Papa Ratzinger scende dalla croce e consegna la mitria di Giovanna Livreri

Giovanna LivreriIn queste ore, dall’annuncio delle dimissioni del papa, molti si stanno chiedendo freneticamente cosa è successo.
Il papa stesso lo ha annunciato, in latino, durante il concistoro per la canonizzazione dei martiri di Otranto. “Un fulmine a ciel sereno” Con queste parole il decano del collegio cardinalizio, cardinal Angelo Sodano ha consumato la scena del suo sgomento commentando la decisione di Benedetto XVI di lasciare il pontificato.

Tolta di mezzo la banalità della salute, a cui non crederebbe neanche un bambino, e il finto stupore le popolo vaticano e dei politicanti al palo per la prossima lizza elettorale, ci si interroga su altri ben più gravi motivi.

Il flash dell’ansa ha fatto in pochi minuti il giro del mondo. Tutti l’hanno rilanciato prima che arrivasse la conferma del Vaticano. Migliaia i tweet rilanciati, dall’Europa all’Asia, passando per il Medio Oriente.
Ma perché?

Le campane a morte per Ratzinger risuonarono giusto un anno fa, quando scrivemmo di questa ipotesi (www.linksicilia.it/il-papa-puo-dimettersi-misteri-e-rivelazioni/) un cardinale sudamericano si lasciò beccare mentre annunciavano dalla Cina che Ratzinger non sarebbe durato ancora un anno.
Il famigerato “pizzino” del cardinale Castrillon che, riferendo le parole di un altro prelato, l’arcivescovo di Palermo Paolo Romeo, attribuiva al pontefice non più di 12 mesi di vita, chi pensò all’annuncio di un attentato o di un delitto politico, chi a condizioni di salute veramente malferme, chi come noi alle trame politico ecclesiastiche all’interno delle mure vaticane.
Non si era capito bene che era un licenziamento con poco più di 365 giorni di preavviso, che Ratzinger ha scrupolosamente rispettato…, in quel nido di vipere che sono i sacri Palazzi Apostolici, e renderà effettive dimissioni, entro il termine assegnatogli, una settimana dopo le elezioni politiche italiane, così i cardinali potranno scegliere il successore con piena cognizione di causa.
E’ l’ultimo colpo di scena del nuovo ordine mondiale? Via Ratzinger, al suo posto si prepara l’ascesa di Bagnasco (il papa già designato!), filo Monti e filosionista? La Chiesa si inchina alla Menorah dopo 2000 anni? L’antipasto politico al potere temporale di Monti/Bersani alla guida del paese italiano? Goldman Sachs che cancella di colpo l’unico stato, l’Italia, ancora non allineato nella scia del Nuovo Ordine del Bilderberg? i Protocolli dei Savi di Sion? la profezia di Malachia? Quella di fatima di cui ricorreva il 13° l’anniversario?
Avete un bel dire ma La battaglia finale per il dominio del mondo ha inizio. La Storia siamo noi. Riflettiamo e preghiamo, perché si approssima l’era della schiavitù totale alla finanza. Anche la Chiesa al soglio del Bilderberg?

Il Papa Ratzinger non era certo uno stinco di santo, si badi bene, ma comunque un baluardo dell’ordine vecchio questo si. Ed è l’ennesima vittima, costretta a dimissioni antistoriche dalla colpa del ricatto.
Le dimissioni del Papa sono un fatto storico di una enorme importanza. Prima di lui quattro casi in duemila anni, tutti molto chiacchierati. Certo un Papa è il garante di certi equilibri del potere imperiale-cattolico, un enorme potere mondiale. Se si dimette è perché viene costretto. E’ perché l’equilibrio che lui garantiva è crollato.

L’ultima volta è accaduto con Celestino Quinto, il Papa dei templari che voleva rivoluzionare la Chiesa portandola via da Roma e basandola nuovamente su un cristianesimo profondo. Per passare da un cristianesimo corrotto e di potere – la “ecclesia carnalis” – ad un cristianesimo aperto, pieno di veri valori spirituali sul modello del Cristo: l’ “ecclesia spiritualis”.
E ora cosa succede? Mai nella storia un Papa si è dimesso per banali quanto umanamente comprensibili motivi di salute. Mai e poi mai ce ne è stato bisogno e l’avevamo già detto già nell’aprile 2011 su queste stesse pagine telematiche . Papa Giovanni Paolo II secondo era ridotto al lumicino negli ultimi anni , veramente in condizioni di gran lunga ben peggiori di Benedetto XVI.

Ma ora una serie di operazioni su tutti i livelli – non solo materiali – è stata condotta per far compiere, per costringere sotto ricatto , un ulteriore passo alla Chiesa in una direzione ancora più oscura di quella – sia pure non esaltante – degli ultimi secoli. Ne abbiamo visto lo scorso anno arrivare alla superficie qualcosa quando il gioco dei ricatti incrociati curiali di cui parlammo nell’articolo del 26 aprile 2011 è arrivato nelle stanze del Papa, fino al processo ultimo al maggiordomo e il fiume di carte vaticane riservate che hanno preso il largo verso l’estero e verso la Germania e gli USA.
Se poi le profezie diventano storia allora siamo diretti verso il baratro e non la salvezza.
Quel processo è stato chiuso tappando molte bocche… In cambio di cosa? Quali ricatti hanno portato alla situazione attuale? La Chiesa era ancora in parte un ostacolo al raggiungimento del superstato mondiale, dei progetti del Bilderberg? Un potere spirito finanziario ancora più oscuro se ne vuole impossessare prima che il movimento del risveglio di coscienza travolga la Chiesa?

Uomini in nero si muovono astutamente nelle strade della capitale del cattolicesimo. Mentre un vortice di esseri oscuri ne avvolge il Cielo. Appena qualche mese addietro, a Roma, centrotrenta potenti del mondo, coloro che decidono le sorti dell’economia (e non solo) mondiale, si sono incontrati a Roma il tredici novembre scorso.
Si tratta proprio del cosiddetto Gruppo Bilderberg le cui riunioni sono sempre avvolte dal massimo della segretezza. L’incontro doveva tenersi all’Hotel Russie ma, per maggiore riservatezza – data la concomitanza con il festival del Cinema – è stato spostato in Campidoglio. I bene informati pensavano che il meeting si dovesse tenere alle 18 ma è stato invece spostato a un’ora dopo quando gli ospiti stranieri si sono riversati in piazza del Campidoglio. Alle 19.45 abbiamo visto entrare Ignazio Visco, governatore della Banca Centrale; un quarto d’ora dopo il ministro del Lavoro Elsa Fornero, seguito dal presidente del Consiglio Mario Monti, avvistato intorno alle 20.30. Tra i ministri del governo tecnico erano presenti anche Corrado Passera (delega allo Sviluppo Economico) e Francesco Profumo titolare del dicastero all’Istruzione. Tra gli altri invitati Mauro Moretti, ex sindacalista della Cgil; Angelo Cardani, presidente di Agcom; Fulvio Conti dell’Enel; Anna Maria Tarantola presidente della Rai; Federico Ghizzoni, amministratore delegato di Unicredit; Paolo Scaroni, amministratore delegato di Eni; Franco Barnabè di Telecom Italia, Alberto Nagel ad i Mediobanca, Enrico Cucchiani di Mediaintesa e Rodolfo de Benedetti del Gruppo Cir.
Dall’estero sono invece arrivati Tom Enders, Ceo della Eads, Marcus Agius di Barclays, il canadese Edmund Clark boss della Td Bank, Kenneth Jacobs numero uno di Lazard e l’americano capo dell’ Alcoa Klaus Kleinfeld.

Quel 13 novembre ult. sc. c’erano anche il francese Henri Castries presidente del gruppo Axa, il tedesco Josef Ackermann presidente del consiglio di amministrazione del Gruppo Executive Committee Deutsche Bank, lo statunitense Keith Alexander comandante dell’Us Cyber Command e direttore dell’Agenzia di Sicurezza Nazionale, lo spagnolo Joaquin Almunia vicepresidente Commissario per la concorrenza Commissione Europea, lo statunitense Roger Altman presidente della Evercore Partners, il portoghese Luis Amado presidente del Banco Internacional do Funchal, il norvegese Johan Andresent proprietario e amministratore delegato della Ferd, il finlandese Matti Apunen direttore Finnish Businness and Policy Forum Eva, il turco Ali Babacan vice primo ministro per gli affari economici e finanziari, il portoghese Francisco Pinto Balsemao presidente e Ceo di Impresa ed ex primo ministro, il francese Nicolas Baverez Partener della Gibson Dunn & Crutcher LLP, il francese Christophe Béchu senatore e presidente del Consiglio Generale del Maine et Loire, e il turco Enis Berberoglu editore del quotidiano Hurriyet.
Tutti i nomi presenti sono personaggi abitualmente chiamati a partecipare, anche quando si tengono in altre nazioni, agli incontri del Bilderberg; di cui nessuno puo’ negare l’esistenza e la tenebrosa presenza internazionale,. A questi se ne aggiungono altri che restano segreti nonostante gli insiders provino in tutti i modi a stanarli.

Di cosa si è discusso in questo vertice mondiale di governanti e banchieri di tutte le specie? Sicuramente dell’andamento economico del globo , dell’ eurozona e degli andamenti economici di nazioni che non ce la fanno a stare al passo con la tabella di marcia imposta dai mercati, tra cui il nostro. Indiscrezioni raccontano però che, oltre a euro-questioni, durante l’incontro siano state affrontate anche tematiche legate alla politica italiana e alla “spina” vaticana.
Secondo indiscrezioni emerge che si è parlato anche di un eventuale commissariamento dell’economia dei paesi più deboli della zona euro tra i quali oltre alla Grecia e alla Spagna guarda caso figura proprio l’Italia. E si è puntualizzato come la presenza della Chiesa nel cuore delle questioni Italiane non è piu’ rimandabile. Chi governa deve avere il proprio papa. Infatti che la questione fosse tutta italiana è indicato dal fatto che l’incontro è stato previsto proprio a Roma dove i potenti del mondo hanno chiesto garanzie politiche ed economiche proprio ai banchieri di casa nostra, sempre disponibili e asserviti nei confronti delle lobby mondiali.

Tutto questo però potrebbe portare al disastro per l’Italia e il primo passo della conquista totale del potere temporale è asservire quello vaticano nel cuore della capitale politica Italiana. Una tesi portata avanti anche dal giornalista russo Daniel Estulin, specialista delle influenze del Bilderberg sull’economia mondiale, che parlando di Mario Monti, ha svelato il piano per la distruzione dell’Italia, risultante dal rispetto dei patti con il Bilderberg. “Qualunque governo che cercherà di ripagare questo debito distruggerà il proprio paese, tutto quello che finora si è fatto è stato obbligare i cittadini a pagare il debito pubblico gonfiato dagli interessi usurai della finanza internazionale e aggravato nell’eurozona, dall’impossibilità di ricorrere, a costo zero, all’ossigeno della moneta sovrana. Dal momento che non possiamo pagare e non può farlo nemmeno il governo, allora ci si rivolge alle istituzioni finanziarie internazionali. Chiunque tenta di farlo distruggerà il proprio paese”.

Il nuovo papa? Secondo questo progetto mondiale dovrebbe essere proprio un italiano dal nome di Bagnasco. Sarà cosi? Vedremo se anche questa volta siamo stati chiaroveggenti come un anno fa. L’appuntamento è sempre su queste pagine. 

Giovanna Livreri