L’APPRODO DEL SARACENO

Bruxelles, 21 dicembre 2000

Questa pagina non è soltanto il foglio di un giornale
che costruiamo con tanta passione, ma è diventato
luogo dello spirito e della memoria: un sipario che si
alza sulla rappresentazione di una quotidianità che ha troppo spesso il freddo contorno del reale e tutto misura in termini di utilità, guadagno e convenienza, niente lasciando alla fantasia nè allo spirito.


Diventa percio’ sempre piu’ difficile fare astrazione dal reale e concentrarsi su cio’ che si vuole
trasmettere e comunicare, senza restare invischiati
appunto nella quotidianità che è noia e banalità – nel
migliore dei casi – troppo spesso volgarità e
insoddisfazione.

Cerchiamo quindi di aprire il sipario della
sensitività: fatalmente percio’ rivolgiamo il
pensiero alla nostra terra lontana, luogo consueto
della memoria e del sogno.

Isola immaginata, qui dal Nord brumoso, nello
scintillio delle vetrine, nei sorrisi della gente e
nei colori della festività che, se è motivo di
incontro per tutti , per noi – in piu’ – ha il sapore
del rito. Quello del ritorno.

Prepariamo quindi le nostre sacche per il viaggio,
capienti, per poterle poi riempire delle nostre voglie
insoddisfatte di mare e di affetti. In cambio portiamo
l’impegno preso per la nostra Isola, per la tutela
del suo buon nome, a dispetto delle tante denigrazioni
che ci rimanda quotidianamente la cronaca.

In questo viaggio della mente e della memoria ci
accompagnano, fedeli e fidati, quanti credono in
quello che facciamo, collaboratori occasionali o di
sempre, ma soprattutto i risultati che siamo riusciti
ad ottenere.

In principio era il Verbo. L’Isola, poche pagine di
informazione culturale.
La sua stessa distribuzione rappresenta la nostra
scommessa vincente sulle numerose difficoltà che
incontriamo. Certo non possiamo concederci la carta
patinata che altri invece possono offrirsi ma, grazie
a qualche pubblicità – gratutita o quasi – riusciamo
ad offrire un giornale che costituisce un prodotto
effettivamente culturale nella fantasmagoria dei fogli
editi all’estero.

Ringraziamo poi gli amici di Librizzi per averci
dimostrato, occupando il sito scelto dal loro poco
attento sindaco per costruire una discarica di
rifiuti soldidi urbani a Colla Maffone, la forza della
volontà e della giusta causa. Dopo un vero e proprio
braccio di ferro con Sindaco, Prefetto e Carabinieri,
gli amici di Librizzi sono riusciti a salvaguardare la
salubrità della loro ridente contrada.

E la Fondazione
L’Altra Sicilia era in prima fila e, della vittoria
dei cittadini di librizzi, ne ha fatto la sua
soddisfazione.
Selinunte, sconvolta già dall’abusivismo imperante,
doveva sopportare anche l’offesa della scelta infausta
tra la costruzione di una distilleria e quella di un
villaggio turistico, il tutto giustificato dalla
necessità di creare occupazione.

L’Altra Sicilia ha
immaginato quei luoghi della storia, patrimonio della
civiltà, che avrebbero dovuto da soli, con la loro
semplice esistenza, creare le occasioni ideali per
impiegare i giovani. Posti di fronte alla scelta tra due mali maggiori, abbiamo detto di no, immaginando
connivenze politiche malavitose, puntualmente
confermate poi dalla cronaca giudiziaria.

L’aeroporto di Trapani-Birgi, concesso ad una
compagnia settentrionale per penalizzare l’impegno
dell’imprenditore locale ( Air Sicilia) viene sempre
poco utilizzato mentre la Sicilia è alla disperata
ricerca
di porti e aeroporti da destinare al trasporto di
merci e di passeggeri, quindi visitatori e turisti.

L’altra Sicilia anche qui è intervenuta
raccomandando di sfruttare le strutture esistenti,
piu’ che i megagalattici progetti che rimangono sempre
sulla carta.

L’Altra Sicilia ha chiesto poi di aggiornare e rendere
> efficiente la consulta per l’emigrazione, sconsolato
Carneade che, chissà se esiste davvero…


Contro la proposta di sanatoria per tutte le
costruzioni abusive, abbiamo rivolto un pressante
appello ai politicanti perchè rinsaviscano e impediscano quella manovra, che scatenerà soltanto nuovi abusivismi edilizi e scempi ambinetali.

Abbiamo poi presentato un ricorso alla Corte europea
per i diritti dell’uomo per salvaguardare l’esistenza
stessa di un borgo suggestivo che tutti ci invidiano e
che affaristi, travestiti da ecologisti, vogliono
distruggere: Ginostra.

Ci siamo schierati con i suoi
abitanti contro l’ignavia di un governo che non riesce
neanche ad assicurare a pochi cittadini, abitanti di
un borgo che anticipa letteralmente il Paradiso, la
stessa sopravvivenza.

Cosi’ la Sicilia, messa alla gogna, è stata sempre
difesa dalla FONDAZIONE “L’ALTRA SICILIA” che si è
impegnata per smontare gli scontati teoremi
Sicilia-Mafia che i nemici dell’Isola inventano. E i
riconoscimenti ottenuti, specie il Premio Torre
Archirafi, non possono non inorgoglirci.

Che dire poi del Pilone di Punta Faro, un pilastro
abbandonato che, grazie alla nostra iniziativa « 1000
lire per una lampadina » è come risorto a nuova vita,
ricatturando, a dispetto di pseudo-ambientalisti del
cielo buio, la sua simbologia nella strada dei ritorni
consueti: quel Pilone, illuminato grazie alla
Fondazione, importante perché indica la strada di
casa, in seno al vecchio genitore, agli antichi
affetti, alle smarrite cose, è posto nel luogo di
transito obbligato per chi torna in Sicilia, a
raccolta, da tutti i continenti dove un crudo destino
ha posto « amaro pane a rompere ».

Ma non vogliamo fare la semplice elencazione delle
cose fatte, altrimenti queste pagine resterebbero
soltanto segni e scarabocchi, e non sarebbero i
nostri auspicati « specchi scritti ».

Chi ci segue sa delle nostre campagne e del nostro
impegno, conosce la nostra onestà intellettuale e lo
spirito che ci anima: da parte nostra un semplice
GRAZIE, per la simpatia e l’interesse che ci
manifestano.

A questo punto una parentesi « privata » con un
semplice e doveroso ringraziamento all’entusiasmo e
alla vena instancabile di Francesco Paolo Catania,
alla perizia di Vincenzo Faraone, il mago dei
programmi comunitari, a Paolo Cacciola, sempre
solerte nell’ attualizzare un sito in continuo «
divenire », ad Ivan Bertuccio, ormai diventato il
paladino di Ginostra, lo stesso che con cura
certosina ha spulciato
regolamenti ed ha individuato disfunzioni richiamando
lo stesso sindaco di Lipari al rispetto degli abitanti
di Ginostra. Ivan, infine, l’amico di una vita che
abbiamo ricatturato agli ideali della Sicilia e
all’orgoglio di essere siciliano. Ringraziamenti
anche, ad Adriano Longo, l’operatore turistico dalla
flemma anglosassone (vive a Londra), a Mario Corrente
e Tino Ceraolo, i nostri « ganci » di Librizzi, ad
Angelo Roberto per le sue dolci sicilianità
Brussellesi, a Umberto Mazza per il suo innato senso
degli affari e per aver contribuito per primo alla
realizzazione del giornale, a Franco Zanghi’, per la
disponibilità « televisiva» dimostrata, e un GRAZIE
infine a tutti quelli che non riesco a ricordare e me
ne scuso.

Cosi’, dopo un consuntivo molto approssimato e poco
ordinato delle nostre attività dell’anno che sta per
fuggire nei fogli dei secoli, per concludere, un
nostro « specchio scritto » a cui siamo affezionati.
Parla di una terra che il tempo e la distanza ci
allontanano dagli occhi e dalla mente, ma non dal
cuore e dal sentimento: « Sicilia silenziosa, sempre
ti ritrovo anche se poco mi raccontano le cime dei
platani e gli odori della spiaggia, abbandonata ormai
anche dagli antichi amici.

Stanca isola della mente. mondi scomparsi mi fingo per
sopravvivere al tempo che incalza ormai gli anni della
vita mia. »

Eugenio PRETA