlusconi? E la stampa “democratica” o di sinistra, forse non è altrettanto se non più razzista della stampa di Berlusconi?

    l’Italia nella quale viviamo non è più quella della resistenza e della Costituzione.

    Lo è e come se lo è. E’ la stessa Italia del partito laico-piemontese, dei Bocca e degli Scalfari, dell’odio “progressista” verso tutto ciò che ha una parvenza di identitario, di tradizionale.

    La cultura leghista è diventata maggioritaria anche in regioni che erano civilissime come la Toscana e l’Umbria.

    Civilissime? Perché? Perché votano per la mafia progressista? E no, mio caro, quelle regioni sono civilissime a spese nostre. Senza il nostro danaro, i nostri emigrati, il nostro petrolio, quelle regioni sarebbero messe come e anche peggio di noi. Altro che civilissime! E non mi venga a dire che sono civilissime in quanto più “solidali” di noi. Di noi non gli è mai fregato niente e mai niente gli fregherà. La solidarietà tra i lavoratori dell’Umbria e della Toscana con quelli della Sicilia è pura ideologia sindacalista!

    Garibaldi la cui figura va approfondita e non criminalizzata con superficialità.

    Non c’è più niente da approfondire. Per fortuna gli storici “revisionisti”, per lo più di stampo cattolico, ci hanno dato una bella mano a scoprire il vero volto del nostro violentatore di popoli. Se continuiamo ad approfondire possiamo trovare solo altro fango!

    Lo stesso Garibaldi ebbe a dolersi della spedizione dei Mille. Disse che non l’avrebbe mai rifatta se avesse intuito la crudeltà del regime piemontese verso il Sud!!

    Lei afferma il falso, come l’amico Dyoniso le ha già dimostrato. Garibaldi non si pentì mai di nulla!

    Per questo credo che non basti una mera conferma dei valori dell’unità italiana e della positività del Risorgimento.

    Quali valori? Bandiera tricolore scimmiottamento di quella giacobina francese? Cancellamento delle identità millenarie pre-esistenti al Risorgimento? Annessione forzata per mezzo dei plebisciti-farsa? Colonizzazione del Sud e della Sicilia? Emigrazione di milioni di compatrioti? Due guerre mondiali? Liberismo economico che ha distrutto l’economia della Sicilia e del Meridione? Fascismo? Laicità dello Stato, che significa essenzialmente Pubblica Dis-Istruzione e omissione della verità storica? Questi e soltanto questi sono i valori dell’unità italiana. Quanto alla “positività” del Risorgimento, non so cosa ci possa vedere di positivo in questa catastrofe.

    Bisogna vedere che cosa ci aspetta dalla nuova Italia che nasce dalla rottura della borghesia settentrionale coi lavoratori e con il Sud!!

    Ideologia. Pura ideologia. Parole vecchie, che non rispondono più alla realtà. Amesso che lo abbiano fatto. La borghesia, la classa lavoratrice: questa dialettica materialistica di stampo marxista ha mostrato al mondo il suo fallimento sul piano politico e sociale e ancora c’è chi rimane ancorato a questi schemi ottocenteschi! L’uomo è fatto anche di spirito. La sua vita non si esaurisce tutta nelle dinamiche economico-sociali e politiche. Liberiamoci di questo ateismo militante fallimentare. L’uomo è fatto di anima, di sentimenti, di identità. La situazione attuale è determinata dallo stato di colonizzazione della Sicilia. Chi ci colonizza non è solo la borghesia settentrionale, ma il Nord nella sua interezza, senza distinguo di classi sociali!

  300. rudy says:

    Che vergogna! Tra qualche giorno in Sicilia non si potrà più nemmeno respirare se non sei parente o leccaculo dei politici sulla cresta dell’onda!
    Ed il tanto decantato Movimento Popolare Autonomista di Raffaele Lombardo? Beh: di “popolare” ha ben poco, visto che anch’esso si ispira a criteri di “casta”; di “autonomista”, invece, molto, visto che spadroneggia in maniera estremamente disinvolta assegnando incarichi e consulenze in piena… autonomia.
    Grazie per l’ospitalità.

  301. william says:

    Forse, in questa vicenda, c’è qualche puntino su qualche “i” fuori posto. In primo luogo per capire la gravità di questa sentenza della Corte costituzionale, va rilevato che riguarda un atto del governo centrale assolutamente improponibile perché diretto ad un “signore” che da oltre 24 ore si era irrevocabilmente dimesso dalla carica di presidente della Regione Siciliana, per cui, essendo uscito di scena definitivamente, non poteva essere sospeso da niente. Tant’è che ad impugnare il provvedimento del Governo Prodi, è stato il presidente facente funzione Lino Leanza, che ha rimpiazzato Cuffaro per il trimestre di interregno. In ogni caso l’immarcescibile Totò, se ancora in carica, non poteva essere sospeso, come prevede la norma applicata alle regioni a statuto ordinario, ma, come dispone lo Statuto Siciliano, doveva essere deposto, cioé ignobilmente cacciato. IL che significa che con questa sentenza, emessa per un atto non dovuto, dal momento che Totò vasa vasa se ne era già andato, e in ogni caso sbagliato, è stato cancellato un altro pezzo del nostro Statuto, ovvero è stato fatto un altro passo, e anche notevole, verso l’omologazione dell’autonomia siciliana a quella delle regioni a statuto ordinario. Ecco perché quella sentenza è gravissima. In quanto all’organo che l’ha emessa, poi, va ricordato che questo è stato “legittimato” con la sentenza n. 4, peraltro applauditissima, anche da Finocchiaro Aprile che vi faceva parte, dell’Alta Corte, emessa il 19 luglio-10 settembre 1949 in accoglimento di un ricorso dell’allora presidente della Regione Franco Restivo. Con quella sentenza, per certi versi giusta, perché abrogativa del secondo comma della norma di conversione in legge costituzionale con cui si sosteneva che lo Statuto siciliano, che attraverso l’art. 116 è parte integrante della Costituzione italiana, poteva essere modificato, nell’arco del biennio successivo alla entrata in vigore, con legge ordinaria del Parlamento centrale, “udita l’Assemblea regionale della Sicilia”. Sentenza, anche questa, seppur giusta, assolutamente inutile perché sarebbe bastato attendere ancora tre mesi perché decadesse automaticamente. Inutile per la vicenda di riferimento, ma primo passo sostanziale per la demolizione dell’Autonomia da poco conquistata. Infatti, nell’abrogare una norma sbagliata, ma quasi scaduta, si è autoabilitata, oltre che a far rispettare le norme costituzionali, ad interpretarle ad libitum, secondo l’occorrenza del momento, col risultato che una sentenza dell’Alta Corte ha valore superiore e quindi prevale sullanorma costituzionale. A ciò si aggiunga, per meglio capire le vicende odierne, che quando nel 1956 l’Alta Corte si sciolse (anche se di fatto si può parlare di subdola abrogazione, forse perché su 90 sentenze emesse, 70 erano abrogative di leggi dello Stato dannose per la Sicilia), ciò avvenne per le dimissioni dei suoi giudici, nominati in blocco, vista l’esperienza acquisita, giudici dell’istituenda Corte costituzionale. Immediatamente, Assemblea siciliana e Parlamento centrale avrebbero dovuto procedere all’elezione dei nuovi giudici. Il che, sebbene siano trascorsi 52 anni e qualche mese, non è mai accaduto. Non solo un anno dopo l’entrata in funzione, i giudici della Corte costituzionale hanno emesso una sentenza con cui si dispone che laddove nello Statuto siciliano è scritto “Alta Corte”, leggasi “Corte Costituzionale”. E nessuno in quel momento ha ricordato l’articolo di fondo comparso sul giornale “Il Popolo” all’indomani dell’entrata in vigore dello Statuto Siciliano, sottoscritto da Mario Scelba, in cui si affermava che la chiave di volta, nonché la garanzia dell’Autonomia siciliana, era l’Alta Corte. Senza quest’istituto non si sarebbe potuto più parlare di Autonomia. Dieci anni dopo, dallo stesso personaggio politico, oltre che fra i più influenti dell’epoca, il più vicino a Don Sturzo, dal politico che aveva voluto la costituzione della “Regione Siciliana”, anziché la “Repubblica Siciliana”, sostenendo che grazie all’art. 38 (abrogato di fatto dall’oriundo siciliano Giuliano Amato) i siciliani sarebbero stati anche risarciti per i danni subiti negli 86 anni precedenti, non una parola non un commento. In tutto questo Raffaele Lombardo? Boh? Una cosa è certa. La resa incondizionata non è di oggi, ma risale al 1947, agli albori della Regione, quando fu abrogata la “Paritetica” perché i componenti siciliani non erano stati scelti dall’Ars. Se ne sarebbe dovuta costituire una nuova, per riscrivere le norme d’attuazione dello Statuto speciale, ma non fu più fatto. Contemporaneamente, però, finirono nel cestino della carta straccia le norme elaborate dalla precedente commissione. E si evitò così, come chiedeva Roma, di attuare intregralmente le norme statutarie, compresi l’art. 31 sull’ordine pubblico, gli artt. 36 e 37 e, soprattutto, il 39 e 40, quelli relativi al ritorno ad una moneta siciliana, combattuto più di ogni altro da Luigi Enaudi.

  302. luisamar says:

    E oggi com’è la situazione, ci sono aggiornamento a riguardo ?

    Luisa Maretti
    Amministratrice Forex [www.tuttoforex.com]

  303. rrusariu says:

    Nta wikipedia international:
    History

    The Citadel and tombs in the late 1800sCairo was founded in 969 AD as the royal enclosure for the Fatimid caliphs, while the actual economic and administrative capital was in nearby Fustat. Modern Cairo encompasses Fustat, as well as other previous capitals — Al-Askar and Al-Qatta’i. Fustat was established by Arab military commander ‘Amr ibn al-‘As following the conquest of Egypt in 641, and took over as the capital which previously was located in Alexandria. Al-Askar, located in what is now Old Cairo, was the capital of Egypt from 750 to 868. Ahmad ibn Tulun established Al-Qatta’i as the new capital of Egypt, and remained the capital until 905, when the Fustat once again became the capital. After Fustat was destroyed in 1168/1169 to prevent its capture by the Crusaders, the administrative capital of Egypt moved to Cairo, where it has remained ever since. It took four years for the General Jawhar Al Sikilli (the Sicilian) to build Cairo and for the Fatimid Calif Al Muizz to leave his old Mahdia in Tunisia and settle in the new Capital of Fatimids in Egypt.

    Nta Wikipedia taliana u paisanu nostru scumpari:

    Per tutto il periodo del califfato ortodosso l’Egitto non dette altra notizia di sé, se non per il forte malumore derivante dall’azione amministrativa del suo governatore ʿAbd Allāh ibn Saʿd b. Abī Sarḥ, che contribuì non poco all’assassinio del terzo califfo. Per tutto il periodo omayyade le cose non cambiarono e il Paese si avvantaggiò molto della saggia amministrazione del fratello del califfo ʿAbd al-Malik ibn Marwān, ʿAbd al-ʿAzīz ibn Marwān.

    Ugualmente distratta fu l’azione abbaside in Egitto e fu per dar corso alle spinte regionalistiche e alle esigenze di decentralizzazione in un califfato ormai troppo dilatato per essere ben funzionante che Aḥmad ibn Ṭūlūn prese nel IX secolo il potere, avviando una felicissima rinascita del Paese, sia sotto il profilo economico, sia sotto quello politico e culturale.

    Il nucleo originario dell’odierna città fu fondato invece a NE della città tulunide di al-Qaṭāʾīʿ (a sua volta sorta a NE dell’abbaside al-ʿAskar), al cui SO era sorto il primo insediamento arabo di al-Fusṭāṭ. La struttura primigenia del Cairo fu eretta nel 969 d.C. come città fortificata, in cui era destinato a risiedere e a governare l’Imām fatimide, e venne chiamata, in onore del pianeta Marte (in arabo al-Qāhir, “il Vittorioso”, che in quel momento era in ascendente,[5] “la città soggiogatrice”, ossia al-madīnat al-qāhira.

    Il Cairo.Nel 1171 il curdo Saladino divenuto in precedenza il vizir fatimide, malgrado il suo Sunnismo, s’impadronì

    SICILIANI PINZATI BBONU KUANNU LIGGITI LIBBRI TALIANI, AMMUCCIANU SEMPRI KUANNU SI VIRINU SICILIANI BBEDDHI!!!!

  304. lucianocrimi says:

    E’ bellissima la nostra costituzione, il problema non è questa ma le persone che la applicano. Il popolo siciliano non è in grado di autodeterminazione, deve essere controllato e guidato, non ha nessuna caratteristica positiva che le regioni come valle d’aosta, trentino, ecc ecc hanno. Nonostante la Sicilia abbia una costituzione bellissima non riesce a fare nulla. Questa costituzione va eliminata in modo che i non-siciliani si prendano cura di noi.

  305. SalKappa2 says:

    Eppure dalle vette è bella:”quanta magnificenza quanta bellezza quanti profumi…”.
    Povera Sicilia mia!

    Quanto sopra è per esprimere con tutta l’anima la mia solidarietà.

    AuguriBelli

  306. Vespro says:

    Anche voi dell’Altra Sicilia ci siete caduti..? E’ proprio vero che l’MpA si sta allargando come un CANCRO!

    Sicilia serva DI NESSUNO!

  307. Dionyso says:

    non credo abbia senso un referendum per far applicare un qualcosa che già è applicabile per legge, ma che solo i politici non vogliono.
    per questi problemi ci sono le elezioni.

  308. Ducezio says:

    Non sono d’accordo con Dionyso. Un simile referendum avrebbe una grande importanza se fosse preceduto da una massiccia campagna di informazione e sensibilizzazione del popolo siciliano.
    Alla base di tanti nostri problemi c’è proprio la disinformazione e il qualunquismo abulico che ci contraddistingue: non conosciamo la nostra storia (nè passata nè presente) e non ci interessa conoscerla perchè “tanto non cambierà mai niente”. Un simile atteggiamento fa il gioco dei nemici della Sicilia. Bisogna rompere la catena della rassegnazione e cominciare a lottare per i nostri diritti. E’ possibile cambiare le cose in modo costruttivo ed ottenere forme sostanziali di autonomia.
    La storia europea degli ultimi anni è ricca di esempi concreti.
    D’accordo con Dionyso sulle elezioni quale arma per affermare i principi sanciti da uno stato
    democratico. Ma quando un elemento come il Berlusca viene a fare man bassa di voti proprio da noi, la dice lunga su quanto i siciliani abbiano saputo far valere i propri diritti e quanto abbiano capito di politica!
    Se ci fosse un simile referendum voterei una sfilza di sì, se non altro per far sapere che sono “terùn” ma con le idee chiare.

  309. zetan says:

    E’ un rischio ma è tempo di rischiare, pertanto condivido pienamente l’iniziativa, coinvolgendo il Presindente della Regione, quale promotore attivo dell’iniziativa. Ritengo che sarebbe opportuno discutere il tutto dopo le consultazioni europee. Necessita una opportuna copertura mediatica, viceversa rischieremmo che il piduista ci farebbe a pezzi.

  310. Archimede69 says:

    Sarei d’accordo però è un grossisimo rischio per il fatto che dei refefendum la gente se ne è fregata sempre,come se ciò non gli riguardasse.Anche in passato nei referendum importanti molta gente non è andata a votare,per pigrizia o per ignoranza,ma credo di piu per la seconda opzione.Ci vorrebbe una vera e propria campagna di sensibiliazione,e nonostante ciò la vedo dura,proprio perchè siamo un popolo di rassegnati,e non capiamo che se vogliamo cambiare le cose dobbiamo essere tutti partecipi,senza aspettare o delegare ad altri come abbiamo fatto sempre,ormai il risultato lo sappiamo non è cambiato mai niente.Dobbiamo rompere questo modo di pensare e agire.

  311. zetan says:

    Fintanto che gli strumenti urbanistici affidano ai costruttori la delega del costruire estorcendola ai singoli, non ci sarà salvezza. Fintanto che la regione finanzia programmi costruttivi e piani di edilizia economica e popolare ai degenerati, che collegati a doppio filo alla stessa politica, miserabile, la quale ne sfrutta una parte quale libero finanziamento, non possiamo immaginare gradi trasformazioni. Non può esserci l’autonomia o meglio l’indipendenza della nostra terra senza la libertà dei singoli siciliani, avendo anche la possibilità di realizzare la propria casa e non solamente di acquistarla. Se dunque si vogliono finanziare politiche sull’edilizia, queste devono essere rivolte ai singoli, non ai costruttori per ovvie ragioni. Gli agglomerati urbani, riconosciuti patrimonio dell’umanità, sono stati tutti realizzati dai singoli non vi pare.

  312. Ducezio says:

    Ottimo articolo, pienamente condiviso.
    W la Sicilia libera!

  313. Ducezio says:

    Siete semplicemente grandiosi, mi onoro di appartenere alla stessa terra!
    ANTUDO!
    Comunque è vero, si scantanu!

  314. piermarco says:

    Mi sono recato ad Amsterdam per votare (30 km da casa mia). Dopo essermi sobbarcato il viaggio, mi e’ stato impedito di votare!!!

    Ero incazzatissimo. Dice che il ministero degli interni della merdosissima repubblica italiana ha fornito al consolato un elenco di “optanti” da non ammettere al voto. Gli “optanti” sono coloro i quali hanno optato di votare per i candidati olandesi al parlamento europeo. Ma sia io che mia moglie avevamo “optato” di votare per i candidati italiani.

    Cosa davvero raccapricciante: a mia moglie hanno consentito di votare, a me no!… Ho detto di essere rappresentante per l’Olanda de L’Altra Sicilia, mi sono seriamente incazzato e li’ mi davano tutti ragione. Volevo una fotocopia della pagina di questo fantomatico elenco di “optanti” in cui figurava il mio nome, ma a quel punto mi hanno detto che non era possibile. A un certo punto hanno chiamato il presidente di seggio che distava solo un paio di metri da me ma faceva finta di niente… all’italiana!!! Si avvicina questo signor Precisetti del nord italietta e ribadisce che la fotocopia non la posso avere con tono disturbato. Mi incazzo ancora di piu’ e a un certo punto un’anima “buona” mi consiglia di andare a parlare col console.

    Cosi’ faccio, ma il console e’ impegnato. Trovo la vice-console, che rammaricata mi dice che l’unica cosa che puo’ fare e’ prendere nota dell’accaduto e rendersi disponibile per testimoniare in caso di necessita’. Devo dire che la signora era veramente cordiale ed e’ riuscita a farmi calmare.

    Ma com’e’ possibile? Sia io che mia moglie abbiamo optato di votare per i candidati italiani. Sia lei che io abbiamo ricevuto sia i certificati elettorali del consolato, sia quelli del comune di residenza qui in Olanda. Tant’e’ che ci eravamo detti: forse ci lasciano la possibilita’ di scegliere… mah! Arriviamo li’, dopo che uno si sobbarca chilometri per recarsi alle urne (anzi nel mio caso, 30 km sono niente rispetto a chi vive in parti piu’ lontane del paese) e non sanno neanche dirti quanti sono i votanti che sono stati esclusi. Non sanno niente o fanno finta di non sapere. Sapevano solo che erano tanti. E a loro discolpa hanno detto che hanno perfino dovuto negare il diritto di voto a membri del parlamento europeo che si trovavano nella mia stessa situazione.

    Una cosa e’ certa, a queste elezioni noi siciliani e meridionali siamo stati boicottati. E forte mi sorge il sospetto che nel mio caso, come rappresentante de L’Altra Sicilia, la cosa non sia per niente casuale!

    Che ci vuole a negarmi di votare con la scusa che qualcosa e’ andata storta a causa del comune di residenza… scaricando in questo modo la colpa sugli olandesi.

    Piermarco Burrafato
    L’Altra Sicilia – Olanda

  315. Ducezio says:

    Ottimo articolo.
    Come popolo siciliano, le prossime elezioni ci pongono davanti un’importante verifica: quella della nostra maturità politica, della riappropriazioine della nostra identità storica e della nostra consapevolezza dei diritti sanciti dal nostro Statuto Speciale.
    Spero vivamente che sia la volta buona, l’inizio del riscatto morale ed economico da troppo tempo atteso. ANTUDO

  316. william says:

    Dire che “la Padania, geograficamente inesistente prima dell’avvento della Lega” è “ora intesa politicamente e geograficamente come una macro regione”, vuol dire solo che l’osservatore del sedicente osservatorio siciliano non conosce la storia. Mai sentito parlare di “linea gotica” ?, di Repubblica sociale italiana o, che dir si voglia, di Repubblica di Salò? E cos’erano se non la rivendicata “Padania” di Umberto Bossi.

  317. geleselibero says:

    comincio a vedere anche nell’altra sicilia strategie di dubbio valore. Mi era arrivato un invito a sostenere L’autonomia sulla base di dichiarazioni rilasciate dall’autonomista Lombarto a “Porta a Porta”, invito che ho immediatamente cestinato. A risultati ottenuti leggo quasti conati di vomito conseguenti all’intossicazione subita da una posizione del genere. Mi viene il dubbio, però, che se le cose fossero andate diversamente, forse qualcuno da queste parti avrebbe pure sorriso ipotizzando nuove vetrine e nuovi percorsi da intraprendere coi nuovi compagni di lotta Lombardiani.
    riamngo alla finestra a guardare quel che sarà di questo movimento che sapeva dare entusiasmo. Intanto appoggio le azioni di insorgenza civile a Napoli, un movimento che sa operare con più coerenza e decisione.
    Saluti a tutti da Gela
    Paolo

  318. Rino says:

    Salvatore Musumeci Presidente senza movimento:

    quale sarebbe il movimento di cui parla Musumeci
    se a Catania in Suo candidato a sindaco è durato un giorno?;
    alla conferenza stampa dedicata a Canepa e Castrogiovanni,
    presso l’Università di Catania il 14 maggio,
    c’era il Suo candidato silurato che ha fatto scena muta;
    a Palermo il 22 ottobre al Convegno su Canepa all’Università di Palermo, due giovanissimi movimentisti
    e a Siracusa, in piazza G8, tre sbandieratori.

    E dopo la tessera regalata a Lombardo,
    su quanti movimentisti può contare Salvo Musumeci?

    Quanti presidenti ci sono in Sicilia? Forse ci sono più presidenti che movimenti.

    Roman si è dissociato, Lorenzo si è dileguato, Totò si è schifiato…..

    nonostante tutto Musumeci invia i componenti (?)
    del Comitato Nazionale (?)
    del MIS a Murazzu Ruttu “in clima di fraternità”.

    Maestro Musumeci l’aspettiamo con il Suo comitato per fare la conta del Suo “movimento”
    ma se non si presenta neanche un Suo parente
    l’avvisiamo che dovrà cedere la staffetta ad altro presidente
    che ce ne sono molti in corsa anche alla carica di modesto sopraintendente.

    Da 25 scriviamo, pubblichiamo e diffondiamo stampa indipendentista,
    non ci servono posti di presidente e tessere da regalare,
    non ci aspettiamo medaglie o finanziamenti,
    l’unico nostro scopo è dire la verità al Popolo Siciliano,
    poi sarà molto più difficile continuare a sfruttare ed a ingannare
    per antilopi, sciacalli, pescecani e cavalcatori di tigri
    e alla fine non se ne accorgeranno neanche quando la Sicilia
    li sommergerà con una grande rinascita culturale
    che cancellerà, come nel Vespro,150 anni di pupazzi e fantocci italiani.

  319. william says:

    L’isola che non c’è? Una dovuta presa d’atto per una terra priva di abitanti. Non c’è, infatti, turista (ma anche gli stessi siciliani) che non sappia che quanto di bello e di buono vi si trova, è stato realizzato da Fenici, Punici, Greci, Romani, Bizantini, Normanni, Spagnoli e via citando. Perfino dagli Arabi che, essendo un sottopopolo, non al livello dei discendenti dalla Fatale Roma, hanno avuto bisogno della guida di eccelsi tutor Normanni, tant’è che le loro opere vengono definite Arabo-Normanne. Si, è vero, a sentire Omero, al di là di Cariddi sarebbero esistiti i lotofagi, ma avevano tutti la testa nel pallone, come gli attuali consumatori di canne, per cui potrebbero aver fatto analoga fine: dissolti nel nulla. E c’erano anche degli strani giganti con un occhio solo, dei mostri, costretti a vedere solo una parte della realtà, per cui, a forza di cantonate, si sono dissolti nel nulla. In quanto alla storia italica, si scopre che in periodo romano viveva in Sicilia un popolo di schiavi, perché Ne ha parlato Cicerone nelle sue Verrine. Si parla dei Vespri, ridimensionandolo, però, ad episodio di corna, solo perché il grande Verdi vi ha dedicato una sua celebre opera. E, da qui, si salta direttamente a Marsala, dove Garibaldi, come il celeberrimo vescovo di Napoli che, trovandosi, di venerdì santo, di fronte ad un pollo arrosto, lo benedisse esclamando “ego te baptizzo piscem” e lo addentò, battezzò i siciliani, chiamandoli italiani. Quindi, di che lamentarsi?

  320. michelone says:

    Io credo che per fare la Isola molto di più turistica debbi fare come per esempio i francesi colla isola di Corsica che un altra volta edera italiana. Accettare immigranti chi non parlano la lingua. No mettere bombe casa sua etc, etc.
    Io per esempio desidero un giorno di andare e vivere in Messina. No pensi cosi?

  321. michelone says:

    Mi scusi william, non ho voluto dire cosa quai io ho l’orgoglio d’essere figlio di siciliano e non posso giudicare tuta la vera storia dal nostro paese che e grande e bellissimo. Io vedo de uno occhio sollo questo mare, questa terra e questo sole per mai dimenticare al mio nono Gaetano di messina nato in catania

  322. SantoTrovato says:

    In questo ultimo periodo sono circolati su Facebook delle sciocchezze circa i rapporti tra L’EVIS di Antonio Canepa e il M.I.S..
    Prima in un “comunicato stampa” qualcuno scriveva:

    “Dopo oltre 70 anni la storia si ripete. L’ Esercito Volontario per l’Indipendenza della Sicilia ( EVIS ) che Antonio Canepa creò in disaccordo con la politica attendista seguita allora dal MIS, che si perse nella nebbia dell’autonomismo truffa che ha seguito i fatti del maggio 1946, è stato è ricostituito a Palermo ed ancora una volta da militanti in disaccordo con i dirigenti del MIS attuale ricostituito nel 2004.”

    e successivamente veniva pubblicata un’altra nota dal titolo “Facciamo un po’ di chiarezza su Canepa ed i suoi rapporti con il movimento indipendentista” con il seguente testo:

    Il primo nucleo dell’ EVIS – Esercito Volontario per l ‘Indipendenza Siciliana – non nacque per decisione del direttivo centrale indipendentista, ma per iniziativa personale di Antonio Canepa.
    Dopo aver fatto saltare l’ aeroporto di Gerbini all’ inizio del ’43 ( utilizzato dai tedeschi come aeroporto militare ) Canepa era sparito da Catania per andare a svolgere una missione al nord.
    Ci sono notizie infatti sull’ attività partigiana da lui svolta a Firenze nei primi mesi del 44, e sembra che i tedeschi avessero messo una taglia su di lui. Canepa comunque tornò a Catania nell’ autunno del 44 e si pose ad organizzare una forza armata indipendentista. Nei suoi rari contatti con il movimento separatista, egli sosteneva che l ‘indipendenza si sarebbe dovuta conquistare con la forza. Ma Canepa era guardato con una certa freddezza, perché era un uomo di sinistra.
    Per i latifondisti del movimento separatista, parlava troppo di riforme; inoltre criticava apertamente l ‘indirizzo reazionario del gruppo dirigente indipendentista.
    Ma Canepa era guardato con una certa freddezza, perché era un uomo di sinistra.
    Per i latifondisti del movimento separatista, parlava troppo di riforme; inoltre criticava apertamente l ‘indirizzo reazionario del gruppo dirigente indipendentista “

    alle perplessità espresse da qualche lettore che chiedeva le fonti di tale interpretazione degli avvenimenti, si rispondeva:

    non è assolutamente una nuova interpretazione, ma un dato di fatto risaputo da tutti coloro che anche minimamente hanno cercato di informarsi sulla storia recente della Sicilia. Vero è che il movimento indipendentista dopo l ‘assassinio di Canepa cambiò ” le carte sul tavolo ” per cercare di appropriarsi di Canepa e dell’ EVIS, e questo giustifica in parte la disinformazione che vige su questo argomento.
    Questo è il link da dove si è ricavata la nota :
    http://www.csssstrinakria.org/canepa.htm

    Chi ha scritto quelle note non sa nulla di storia della nostra terra e scrive notizie “ad muzzum” prendendole di qua e di là nella rete, senza essere in grado diverificarle.
    Andiamo addesso a vedere da quale fonte questi ingenui (o sprovveduti) infonauti “anche minimamente hanno cercato di informarsi sulla storia recente della Sicilia”:

    il link http://www.csssstrinakria.org/canepa.htmdi è un centro studi catanese fondato all’epoca da Natale Turco, oggi gestito da un certo Maccarrone che mi risulta essere Testimone di Geova, ma questo non ha molto importanza, e non fa politica attiva, ma solo informazione culturale. Le sue fonti storiche si fermano a oltre 20/30 anni fa.

    L’articolo a cui si fa riferimento è firmato Filippo Gaja ed è tratto da “L’esercito della lupara”, Milano Maquis 1990. L’autore, Filippo Gaja è giornalista militante antimperialista stalinista ( ma questo non ha molto importanza), che, senza alcuna analisi storica e particolareggiata degli avvenimenti succedutesi in Sicilia nel 1943 (nutro anche dubbi che sia mai venuto in Sicilia), stila questo suo “trattato” ricalcando quella letteratura italiota che, al solo scopo di affossare e neutralizzare qualsiasi ulteriore spinta indipendentista, ha diffamato e offuscato l’immagine della storia e dei protagonisti della lotta per l’indipendenza, che fruttò, con un patto costituzionale, la conquista del nostro Satuto D’Autonomia (purtroppo, mai applicato).

    Ecco alcuni passi di “L’esercito della lupara” di Filppo Gaja:

    ” Alla testa del movimento separatista, a strumentalizzare quel sogno di libertà, vi erano difatti i complici degli oppressori, quelli che dallo Stato sabaudo in versione ‘democratica’ prima, fascista dopo, avevano ottenuto privilegi e benemerenze e che ora, con l’arrivo degli angloamericani, avevano intravisto la possibilità di divenire i padroni dell’isola, facendosi umili servi dei vincitori. Politici emarginati ma mai perseguitati durante il Ventennio, tornati alle loro lucrose professioni cumulando denaro e rancore; mafiosi rientrati dal confino con l’odio nel cuore; nobili che sognavano il ritorno all’antico potere non importa come e al servizio di chi. Durante la guerra avevano contribuito a ‘liberare’ dalla vita migliaia di siciliani falciati dai bombardamenti terroristici su città e paesi, collaborando segretamente coi loro massacratori” ( L’esercito della lupara di Filippo Gaja – p. 133 )

    e ancora

    ” Fra loro vi fu chi salvò faccia ed apparenze, inneggiando al “diritto alla libertà e all’indipendenza della Sicilia” ( p.133) fin dal 22 luglio 1943; e chi, invece, distribuì senza ritegno e senza vergogna migliaia di distintivi “recanti il semplice numero 49, ad indicare la Sicilia come quarantanovesima stella degli Stati uniti d’America” ( p.136) , rendendo in tal modo esplicite le sue intenzioni di passare da un padrone all’altro. I nomi dei capi sep aratisti più noti appartenevano alla politica: Antinio Varvaro, Antonio Canepa, Andrea Finocchiaro Aprile, Concetto Gallo. Poi vi era la melma mafiosa dei Calogero Vizzini e dei suoi compari e comparielli, picciotti e quaquaraqua. Ma a tirare i fili, c’erano i rappresentanti di una nobiltà più che avida, ricca e disonorata: il duca di Carcaci ed i suoi rampolli, i baroni La Motta, Cammarata, Di Benedetto, Bordonaro, Bonanno di Linguaglossa etc., solo per citare i più noti.
    La truppa era altrettanto composita. Vi erano i ‘volontari’ e i ‘banditi’. I primi attratti dall’ideale separatista, i secondi richiamati da Concetto Gallo per conto di principi, duchi e baroni. E furono proprio i banditi il braccio armato del movimento separatista. Banditi lo erano certamente anche se in molti avevano una parvenza di ideali. Gli altri “guidati ed infiammati –scriveva l’ispettore generale di P.S. Ettore Messana- dalla diabolica esaltazione di Concetto Gallo, agivano nella illusione di rifarsi la perduta verginità morale camuffandolo con il sacrificio per un ideale…”
    ( p.229).

    Se questa è la verità storica del Movimento separatista del 1943, allora, fratelli, noi che oggi abbracciamo la causa dell’indipendenza della Sicilia, abbiamo preso una cantonata e stiamo sbagliando quando chiamiamo EROI chi nel ’43 scelse questa via; non erano eroi, ma degli approfittatori, mafiosi, sciacalli, un’accozzaglia di malfattori !

    RIPRISTINIAMO LA VERITA’ STORICA

    Senza il consenso ( e mi permetto di dire: senza la programmazione ed il sostegno) del M.I.S. l’EVIS non sarebbe sorto.

    PROVE:

    1- CANEPA STESSO RACCONTA NEL PRIMO NUMERO DI ” SICILIA INDIPENDENTE” DI AVERE AVUTO UN INCARICO RISERVATO DA ANDREA FINOCCHIARO APRILE.

    2- CANEPA ERA IL DIRETTORE DI SICILIA INDIPENDENTE CHE ERA “ORGANO UFFICIALE DEL M.I.S”

    3- Subito dopo, il 28 febbraio 1944, a sostegno del MIS sarebbe sorta la Lega Giovanile Separatista (LGS), alla quale avrebbe fatto seguito una formazione paramilitare denominata “Guardia alla Bandiera”.
    È significativo il fatto che la Guardia alla Bandiera avesse adottato una bandiera di combattimento, a strisce orizzontali, cinque gialle e quattro rosse, che alla fine dello stesso anno sarebbe diventata la bandiera dell’EVIS.
    Proprio dalla Lega Giovanile venne fuori la Guardia alla Bandiera, dalla quale doveva scaturire il vero organismo armato del Movimento per l’indipendenza della Sicilia (l’EVIS).

    4- Il Comandante delle “FORZE ARMATE SICILIANE” (e quindi comandante generale dell’Evis) era GUGLIEMO DI CARCACI, Dirigente della LEGA GIOVANILE SEARATISTA E DELLO STESSO M.I.S.

    5- I due Comandanti dell’EVIS: CANEPA,quando era Vivo, E GALLO partecipavano ai congressi e alle riunioni e soprattutto alle decisioni del partito, durante il periodo del loro incarico.

    6- Ai fini del “riconoscimento” sui generis e di fatto, che l’EVIS ebbe nel Diritto e nelle Convenzioni Internazionali, il collegamento con una reale forza politica presente nel territorio ERA NECESSARIO.
    Dal punto di vista politico l’esercito indipendentista aveva un ruolo importantissimo e rientrava in una strategia di ampio respiro. Teneva conto, innanzitutto, della Convenzione dell’AIA del 1907, come sarebbe stato meglio spiegato nel n. 14 di “Sicilia Indipendente”, (qualche mese dopo l’uccisione di Canepa), nell’articolo a firma di Demetrio D’Ambra, che portava il titolo: “L’Evis nel Diritto Internazionale”, ed il sottotitolo: “Il testo della Convenzione dell’AIA – La Sovranità del Popolo Siciliano – La legittimità della lotta”. Nell’articolo si sosteneva che l’Evis possedesse tutti i requisiti della Convenzione, ai fini di godere della Legislazione e delle prerogative previste per gli eserciti regolari in tempo di guerra. La Convenzione prevedeva, infatti, che la milizia o il corpo interessato si trovassero nella seguente condizioni: avere al loro comando una persona “responsabile” per i subordinati; possedere un segno distintivo fisso e riconoscibile a distanza; portare apertamente le armi; conformarsi alle leggi ed agli usi di guerra. A ciò si aggiungeva che il campo dell’Evis aveva una grande visibilità ed una segnaletica che ne indicava l’ubicazione.

    Ci sarebbero altre argomentazioni ma ritengo che queste siano sufficienti.

  323. usciroccu says:

    Grazie per avere scritto quello che pensavo ma che non ero capace di esprimere. L’ironia triste della situazione balza subito all’occhio; tra Middletown e Melilli non c’è nessuna differenza per quanto riguarda i gravi danni ai cittadini e alle città dovuti all‘industrializzazione. Il disastro però ha aiutato tutti a riflettere su quanto siano pericolosi questi impianti e quanto sia stato sbagliato il modello di sviluppo basato su chimica e gas.[1] Speriamo che questa tragedia serve a qualcosa, affinché il governo, ad ogni livello, presti più attenzione ai progetti simili in cantiere in Sicilia dato che ciò che è successo a Middetown potrebbe succedere pure a Melilli, Priolo, Augusta, ecc.

    Perchè scrivere da oltreoceano? Perchè vogliamo bene alla nostra terra e vogliamo che i nostri concittadini acquistano sempre maggiore coscienza dell’importanza di salvaguardare l’ambiente per se stessi e per le generazioni future. Anche se siamo sparsi in tutto il mondo è ovvio che non abbiamo mai dimenticato le nostre origini siciliane. Fa piacere sapere che dalla Sicilia non siamo stati dimenticati neanche noi. La vostra solidarietà ci fa sentire amati e seguiti nonostante la lontananza. Sebbene parlo per me stesso, qui all’estero non siamo in pochi. Le seguenti organizzazioni si impegnano a rinnovare, rilanciare e mantenere vive le nostre tradizioni e a farci sentire sempre più uniti. Forse saranno lieti di future collaborazioni.

    La Confederazione Siciliani Nord America http://www.csna2007.org/
    La Federazione Siciliana del Connecticut http://www.fsctusa.org/
    La Federazione Siciliana del Massachussetts http://fedsicilianamass.com/
    La Federazione Siciliana del New Jersey http://www.federazionesiciliananj.org/
    La Federazione Siciliani della Florida http://www.italiancruise.org/fsf.htm
    La Federación de Entidades Sicilianas Argentina http://www.fesisur.com.ar/
    Sicilian Association of Queensland, Australia http://www.sicilianqld.org/

    Spero di poter dire un giorno:
    Siciliani all’estero: uniti per il rilancio della Sicilia!

    ——————-
    [1]http://www.giornaledisiracusa.it/attualita/12212-i-comitati-contro-il-rigassificatore-qmiddletown-dovrebbe-insegnare-qualcosaq.html

  324. pinodd says:

    NOI NON FESTEGGIAMO!
    NOI NON FESTEGGEREMO!
    MA VIGILEREMO, AFFINCHE’ LA STORIA, COME UN IDIOTA, MECCANICAMENTE, NON SI RIPETA PIU’!(Paul Morand).
    Pino

  325. william says:

    Intanto è Villa Igiea, dal nome della figlia di Ignazio Florio che la fece costruire e non Igea come la ninfa della mitologia greca. Quindi, non di gioiello del barocco siciliano si tratta, ma, essendo stata realizzata da Ernesto Basile, lo stesso che ha costruito il Teatro Massimo, è un capolavoro del Liberty siciliano…
    Questo nelle prime righe, ma quelle che seguono non sono da meno. Tutto l’articolo sembra scritto da qualcuno che in Sicilia non c’è mai stato e, peggio ancora, scambia la nazionale italiana per quella siciliana, non sapendo che ai mondiali hanno partecipato, e con onore, due giocatori del Palermo, uno con l’Argentina, l’altro con l’Uruguay.
    E che dire, infine, del richiamo alla pace di Utrecht, dove fu sancita la fine del Regno di Sicilia per trasformare l’isola in una colonia napoletana.

  326. gaetano286 says:

    Mi trovo in Panama da due mesi e ho avutot casualmente occasione di visitare la regione autonoma degli indios Kuna Yala.
    Vale la pena approfondire la loro storia e la rivoluzione che hanno attuato nel 1925 ottenendo il riconoscimento dei loro diritti all’ONU. Contrariamente a quanto si puo’ pensare non vivono affatto in una riserva ma in un territorio autonomo, stanno assimilando la modernita’ senza perdere la loro identita’ e sono tutt’altro che una comunita’ retrograda.
    Abitano per la maggior parte isole caraibiche, vivono in capanne e molte donne usano ancora abiti tradizionali e anelli al naso. Bisognerebbe sapere, tuttavia, che usano computer e cellulari, guardano la tv, praticano sport, hanno i frigoriferi, lampadine a risparmio energetico e pannelli solari. Sono gli unici veri ambientalisti perche’ sulla terraferma non toccano neanche il sottobosco della foresta pluviale per fare il giardinetto attorno alla casa. Sono una straordinaria eccezione all’omologazione del mondo occidentale che mi ha davvero sorpreso. Tra l’altro li contattero’ ancora per approfondire la loro conoscenza e magari avere consigli su come fare per ottenere l’indipendenza

  327. gbellina says:

    Continuiamo ad essere una ammucchiata di stati forzatamente uniti in un unico stato centrale. Non capisco le resistenze di molti partiti politici ad una organizzazione confederale ben progettata. Si darebbe finalmente sfogo a molti sentimenti a lungo repressi e si costringerebbe ciascun membro ad assumersi le proprie responsabilità.
    gbellina

  328. calgeno says:

    Perche non inviati un libro di storia seria sur la Sicilia a queston comico ignorante…

  329. amicopaolo says:

    ” L’ALTRA SICILIA non dice “ve lo abbiamo detto, lo sospettavamo”. Dice: lo sappiamo e lo sapete anche voi, ma mentre noi cerchiamo di risvegliare le vostre coscienze, voi non fate niente, arrivate perfino a giustificare gli sprechi e le alchimie contabili che la casta, tutta, da destra a sinistra, si inventa istituzionalmente – quindi in via del tutto ufficiale -“

    Isiciliani hanno bisogno di un capopopolo rivoluzionario che in forma democratica e incisiva attacchi il sistema della nostra classe dirigente siciliana (politico e giudiziario).

    ” Quando ci sveglieremo, tutti? Quando li manderemo a casa, pronti anche a scegliere a scatola chiusa, e forse malissimo, ma almeno gente nuova, “vergine”, con la consolazione di cacciare la vecchia casta a favore di una nuova classe politica certo tutta da verificare ma che, almeno all’inizio, avrà lo scrupolo di non fregarci come continuano a fare questi? “

    Solo voi siciliani che vivete fuori dai confini italiani potete risolvere questa infame condizione partitocratica che una politica Ascara ha conquistato nel nostro popolo, ormai suddito.

    PS

    Il nostro popolo ha bisogno di un movimento sicilianista che non risponda alle logiche del territorio, ma, che nello stesso territorio, abbia il buon senso e il coraggio di sporcarsi le mani con drastici atti politici che diano credibilità ad una vera rivoluzione culturale, politica e socio/economica.
    Questo e solo questo può dare credibilità e consistenza ad un vero movimento sicilianista. Tutto il resto, per colpa dei pluritradimenti messi in atto contro il popolo siciliano da chiunque, ormai, per la totale sfiducia, è come abbaiare alla luna.

  330. ColonnelloKurtz says:

    Ottimo articolo…..purtroppo devo dire a malincuore che il peggior nemico della Sicilia sono gli stessi siciliani…….un popolo ormai morto ,senza ideali,rincoglionito da questo governo mediaset ( sarebbe lo stesso con gli altri )……senza palle …..bravo solo a piagnucolare e calmarsi solo quando Roma fa’ arrivare un po di soldi a cascata per zittire i soliti imbecilli……i politici siciliani sono solo dei sicilianuzzi di merda che stanno li’ solo per i loro squallidi interessi…….mi raccomando continuate a votarli ………fra dieci anni sarete ancora per le strade a giocare con le bandiere ed intanto Roma continuera’ a trattarci come la fogna d’italia………

  331. ColonnelloKurtz says:

    ……ma di cosa vi meravigliate……lo gia’ scritto e lo confermo……i siciliani sono morti, non esistono piu’ come popolo…..roma li ha resi completamente abulici…….è riuscita a cancellare la nostra vera storia….appena finiranno di cancellare la nostra memoria sara’ finita per sempre…….continuate a votare quelle merde di partiti che vi circondano , sicilani e non e sara’ la fine totale…….piu’ andremo avanti in questa direzione e piu’ ci allontaneremo dall’ indipendenza e piu’ difficile sara’ recuperare il tempo perduto e credo che a quel punto le chiacchere non basteranno piu’……

  332. ColonnelloKurtz says:

    Questa è una conferma di quello che sostengo……il peggiore nemico della sicilia sono certi siciliani…….bisogna buttare a mare questa gente no lo statuto…..questi palloni gonfiati pieni di niente……peccato che non ero li’…….

  333. emanuele48 says:

    COMINCIO A PENSARE CHE ANCHE GRAZIE ALLE ESTERNAZIONI DEL GOVERNATORE LOMBARDO COMINCIAMO A FARE UN PO’ DI PAURA,PERTANTO CERCANO DI AFFOSSARE LO STATUTO CON INSOSPETTI!!!(SIC) PERSONAGGI. SUGGERISCO TENERE ALTA LA GUARDIA CON COMUNICATI SEMPRE PIU’ SERRATI SULLA VOLONTA’ DEI SICILIANI DI VOLER ATTUATO LO STATUTO.

  334. ColonnelloKurtz says:

    ……dimenticavo…….dedico questa canzone a tutti i politici italiani . le istituzioni italiane ed a quei politici siciliani che stanno li’ solo per ingrassare la loro pancia ed a tutti i palloni gonfiati di professoroni e filosofi siciliani venduti a questo stato italiano predatore……
    http://www.youtube.com/watch?v=Sl2ODarCSZQ

  335. ZuCarru says:

    Le argomentazioni del prof. Greco sono certamente fastidiose e estremizzano la situazione. Contengono tuttavia un fondo di verità. L’importanza dello Statuto è scemata nella percezione e nella coscienza dei Siciliani. E’ ovvio che a ciò ha contribuito anche una classe politica corrotta e incapace, ma bisogna ripartire dalla base popolare. Ritengo sia necessario un vasto movimento di opinione che riporti al primo posto dell’agenda politica l’urgenza di una applicazione TOTALE dello Statuto, con la riattivazione dell’Alta Corte per la Regione Siciliana. Per fare questo bisogna creare una sorta di one issue movement A TEMPO nel quale confluiscano più associazioni e più movimenti politici (plausibilmente potrebbero essere disponibili i movimenti giovanili dei partiti, anche tradizionali)con l’unico obiettivo di ottenere l’applicazione INTEGRALE dello Statuto. L’unica forma di unità del movimento dovrebbe essere questa. Nessuna applicazione parziale, perchè questo comporterebbe una finestra di trattativa o contenzioso con lo Stato che alla lunga finirebbe per far crollare l’attenzione sul problema. Va da sé che per ottenere questo non bastano gli opinion leaders ma sarebbe necessario un convinto coinvolgimento anche dell’elettore medio, della maggioranza silenziosa. il concetto che deve passare è STATUTO=RICCHEZZA=LAVORO. La stessa prospettiva sicilianista dovrebbe essere richiesta ai politici che vengono eletti al Parlamento dello Stato, che oggi vedono in Roma una fuga dal “lavoro sporco” Siciliano e che da Roma guardano alle vicende Siciliane come “Cosi di paisi” (perchè, credetemi, questo è l’approccio). Insomma, attraverso l’equazione di cui sopra bisogna riportare l’applicazione dello Statuto al primo posto nell’Agenda Politica. Sotto questo aspetto ritengo necessario l’abbandono di una modalità anti – italiana, non già perchè non fondata, ma perchè ostacola la creazione del one issue movement, che dovrebbe accogliere sicilianisti tout court, indipendentisti, autonomisti, federalisti, che dovrebbero riorovarsi fianco a fianco per tutta la battaglia che condurrà all’obiettivo. Poi, ognuno per la sua strada, ricordandoci di dare valore e visibilità simbolica alla conquista del 15 maggio, perchè l’attenzione non scemi mai e non si facciano passi indietro nell’indifferenza generale.
    Zu’Carru.

  336. ColonnelloKurtz says:

    mi raccomando votate quest’altro coglione…….mandateli tutti al diavolo…….non andate a votare questi omuncoli di merda………

  337. ColonnelloKurtz says:

    …….mi dispiace dirlo , lo scritto e lo riconfermo ……il peggiore nemico della Sicila è lo stesso siciliano…….evidentemente i sicilianuzzi stanno bene cosi’…….al massimo potete giocare con le bandiere per strada, non vi è rimasto altro…..

  338. ColonnelloKurtz says:

    17 Giugno 1945 Murazzu Ruttu

    Rcordiamo i nostri caduti ed il Comandante Antonio Canepa

    http://postimage.org/image/2be7mwf5w/

  339. ColonnelloKurtz says:

    Qualsiasi cosa si fara’ , non trascurate questa cosa………….

    Siamo spiati 24h su 24. E lo sapevamo già. Ma che l’ Italia sia in possesso dei più sofisticati satelliti, tanto da far stupire addirittura gli americani, convinti che il programma Cosmo-SkyMed avesse scopi essenzialmente civili e solo una limitata capacità di spionaggio, in grado di vedere, anche di notte e oltre le nubi o tempeste, oggetti fino a 40 centimetri, ci mette ancora più in apprensione. Oggetti e persone vengono scovati dal “grande Fratello” militare, in grado di scoprire ogni tipo di mimetizzazzione. Sapere poi che sono in possesso del Reparto Informazioni e Sicurezza, ovvero il servizio segreto militare italiano, e quindi senza sapere che uso se ne faccia, ci spaventa ancora di più. Non per le marachelle che ognuno di noi possa combinare certo, ma per la nostra privacy. Infatti, al contrario di quanto pensavano gli stessi americani, verranno utilizzati anche per scopi civili e non solo militari. 4 satelliti in tutto, acquistati per la modica cifra di 1,137 miliardi di euro. Il primo è stato lanciato in orbita il 7 giugno 2007, l’ultimo il 6 novembre 2010. Altri due satelliti saranno in orbita entro il 2015 al prezzo di ulteriori 550 milioni. Il tutto controllato dal Centro Interforze Telerilevamento Satellitare, anonimo sito militare all’interno dell’aeroporto di Pratica di Mare, nel quale arrivano i dati criptati e solo lì vengono decifrati.
    Immagini che sfuggono al controllo delle istituzioni democratiche: sono gestiti da un apparato esclusivamente militare, esterno ai servizi segreti e alla vigilanza del Parlamento. E nessuno sa quali immagini catturino e che fine facciano.

  340. ColonnelloKurtz says:

    Continuate a votare queste merde……..

    Per i costi dei partiti la crisi non esiste: +1.110% di rimborsi
    Boom nell’uso degli aerei di Stato. Ogni componente del governo vola 97 ore l’anno

    http://www.corriere.it/politica/11_giugno_18/costi-politica-rizzo_ceae1716-9975-11e0-872e-8f6615df4e68.shtml

  341. antoniolcr says:

    Mancano meno di due anni all’elezione del presidente della regione e dei Deputati Regionali forse con un pò di impegno potremmo costituire un nuovo partito che possa far sentire la voce del popolo dove l’obiettivo principale deve essere “L’APPLICAZIONE DELLO STATUTO SPECIALE AUTONOMO DELLA REGIONE SICILIANA”.
    Sono sicuro che riusciremmo a far sentire la nostra voce reclamando i diritti che i nostri predecessori hanno lottato anche a costo della vita.

  342. ColonnelloKurtz says:

    A proposito di indipendenza vi posto questo articolo….ci aspettano tempi bui …..
    La nuova gestapo europea….
    Eurogendfor, la nuova polizia europea con poteri illimitati

    Praticamente non ne ha parlato nessuno. Praticamente la ratifica di Camera e Senato è avvenuta all’unanimità. Praticamente stiamo per finire nelle mani di una superpolizia dai poteri pressoché illimitati. Che sulla carta è europea, ma che nei fatti è sotto la supervisione statunitense. Tanto è vero che la sede centrale si trova a Vicenza, la stessa città dove c’è il famigerato Camp Ederle delle truppe USA

    Alzi la mano chi sa cos’è il trattato di Velsen. Domanda retorica: nessuno. Eppure in questa piccola città olandese è stato posto in calce un tassello decisivo nel mosaico del nuovo ordine europeo e mondiale. Una tappa del processo di smantellamento della sovranità nazionale, portato avanti di nascosto, nel silenzio tipico dei ladri e delle canaglie.

    eurogendfor-1Il Trattato Eurogendfor venne firmato a Velsen il 18 ottobre 2007 da Francia, Spagna, Paesi Bassi, Portogallo e Italia. L’acronimo sta per Forza di Gendarmeria Europea (EGF): in sostanza è la futura polizia militare d’Europa. E non solo. Per capire esattamente che cos’è, leggiamone qualche passo. I compiti: «condurre missioni di sicurezza e ordine pubblico; monitorare, svolgere consulenza, guidare e supervisionare le forze di polizia locali nello svolgimento delle loro ordinarie mansioni, ivi comprese l’attività di indagine penale; assolvere a compiti di sorveglianza pubblica, gestione del traffico, controllo delle frontiere e attività generale d’intelligence; svolgere attività investigativa in campo penale, individuare i reati, rintracciare i colpevoli e tradurli davanti alle autorità giudiziarie competenti; proteggere le persone e i beni e mantenere l’ordine in caso di disordini pubblici» (art. 4). Il raggio d’azione: «EUROGENDFOR potrà essere messa a disposizione dell’Unione Europea (UE), delle Nazioni Unite (ONU), dell’Organizzazione per la Sicurezza e la Cooperazione in Europa (OSCE), dell’Organizzazione del Trattato del Nord Atlantico (NATO) e di altre organizzazioni internazionali o coalizioni specifiche» (art. 5). La sede e la cabina di comando: «la forza di polizia multinazionale a statuto militare composta dal Quartier Generale permanente multinazionale, modulare e proiettabile con sede a Vicenza (Italia). Il ruolo e la struttura del QG permanente, nonché il suo coinvolgimento nelle operazioni saranno approvati dal CIMIN – ovvero – l’Alto Comitato Interministeriale. Costituisce l’organo decisionale che governa EUROGENDFOR» (art. 3).

    Ricapitolando: la Gendarmeria europea assume tutte le funzioni delle normali forze dell’ordine (carabinieri e polizia), indagini e arresti compresi; la Nato, cioè gli Stati Uniti, avranno voce in capitolo nella sua gestione operativa; il nuovo corpo risponde esclusivamente a un comitato interministeriale, composto dai ministri degli Esteri e della Difesa dei paesi firmatari. In pratica, significa che avremo per le strade poliziotti veri e propri, che non si limitano a missioni militari, sottoposti alla supervisione di un’organizzazione sovranazionale in mano a una potenza extraeuropea cioè gli Usa, e che, come se non bastasse, è svincolata dal controllo del governo e del parlamento nazionali.

    Ma non è finita. L’EGF gode di una totale immunità: inviolabili locali, beni e archivi (art. 21 e 22); le comunicazioni non possono essere intercettate (art. 23); i danni a proprietà o persone non possono essere indennizzati (art. 28); i gendarmi non possono essere messi sotto inchiesta dalla giustizia dei paesi ospitanti (art. 29). Come si evince chiaramente, una serie di privilegi inconcepibili in uno Stato di diritto.

    Il 14 maggio 2010 la Camera dei Deputati della Repubblica Italiana ratifica l’accordo. Presenti 443, votanti 442, astenuti 1. Hanno votato sì 442: tutti, nessuno escluso. Poco dopo anche il Senato dà il via libera, anche qui all’unanimità. Il 12 giugno il Trattato di Velsen entra in vigore in Italia. La legge di ratifica n° 84 riguarda direttamente l’Arma dei Carabinieri, che verrà assorbita nella Polizia di Stato, e questa degradata a polizia locale di secondo livello. Come ha fatto notare il giornalista che ha scovato la notizia, il freelance Gianni Lannes (uno con due coglioni così, che per le sue inchieste ora gira con la scorta), non soltanto è una vergogna constatare che i nostri parlamentari sanciscano una palese espropriazione di sovranità senza aver neppure letto i 47 articoli che la attestano, ma anche che sia passata inosservata un’anomalia clamorosa. Il quartiere generale europeo è insediato a Vicenza nella caserma dei carabinieri “Chinotto” fin dal 2006. La ratifica è dell’anno scorso. E a Vicenza da decenni ha sede Camp Ederle, a cui nel 2013 si affiancherà la seconda base statunitense al Dal Molin che è una sede dell’Africom, il comando americano per il quadrante mediterraneo-africano.

    La deduzione è quasi ovvia: aver scelto proprio Vicenza sta a significare che la Gestapo europea dipende, e alla luce del sole, dal Pentagono. Ogni 25 Aprile i patetici onanisti della memoria si scannano sul fascismo e sull’antifascismo, mentre oggi serve un’altra Liberazione: da questa Europa e dal suo padrone, gli Stati Uniti.

  343. ColonnelloKurtz says:

    Manifestazione rinviata……..la verita’ ?????……non succedera’ mai niente………

  344. ColonnelloKurtz says:

    Cosa vi avevo detto ??? E’ iniziata la nuova era della Gestapo europea……..chissa’ cosa dovremo vedere…….

  345. ccharly says:

    C’è qualcosa che non va …… Non mi risulta che Lombardo sia favorevole alla diminuzione dei deputati al Parlamento Siciliano…. Anche domenica scorsa alla convenction di Caltanissetta ha ribadito la sua assoluta contrarietà a quanto proposto in tal senso…… L’unanimità all’assemblea si è avuta con la proposta di revisione dell’Art. 36 dello Statuto….

  346. ColonnelloKurtz says:

    Sciliani svegliatevi …ora o mai piu’………

  347. ColonnelloKurtz says:

    bla bal bla……..solo chiacchere da bar …….lo volete capire o no’ che ormai serve una vera rivolta e separazione civile dall’ italia tipo Cecoslovacchia e mandare a fan culo roma e tutti i suoi lecchini e servitori siciliani……….

  348. ColonnelloKurtz says:

    Solo l’indipendenza ci puo’ salvare …..svegliatevi siciliani , vi stanno togliendo pure l’anima e quando ve ne accorgerete sara’ troppo tardi…….

  349. ColonnelloKurtz says:

    continuate a stare zitti popolo di imbecilli……..

    mercoledì 8 febbraio 2012 BORGHEZIO CHOC: “I MERIDIONALI NON HANNO VOGLIA DI SPALARE”

    MILANO – I meridionali? «Non hanno voglia di spalare, come di lavorare». Così l’europarlamentare leghista Mario Borghezio in un’intervista rilasciata a Klauscondicio. «In fondo la caduta della neve non è un fatto così epocale e comunque era stata ampiamente annunciata – argomenta Borghezio – Anche da parte di sindaci e amministratori questa situazione si sarebbe dovuta affrontare con maggior spirito di iniziativa». «Riconosco – spiega l’europarlamentare – che i mezzi erano limitati ma, da Roma in giù, le amministrazioni mancano di spirito di iniziativa, di tirarsi su le maniche con i mezzi che ci sono: manca proprio la volontà e la voglia di lavorare». «Nei popoli del Sud – aggiunge – manca senso civico: dovrebbero venire a scuola a Nord per impararne un pò. Basta lamentarsi. Pensiamo al cattivo esempio di Napoli: non ci vuole un grande sforzo per fare la raccolta differenziata o per pulire la neve sulle strade, basta aver voglia di farlo». «Esistono due ‘Italiè – conclude l’eurodeputato leghista – una che fa fronte alle emergenze, si rimbocca le maniche e lavora in tandem con le amministrazioni, l’altra con poca voglia di lavorare, che si rifiuta persino di spalare davanti alla propria casa. Siamo due cose diverse». Chi non spala la neve davanti a casa, secondo Borghezio è «un povero di senso civico, un cialtrone».

    TACI PADANO !

  350. epreta says:

    caro piermarco burrafato,
    ho scritto che in Ungheria la Chiesa era incazzata ma doveva essere scritto effettivamente “parte” della Chiesa ( quella che si vede privata di milioni di sovvenzioni)

    Non potevo chiaramente affermare che la Chiesa fosse contro la nuova Costituzione, la sola che riconduce alle radici cristiane dell’ Europa,
    che porta lo stemma di Santo Stefano nella bandiera,
    che nel prologo parla di Dio che protegge,
    che con grande coraggio plaude ad Orban che mette fuori “legge” matrimoni misti, aborto, eutanasia eccetera.
    Ho apprezzato le sue puntualizzazioni e la ringrazio.
    Comunque, pur riconoscendo che in Ungheria la Chiesa cattolica non ha ragioni di contrastare Orban, purtuttavia annovero la Chiesa tra quei poteri forti, ahimè temporali, capaci di orientare la scelta dei popoli, ma non nelle vicende spirituali che sarebbero di sua stretta pertinenza e per questo, forse , ho pensato di “calcare la mano”
    Nei lavori della Convenzione europea che avrebbe dovuto scrivere una nuova Costituzione(sic) le assicuro che sono stati proprio i partiti cattolici (PPE) quindi la stessa Chiesa che hanno affossato la proposta di inserire i riferimenti alle radici cristiane del Continente.
    Pur se la Chiesa ungherese non sembra così’ vigliacca,
    vedrà che la “casa madre” la metterà in contraddizione….
    con cordiali saluti,
    eugenio preta

  351. piermarco says:

    Egregio Eugenio Petra,

    Mi spiace doverla contraddire, soprattutto perché abbiamo entrambi a cuore le sorti della Sicilia e dei siciliani. Tuttavia non posso passare su alcune sue affermazioni sulla Chiesa Cattolica, che mi sembrano dozzinali oltre che false.

    Mi citi gentilmente le fonti a cui fa riferimento quando afferma che il messaggio poltico che parte dall’Ungheria ha scatenato intorno alla repubblica magiara uno stuolo di critiche acerrime che fanno capo – tra gli altri – alla Chiesa cattolica. Siccome mi informo e non ne ho mai sentito parlare, gradirei gentilmente attingere alle suoi fonti.

    Poi per cortesia mi indichi la fonte che le permette di asserire che la riduzione del numero di comunità religiose ammesse al beneficio degli aiuti pubblici non “poteva accendere il consenso della Chiesa”.

    Le mie fonti sono diverse invece. Si legga questo:

    Ungheria, la Chiesa elogia la nuova Costituzionehttp://vaticaninsider.lastampa.it/homepage/nel-mondo/dettaglio-articolo/articolo/ungheria-hungary-hungria-chiesa-church-iglesia-11668/

    D’altro canto non poteva essere diversamente. La Chiesa sarebbe folle se non elogiasse una Costituzione finalmente “cristiana” in Europa.

    La verità è che questo Occidente secolarizzato, che vuole costruire una società contro Dio, è sempre più portatore di una cultura di morte (aborto, eutanasia, ecc); di sovvertimento del diritto naturale, di riduzione dell’uomo a essere solo e solitario attraverso la distruzione dell’unica cosa che lo rende veramente felice, la famiglia (matrimoni gay, tassazione favorevole ai single e sfavorevole alle famiglie, ecc). E quindi le critiche “acerrime” contro l’Ungheria sono principalmente il frutto del riferimento a Dio nella nuova costituzione e, più in generale, della sua impronta fondamentalmente cristiana! La costituzione magiara infatti dichiara che l’Ungheria difende l’istituzione familiare, la quale è un’alleanza di vita fra un uomo e una donna. Secondo il vescovo ausiliare dell’arcidiocesi di Esztergom-Budapest, monsignor János Székely, intervistato da radio vaticana, “la Costituzione precisa inoltre che la famiglia è il fondamento della sopravvivenza del popolo, e che nello stabilire delle tasse, anche i costi dell’educazione dei figli devono essere presi in considerazione”. Grazie alla nuova costituzione, tra l’altro, in Ungheria si proibiscono le pratiche eugenetiche.

    Ovviamente ci sono anche gli aspetti rivoluzionari, e di primaria importanza, relativi alla sovranità monetaria, che fanno scatenare le ire dei signori d’occidente, ma la sensazione, al di fuori di ogni dietrologia, è che gli ungheresi abbiano profondamente messo in discussione i “mantra” politicamente corretti dell’occidente contemporaneo. E che siamo quindi di fronte ad una vera rivoluzione culturale che parte dall’Ungheria ma che può contagiare tutta l’Europa. L’Ungheria ci insegna che o l’Europa riscopre la propria identità, e quindi ritorna cristiana, o ciò che l’aspetta è il baratro nel quale stiamo finendo tutti.

    Cordialmente,
    Piermarco Burrafato

  352. ColonnelloKurtz says:

    Continuiamo a fare belle chiacchere e vivere di sogni……intanto questi quatro gatti di Filettino in italia hanno ottenuto l’indipendenza……….invece noi siamo proprio dei sudditi di merda di un paese di merda…….http://app.chartlab.net/workspaces/86

  353. ColonnelloKurtz says:
  354. ColonnelloKurtz says:

    …..non perdere tempo in chiacchere inutili…passa ai fatti ……vai subito per vie legali…….e confermo quello che ho scritto molto tempo fa’……il vero problema della sicilia sono gli stessi siciliani……….

  355. rrusariu says:

    Ho avuto modo in questa campagna elettorale di supportare in qualche modo una mia cara amica che si è spesa tanto, ma ahimè, ha trovato ospitalità… non diciamo dove. Pazienza.
    Ma quello che voglio rammentare sta nel sapersi rapportare con le persone. Lei ha avuto questa capacità, ma dobbiamo essere noi onesti, c’è troppa deliquenza politica che non vuole che esca fuori dall’elettorato gente capace di dare ascolto.
    In quanto al signor Dragotto, non illudiamoci, certe scelte sue, visto che spesso erano i suoi soldi che muovevano il suo entourage che non la capacità di rapportarsi con la gente, avrebbe fallito lo stesso.
    Queste elezioni son state la cartolina di tornasole di come l’intrallazzo governa la città. Un’intrallazzo, non per necessità, ma per quieto vivere. Oggi Orlando rappresenta in qualche modo Cammarata. Ma con quale valori? Quelli Italiani? Sapiddu…

  356. Sikelia72 says:

    Condivido quasi tutto. I punti sui quali ho delle perplessità sono due. Il primo è il richiamo alla Costituzione della Repubblica Italiana: io non credo più alla favola dell’ Italia “Una d’arme, di lingua, d’altare, Di memorie, di sangue e di cor” propinatami a suo tempo tra i banchi di scuola. La verità è che dopo 150 anni l’Italia esiste sulla carta (geografica) ma le varie parti del paese, profondamente differenti tra loro sotto vari aspetti, non si sono mai amalgamate tra loro e, come accade in certi matrimoni malriusciti, danno crescenti segni di insofferenza reciproca. Quello a cui dobbiamo puntare è la secessione o, al massimo, un federalismo spinto che lasci allo stato centrale solo difesa e politica estera. Il secondo aspetto su cui esprimo delle perplessità è il punto 11, vale a dire l’insegnamento obbligatorio della lingua siciliana nelle scuole. L’italiano toscano è la lingua della cultura e delle classi colte di tutta la penisola italiana da svariati secoli e, dopo 150 anni di esperimento unitario, è largamente divenuta la lingua di uso comune anche nella nostra isola per cui considererei anacronistico ed artificioso qualsiasi tentativo di far rivivere la lingua siciliana al di fuori dell’ambito residuale nel quale viene oggi adoperata. Il siciliano è un idioma oggi largamente disusato, con un lessico impoveritosi nel corso di vari secoli in cui non è mai stato usato come lingua della cultura e che viene parlato e compreso in un ambito territoriale ridotto, limitato alla Sicilia ed all’estremo sud peninsulare: teniamone viva la memoria ed incentiviamone lo studio da parte di linguisti ed etnologi ma nel mondo globalizzato di oggi l’unica lingua di cui renderei obbligatorio lo studio nelle scuole siciliane è l’inglese (come già avviene nelle scuole di Malta, isola sorella). Al massimo si potrebbe dedicare allo studio dell’eredita linguistica siciliana un ridotto numero di ore di studio settimanali ma preferisco che i miei figli parlino correntemente l’inglese e siano in grado di farsi capire per strada a Sidney e a Los Angeles e non che biascichino più o meno goffamente qualche frase nella lingua dei loro bisnonni. Del resto non abbiamo bisogno della “stampella” della lingua per puntellare la nostra identità come siciliani: bavaresi ed austriaci parlano ambedue tedesco e sono entrambi in maggioranza cattolici romani ma nessuno o quasi si sognerebbe di dire che non sono due popoli distinti tra loro. Allo stesso modo la Sicilia ha avuto per millenni vicissitudini storiche separate da quelle della penisola italiana e questo, unito all’insularità della nostra regione, basta e avanza per dare un fondamento concreto all’esistenza di un’ identità siciliana distinta da quella (o quelle) delle popolazioni del resto del territorio della Repubblica Italiana. Non abbiamo bisogno di resuscitare la lingua degli antenati per affermare la nostra identità: certe “padanate” lasciamole a chi vuole che i suoi figli studino in bergamasco. La Sicilia era una nazione già 1000 anni fa, il nostro Parlamento è uno dei più antichi d’Europa e siciliani abbiamo continuato a sentirci sempre, sotto gli Angiò come sotto i Borboni ed i Savoia, nonostante a varie riprese il dominatore di turno abbia cercato di farcelo dimenticare talora anche con le cattive. Theodor Herzl, fondatore del movimento sionista, scrisse: “se un ebreo dimentica di esserlo sono gli altri a ricordarglielo”. Allo stesso modo, se un siciliano (o un meridionale) dimentica di esserlo, c’è sempre qualcuno degli altri pronto a ricordarglielo. La cosa dubbia, caso mai, non è se esistano o meno i siciliani (fatto pacifico per i più) ma se esistano gli “italiani”…

  357. Sikelia72 says:

    Aggiunta al precedente intervento: sono contrario a qualsiasi ipotesi di fuoriuscita da Schengen o dall’Eurozona (anche se vanno rinegoziate parecchie cose). Non rivoglio la Lira o magari il Tarì: voglio l’Euro con la Trinacria.

  358. Sikelia72 says:

    « L’oru e l’argentu squagghiaru pi l’aria, di carta la visteru la Sicilia. L’Italia fatta ndj purtau sti mali: e lu registru cu la murta e senza marchi da bullo, la carta bullata, tabaccu caru, carissimu sale. Lu pani ndj strapparu di li mani, lu pani nostru o patri e mo languimu, simu trattati pejo di li cani, pagamu supra l’acqua chi mbivimu. La curpa eni ca fummo liberali, l’Italia fatta ndj purtau sti mali… »

    « L’oro e l’argento si dissolsero nell’aria e la Sicilia fu vestita di carta. L’unità d’Italia ci portò questi mali: il registro con la multa e senza marche da bollo, la carta bollata, tabacco caro, sale carissimo. Ci strapparono il pane dalle mani, il nostro pane lo agognamo soffrendo. Siamo trattati peggio dei cani, paghiamo l’acqua che beviamo. La nostra colpa fu che fummo liberali, l’Italia unita ci portò questi mali… »

    Filastrocca che si cantava in Sicilia negli anni seguenti la cosiddetta Unità d’Italia

  359. nicolacomunale says:

    Perché si dice nell’articolo: “non nel senso grillino o del fatto quotidiano, troppo recenti,”… L’essere “troppo” recenti è un motivo per non dare fiducia?
    E poi perché non si dice che esistono i Forconi di Ferro-Scarlata-Crupi? Sono anch’essi “troppo” recenti?
    Sono d’accordo su quasi tutto l’articolo, ma alla fine pare che ci sia un finale rassegnato all’inevitabile ritorno allo “status quo” anteriore…
    Non mi pare che questo atteggiamento rassegnato sia accettabile!
    Ci sono due liste facenti parte di due movimenti (quello dei Forconi e quello delle 5stelle) che ben possono rappresentare quel “nuovo, certo con il beneficio dell’inventario, ma almeno con la speranza del cambiamento”… Perché non proviamo a cambiare e scommettere su di essi?
    Cosa ce lo impedisce?
    È meglio votare un’altra volta il “vecchio” regime di inetti, corrotti ed ascari?

  360. santa says:

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  371. emanuele48 says:

    Caro Preta purtroppo anch’io da sette anni vivo al nord e devo notare, ogni volta che torno in vacanza,in quel di Isola delle femmine (da Palermitano) col cuore sanguinante per l’indifferenza della cosa comune, del mancato amore per i propri luoghi di appartenenza, che senza dubbio non sono secondi a nessuno.Basterebbe avere una maggior cultura dell’appartenenza e meno fatalismo per risorgere, si risorgere perchè quello di cui noi Siciliani abbiamo bisogno è di un nuovo risorgimento, di nuovi Vespri Siciliani per riprenderci ciò che ci è tolto in tutti questi anni di servilismo a cui ci hanno tenuti prigionieri gli ascari di Roma.Un caro saluto a tutti i forzatamente esuli.
    Emanuele Martorana

  372. salvatore1955 says:

    Quest’anno non festeggiamo halloween ma onoriamo la nostra festa dei morti.
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  373. sasa1101 says:

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  374. angelo51f says:

    Ne con il Re e neppure con il Papa ma per la giustizia.
    Ne a destra e neppure a sinistra ma solo Sicilia.

  375. salmessina says:

    Caro Antonio, cari conterranei delle nostra splendida Terra una cosa è certa:”se non si cambia, una volta per tutte, è inutile, come dice Antonio, riempirsi la bocca!
    Io Vi confermo, visto che ho girato l’Italia in lungo e in largo, che noi siamo i migliori. Sotto ogni aspetto!!
    Felicità, sal

  376. Karolina says:

    Bardzo za Toba tesknimy i na zawsze pozostaniesz w naszych sercach. Mam nadzieje ze spogladasz na nas z “domu Pana” i kiedys sie tam z Toba spotkamy.

  377. angelo51f says:

    Alla regione siciliana tutti erano al corrente della festa dell’autonomia e quindi perché organizzare il referendum propio quel giorno? Qualcuno dirà questa é politica! Io mi dissocio completamente da questo modo d’accettare i soprusi provenienti da persone (irre)sponsabili e ancora di più: ho vergogna d’avere la loro stessa nazionalità ma non certamente la medesima identità. La mia identità é identica a quella dei miei avi, l’identità dei Siciliani onesti. La loro é l’identità dei quaquaraqua!!!!
    Noi siciliani dell’estero auguriamo ai siciliani di Sicilia di prendere coscienza di questa “peperonata” e non andare a votare. Noi siamo le radici del futuro, pensiamo all’avvenire dei nostri figli e rifiutiamo l’intralllazzo della bassa politica, la politica dei quaquaraquà!!!!!
    Sicilia ieri, Sicilia oggi e Sicilia domani.
    Un affetto fraterno.

  378. pippudoz says:

    Ciau Giusi
    sî la celibbri Giusi, chi na vota scriveva spissu supra lu linguasicilana forum?
    Mi ricordi? – sei misi fa tu mi aiutasti nzignarimi la lingua siciliana scritta. Ora talia unni sugnu arrivatu – fazzu l’edituri dâ wikipedia siciliana di cui sugnu unu dî funnaturi. Speru ca prestu ti poi riggistrari supra wikipedia, p’ac*****inzari scriviri articuli ntô sicilianu. Comu dicisti supra (ntâ tò saggistica ntirissanti), la nostra lingua si pò iri avanti siddu pigghia lu rispettu ca si cci merita – ma pi piggiarilu – avemu a usarilu a l’ottimu liveddu – e spissu!
    Pi fauri – visitarinni ccà
    http://scn.wikipedia.org/wiki/Paggina_principali
    http://scn.wikipedia.org/wiki/User:Pippu_d%27Angelo
    Salutamu e a prestu
    pippu

  379. Giusi says:

    Ciau Pippu.
    Sugnu propiu iu. Certu ca mi ricordu di tia; è un veru piaciri vidiri dunni arrivasti!
    Ti fazzu li mè sinceri *****plimenti.
    Sicuramenti mi vaju a reggistrari nta wikipedia, mperò nun haju tantu tempu libbiru pi scriviri tuttu chiddu chi mi piacissi scriviri.
    Saltutamu!
    Giusi

  380. pippudoz says:

    Chi putemu fari pâ nostra lingua?
    Usamula! Scrivemunni usannu la nostra lingua matri bedda. Nutati sta nfurmazzioni:

    Lu 26 di aprili, martiddia, la wikipedia siciliana havi 759 articuli
    e 70 soci. Visitatinni a
    http://scn.wikipedia.org/wiki/Paggina_principali
    avemu assai nfurmazzioni, articuli ntirissanti e beddi figuri –
    tuttu pi sicilianu! La prima enciclopedia scritta pi sicilianu e li
    primi nutizzi dû munnu pi sicilianu!

    La Traduzzioni dâ Simana:
    http://scn.wikipedia.org/wiki/Antoni_Grabowski
    Antoni Grabowski (1857 – 1921), pulaccu, ncigneri chimicu. Veni
    canusciutu comu lu “patri dâ puisia ntô esperanto”.

    L’articulu dâ simana:
    http://scn.wikipedia.org/wiki/Ciumifriddu
    Ciumifriddu è un cumuni di 9.581 abbitanti dâ pruvincia di Catania.

    Visitatinni! Riggistrativi! Facemu parti dû munnu e stamu iennu
    avanti!
    Salutamu
    pippu d’angelo, canberra

  381. pippudoz says:

    Ciau Giusi
    Nn’hai visitatu a wikipedia a
    http://scn.wikipedia.org/wiki/Paggina_principali ?
    Nfatti, giustu giustu, cuntrullai l’user list e vitti lu to nomu – ben fattu!
    Nn’avemu quasi 800 articuli e ora avemu 76 soci riggistrati. E tanti autri cci nni vennu mintiri l’articuli. Semu arrivatu ôn passu unni cci avemu a dicidiri siddu vulemu ca la wikipedia cuntinua cu tutti usannu la lingua scritta a abitriu, o siddu avemu a cuntrullaricci strittamenti, pruvannu a difunniri na lingua standard, voldiri unificata e auta.
    Siddu cci nni vai ccà:
    http://scn.wikipedia.org/wiki/Wikipedia:Grammatica
    attruvati na grammatica siciliana brevi, e siddu cci nni iti ccà:
    http://scn.wikipedia.org/wiki/Wikipedia:Cumpenniu_Stilisticu
    attruvati un cumpenniu stilisticu, unni pruvamu stabbiliri na scempra ca vulemu tutti a sicutari.
    Ninu Russu mi aiutau cu tutti dui.
    Puru putemu mintiri un liami chi va drittamenti ô tò situ.
    Sacciu ca nun hai tempu pi scriviri articuli, sfurtunamenti, ma iu speru ca poi aiutarinni câ tò canuscenza dâ lingua siciliana, puru essiri lu nostru cunzigghieri. Accussì poi aiutarinni stabbiliri lu sicilianu scrittu chi si pò usari ntôn modu autu, e chissu è pricisamenti chi cci nni voli.
    Ccà cci nni attruvati lu circulu:
    http://scn.wikipedia.org/wiki/Wikipedia:Circulu
    unni cci sunnu tanti dumanni e quistioni circa la lingua, e discussioni di varî formi dâ lingua, di cui cci avemu âssiddiri li megghî. Speru ca putemu criari na cumunitati di chiddi chi amanu la lingua siciliana, chi vonnu scriviri nta wikipedia, ma cchiù mpurtanti, chi cci vonnu ricircari e arriscediri li formi megghì pâ lingua standard, unificata, scritta e auta. E nn’avemu bisognu dû to aiutu!
    Criditimi, è mpussibili mmagginari unni cci putemu arrinesciri ârrivari – stamu parrannu di n’enciclopedia siciliana!! No sulu di quarchi cosa chi si tratta di cosi siciliani – ma di n’enciclopedia chi si tratta di tuttu! scritta pi sicilianu – comu na lingua vera!
    E nun scurdativi – stu prugettu apparteni a tutti chi si amanu la lingua siciliana. È un prugettu libbiru, cumprirtamenti democraticu e apertu a tutti. Sulu accussì putemu spirari a purtari la lingua avanti.
    Salutamu e a prestu
    pippu d’angelo, canberra

  382. SAROIGELA says:

    IL Siciliano e una lingua che in diversi periodi storici ha avuto il suo inizio – la lingua latina e i diversi dialetti il francese lo spagnolo italiano portoghese le lingue slave polacco- russo jugoslavo – lingue germaniche inglese tedesco –
    io porsonalmente conosco sia orale e scritto il tedesco e anche conosco un po la lingua polacca
    vivendo in germania e possibila avere contatto con diversi gruppi nazionali .
    Il portoghese e simile nell modo di parlar al siciliano anche se avolte il senso cambia
    nella lingua slava alcune parole hanno lo stesso significato in italiano e in siciliano
    il siciliano e una lingua come il portoghese lo spagnolo il francese e italiano –
    il siciliano non e un dialetto il siciliano non e italiano parratu de viddrani il siciliano e una lingua con una sua origine e si distingue dalla lingua italiana.
    Parrou n sziciliano

  383. SAROIGELA says:

    IL Siciliano e una lingua che in diversi periodi storici ha avuto il suo inizio – la lingua latina e i diversi dialetti il francese lo spagnolo italiano portoghese le lingue slave polacco- russo jugoslavo – lingue germaniche inglese tedesco –
    io porsonalmente conosco sia orale e scritto il tedesco e anche conosco un po la lingua polacca
    vivendo in germania e possibila avere contatto con diversi gruppi nazionali .
    Il portoghese e simile nell modo di parlar al siciliano anche se avolte il senso cambia
    nella lingua slava alcune parole hanno lo stesso significato in italiano e in siciliano
    il siciliano e una lingua come il portoghese lo soagnolo il francese e italiano –
    il siciliano non e un dialetto il siciliano non e italiano parratu de viddrani il siciliano e una lingua con una sua origine e si distingue dalla lingua italiana.
    Parrou n sziciliano

  384. rosarioanton says:

    khai na bona jurnata

    u Sicilianu sih parra e sih scrivi she sih voli sih poti

    nie putemmu puri cuntari n szicilianu u cunti cki nie cuntari i patri
    putemmu pentzari e matri cka nie cresceru cku li minni ,u latti e u schiatu de paroli siciliani
    u cori
    scurri sangu sicilianu
    cka crisci nda terra siciliana
    forti comu u suli
    forti comu u mari
    pentza a to patri
    cka travaghia cku sururi e sangu
    cka i catini unna era taccato erunu pisanti chu do travagghiu
    nie crisceru co duliri e sangu e chiantu
    cunta nu cuntu
    parra u sangu parra u duluri e chiantu
    cunta nu cuntu e to figghi
    cka i pintzeri su chu forti de catini
    cunta nu cuntu e to figghi
    sangu e cori sicilianu un cangia
    e un sih poti cangiari
    cunta nu cuntu e to figghi
    un tu scuradari
    pentza pentza

    Mancuso Gela

  385. sasa1101 says:

    Melancholia will probably be obtainable by way of Video clip On Need beginning Oct 7th, soon after which it is going to get a restricted theatrical launch on November 11th. Enjoyable reality: fake watches for sale [www.centwatches.com”] fake watches for sale Alexander Skarsgard was a applicant to perform the title part in Thor, exactly where Stellan Skarsgard ended up taking part in Professor Erik Selvig , who’ll seem once more inside the Avengers. It is the circle of lifestyle. low price replica watches [www.centwatches.com] low price replica watches Ny city has additional shops than any person could bodily tackle, swiss replica watches paypal [www.centwatches.com] swiss replica watches paypal but by some means we constantly maintain returning towards the typical suspects fake pershing [www.centwatches.com] fake pershing . quality swiss replica watches [www.centwatches.com] quality swiss replica watches to interrupt out with the rut, we have asked some nearby buying and style gurus to give their concealed retail gems—those distinctive shops about our amazing metropolis that we may not all find out about omega watch replicas [www.centwatches.com] omega watch replicas . Cue the Beatles: best replica watches paypal [www.centwatches.com] best replica watches paypal We are about to obtain just a little support

  386. Gmorreale says:

    Mi viene da piangere, da gridare, da rimettere… etc etc
    Mi chiedo, ma “cu MIN**A li ha votati sti rimbecilliti…chi kabbassisi gli ha dato ste cariche e responsabilita’.. secondo quali criteri??

    Politici ed elettori corrotti, la Sicilia al di la e al di qua dello stretto vi ODIA e da oggi e’ vi dichiara apertamente guerra. FUORI DAI KABBASISI e date spazio alla gente perbene e con due spiccioli di ciriveddu.

    Giovanni MORREALE
    Parigi, u primu Maju 05

  387. pippudoz says:

    Ciau Giusi

    Sugnu cumpritamenti d’accordu cu tia – nun putemu sipirari li quistioni di lingua, econumia e prubbremi suciali quannu parramu dâ Sicilia. Cultura forti = lingua forti = econumia forti = sucitati e cumunitati forti.

    Vogghiu passari di sta quistioni p’abbacchiari n’area culligata. Misi na littra simili ntô forum.

    Iu nun sugnu nu spertu di sti cosi, ma comu sapiti, iu parru e scrivu di tuttu! Comu dicemu ntô ngrisi: “a jack of all trades, and a master of none.” Voldiri, mi sentu struitu di tuttu, ma sacciu propiu nenti!

    Ntâ tiuria d’evoluzzioni, cci vonnu armenu miliuni d’anni prima ca putemu vidiri un canciamentu di na speci a nautra. Siddu stu canciamentu abbini tra mill’anni, sapemu c’avissi a essiri na cosa straordinaria.

    Puru chî lingui putemu diri quarchi cosa simili, spiciarmenti quannu parramu dû sicilianu (ovviamenti parramu di gradi d’anni nanticchia cchiû curti). Nurmalmenti, cci voli na cintinaia d’anni prima ca na lingua si trasforma cumpritamenti ca nun si canuscia cchiui. Ma cû sicilianu, sta trasfurmazzioni si cci capitau duranti l’urtimi quarant’anni. Oramai, na mità dû vucabbulariu sicilianu dî 1960ini veni scanusciuta di tutti li siciliani.
    Parramu di n’evoluzzioni nurmali o naturali?
    Certu di no!
    Parramu dûn abbinimentu straordinariu. Nun parramu di quarchi cosa chi cci avemu a fistiggiari, ma di quarchi cosa di cui cci avemu a lamintarinni. Nun parramu d’avanzari na lingua – parramu di distruggirila!

    Amici mei, p’asempiu, mè nanni vinniru a l’Australia duranti li 1950ini. Duranti li 1960ini (quannu canuscevi la lingua siciliana comu la mè lingua, azzoè, nun canuscevi nautra lingua, quannu accuminzai li scoli, canuscevi nenti ngrisi, e ovviamenti, nenti talianu), e duranti li 1970ini, mè nanni parravanu un sicilianu veru, puru. Fini lu 1988, quannu muriu mè nanna, idda ancora parrava sulu lu sicilianu – idda canusceva quasi nenti talianu o ngrisi. Parramu di menu di vint’anni fa! Ma pruvati ora attruvannu quarchidunu chi parra lu sicilianu comu lu parrava idda – nun asistinu – tra vint’anni!
    Si tratta di n’evoluzzioni naturali?
    No!
    Si tratta di na tragedia!!
    Cultura = Lingua = Econumia = Sucitati/Cumunitati

    Salutamu
    pippu d’angelo. canberra

  388. RAnzalone says:

    Ora non è più questione di destare sentimenti per una vera “rinascita”.
    Serve l’orgoglio, ma serve anche subito una serie di proposte concrete su cui lavorare. Se ne hai nel cassetto portane qualcuna a Mazzara…
    A presto!
    Rosalba

  389. Giusi says:

    Rosalba, non so se potrò essere a Mazara; comunque, sicuramente qualcuno di linguasiciliana.it sarà presente.
    Proposte concrete su cui lavorare ce ne sarebbero molte.
    Ma il vero problema, secondo me, è quello di far rinascere innanzitutto l’orgoglio per la propria cultura, farlo rinascere “dal basso”, nella gente.
    Ai politici interessa il consenso. Non fanno mai nulla che non ricerchi il consenso, ad eccezione dei propri meschini interessi personali.
    Se vogliamo che i politici facciano qualcosa per la nostra cultura, per la nostra lingua, dobbiamo o sperare in una sorta di miracolo, in un politico (che occupi il posto giusto) mosso da sincere spinte ideali e dall’amore per la propria terra tanto da accettare il rischio di esporsi alle possibili critiche, o dobbiamo creare il campo affinchè iniziative di carattere istituzionale per la promozione della lingua e cultura siciliane divengano occasioni di consenso per chi le attua.
    E questo può accadere solo se destiamo sentimenti di “rinascita” nella gente con un costante e paziente “lavoro” fatto negli ambiti dell’arte, della musica, della letteratura etc. della cultura in generale e, perché no, dei mezzi di comunicazione (quindi anche di internet).
    Spero sarai daccordo.

    Giusi

  390. SAROIGELA says:

    sinceramete voorei sapere di chi e la colpa ,
    in Siclia non abbiamo una cultura e la cultura dei nostri antenati viene dimenticata perche a scuola viene solo insegnato solo delle guerre di indipendenzza che hanno liberato la Sicilia dalla schiavitu sembra il contrario siamo stati resi schiavi.
    mi chiedo perche quando avevo frequentato le scuole in Sicilia ´non ho mai sentito che la sicilia ha una sua cultura e una regione autonoma che ha una propia bandiera che nel passato molti hanno perso la propia vita pe la Sicilia libera di chi e la
    colpa .
    Siamo siciliani e sono siciliano la nostra entita la nostra cultura i siciliani -diamo valore al nostro passato e al nostro futuro la lingua siciliana insegnare i giovani che sono sempre pochi che parlano nszicilianu ad apprezzare la sicilia la lingua siciliana e la cultura del nostro popolo aiutiamo a fare valere i nostri diritti ,siamo uniti e vinceremo

  391. SalKappa2 says:

    Mia cara Rosa Maria, e siamo in due ad essere stanchi!!!
    Confermo le tue lamentele con tutte le mie forze stracolme di infinita tristezza/amarezza/dolore…
    Con affetto,
    salvatore

  392. vedom says:

    Sono orgoglioso di aver partecipato alla manifestazioe .Bisogna riproporre la manifestazione per il prossimo anno , avendo cura che sia ben pubblicizzata e non snobbata dai politici locali.
    Perche’ non scegliere citta’ che organizzano manifestazione artiginato siciliano
    viva la sicilia.

  393. dontanu says:

    L´amico Ugo Di Stefano ha scritto e detto la veritá piú grande del mondo, Lo appoggio e mi dichiaro sostenitore di tutto ció che ha detto.
    Aggiungo che se i Siciliani di Sicila hanno bisogno di noi Siciliani nel mondo,credo, anzi ne sono sicuro che ognuno di Noi risponderá come si deve.
    Saluti a tutti´
    CARACAS-VENEZUELA

  394. umiricanu says:

    Al primo leggere mi ha fatto ridere. Credevo che si trattasse di uno scherzo con sarcasmo. Poi pensandoci sopra ho concluso che lo scrivente intendeva che i suoi assurdi commenti fossero presi sul serio. E’ un esempio tipico del velenoso clima di un insieme di paranoia e odio degni piu’ di Al Jazeera che non di questo sito. E’ in particolare un insulto ai milioni di Siculi-Americani come me’

  395. umiricanu says:
  396. Gmorreale says:

    Liggiti puru st’articuli di Pippu..
    http://www.laltrasicilia.org/modules.php?name=Journal&file=display&jid=47

    Certu ca si putissi fari, ma prima di essiri ricanusciutu da cumunita’ Europea, s’avissi aviri na grammatica un dizionariu etc rinanusciutu di Siciliani stesssi..

  397. rrusariu says:

    Bravo Francisco Paulu
    faccillu a-sentiri a chistu Toto’ Cuffaru, si sta vinnennu tuttu ppi sarvarisi di la forca e nun po fari autru ca addumari cannili a San Silvio d’Arcore.
    Come fa uno come Totò Cuffaro che sta con un deputato suo correlegionario (UDC-Lo Giudice, e poi lo sospendono, tanti i voti sono stati presi) che si fa propaganda politica in piazza con la musica del Padrino? Eppure è stato condannato chistu!!!
    I fatti parlano da soli, purtroppo ci sono tanti siciliani che non si vogliono svegliare, e pensano che votando a questo o quello onorevole domani arriva ‘u postu’, ma quale posto che qui nel nord Italia chiudono le fabbriche e poi vendono macchinari in Cina o Turchia, e ci fanno poi concorrenza. Oppure che ci sono tante piccole fabbriche con manodopera tutta cinese? Tutte in regola queste!!! Per i nuovi schiavi i documenti a posto ci sono subito, solo i poveri cristi del sud come quelli che sbarcano vanno solo deportati. Due pesi e due misure!!!
    Francesco Paolo visto che stai a Bruxelles verifica che effettivamente il governo italiano dia l’ingresso ai cinesi senza bisogno di visto!!! Ma se sarà vero allora cari Siciliani saremo ridotti cani, altro che ponte per il sud del Mediterraneo!!! Ci pigghianu i sordi ca sparagnamu ppi purtarici a nuatri stessi nta miseria!!! Autru chi investimentu! Bisogna chiedere a Toto’ Cuffaro che i investimenti fa con lo stipendio che prende in Regione Autonoma u S api iddu (ehm)!!!

    La prossima primavera non dimenticate i pezzi di Novanta che stanno al Palazzo adesso!!! Perchè dopo non dobbiamo piangerci addosso!!!

    A’ssa bbinirica a tutti li me frati e soru ri Sicilia

  398. Ducezio says:

    Bravo, ottimo articolo. Sono siciliano, conosco bene il ragusano e la gente seria che vi lavora e produce con impegno. Veramente è ora di smetterla di vivere da colonizzati, soprattutto considerando che i colonizzatori venuti dal nord padano addossano a noi la responsabilità delle loro malefatte. Non hanno nemmeno il coraggio di assumersi le proprie responsabilità storiche, passate e recenti. Sconcertante per chi deve guardarli in faccia ogni giorno!

  399. nemo_profeta says:

    sbaglio, o c’era un mio commento. che fine ha fatto?

  400. umiricanu says:

    Non posso nascondere il mio profondo disappunto nel costatare che il Sig. Catania e’ caduto anche lui nella trappola della insidiosa propaganda degli infami assassini che si nascondono dietro la religione Islamica. Mi e’ doveroso ricordargli che molto prima dell’intervento delle forze USA, Italiane, Polacche, etc. in Irak gli assassini Whabisti avevano fatto strage dopo strage, in Egitto, nell’Africa Orientale, e poi (e’ mostroso ignorarlo) 11 Settembre negli USA. In quest’utima strage morirono molti cittadini USA di origine Siciliana. Il petrolio non c’entra affatto! I soldi ricavati da quel po di petrolio che i terroristi permettono di produrre in Irak vanno spesi per il popolo Irakeno.
    Mi dispiace inoltre doverLa informare che “l’invasione” e pacifica riconquista dell’ Europa in generale e della Sicilia in particolare da parte delle orde Musulmane e’ in corso da tempo.
    Le campane suonano ad alta voce ma i governi Europei ne ignorano il significato.
    Rimango fedele lettore e amico dell’ Altra Sicilia.
    VIVA LA SICILIA LIBERA!

  401. rrusariu says:

    Caru Franciscu
    ascuta l’amicu americanu, e talia ntunnu picchì comu dicìa l’amicu miricanu, ni mureru ciossà a Nova Yorchi. Ma ddocu nuddu dici la virità
    Unn’hamu a scurdari ca lu primu ‘terrorista’ n-Zicilia fu lu novu Regnu di lu Scantu d’Italia!!!
    Pirciò nt’appuiari cca e ddà pirchì la storia si sapi, pirò cc’è puru ca cu c’interessa a fari scannari la ggenti unu ccu l’autra comi ficiru ccu li tedeschi e l’ebbrei, ma cu murì fu sulu la povira ggenti!!!

  402. Gmorreale says:

    Salutamu,

    Ognuno e` libero di pensarla come la vuole, pero` mi sembra leggermente esagerato scrivere che il petrolio non c’entra niente. Anzi ..affatto!

    Mettiamo che il petrolio non fosse il motivo principale, ne secondario. Quello che vorrei qualcuno mi spiegasse e`: perche` dopo aver constatato che l`altro delinquente di Saddam, non aveva ne l`atomica ne altre armi chimiche etc, perche` dico, attaccare con una vera e propria guerra una nazione senza avere nemmeno una benche` piccola fazione di questa a volerlo?

    Ma secondo quale logica?

    Ma Al Queda o come si fanno chiamare queste bombe viventi, stava in Iraq??

    Ma nnii vulemmu parrari??

    Su una cosa sono d`accordo comunque: sarebbe ancora piu` inumano, una volta preso il capo dei lupi, lasciare le pecore al resto dei branco. Ed e` certo pure che non si puo` dare aiuto con le crocirossine… purtroppo la` servono i militari!

  403. Rino says:

    Rino Baeli da Messina scrive:

    Ho ricevuto oggi una telefonata dal Professor Mirto dell’Università di Palermo che lavora insieme a Giuseppe Scianò per divulgare tutta la storia della Sicilia nascosta al Popolo Siciliano.

    Avevo chiesto loro di andare a vedere una LAPIDE DEDICATA AL VESPRO NASCOSTA DA UN ALBERO ED UNA SIEPE per cercare di riportarla alla luce.
    Questa lapide si trova sul muro accanto alla Torre-Campanile della Chiesa della MARTORANA a Palermo di fronte alla Chiesa di San Cataldo, accanto al Municipio, Palazzo delle Aquile.

    Potete vederla nelle pagine internet che seguono:

    http://www.osservatorio-sicilia.it/index.php?mod=&opmod=read&id=it/118330821 9

    http://www.messinacity.com/News/Archivio/2004/2004-03_Lapide.htm

    c’è anche in un sito di Milano che archivia tutte le lapidi si chiama

    http://www.chieracostui.com/ cercate nel sito: Palermo-Vespri

    Adesso il Prof Mirto mi dice di essersi informato con il prete che gestisce la chiesa, che fa risalire la lapide al periodo risorgimentale.
    Da quello che so io tutto il complesso è gestito dai CAVALIERI DEL SANTO SEPOLCRO che fissano orari di apertura e gestione del complesso monumentale.

    L’accesso alle due chiese è proprio dalla piazza dietro il Comune,
    dove c’è il teatro in ristrutturazione. La lapide si trova proprio in cima alla scala d’accesso dopo il cancello sulla sinistra.
    Se fosse libera da coperture di alberi si potrebbe vedere anche da fuori, anche quando il complesso monumentale è chiuso, fuori dagli orari di visita.

    Un posto veramente UNICO in tutta Palermo trattandosi del monumento più famoso dei NORMANNI infatti la Chiesa della Martorana è la più famosa chiesa di Palermo perchè contiene il famoso MOSAICO di INCORONAZIONE DEL RE NORMANNO direttamente per mano di DIO PADRE ONNIPOTENTE, si trova sulla destra appena si entra (vedi foto su internet cerca: RUGGERO II mosaico)

    Come potete vedere dalla foto la chiesa della Martorana è già BEN NASCOSTA, a sinistra dal Teatro e dalla pesante Facciata settecentesca a destra.

    La lapide è posta sul muro laterale di questa facciata, accanto alla torre.

    Sulla lapide NON CI SONO DATE ma solo il testo in italiano che segue:

    IL POPOLO SICILIANO

    LIBERATOSI APPENA DAL GIOGO ANGIOINO

    ADUNAVA IL GENERALE PARLAMENTO

    E MENTRE LA EROICA MESSINA

    CON MIRABILE VALORE

    FIACCAVA L’IMPETO DELLE ORDE INVASORI

    CHE LA CURIA ROMANA

    VENIVA INCITANDO A SOSTEGNO DELL’ESPULSO

    DECRETAVA CONCEDERE

    PRONTI E VALIDI MEZZI A

    STABILE AUSILIO A RESISTERE

    LA MONARCHIA NAZIONALE

    RAFFRENATA E SORRETTA

    DALLE ANTICHE LIBERTA’ DEL PAESE

    Vorrei farvi notare che la Chiesa chiamata poi della Martorana è stata costruita nel 1143 da Giorgio D’Antiochia, ammiraglio di RUGGERO II il Normanno,
    fu poi ceduta nel 1433 al monastero adiacente fondato da Eloisa Martorana, da cui prende il nome. Della costruzione originaria resta il campanile ed il corpo della chiesa…(testo tratto da un volume TURISTICO stampato in decine di migliaia di copie).

    Vi faccio notare che il Duomo di Palermo è stato costruito nel 1185, cioè 42 anni dopo la Martorana. ANCHE IL DUOMO è CIRCONDATO da 4 campanili simili a quello della MARTORANA.
    IL PALAZZO DELL’ARCIVESCOVO DI fronte al Duomo è stato costruito dopo alcuni secoli dal VESPRO, se notate i campanili sono simili a quelli del duomo ma MOLTO PIU’ ALTI e IMPONENTI.
    Nell’architettura si manifesta la POTENZA DEL VATICANO che vuole emulare, superare e nascondere la grandiosità del duomo costruendo di fronte all’ingresso principale un edificio PIU’ GRANDE e PIU’ IMPONENTE DEL DUOMO STESSO, sta a significare il tentativo simbolico di sottomettere la CHIESA SICILIANA AL POTERE DI ROMA che attraverso il suo enorme palazzo sovrasta il duomo stesso. La costruzione poi dell’ingresso laterale del Duomo relega le TOMBE IMPERIALI degli SVEVI SCOMUNICATI in un angolo nascosto, mentre entrando dalla porta principale si trovavano subito a destra come il mosaico di Ruggero II alla Martorana.
    Tutto questo non è casuale, sono passati sette secoli di continue SOVRAPPOSIZIONI ad arte per NASCONDERE LA VERA GLORIOSA STORIA DELLA SICILIA e del POPOLO SICILIANO,
    da quel giorno di pasqua del 1282, da quella grande vittoria di un POPOLO INTERO contro lo strapotere del papa e dei re da lui inventati e incoronati.

    Se si deve cominciare a FAR VEDERE la Storia , si deve cominciare dal VESPRO, da questa lapide nascosta in pieno centro, accanto al Comune.

    Questa bella tela che rappresenta la chiesa del Vespro nel cimitero di Sant’Orsola dove scoppiò la rivolta, è la scenografia che chiude il SIPARIO DEL TEATRO DI RACALMUTO, il paese di Leonardo Sciascia.
    Anche questa è rimasta nascosta per molti anni con tutto il teatro, adesso apre tutti gli spettacoli che si fanno dopo il restauro voluto dallo scrittore. Sciascia non ha avuto la fortuna di vedere la riapertura del teatro.
    Sciascia si iscrisse alla facoltà di lettere dell’università di Messina, quando veniva a Messina prendeva una camera all’Hotel Roma.
    Questo albergo si trova accanto al Duomo di Messina, proprio accanto al Campanile del Duomo dedicato alla GUERRA DEL VESPRO.
    All’ultimo esame ci fu un diverbio con il professore, Sciascia fu così contrariato che non tornò più a Messina. Non concluse gli studi con la Laurea.
    L’Università di Messina non gli ha dato la Laurea in vita, sono dovuti passare 10 anni dalla sua morte per concedere la laurea “alla memoria”.
    Sciascia ci ha lasciato un’ultima frase che riassume tutto questo “ce ne ricorderemo di questo pianeta”.

    Facciamo in modo che il Popolo Siciliano se ne ricordi adesso di questo pianeta Sicilia.

    Rino Baeli 333 7477702 http://www.siciliapaisi.org baeli@zancle.org

  404. SAROIGELA says:

    e giusto che vengano presi provvedimenti e anche vero che sono e siamo molti i Siciliani che vivono all estero alcuni vivono discretamente altri faticano con dificolta a vivere .Vorrei anche dire che all estero siamo trattati male anche se viviamo in Europa unita ,il mercato del lavoro in Germania e in mano ai Russi che dominano sul mercato del lavoro .
    in Sicilia sono diversi gli emmigranti maroccani tunisine e via dicendo ,tapie tapie gridavano i commercianti marocchini per le strade di Gela vendendo qulsiasi merce .
    sono ricordi della mia infanzia .Crescendo pero mi sono reso conto che per vivere mi servia un lavoro
    ho incominciato a lavorare in un meccanico firma Gianoli Angelo10.000 lire la settimana una miseria?
    ho anche cercato di vendere per strada i prodotti del campo pero sono stato perseguitato dalla finanza e minacciato con multe enormi dopo molte difficolta ho deciso andare in germania
    mi chiedo e anche vorrei domandare quali prespettive abbiamo noi Siciliani ?

  405. MossRosalind says:

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  407. THOMPSONCasey22 says:

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  408. w2eCO2 says:

    Sono un Vero Siciliano, imprenditore e ricercatore scientifico, da sempre in lotta contro le “superchierie” dell’ignoranza e di chi non vuole sentire.
    Il vero futuro dell’autonomia siciliana è nell’autoderminazione energetica e sulle scelte di tecnologie di produzione di energia da fonti alternative “Waste To Energy- Non Combustion” che porterebbero enormi profitti economici alla “Regione Autonoma Siciliana” e la soluzione totale per lo smaltimento dei rifiuti urbani, industriali, ospedalieri e tossico nocivi, e non sulle continue trivellazioni petrolifere e tantomeno sulle installazioni di Inceneritori che qualcuno continua a chiamarli, con un eufemismo, termovalorizzatori (mostri obsoleti e con bilanci energetici ed economici negativi fallimentari e paradossalmente legati a disastri ecologici e alla divulgazione di Nanopatologie largamente documentate.

    “NEMINI TENERI” (Il concetto di libertà: non dipendere da nessuno).

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    Non voglio convincere…….voglio solo Informare.
    Grazie

  409. angelo51f says:

    A proposito del borgo Manfria…
    Leggendo la lettera. pubblicata nel sito dell’ « Altra Sicilia » si potrebbero trarne le conclusioni che la regione Sicilia ha la colpa di una cattiva gestione e un disinteresse della vita sociale e del benessere dei Gelesi.
    Siamo proprio sicuri che i fatti sono stati raccontati con oggettività ?
    Qual’è lo scopo della lettera ? Incriminare i politici Siciliani, denunciare l’assenza del governo Italiano ? Ma é possibile che i dirigenti di una regione lascino « Manfria » senza rete idrica e fognaria ?
    Se qualcuno/a é veramente interessato/a a saperne di più, faccia come me e cerchi pure « Manfria » come quartiere ufficiale di Gela e sarà sorpreso/a di non trovare nessuna esistenza di questo fantomatico quartiere e per giusta ragione : Manfria é un luogo dove abusivamente si sono costruiti villini e residenze secondarie.
    Dopo questa scoperta si puo ancora incriminare la regione siciliana? Forse mi sbaglio ma penso che in Sicilia ci sono tantissimi paesi, dove la gente possiede la residenza principale e non le residenze secondarie di Manfria (come è citato nell’articolo) e che riceve l’acqua nei rubinetti ogni 3 o quattro giorni.
    Personalmente penso che in Sicilia dobbiamo essere uniti per una lotta collettiva contro l’assenza del governo ma penso anche che ci sono delle precedenze e il caso di Manfria, come luogo turistico per i “proprietari” di villini (che sembrano essere spuntati come funghi senza un piano regolatore), non mi sembra prioritario.
    Diamo a Cesare quel che è di Cesare e……
    Angelo
    P.S. se le mie informazioni sono errate sarò lieto di cambiare parere e allora anche io scaglierò il sasso contro la regione siciliana.

  410. as1971 says:

    Ma mi scusi, Sig. Sindaco,
    lei ha intenzione di rivolgersi, come garanti della legalità, proprio a coloro che le hanno tolto la banca, e cioè la Banca d’Italia guidata allora dal benemerito Ciampi?

  411. Ducezio says:

    Congratulazioni, veramente interessante! Un bell’articolo che alimenta quel senso di nostalgia a proposito del nostro passato; storia scomoda che si cerca di tenere nell’oblio. Mi auguro che, anche grazie ad articoli come questo, le nuove generazioni meridionali possano riappropriarsi dell’antica dignità perduta.

  412. Rino says:

    Rino Baeli da Messina scrive:

    Ho ricevuto oggi una telefonata dal Professor Mirto dell’Università di Palermo che lavora insieme a Giuseppe Scianò per divulgare tutta la storia della Sicilia nascosta al Popolo Siciliano.

    Avevo chiesto loro di andare a vedere una LAPIDE DEDICATA AL VESPRO NASCOSTA DA UN ALBERO ED UNA SIEPE per cercare di riportarla alla luce.
    Questa lapide si trova sul muro accanto alla Torre-Campanile della Chiesa della MARTORANA a Palermo di fronte alla Chiesa di San Cataldo, accanto al Municipio, Palazzo delle Aquile.

    Potete vederla nelle pagine internet che seguono:

    http://www.osservatorio-sicilia.it/index.php?mod=&opmod=read&id=it/118330821 9

    http://www.messinacity.com/News/Archivio/2004/2004-03_Lapide.htm

    c’è anche in un sito di Milano che archivia tutte le lapidi si chiama

    http://www.chieracostui.com/ cercate nel sito: Palermo-Vespri

    Adesso il Prof Mirto mi dice di essersi informato con il prete che gestisce la chiesa, che fa risalire la lapide al periodo risorgimentale.
    Da quello che so io tutto il complesso è gestito dai CAVALIERI DEL SANTO SEPOLCRO che fissano orari di apertura e gestione del complesso monumentale.

    L’accesso alle due chiese è proprio dalla piazza dietro il Comune,
    dove c’è il teatro in ristrutturazione. La lapide si trova proprio in cima alla scala d’accesso dopo il cancello sulla sinistra.
    Se fosse libera da coperture di alberi si potrebbe vedere anche da fuori, anche quando il complesso monumentale è chiuso, fuori dagli orari di visita.

    Un posto veramente UNICO in tutta Palermo trattandosi del monumento più famoso dei NORMANNI infatti la Chiesa della Martorana è la più famosa chiesa di Palermo perchè contiene il famoso MOSAICO di INCORONAZIONE DEL RE NORMANNO direttamente per mano di DIO PADRE ONNIPOTENTE, si trova sulla destra appena si entra (vedi foto su internet cerca: RUGGERO II mosaico)

    Come potete vedere dalla foto la chiesa della Martorana è già BEN NASCOSTA, a sinistra dal Teatro e dalla pesante Facciata settecentesca a destra.

    La lapide è posta sul muro laterale di questa facciata, accanto alla torre.

    Sulla lapide NON CI SONO DATE ma solo il testo in italiano che segue:

    IL POPOLO SICILIANO

    LIBERATOSI APPENA DAL GIOGO ANGIOINO

    ADUNAVA IL GENERALE PARLAMENTO

    E MENTRE LA EROICA MESSINA

    CON MIRABILE VALORE

    FIACCAVA L’IMPETO DELLE ORDE INVASORI

    CHE LA CURIA ROMANA

    VENIVA INCITANDO A SOSTEGNO DELL’ESPULSO

    DECRETAVA CONCEDERE

    PRONTI E VALIDI MEZZI A

    STABILE AUSILIO A RESISTERE

    LA MONARCHIA NAZIONALE

    RAFFRENATA E SORRETTA

    DALLE ANTICHE LIBERTA’ DEL PAESE

    Vorrei farvi notare che la Chiesa chiamata poi della Martorana è stata costruita nel 1143 da Giorgio D’Antiochia, ammiraglio di RUGGERO II il Normanno,
    fu poi ceduta nel 1433 al monastero adiacente fondato da Eloisa Martorana, da cui prende il nome. Della costruzione originaria resta il campanile ed il corpo della chiesa…(testo tratto da un volume TURISTICO stampato in decine di migliaia di copie).

    Vi faccio notare che il Duomo di Palermo è stato costruito nel 1185, cioè 42 anni dopo la Martorana. ANCHE IL DUOMO è CIRCONDATO da 4 campanili simili a quello della MARTORANA.
    IL PALAZZO DELL’ARCIVESCOVO DI fronte al Duomo è stato costruito dopo alcuni secoli dal VESPRO, se notate i campanili sono simili a quelli del duomo ma MOLTO PIU’ ALTI e IMPONENTI.
    Nell’architettura si manifesta la POTENZA DEL VATICANO che vuole emulare, superare e nascondere la grandiosità del duomo costruendo di fronte all’ingresso principale un edificio PIU’ GRANDE e PIU’ IMPONENTE DEL DUOMO STESSO, sta a significare il tentativo simbolico di sottomettere la CHIESA SICILIANA AL POTERE DI ROMA che attraverso il suo enorme palazzo sovrasta il duomo stesso. La costruzione poi dell’ingresso laterale del Duomo relega le TOMBE IMPERIALI degli SVEVI SCOMUNICATI in un angolo nascosto, mentre entrando dalla porta principale si trovavano subito a destra come il mosaico di Ruggero II alla Martorana.
    Tutto questo non è casuale, sono passati sette secoli di continue SOVRAPPOSIZIONI ad arte per NASCONDERE LA VERA GLORIOSA STORIA DELLA SICILIA e del POPOLO SICILIANO,
    da quel giorno di pasqua del 1282, da quella grande vittoria di un POPOLO INTERO contro lo strapotere del papa e dei re da lui inventati e incoronati.

    Se si deve cominciare a FAR VEDERE la Storia , si deve cominciare dal VESPRO, da questa lapide nascosta in pieno centro, accanto al Comune.

    Questa bella tela che rappresenta la chiesa del Vespro nel cimitero di Sant’Orsola dove scoppiò la rivolta, è la scenografia che chiude il SIPARIO DEL TEATRO DI RACALMUTO, il paese di Leonardo Sciascia.
    Anche questa è rimasta nascosta per molti anni con tutto il teatro, adesso apre tutti gli spettacoli che si fanno dopo il restauro voluto dallo scrittore. Sciascia non ha avuto la fortuna di vedere la riapertura del teatro.
    Sciascia si iscrisse alla facoltà di lettere dell’università di Messina, quando veniva a Messina prendeva una camera all’Hotel Roma.
    Questo albergo si trova accanto al Duomo di Messina, proprio accanto al Campanile del Duomo dedicato alla GUERRA DEL VESPRO.
    All’ultimo esame ci fu un diverbio con il professore, Sciascia fu così contrariato che non tornò più a Messina. Non concluse gli studi con la Laurea.
    L’Università di Messina non gli ha dato la Laurea in vita, sono dovuti passare 10 anni dalla sua morte per concedere la laurea “alla memoria”.
    Sciascia ci ha lasciato un’ultima frase che riassume tutto questo “ce ne ricorderemo di questo pianeta”.

    Facciamo in modo che il Popolo Siciliano se ne ricordi adesso di questo pianeta Sicilia.

    Rino Baeli 333 7477702 http://www.siciliapaisi.org baeli@zancle.org

  413. sasa1101 says:

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  414. Hugh says:

    From my studies in Genealogy I have found in original documents, in 1607, Onze and Tari and Grani.
    1 Onze = 30 Tari
    1 Taro = 20 Grani
    Also I see a smaller denomination. 6 xx = 1 Grano
    The writing is not very clear, but xx is NOT Piccioli.
    I read about Piccioli everywhere. But it is NOT Piccioli.
    More like DINARI.
    Dai miei studi di genealogia ho trovato in documenti originali, nel 1607, Onze e Tari e Grani.
    1 Onze = 30 Tari
    1 Taro = 20 Grani
    Anche io vedo un taglio più piccolo. 6 xx = 1 Grano
    La scrittura non è molto chiaro, ma NON è xx Piccioli.
    Ho letto di Piccioli ovunque. Ma non è Piccioli.
    Altre come Dinari.
    Hugh Tornabene (in USA)

  415. as1971 says:

    Oltre all’esempio ricordato nell’articolo vorrei anche far notare un altro clamoroso insulto perpetrato ai danni della Sicilia nel modo più subdolo possibile: all’interno della serie di telefilm del commissario Montelbano. E’ semplicemente una vergogna che il castello di Donnafugata, forse il più bel monumento di quella parte di Sicilia, venga usato come dimora di una famiglia mafiosa, con tutta una schiera di uomini con la coppola. Così si inculca subliminalmente in chi guarda lo sceneggiato l’idea tutto ciò che in Sicilia si faccia di positivo sia in realtà dovuto alla mafia e si svilisce il valore culturale (e quindi turistico) dei nostri monumenti. “Andiamo a vedere il castello dei mafiosi a Donnafugata?”

  416. Gmorreale says:

    Ma infatti,

    si parla sempre di autostrade del mare.. ma chi si occupa di metterle in Atto?? Io stesso volevo iniziare un commercio di importazione di prodotti Siciliani qui a Parigi, ma i costi legati al trasporto sono esageratamente, scandalosamente, drammaticamente esponenziali!!!!

    Mannaggia… perche’ non ci si organizza a far manifestazioni davanti alle istituzioni Europee??

    Sapete, la miglior cosa da fare e’ farci conoscere all’estero… altro che lavare i panni sporchi in famiglia… ma quale famiglia?? Siamo stati mai veri fratelli d’Italia??….

    Saluti ri Pariggi..
    e mi raccumannu scrivemu nSicilianu puru..

    Giovanni Morreale

  417. rrusariu says:

    Bravo Paolo,
    ho pensato questo in questi giorni, perchè abbiamo un governo e un sottogoverno siciliano che se ne infischia prima di tutto degli agricoltori siciliani e poi di coloro che consegnano i ns prodotti sui mercati.
    Capisco bene la rabbia degli autotrasportatori che non possono aumentare le loro tariffe di trasporto ma devono subire l’aumento del gasolio e con esso l’iva al governo. Sembra che lavorino a tempo perso, tanto il governo intasca l’iva e le accisi e guadagna lo stesso e più di prima e senza far niente, la fatica la fanno gli altri ….

    Mi viene in mente un vecchio detto siciliano:
    ‘Guvernu talianu è-bberu bb……’

  418. rrusariu says:

    Se la rai (o raglio d’asino italoide) continua a denigrare la Sicilia, penso che sarebbe opportuno rifiutare il rinnovo dell’abbonamento motivandolo per il continuo insulto al Popolo Siciliano.

    A gennaio ricordiamoci!!!!

  419. rrusariu says:

    Purtroppo pur di stare attaccati a qualche seggiola, si vendono tutto come le prostitute, rubano agli altri le idee ma nei loro ‘tavoli tecnici’ pensano a come spartire prima o dopo la torta.
    Bisogna avere il coraggio di dire i nomi di queste persone e cosa hanno fatto fino ad oggi.
    Non credo tanto ai ripensamenti dell’ultima ora, non dimentico che il sig. Lombardo all’indomani delle elezioni catanesi fu il primo a farsi dare la ‘benedizione’ da san silvio d’arcore.

    Ormai della ns. agricoltura non gliene fotte piu’ a nessuno, tanto che faccio fatica a trovare prodotti siciliani nei supermercati, i limoni sono quasi spariti per posto a quelli argentini, ma l’unica cosa che non cambia sono i prezzi alti da qualunque parte attivino i prodotti!!!
    Se poi tra poco ci mettiamo gli agrumi che arriveranno dalla Libia, finirà che i ns agrumi li vendiamo solo i camion lungo le strade trafficate.
    Il sig. Cuffaro non perde tempo ad andare dal papa a prendere la comunione per la beatificazione di qualche fraticello di circa 300anni fa, ma ai ns. fraticeddi ccu ci penza? Dobbiamo andarcene tutti dalla Sicilia?

  420. SAROIGELA says:

    Sicilia terra do suli do mari da mafia e do rispettu cch nie nsignaru i patri u rispetti pi lanziani ,u rispettu e rispettari ci lavemmu do sangu .
    sulu a miria ci mangia lossa .
    lassammu a miria a chiddri do nord e facemmu da sicilia a terra de siciliani

  421. Gmorreale says:

    Salutamu,

    St’articulo mi tucco’ pi du cosi: una positiva e una negativa, anzi una positiva e due negativi. Accuminciamu di chiddi negativi:

    1) I Siciliani comu Marciano’ comu tanti autri hanno contribuitu e vicenni negativi Siciliani ed e’ bonu ca si sapi ca e’ ura di mannarili a casa.

    2) Nto certu sensu, mi dispiaci ca nta st’articulu si metti mmucca o Marciano’ a lingua Siciliana, per giunta in Italicu e di culuri russu, pi fari a viriri u culuru di l’affermazioni di stu menzu cristianu, e ammeci ci si eprime n’toscanu pi criticarilu.

    Iamu a chidda positiva:
    3) Bonu ca si denunzinu sti fatti, e cchiu’ si denunzinu, chiu’ si cancia. Sig. Marciano’, ora u sapemu nta tuttu u munnu l’ominicchiu che e’ vossia!

    Ing. Giovanni MORREALE

  422. Gmorreale says:

    Salutamu,

    sugnu profondamenti delusu. Leggiri sti cosi un fa` tantu beni o me cori.
    Sig. Onorevole Sammartinu, s`abbriugnassi …. si sintissi nicu nicu…. e `un vogghiu diri autru.

    Giuanni

  423. Ducezio says:

    Quando leggo questi articoli, mi convinco ulteriormente che i nostri politici stanno così comodi con le morbide poltrone sotto il deretano da non avere nessuna intenzione di levarsi per prendere posizione contro questi sopprusi. Ma siamo veramente pecore al macello?! Roba da plebisciti risorgimentali!

  424. pippudoz says:

    Ciau a tutti l’amici di L’Autra Sicilia e cumprimenti pi st’artìculu ntilligenti e chiaru – scrittu câ nostra lingua matri – n’ammustrannu nautra vota (puru siddu nun era mancu nicissariu) ca la lingua siciliana si pò usari pi discrìviri tuttu, pi fari l’argumenti pricisi e chiari e pi capiri tuttu dû munnu. E mi piaci assai stu muttu: cchiù dugnu, cchiù sugnu – viramenti palori santi. Cuntinuati comu sempri! Salutamu e a prestu! pippu d’angelo, canberra
    doppu scrittu: nun vi scurdati ca la wikipedia siciliana cuntinua jiri avanti cchiù forti, viniti ccà a vidiricci: http://scn.wikipedia.org/wiki/Pàggina_principali

  425. umiricanu says:

    Era da tempo che non mi affacciavo a questo sito. Giorni fa’ feci una visita e trovai dei commenti di parecchie settimane fa’. Non mi soprende, ed accetto volentieri, pur non essendo d’accordo, il commento di Fidiricu d’Aragona. E’ da un utente e membro dell’ “Altra Sicilia” ad un’altro. Lui ha tanto diritto alla sua opinione come ne ho io alla mia. Quello che respingo tanto per il contenuto come per la provenienza e’ quello di Michele Santoro. Se veramente ricopre l’incarico con il quale si firma, da’ un tono ufficiale come dirigente e quindi rappresentante di “Altra Sicilia”
    L’attacco personale contro un membro dell’organizione, presumibilmente con l’imprimatur della stessa (poiche’ se ne firma “coordinatore”)
    non e’ accettabile.
    Travedo nel contenuto la solita tecnica sinistroide ben collaudata qui’ ed altrove. Attacca personalmente colui che vuoi contraddire (tanto pre dirne una insinuando la possibilita’ che io sia un criminale di guerra; imputandomi ignoranza “un capiu nenti” e cosi’ via) e proponi “fatti” destituiti di ogni fondamento cosi’ estremi da non meritare il tempo di una smentita.
    Prima di chiudere chiedo una chiarifica: firmarsi con il nomignolo e’ pratica universale in tanti siti, compreso questo nel quale ne vedo molti. E’ probabile che questo sia il mio ultimo commento. Certamente non intendo continuare sull’argomento attuale, per me’ finisce qui’., Se decidessi di proseguire debbo, io solo, usare il mio vero nome? Inoltre, mentre il Sig. Santoro fa libero uso dell’informazione nel mio profile, non riesco a trovare il suo.

  426. lorenzodeglinnocenti says:

    Ottima iniziativa.

    Ho provveduto ad inserirla nel sito del Movimento Neoborbonico:

    http://www.neoborbonici.it

  427. arthurdieli says:

    Drawing a distinction between the Mafia and the Cosa Nostra is like drawing a distinction between water and rain. You get wet either way.

    Pointing out the difficulty of reform because of brother and sister and mother and father and grandparents is just making excuses.

    Today we have a clearer understanding of terror and terrorists. Sicilians tolerated terrorism for a long time.

    Basta.

  428. Ducezio says:

    Purtroppo ho l’impressione che i servi rincoglioniti che si radunano, o vengono radunati, ad applaudire il loro padrone di turno siano più di 10.000. Questa è una delle poche cose che mi fanno vergognare di essere siciliano. Nutro, comunque, una sincera speranza in un giorno migliore. Complimenti per il tuo articolo che condivido pienamente.

  429. mlachina says:

    “lui” e’ un MAFIOSO e dovrebbe essere in prigione insieme ai suoi complici.

  430. as1971 says:

    A questo proposito vorrei aggiungere che non è solo da 50 anni che la Sicilia è un paese occupato illegalmente: vi sono ampie testimonianze storiche che dimostrano che lo stesso plebiscito del 1860 non fu regolare (votazione palese, intimidazioni ai seggi, militari armati presenti al momento del voto, schede false etc etc), per cui la stessa annessione della Sicilia al regno d’Italia è da considerarsi irregolare.

  431. Ducezio says:

    Volevo solo aggiungere che i residenti in Friuli acquistano la benzina con una discreta riduzione (in media -0.170 al litro) in base a quanto lontano risiedono dalla frontiera ex-jugoslava. E’ il colmo se consideriamo che in Sicilia, con tutto l’apparato petrolchimico sparso per l’isola, paghiamo il carburante a prezzo pieno, senza defiscalizzazione, e con tutte le accise ed i balzelli inventati negli anni, incluse le varie guerre coloniali. Sarebbe ora che qualche politico “quacquaracquà” (rubo un’espressione del presidente Catania) si desse una mossa, cominciando a tutelare veramente gli interessi dei siciliani.

  432. william says:

    Ma con la devolution che cambia?
    Per la Sanità, mentre le altre regioni, compresa la Lombardia, contribuiscono con il 15 per cento della spesa, noi siciliani versiamo il 40 per cento.
    Per la scuola, l’intera spesa è già a nostro carico, mentre i programmi li definisce Roma, per cui a conoscere la nostra storia, quella vera, siamo veramente pochi.
    Il nostro erario, presidente del consiglio Giuliano Amato (di origine siciliana), quando nelle casse della Regione c’erano 16.000 miliardi (1986), se l’è confiscato grazie al voto determinante di un parlamentare siciliano che in cambio è stato nominato sottosegretario al Tesoro.
    Lo Statuto, conquistato con il sangue di Antonio Canepa e dei suoi ragazzi, è servito solo per creare le celeberrime 90 poltrone di Sala d’Ercole, funzionali esclusivamente ai partiti politici tutti centralisti, nemici acerrimi dell’autonomia.
    Nel ’47, quando entrò in vigore, sarebbe bastato applicare subito le norme d’attuazione, peraltro già elaborate dalla Paritetica, che invece fu sciollta da Peppino Alessi in nome dell’autonomia del Parlamento, in realtà in pieno accordo con Alcide De Gasperi. E’ stata ricostituita solo nel 1996, ma per dare uno stipendio al senatore Mario Ferrara, trombato alle elezioni.
    L’Alta Corte, unica garanzia per la sopravvivenza dell’Autonomia siciliana, dopo aver abrogato 90 leggi, di cui venti emanate dal parlamento centrale (e non nazionale come dicono tutti i siciliani, anche gli autonomisti) è stata sciolta di fatto (e non di diritto), nominando tutti i suoi giudici componenti della Corte Costituzionale. Era il 1956. Ars e Camere riunite avrebbero dovuto nominare i nuovi giudici, dopo 50 anni devono essere ancora convocate.
    E che dire degli articoli “finanziari” dello Statuto. L’articolo 38 è stato reiscritto nel bilancio dello Stato solo “per memoria”. In forza dell’articolo 36 le imprese che operano in Sicilia, anche se hanno sede legale altrove, dovrebbero pagare le tasse in Sicilia. Queste tasse vengono regolarmente versate ai comuni di Milano, Genova, Torino, Parma eccetera. Sono decine di migliaia di miliardi delle vecchie lire.
    Basti pensare alla sola benzina. Oltre il 60 per cento della benzina consumata in Europa (non nella sola Italia) è prodotta in Sicilia. I siciliani, in cambio di poche centinaia di posti di lavoro, ne hanno solo inquinamento, malattie gravissime e un forte danno al turismo. E allora ?

  433. admin2 says:

    Riceviamo in mail un commento su questo articolo:

    “molto belle le Vostre parole, ma non so perché (mi vorrete scusare per quello che sto scrivendo”… ho la netta sensazione che il tutto si puo’ tradurre semplicemente in un’ “aiuto, ci stanno togliendo la sedia sotto il c…”!

    Anche i Signori Politici siciliani, non si capisce perche’ (o forse si..) fanno solo sotto data elezioni: cambiamo le citta’, le piazze (forse non lo sapete, ma il 2006 a Catania e’ “l’anno Internazionale delle “Rotonde”
    .. stanno nascendo come i funghi), ci mettono i fiori, ecc ecc. La mia opinione sui privati, o meglio “sul siciliano della strada”? non certo molto meglio: quando propongo al mio cliente un viaggio organizzato da un
    T.O. siciliano (… spiegando che il prodotto e lo stesso o pure meglio, che costa uguale oppure anche di meno, ecc) alla fine mi fa “… ma non e’ piu’ sicuro un T.O. del Nord ??? Vado al supermercato e cerco tutti i prodotti “made in Sicily”: alla cassa mi fanno “ma come, la mozzarella Z…, c’e la B… in offerta…”, si signora, ma se compro quella di Z.. , la Z.. vende di piu’, diventa grande e FORSE un domani su figlio lavora in
    Sicilia anzicché a Milano, non sarebbe meglio?? Ah si, forse ha ragione.. FORSE ????? Due esempi “stupidi” di tutti i giorni. Non sono certo “razzista”, ma per ME il lavoro DEVE rimanere in Sicilia, i SOLDI DEVONO rimanere in Sicilia, ma per fare tutto cio’ avremmo bisogno di una acuta CAMPAGNIA che lo faccia capire alla gente e poi di qualche politico che non si fa solo gli interessi suoi!!!

    Firmata da una “siciliana d’adozione” (ci vivo e litigo per questi motivi da 25 anni in Sicilia !!!) Gabriella Steil”

  434. william says:

    Gentile “siciliana d’adozione”,
    guardi che gli unici che da queste parti hanno “la sedia sotto il culo” sono i celeberrimi “novanta ladroni” e i loro galoppini. E a quelli la sedia non glie la tocca nessuno. Anzi, più collaborano con il potere centrale e maggiori premi ricevono. E’ così dai tempi di Ciccio Crispi, l’albanese figlio del parroco di Sant’Angelo Muxaro. Infatti, grazie ai collaborazionisti lo Statuto siciliano, che tanto ci invidiano catalani, irlandesi, scozzesi, baschi eccetera, tranne che per la parte formale, o meglio, istitutiva, per cui si è costituito il governo regionale e si è riaperto il parlamento (chiuso per 83 anni, dall’avvento dei Savoia), non se n’è fatto mai nulla. Un piccolo esempio. Per andare e venire dalla Sardegna, Regione autonoma che non dispone nemmeno dell’uno per cento dei poteri della Regione Siciliana, i residenti pagano cifre irrisorie. Così non è per la Sicilia, il cui Statuto che è legge costituzionale e parte integrante della Costituzione italiana, dipone all’articolo 21 che all’atto della formazione dei prezzi e delle tariffe da e per la Sicilia deve partecipare un rappresentante della Regione. Lei parla di lavoro. Be’, la sfido a trovare casi di emigrazione dalla Sicilia prima del fatidico 1860. Prima, ad esempio, a Palermo, esistevano il Borgo dei Lombardi (oggi Borgo Vecchio), ben sette città della Sicilia sono abitate da orindi lombardi che venivano qui a trovar lavoro, ma ci sono anche il quartiere dei Catalani, quello dei Genovesi, quello dei francesi, più noto come Vucciria. La Fonderia Oretea era la più grande d’Europa. E’ stata smontata e trasferita a Terni. I cantieri navali erano i più grandi del Mediterraneo. Se ne serviva anche la marina inglese. Sono stati trasferiti a Livorno. Tra Capo d’Orlando e Patti si produceva la seta da oltre mille anni, fin dai tempi in cui la Sicilia era il “gioiello”, Aziz, del mondo mussulmano. Opifici e filande sono stati chiusi perché di seta bastava quella prodotta nel comasco. E l’elenco potrebbe continuare con la produzione del cotone tra Sciacca e Selinunte, la produzione della carta eccetera. Lei dice: “I soldi devono rimanere in Sicilia”. Bene. LO Statuto siciliano agli articoli 39 e 40 prevede l’istituzione di una camera di compensazione presso il vecchio Banco di Sicilia (prima che l’oriundo siciliano Giuliano Amato ne facesse strame), dove far confluire tutte le rimesse in valuta estera degli emigranti, la valuta proveniente dagli scambi commerciali sui mercati internazionali e quant’altro. Questa norma è rimasta lettera morta. E le banche siciliane sono state chiuse. Ovviamente, tutto questo è stato possibile grazie ai collaborazionisti locali, ai quali, stia pur certa, nessuno toglierà la sedia da sotto il culo. Anzi!!!

  435. Rino says:

    Rino Baeli da Messina scrive:

    Ho ricevuto oggi una telefonata dal Professor Mirto dell’Università di Palermo che lavora insieme a Giuseppe Scianò per divulgare tutta la storia della Sicilia nascosta al Popolo Siciliano.

    Avevo chiesto loro di andare a vedere una LAPIDE DEDICATA AL VESPRO NASCOSTA DA UN ALBERO ED UNA SIEPE per cercare di riportarla alla luce.
    Questa lapide si trova sul muro accanto alla Torre-Campanile della Chiesa della MARTORANA a Palermo di fronte alla Chiesa di San Cataldo, accanto al Municipio, Palazzo delle Aquile.

    Potete vederla nelle pagine internet che seguono:

    http://www.osservatorio-sicilia.it/index.php?mod=&opmod=read&id=it/118330821 9

    http://www.messinacity.com/News/Archivio/2004/2004-03_Lapide.htm

    c’è anche in un sito di Milano che archivia tutte le lapidi si chiama

    http://www.chieracostui.com/ cercate nel sito: Palermo-Vespri

    Adesso il Prof Mirto mi dice di essersi informato con il prete che gestisce la chiesa, che fa risalire la lapide al periodo risorgimentale.
    Da quello che so io tutto il complesso è gestito dai CAVALIERI DEL SANTO SEPOLCRO che fissano orari di apertura e gestione del complesso monumentale.

    L’accesso alle due chiese è proprio dalla piazza dietro il Comune,
    dove c’è il teatro in ristrutturazione. La lapide si trova proprio in cima alla scala d’accesso dopo il cancello sulla sinistra.
    Se fosse libera da coperture di alberi si potrebbe vedere anche da fuori, anche quando il complesso monumentale è chiuso, fuori dagli orari di visita.

    Un posto veramente UNICO in tutta Palermo trattandosi del monumento più famoso dei NORMANNI infatti la Chiesa della Martorana è la più famosa chiesa di Palermo perchè contiene il famoso MOSAICO di INCORONAZIONE DEL RE NORMANNO direttamente per mano di DIO PADRE ONNIPOTENTE, si trova sulla destra appena si entra (vedi foto su internet cerca: RUGGERO II mosaico)

    Come potete vedere dalla foto la chiesa della Martorana è già BEN NASCOSTA, a sinistra dal Teatro e dalla pesante Facciata settecentesca a destra.

    La lapide è posta sul muro laterale di questa facciata, accanto alla torre.

    Sulla lapide NON CI SONO DATE ma solo il testo in italiano che segue:

    IL POPOLO SICILIANO

    LIBERATOSI APPENA DAL GIOGO ANGIOINO

    ADUNAVA IL GENERALE PARLAMENTO

    E MENTRE LA EROICA MESSINA

    CON MIRABILE VALORE

    FIACCAVA L’IMPETO DELLE ORDE INVASORI

    CHE LA CURIA ROMANA

    VENIVA INCITANDO A SOSTEGNO DELL’ESPULSO

    DECRETAVA CONCEDERE

    PRONTI E VALIDI MEZZI A

    STABILE AUSILIO A RESISTERE

    LA MONARCHIA NAZIONALE

    RAFFRENATA E SORRETTA

    DALLE ANTICHE LIBERTA’ DEL PAESE

    Vorrei farvi notare che la Chiesa chiamata poi della Martorana è stata costruita nel 1143 da Giorgio D’Antiochia, ammiraglio di RUGGERO II il Normanno,
    fu poi ceduta nel 1433 al monastero adiacente fondato da Eloisa Martorana, da cui prende il nome. Della costruzione originaria resta il campanile ed il corpo della chiesa…(testo tratto da un volume TURISTICO stampato in decine di migliaia di copie).

    Vi faccio notare che il Duomo di Palermo è stato costruito nel 1185, cioè 42 anni dopo la Martorana. ANCHE IL DUOMO è CIRCONDATO da 4 campanili simili a quello della MARTORANA.
    IL PALAZZO DELL’ARCIVESCOVO DI fronte al Duomo è stato costruito dopo alcuni secoli dal VESPRO, se notate i campanili sono simili a quelli del duomo ma MOLTO PIU’ ALTI e IMPONENTI.
    Nell’architettura si manifesta la POTENZA DEL VATICANO che vuole emulare, superare e nascondere la grandiosità del duomo costruendo di fronte all’ingresso principale un edificio PIU’ GRANDE e PIU’ IMPONENTE DEL DUOMO STESSO, sta a significare il tentativo simbolico di sottomettere la CHIESA SICILIANA AL POTERE DI ROMA che attraverso il suo enorme palazzo sovrasta il duomo stesso. La costruzione poi dell’ingresso laterale del Duomo relega le TOMBE IMPERIALI degli SVEVI SCOMUNICATI in un angolo nascosto, mentre entrando dalla porta principale si trovavano subito a destra come il mosaico di Ruggero II alla Martorana.
    Tutto questo non è casuale, sono passati sette secoli di continue SOVRAPPOSIZIONI ad arte per NASCONDERE LA VERA GLORIOSA STORIA DELLA SICILIA e del POPOLO SICILIANO,
    da quel giorno di pasqua del 1282, da quella grande vittoria di un POPOLO INTERO contro lo strapotere del papa e dei re da lui inventati e incoronati.

    Se si deve cominciare a FAR VEDERE la Storia , si deve cominciare dal VESPRO, da questa lapide nascosta in pieno centro, accanto al Comune.

    Questa bella tela che rappresenta la chiesa del Vespro nel cimitero di Sant’Orsola dove scoppiò la rivolta, è la scenografia che chiude il SIPARIO DEL TEATRO DI RACALMUTO, il paese di Leonardo Sciascia.
    Anche questa è rimasta nascosta per molti anni con tutto il teatro, adesso apre tutti gli spettacoli che si fanno dopo il restauro voluto dallo scrittore. Sciascia non ha avuto la fortuna di vedere la riapertura del teatro.
    Sciascia si iscrisse alla facoltà di lettere dell’università di Messina, quando veniva a Messina prendeva una camera all’Hotel Roma.
    Questo albergo si trova accanto al Duomo di Messina, proprio accanto al Campanile del Duomo dedicato alla GUERRA DEL VESPRO.
    All’ultimo esame ci fu un diverbio con il professore, Sciascia fu così contrariato che non tornò più a Messina. Non concluse gli studi con la Laurea.
    L’Università di Messina non gli ha dato la Laurea in vita, sono dovuti passare 10 anni dalla sua morte per concedere la laurea “alla memoria”.
    Sciascia ci ha lasciato un’ultima frase che riassume tutto questo “ce ne ricorderemo di questo pianeta”.

    Facciamo in modo che il Popolo Siciliano se ne ricordi adesso di questo pianeta Sicilia.

    Rino Baeli 333 7477702 http://www.siciliapaisi.org baeli@zancle.org

  436. tabasco8 says:

    forza sicilia

  437. admin2 says:

    Riceviamo in mail il seguente commento di g. matera:Sono un siciliano (continentale) come voi, il sud marcia con 2 palle al piede, una è lo stato italiano, l’altra è la nostra mentalità negativa ben rappresentata dalla raccomandata classe dirigente meridionale.

    Il nostro sottosviluppo è stato impostato con l’occupazione del 1860 e ribadito dalla costituzione del 1948, in quanto in rapporto al nr. di abitanti, il sud conta su meno deputati rispetto ad altre aree italiche.

    Il nostro sviluppo è incompatibile con quello del nord perché la loro economia si basa e si nutre del nostro sottosviluppo, altrimenti le loro merci chi le compra e soprattutto chi le produce?? Basti pensare a quanti milioni di euro finiscono nelle casse delle soc. d’assicurazione (tutte del nord) con i premi pagati dagli automobilisti del sud o all’iva prodotta da aziende del nord al sud che viene accreditata alle regioni del nord (vedi bolletta telecom, sede milano).

    Questo stato sfrutta il dramma di tanti giovani x coprire le proprie inadempienze, tanti giovani che in alternativa alla strada hanno o la criminalità o l’emigrazione o la domanda nell’esercito italiano! Dove non c’è possibilità di scelta non c’è libertà. È in atto da 145 anni un colossale trasferimento di ricchezza da sud a nord: risorse umane e denaro.

    Uno stato onesto avrebbe spiegato da tempo come si è formata realmente l’unità e avrebbe messo termine a disoccupazione, emigrazione e criminalità. L’assenza di piani di sviluppo, di programmi a favore del sud dimostra la loro malafede. Finchè il sud sarà accorpato allo stato italiano il trend non cambierà. Il sud ha bisogno di istituzioni nuove e meridionali con a capo un garante x emergere da 145anni di occupazione e sottosviluppo, cominciamo a ragionare x noi stessi e non nell’ottica dell'”italia”.

    La questione sud non è una condizione naturale alla quale dobbiamo sottostare, ma dipende dalla nostra volontà.

    La storia insegna, la storia vuole le 2sicilie indipendenti, se esiste il lussemburgo,la slovenia,il portogallo,san marino, l’austria ecc. può e deve esserci uno stato x 25milioni di colonizzati. La propaganda pro-unità è smascherata palesemente e ha fatto il suo tempo.g.matera – prov. di capitanata

  438. admin2 says:

    Riceviamo in mail il seguente commento all’articolo da parte di Salvo Sapuppo.

    Suggerirei di lasciar perdere il parere dei numerosi “autonomisti” dell’ultimora i quali, fingendo di ignorare il fatto che la Sicilia è già una regione con uno statuto ampiamete autonomista, rivendicano tale prerogativa alleandosi nientemeno che con la lega nord. Incredibile ma vero.

    Io non voglio difendere nessuno ed ancor meno il governo Prodi nel quale, come liberale di sinistra non mi riconosco minimamente, però non griderei allo scandalo per l’assenza di ministri siciliani al governo della Repubblica e ti spiego sinteticamente perchè.
    In primo luogo non mi risulta che mai un ministro siciliano abbia pensato alla sua terra se non in maniera clientelare e strumentale per i suoi interessi e quelli degli amici suoi.
    In secondo luogo perchè non mi fido più di nessun politico siciliano di qualsiasi parte o schieramento, visto quello che hanno dimostrato di saper fare nell’ultimo mezzo secolo, a tal proposito invito chiunque a dare un’occhiata al sito http://www.disonorevoli.it
    Ed ancora perchè, forse, farebbe meglio i nostri interessi qualcuno che non sia siciliano.
    SIETE D’ACCORDO?

    Per queste mie sintetiche convinzioni chiedo al vostro giornale di farsi promotore di una iniziativa politica che potrebbe dare respiro alla Sicilia, ai siciliani e all’attuazione delle garanzie autonomiste riconosciute dalla Costituzione Repubblicana alla nostra martoriata isola.
    L’iniziativa che propongo? Semplice e molto più efficace di quanto abbiamo visto finora, anche se potrebbe apparire a prima vista irragionevole, provocatoria ed autolesionista.

    COMMISSARIAMO IL GOVERNO DELLA SICILIA, SUBITO (non l’assemblea ma solo il governo)

    Come? Con una piccola ma efficiente squadra di stranieri esperti in pubblica amministrazione, meglio ancora se di origine e cultura scandinava. Potrebbero amministrarci solamente meglio di come abbiamo saputo fare noi.

    SONO DISGUSTATO E NAUSEATO DELLA POLITICA FATTA DAI SICILIANI PER LA SICILIA

    Ciao e grazie per l’attenzione. Salvo Sapuppo

  439. admin2 says:

    Riceviamo in mail il seguente commento all’articolo:

    “Complimenti,
    ho letto l’articolo ed è molto bello e sopratutto scritto dopo le elezioni, un articolo che mette da parte il protagonismo ed invita “la parte libera” dell’elettorato a pensare che la politica non è tutta una cosa, e non è una pazza rincorsa alle poltrone e sopratutto mi sono proprio seccato di vedere istrioni della politica che non hanno interesse per far crescere la Sicilia, ma conservano per bene i problemi costituendo e rafforzando sacche di voti e bisogni per garantirsi una percentuale sicura di voti che magari è formata da persone che non capiscono niente di politica perchè non hanno tempo e devono andare a lavorare o a cercarsi il lavoro e quindi non esprimono la propria idea ma mettono una croce dove si arraffa di più.

    Io sono convinto che questo sistema clientelare-schifoso e poco rispettoso della dignità umana non smette di funzianare perchè è altamente collaudato e sopratutto perchè aumentando le “grebbie” di voti, di bisogni di malessere si spostano automaticamente porzioni consistenti di voti al miglior offerente o a chi è più bravo a promettere di più.
    I siciliani sono intelligenti, di questo non ho dubbio, ma hanno avuto troppe fregature per credere in un nuovo progetto senza nessuno che si impegni seriamente a spiegare perchè si deve uscire da questo stallo e continuare per noi per il nostro futuro e non perchè schiavizzati da un favore che magari era un nostro diritto.

    Complimenti ancora.

    Silvio”

  440. roberto66 says:

    come ho gia scritto ieri non sono daccordo musumeci non e la persona giusta a cui confidarsi.

    anche lui non e altro che uno dei tanti sanguisuga del passato a solo cambiato bandiera.

    ma non ha mai fatto niente per la nostra sicilia

    per i nostri figli per noi.

    e di possibilita ne a avute.

    condivido all 99 % le vostre idee.

    ma non dobbiamo avere paura del 5 % perche
    basterebbe far capire che finalmente c e qualcuno che non desidera altro che cambiare veramente tutto in sicilia.

    il potenziale c e perche e arrivato il momento giusto i siciliani desiderano un cambiamento.

    ma non bisogna fare gli errori che hanno fatto tutti in passato.

    parlare far capire cosa significa l altra sicilia ma non ripetersi nei sbagli del passato.

    quel che conta e il da fare da oggi in poi il futuro della nostra bella sicilia del sud di tutti noi dei nostri giovani.

    ripeto ma senza musumeci questo sarebbe un errore enorme.

  441. Ducezio says:

    E’ piacevole scoprire una giornalista con le idee chiare e con una lodevole sincerità, difficile da trovare all’ombra di certi camapanili gestiti da politicanti avvezzi alle osterie!
    Congratulazioni!

  442. william says:

    Giusto, ma sostanzialmente inutile e, soprattutto, fuori tempo massimo. Perché l’uso del termine Regione Sicilia, anziché Regione Siciliana, ha avuto inizio nel 1970 con l’istituzione delle cosiddette regioni ordinarie. Per i più, comunque, fin da allora, specie se appartenenti alle cosiddette categorie intellettuali (sic!) è solo un modo per sottolineare la loro conoscenza del diritto costituzionale italiano. E’ nei libri di scuola, specie nei testi universitari, infatti, che si parla di Regione Sicilia, anche se, per la prima volta in assoluto, questo termine fu utilizzato dal Giornale di Sicilia in un articolo dell’allora giovanissimo Giovanni Pepi, poi nominato condirettore responsabile. Ma c’è anche chi sa quel che dice e lo dice perché, specie sul piano psicologico, vuole l’omologazione della Sicilia alle altre regioni. E questi, in malafede, sono in particolare i politici. A cominciare dal capostipite dei ministri per i rapporti con le regioni, il sindacalista friulano della Cisl Mario Toros che, nel luglio del 1973 (quarto governo Rumor), pur essendosi reso conto che il suo potere si fermava a Reggio Calabria, diffuse una nota alla stampa annunciando di aver “vistato” una norma in materia di lavoro approvata la settimana prima a Sala d’Ercole, dando disposizione al “Commissario di Governo” della “Regione Sicilia” di autorizzare la pubblicazione della legge. I primi a reagire, e di brutto, furono i giornali siciliani e ne sortì un conflitto istituzionale che si risorse con le scuse ufficiali del neo ministro, dopo che qualcuno gli spiegò che, almeno sulla carta, il Commissario dello Stato era autonomo e che fra i suoi poteri c’era anche quello di impugnare le leggi dello Stato in contrasto con lo Statuto speciale della Sicilia. Ignorante più di una capra, il ministro sindacalista, appartenente al carro di Carlo Donat Cattin, non seppe mai che forse, un briciolo di ragione l’aveva e che tutto quel contesto era in piedi solo per prendere per i fondelli i siciliani. Con la sentenza n. 6 del 1970 (Presidente della Regione il democristiano Mario Fasino), infatti, la solita servizievole Corte Costituzionale, autosostituitasi, con la sentenza n. 38 del 1957 all’Alta Corte, aveva dichiarato (senza che in Sicilia nessuno avesse nulla da obiettare, non capendo che il ridimensionamento del Commissario dello Stato comportava anche il ridimensionamento dei poteri della Regione) costituzionalmente illegittimo l’articolo 27 dello Statuto, quello secondo cui “un Commissario nominato dal Governo dello Stato,promuove presso l’Alta Corte i giudizi di cui agli articoli 25 e 26 e, in quest’ultimo caso anche in mancanza di accuse da parte dell’Assemblea regionale”. Era, però, rimasto in piedi l’articolo 30 che lasciava al Commissario dello Stato il potere di “impugnare per incostituzionalità davanti l’Alta Corte le leggi e i regolamenti dello Stato, entro trenta giorni dalla pubblicazione”. Con sentenza n. 545 del 14 dicembre 1989 la solita Corte Costituzionale ha dichiarato (presidente della Regione il democristiano Rino Nicolosi) “la caducazione del potere del Commissario dello Stato di impugnativa delle leggi e dei regolamenti statali”. E nessuno, al solito, ha fiatato. Si potrebbe obiettare che alla Corte Costituzionale spetta solo il compito di intervenire sulle legge ordinarie non in sintonia con la Costituzione e di far rispettare le leggi costituzionali, a prescindere del loro contenuto, da difendere a spada tratta. Ovvero, come un tribunale deve difendere e far rispettare la legge dello Stato, senza interpretare e modificare, così i giudici di Palazzo dei Marescialli dovrebbero difendere e curare l’applicazione della Costituzione e delle leggi costituzionali. Sbagliato, almeno per quanto riguarda la Sicilia. Infatti, e nessuno mi venga a dire che gli autori dell’iniziativa non sapessero e non capissero cosa stavano facendo, l’Alta Corte per la Regione Siciliana, di cui faceva parte Camillo Finocchiaro Aprile, con la sentenza n. 4 del 19 luglio-10 settembre del 1949, dichiarò parzialmente incostituzionale la legge costituzionale 26 febbraio 1948, n. 2 per la conversione in legge costituzionale dello statuto della Regione Siciliana, pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale della Repubblica n. 58 del 9 marzo 1948 ed entrata in vigore il giorno successivo. In particolare, fu cassato il seguente comma 2 dell’art. 1: “Ferma restando la procedura di revisione preveduta dalla Costituzione, le modifiche ritenute necessarie dello Stato o dalla Regione saranno, non oltre due anni dall’entrata in vigore della presente legge, approvate dal Parlamento nazionale con legge ordinaria e per gli effetti dell’art. 116 della Costituzione”. Chi ha seguito quelle vicende sa benissimo che s’era trattato di un contentino dato ai nemici dell’Autonomia siciliana, come ad esempio Luigi Einaudi, che, però, non avevano la forza, sul piano politico, di interferire in alcun modo. “Non potevamo noi, in alcun modo – commentò Finocchiaro Aprile a sentenza pubblicata – sopportare tanto grave ingiuria. Consentire di modificare, anche se solo ipoteticamente e sulla carta, con una legge ordinaria ilo nostro Statuto. Ohibò!”. Quand’avvenne tale episodio mancavano esattamente cinque mesi al 10 marzo del 1950, allorché la norma contestata sarebbe automaticamente decaduta, così come da 18 mesi era decaduta quella Costituente che l’aveva avallata. Ed invece si volle, stupidamente, per mera questione di principio, dichiarare illegittima una norma della Costituente, aprendo la strada a tutti gli interventi successivi sul nostro Statuto, giuricamente giustificati dal particolare che i primi a porvi mano siamo stati proprio noi siciliani. E queste sono quisquiglie, a prescindere dalla Devolution di Bossi che con l’istituzione del Senato Federale ci omologa definitivamente alle regioni a statuto ordinario, rispetto alla riforma dello Statuto elaborata l’anno scorso dall’Assemblea regionale che giace ora in qualcuno dei cassetti della presidenza del Senato. Per nostra fortuna, infatti, la nostra controparte è costituita da una gran massa di ignoranti (costituzionalmente parlando) e quando, avviata la discussione generale in commissione della proposta di riforma arrivata dalla Sicilia si sono trovati di fronte all’articolo che istituisce le province, hanno pensato che anche noi, come ha fatto la Sardegna che ha ripristinato gli antichi “Giudicati”, volessimo creare nuove province con relativa assunzione di personale, creazione di nuove camarille e quant’altro. E, quindi, l’hanno messa in un cassetto in attesa di trovare i fondi necessari. E non sapevano che quella norma era, invece, destinata a legittimare le attuali province che lo Statuto del 1946 ha abrogato e sono state illegittimamente ricostituite nel 1970 su iniziativa del Governo Rumor e, in particolare, dall’allora ministro dell’interno, il siciliano Franco Restivo, che per sette anni consecutivi aveva ricoperto la carica di presidente della Regione Siciliana e ben sapeva quello che stava facendo. Ufficialmente l’iniziativa, in assoluto mai contestata in Sicilia, fu giustificata con la necessità, mandando tutti alle urne per eleggere i nove consigli provinciali, di conoscere anche il pensiero politico dei siciliani, considerato che contestualmente, dal Brennero a Reggio Calabria, passando per la Sardegna, si votava per eleggere i primi 15 consigli regionali a statuto ordinario e per il rinnovo di tutti i consigli provinciali. E questa è la prova provata che per arrecar danni alla Sicilia è necessaria la collaborazione dei siciliani. Altro che piangere perché in questo governo non ci sono ministri siciliani. Avremo qualche elemosina in meno, ma anche tanti danni in meno. E su questo piano potremmo continuare all’infinito anche perché i parlamentari siciliani non sono 61 (61 sono i collegi), ma 80, mentre un’altra decina vengono eletti sul Continente in collegi “più sicuri”. Sono loro, infatti, i maggiori nemici dell’Autonomia, specie quando s’accorgono che ogni loro potere, in forza dello Statuto siciliano, si ferma a Reggio Calabria. Ma tant’è!

  443. william says:

    Ps: ovviamente, il personaggio citato è Andrea e non Camillo Finocchiaro Aprile. Un lapsus di cui mi scuso.

  444. siciliano says:

    Il mio è l’appello di un siciliano stanco di essere preso in giro dai Partiti tradizionali e soprattutto da tutti quei Movimenti che si rifanno all’Autonomia Siciliana. Sono stanco di chi approfitta del sentimento che ci lega alla nostra Terra per scendere a compromessi con i Partiti che storicamente hanno abusato della Sicilia. Dei tanti Movimenti autonomisti isolani, nessuno ha realmente a cuore la defiscalizzazione, la regionalizzazione, il Referendum sulla Devolution e tutto quello per cui ci si dovrebbe battere!! Cercano voti, a volte li prendono ma in 35 anni mai nulla è cambiato realmente, siamo schiavi, dalla Liberazione d’Italia ad oggi siamo subendo un’altra dominazione. Le cose sono due: o noi siciliani siamo talmente abituati ad essere dominati da non accorgercene oppure è davvero ora il momento di lanciare il nostro grido, a tutta l’Italia ed a tutto il Mondo. Ho voglia di mettermi in discussione, con tutti quei fratelli siciliani, in Sicilia e nel Mondo, per aprire un vero Forum sulla Sicilianità e su quello che veramente siamo tutti disposti a fare per la Sicilia. Occorre lavorare ad un Movimento forte, senza secondi fini (io sono un Agente di Viaggio e tale voglio restare). Voglio che la Sicilia sia rispettata e riconosciuta come vero ed unico Ponte tra l’Europa e tutti i Paesi del Mediterraneo. Voglio che dovunque, nell’Isola, sventoli la bandiera siciliana, sogno che chiunque venga in Sicilia resti affascinato, oltre che da ciò che la Natura e la Storia ci hanno lasciato, dallo spirito e dalla fierezza che anima il Suo Popolo. La bandiera siciliana è la nostra bandiera e per essa dobbiamo muoverci sino allo sfinimento! Insieme possiamo e dobbiamo riuscirci!! Abbiamo 5 anni di tempo (sino alle prossime regionali) per organizzare un Vero Movimento Autonomista e far si che i nostri sogni siano noti a tutti, politici e semplici cittadini. Siamo gente forte, onesta e possiamo farcela, uniamoci seguendo, come unico programma, lo Statuto della nostra Autonomia, sino troppo infangato. Lancio a tutti i veri Siciliani questa sfida: Lottiamo per attuare i 12 punti che l’Altra Sicilia ha individuato.
    Grazie

  445. siciliano says:

    e ancora perdiamo tempo? Diamoci una mossa reale e riprendiamoci ciò che ci appartiene, la Sicilia!

  446. william says:

    Ho la sensazione che vi sfugga qualche piccolo passaggio interno delle vicende di Palazzo Reale, ribattezzato nel ’46 dai democristiani dell’epoca Palazzo dei Normanni, anche se realizzato dall’emiro Adalcamo nell’anno 840, per evitare che la parola “reale” potesse interferire nella campagna elettorale in corso per il referendum sulla monarchia. Il Mip,Movimento d’iniziativa popolare, infatti, fu costituito nel 1970 dall’omnipotentissimo Nino Gullotti quando, lasciata la corrente dorotea, volle così distinguersi da andreottiani e colombei (questi ultimi, poi, fagocitati dai primi), assumendo il ruolo di leader del gruppo di maggioranza relativa, in alternativa ai fanfaniani di Giovanni Gioia, agli andreottiani di Salvo Lima, ai centristi di Scelba e Ciccio Parisi (padrino politico di Raffaele Lombardo e ai sindacalisti di Donat Cattin, rappresentati in Sicilia da Nino Muccioli, Raffaele Avola e Lillo Mannino, maestro e donno di Raffaele Lombardo, Totò Cuffaro e Saverio Romano. Del Mip, però, s’era persa ogni memoria già a metà anni ’80 col declino politico di Gullotti, che mai, come tutti i maggiori rappresentanti della classe politica siciliana, sebbene più volte ministro, riuscì ad assumere un ruolo di leader nazionale, essendo sempre rimasto al servizio di Mariano Rumor e di Tony Bisaglia. D’altronde, fin dai tempi di Roma, sempre questo è stato il ruolo degli ascari, che al massimo venivano insigniti del riconoscimento di liberti, pur restando, però, al servizio degli italici padroni. A rilanciare il Mip nella passata legislatura, è stato il messinese Carmelo Lo Monte, giovane outsider della scuderia Gullotti negli anni ’70, trasmigrato nel partito popolare all’atto dello scioglimento della Dc e promotore, insieme con Totò Cuffaro (all’epoca nell’Udeur di Mastella e, quindi nel centrosinistra) e con l’ex socialista e fondatore di Nuova Sicilia Bartolo Pellegrino, al colpo di mano che ha provocato la caduta del Governo Capodicasa e l’elezione dell’ex democristiano Vincenzino Leanza, poi passato a Forza Italia, che lo ha così ringraziato per aver riportato la Sicilia nell’orbita del centrodestra e aver posto le condizioni per il celeberrimo 61 a 0 di cui va tanto fiero Gianfranco Micciché. Lo Monte, invece, non trovando spazio nelle liste del Ccd e del Cdu di Messina, si è aggregato a Sergio D’Antoni, fondatore di Democrazia europea, di cui all’Ars è divenuto capogruppo. E c’è rimasto anche quando Sergio D’Antoni s’è trasferito prima nella Margherita e, quindi, a Montecitorio. In quell’occasione, infatti, Lo Monte, con l’aiuto di Totò Cuffaro che gli ha prestato un paio di deputati dell’Udc per fare numero e aggirare il regolamento parlamentare, si è limitato a cambiare nome al gruppo, passando da Democrazia europea a Mip, in omaggio alle reminiscenze giovanili, per legarsi a doppio filo con Raffaele Lombardo che l’otto aprile scorso lo ha messo in testa alla lista del Mpa, mandandolo a Montecitorio. Evidentemente, il giovane Eusebio Dalì, di chiara provenienza repubblicana, ignorava che quella tra Mip, cui si era avvicinato negli ultimi giorni della tredicesima legislatura, Mpa e Udc era una partita tutta democristiana tra democristiani e che il Mip era solo una sigla di transizione per consentire ad alcuni amici di Lombardo e di Cuffaro di ottenere le indennità previste dal regolamento dell’Ars per i gruppi parlamentari (anche se fasulli, come buona parte dei 17 esistenti a conclusione della tredicesima legislatura) e consentire ad alcuni di loro di accasarsi tra Montecitorio e Palazzo Madama. Non è difficile ritenere, a questo punto, che il giovanotto in questione, non sapendo tutto questo, possa aver pensato che candidandosi con il Mip, che già gli addetti ai lavori sapevano che sarebbe stato disciolto già all’atto della presentazione delle liste per Camera e Senato, avrebbe potuto facilmente scavalcare il deputato uscente di Palermo, l’ex autonomista (ma solo per la campagna elettorale del ’96, giusto il tempo d’essere eletto nella lista di “Noi Siciliani”) ed ex consigliere comunale di Palermo in rappresentanza del Partito popolare Nino Scalici, che a Sala d’Ercole c’era arrivato con poco più di 1400 preferenze come numero due della lista di Sergio D’Antoni. Da qui l’uscita in tutta fretta con l’invasione della città e l’invito a votare per un partito che non è mai esistito se non nell’immaginario dei fedelissimi della Balena bianca che di correnti, organizzate come veri e propri partiti ne contava ben otto. Salvo, poi, a scoprire che alle regionali non ci sarebbe stata una lista del Mip e che di spazio nell’Udc, dove c’è gente eletta con oltre 32 mila voti di preferenza non ce n’era. Meglio quindi ripartire da zero, al servizio di Gianfranco Micciché che, in questi 12 anni ha dimostrato di saper gtrovare ottime collocazioni per tutti i suoi amici.

  447. roberto66 says:

    ti sei perso in chiaccere

    non ti accorgi che sono solo dei parassiti.

    quantu ma quantu mi fa mali u mo cori

    sanu mangiatu nun sulu i mo ossa

    ma tutta a terra mia Bedda

    ittamuli tutti fora

    mannamuli a vaddari li pecori

    nun sunu degni di chimarisi siciliani.

    si 4 delinquenti di tutti i partiti

    ca morriri hannu fattu e morriri fannu a fimmina Bedda mia

  448. Ducezio says:

    Forse il ponte sullo stretto potrebbe essere utile se tutto il resto fosse già a posto. Dico forse perchè dopo la Salerno- Reggio C. qualche perplessità è comprensibile. Dico forse perchè l’impatto ambientale sarebbe sconvolgente. Dico forse perchè il ponte sarebbe l’ennesima occasione per le aziende padane di abortirne la realizzazione facendo soldi a palate sulle nostre spalle. E poi, tra le cose più importanti, non dimentichiamo che anche gli acquedotti avrebbero bisogno di qualche lavoretto.

  449. siciliano says:

    Il mio è l’appello di un siciliano stanco di essere preso in giro dai Partiti tradizionali e soprattutto da tutti quei Movimenti che si rifanno all’Autonomia Siciliana. Sono stanco di chi approfitta del sentimento che ci lega alla nostra Terra per scendere a compromessi con i Partiti che storicamente hanno abusato della Sicilia. Dei tanti Movimenti autonomisti isolani, nessuno ha realmente a cuore la defiscalizzazione, la regionalizzazione, il Referendum sulla Devolution e tutto quello per cui ci si dovrebbe battere!! Cercano voti, a volte li prendono ma in 35 anni mai nulla è cambiato realmente, siamo schiavi, dalla Liberazione d’Italia ad oggi siamo subendo un’altra dominazione. Le cose sono due: o noi siciliani siamo talmente abituati ad essere dominati da non accorgercene oppure è davvero ora il momento di lanciare il nostro grido, a tutta l’Italia ed a tutto il Mondo. Ho voglia di mettermi in discussione, con tutti quei fratelli siciliani, in Sicilia e nel Mondo, per aprire un vero Forum sulla Sicilianità e su quello che veramente siamo tutti disposti a fare per la Sicilia. Occorre lavorare ad un Movimento forte, senza secondi fini (io sono un Agente di Viaggio e tale voglio restare). Voglio che la Sicilia sia rispettata e riconosciuta come vero ed unico Ponte tra l’Europa e tutti i Paesi del Mediterraneo. Voglio che dovunque, nell’Isola, sventoli la bandiera siciliana, sogno che chiunque venga in Sicilia resti affascinato, oltre che da ciò che la Natura e la Storia ci hanno lasciato, dallo spirito e dalla fierezza che anima il Suo Popolo. La bandiera siciliana è la nostra bandiera e per essa dobbiamo muoverci sino allo sfinimento! Insieme possiamo e dobbiamo riuscirci!! Abbiamo 5 anni di tempo (sino alle prossime regionali) per organizzare un Vero Movimento Autonomista e far si che i nostri sogni siano noti a tutti, politici e semplici cittadini. Siamo gente forte e possiamo farcela, uniamoci seguendo, come unico programma, lo Statuto della nostra Autonomia, sino troppo infangato. Lancio a tutti i veri Siciliani questa sfida: Lottiamo per attuare i 12 punti che l’Altra Sicilia ha individuato. Gentile Direttore CAtania, Lei deve darci una mano!!

  450. Rino says:

    IL PONTE NON SI PUO’ COSTRUIRE
    UN CAVO del migliore acciaio di oggi,
    lungo 3300 metri, diametro UN metro,
    non riesce a sostenere il SUO STESSO PESO
    lo dice il coefficiente di snervamento dell’acciaio
    migliore che oggi 2006 l’uomo produce sul pianeta.
    I PROGETTI PRESENTATI SONO TUTTE CAVOLATE

    IL POPOLO SICILIANO è ingannato sistematicamente dai signori
    del ponte, dai progettisti affamati di appalti, dalla massoneria imprenditora, dalla mafia italiana corruttora.

    LA VERITA’ è che devono usare il ponte per dire che lo fanno e per dire che non lo fanno, per raccogliere voti.I SICILIANI NON SONO STUPIDI.
    10.000 architetti siciliani, 10.000 ingegneri siciliani, CI SARANNO QUELLI CHE DIRANNO LA VERITA’

  451. siciliano says:

    Il mio è l’appello di un siciliano stanco di essere preso in giro dai Partiti tradizionali e soprattutto da tutti quei Movimenti che si rifanno all’Autonomia Siciliana. Sono stanco di chi approfitta del sentimento che ci lega alla nostra Terra per scendere a compromessi con i Partiti che storicamente hanno abusato della Sicilia. Dei tanti Movimenti autonomisti isolani, nessuno ha realmente a cuore la defiscalizzazione, la regionalizzazione, il Referendum sulla Devolution e tutto quello per cui ci si dovrebbe battere!! Cercano voti, a volte li prendono ma in 35 anni mai nulla è cambiato realmente, siamo schiavi, dalla Liberazione d’Italia ad oggi siamo subendo un’altra dominazione. Le cose sono due: o noi siciliani siamo talmente abituati ad essere dominati da non accorgercene oppure è davvero ora il momento di lanciare il nostro grido, a tutta l’Italia ed a tutto il Mondo. Ho voglia di mettermi in discussione, con tutti quei fratelli siciliani, in Sicilia e nel Mondo, per aprire un vero Forum sulla Sicilianità e su quello che veramente siamo tutti disposti a fare per la Sicilia. Occorre lavorare ad un Movimento forte, senza secondi fini (io sono un Agente di Viaggio e tale voglio restare). Voglio che la Sicilia sia rispettata e riconosciuta come vero ed unico Ponte tra l’Europa e tutti i Paesi del Mediterraneo. Voglio che dovunque, nell’Isola, sventoli la bandiera siciliana, sogno che chiunque venga in Sicilia resti affascinato, oltre che da ciò che la Natura e la Storia ci hanno lasciato, dallo spirito e dalla fierezza che anima il Suo Popolo. La bandiera siciliana è la nostra bandiera e per essa dobbiamo muoverci sino allo sfinimento! Insieme possiamo e dobbiamo riuscirci!! Abbiamo 5 anni di tempo (sino alle prossime regionali) per organizzare un Vero Movimento Autonomista e far si che i nostri sogni siano noti a tutti, politici e semplici cittadini. Siamo gente forte e possiamo farcela, uniamoci seguendo, come unico programma, lo Statuto della nostra Autonomia, sino troppo infangato. Lancio a tutti i veri Siciliani questa sfida: Lottiamo per attuare i 12 punti che l’Altra Sicilia ha individuato. Gentile Direttore CAtania, Lei deve darci una mano!!

  452. culaunano says:

    Ciao siciliano condivido con te moltissime cose che tu scrivi nel tuo articolo, il mio indirizzo skype é FALSAPERNA NICOLO, il giorno che vuoi parlare un po della sicilia e di tutto quello che sta intorno ad essa mi chiami. Il mio indirizzo email lo puoi avere sul sito dove siamo abbiamo molte cose da dirci.
    BACIAMO LE MANI

  453. SalKappa2 says:

    La nostra amata Terra di Sicilia è giusto esploda in tutto il suo splendora ma, esistono siciliani degni perché questo accada?
    Col cuore sanguinante me lo auguro!
    Grazie, siciliani di buona volontà!

  454. StaceyHOLCOMB22 says:

    I strictly recommend not to wait until you get enough amount of cash to order goods! You should take the loan [bestfinance-blog.com”] or just small business loan and feel yourself comfortable

  455. william says:

    E noi? Noi l’abbiamo scelta il 29 dicembre del 1945, quando fu realmente concordato lo Statuto speciale che tutt’oggi la Catalogna per prima, ma anche irlandesi, scozzesi e quant’altri ci invidiano. Poi, se gli italiani notoriamente non sono di parola (Churchill era solito usare il termine “all’italiana” invece che tradire), la colpa è di quei siciliani che in cambio di qualche piatto di lenticchie hanno sempre fatto finta di non capire quanto accadeva, dando del separatista a chi parlava e parla di autonomia, fino ad arrivare a Cuffaro & Company che hanno trasmesso al Senato una proposta di riforma del nostro Statuto nella quale si rinuncia, nero su bianco, a numerose prerogative con la seguente motivazione: “Tanto si tratta di poteri che Roma non ci concederà mai”. Sic!!!

  456. Giusi says:

    Non dico che loro sono ricchi e civili e noi poveri e mafiosi.
    Dico, però, che:
    – loro sono orgogliosi della loro bandiera (la Senyera) e noi la stiamo riscoprendo solo adesso
    – loro hanno un inno nazionale (Els segadors) e ne vanno fieri e noi ci siamo inventati un inno qualche anno fà, naturalmente con il testo in lingua italiana…
    – loro hanno dato uno status ufficiale alla loro lingua che stava scomparendo e noi ci vergognamo della nostra che – nonostante tutto – ancora esiste, però la usiamo solo a casa e ci vien da ridere se pensiamo alla possibilità che venga insegnata a scuola
    – loro, che forse lo sono, hanno la coscienza di essere un popolo e noi, che lo siamo sicuramente, non ne siamo coscienti
    E potrei proseguire…
    Speriamo che un giorno ci venga un dubbio: può darsi che se crediamo – e magari lo siamo – di essere poveri e mafiosi è perchè non sventoliamo abbastanza la nostra bandiera, perchè non cantiamo dal profondo del nostro cuore un nostro inno, perchè non parliamo nella lingua dei nostri padri, perchè non abbiamo coscienza di essere un Popolo ?!?
    Benedetto quel giorno, se dovesse arrivare…

  457. siciliano says:

    beati loro! Ma ciò mi rinfranca in quanto il nostro sogno, vista la Catalogna, può diventare realtà. Vorrei essere informato sul documento congiunto con i Catalani e su possibili consigli

  458. william says:

    Vero, tutto vero… o quasi.
    E a far la differenza non è il particolare che i catalani sono ricchi e civili e i siciliani poveri e mafiosi.
    Tanto più che la Catalogna, fin dai tempi in cui il Parlamento siciliano elesse il conte Pietro di Barcellona (con sangue siciliano nelle vene per parte materna) re di Sicilia, ha preso tutto dal popolo siciliano, a cominciare da quella bandiera a strisce gialle e rosse che fu l’emblema del Vespro e che si differenziava dalla nostra solo perché in quella siciliana, nel quarto di sinistra in alto c’era la antichissima Trischele su sfondo azzurro.
    Solo la profonda disconescenza della storia siciliana ha potuto far sì che la bandiera della gloriosa marina siciliana, da cui derivano la gran parte dei termini marinari (dall’ ammiraglio, cioè il capo degli emiri, ovvero il moderno presidente del consiglio dei ministri, che era anche, per legge, il capo della flotta, a seguire) fosse scambiata dal camerata Nicola Cristaldi per la bandiera vera.
    Comunque, meglio che niente, visto che per fare la legge istitutiva della bandiera, peraltro regolarmente impugnata dal commissario dello stato, ci vollero cinquant’anni.
    Ed anche questa, se ce n’era bisogno è una prova dei tentativi continui della nostra classe dirigente di far dimenticare al popolo il proprio passato, la propria storia, confondendone la memoria. Esemplare, in proposito, è la vicenda dell’inno, inventato, lì per lì, come la Madonna protettrice, dal signor Cuffaro,che è anche l’unico che lo canta. Quello nostro, risalente all’Ottocento, era, ovviamente, su musica del Bellini e il refrain fu scoperto e rilanciato come sigla delle trasmissioni in mondovisione in occasione dei mondiali di calcio del 1990. Bellissimo, da far venir le lacrime. Durò un paio di giorni e, improvvisamente, senza spiegazioni, fu cambiato.
    Qualcuno, infatti, s’era accorto che su quelle note, al canto di “contro il tiranno italico nemico a nostra terra, ciascun le armi afferra, gridando libertà” l’esercito di Ruggero Settimo aveva marciato contro i napoletani fino a costringerli a trincerarsi dentro Messina.
    Né, diverso, è il discorso sulla lingua, considerato che chi scrive, essendo nato all’estero, per capirci qualcosa sugli antichi documenti ha dovuto studiarsi l’Avolio, scoprendo, oltretutto, che negli anni ruggenti, quando da parte di quei sedicenti nobili siciliani che avevano seguito fino a Torino i Savoia, cacciati dalla Sicilia, si avviò la campagna di italianizzazione dell’Isola, furono realizzati ben sei tra vocabolari, ma solo dal siciliano in italiano, nessuno all’incontrario.
    E si iniziò a mettere nella testa della gente l’idea che siciliano è uguale ad incivile, selvaggio, povero, morto di fame, da trattare a calci o con la frusta, com’erano soliti fare i gabelloti dei baroni, quegli stessi che rubando ai loro padroni, immersi negli ozi e negli agi della capitale, ne acquistavano le terre e i relativi titoli.
    Tuttavia, a parte la buona volontà delle maestrine, tutte impegnate ad insegnare ai bambini, fin dalla più tenera età, che siciliano è brutto, le stesse che nel 1947, trovando facile udienza tra i democristiani dell’epoca, si batterono contro l’attuazione dello Statuto per restare “statali”, convinte che la scuola regionale avrebbe avuto la stessa sorte delle cosiddette “scuole comunali” di allora, per cui sarebbero state declassificate ed avrebbero visto gli stipendi con il binocolo, per la italianizzazione della Sicilia a livello popolare bisognerà attendere il genero di Fanfani, l’ing. Ettore Bernabei e la sua televisione.
    Ne è una dimostrazione quanto accadde nella prima guerra mondiale, allorché i contadini siciliani furono mandati a liberare Trento e Trieste, lasciando sul terreno il più alto numero di morti. Ma, quel che è ancor più grave, la gran parte di loro non morirono sotto il piombo austriaco per liberare terre di cui nella loro vita non avevano mai sentito parlare, ma “messi al palo” dai vari ufficialetti bergamaschi, bresciani e via citando che li accusavano di rifiutare l’esecuzione di ordini che spesso,invece, non capivano per la diversità delle lingue. D’altronde, per fare un esempio minimo, se la destra è destra e la sinistra è sinistra, per un siciliano la destra s’era sempre chiamata “a ritta” e la sinistra “a manca”.
    Solo sul finire della guerra lo stato maggiore dell’esercito italiano se ne rese conto e istituì a Caserta, agli inizi del 1918, una scuola per interpreti, dislocandovi alcuni ufficiali di origine siciliana.
    Per il resto, sempre a proposito di lingua, vale quella meravigliosa po