VITICOLTORI TRAPANESI E SICILIANISMO

Trapani, 25 ottobre 2005

L’Altra Sicilia collega due fatti della cronaca odierna, fatti apparentemente privi di un legame diretto.

Il primo è dato dalla rabbia dei viticoltori siciliani, soprattutto del trapanese, di fronte all’apertura delle frontiere europee a vini australiani prodotti con tecnologie industriali, rispetto alle nostre, meno rispettose della qualità e della salute dei consumatori; apertura che colpisce una delle poche “industrie” ancora fiorenti nella Nostra Terra, quella del vino, senza nessun serio sostegno da parte della nostra classe politica.


Il secondo è dato dalle alchimie politiche che bollono nel laboratorio siciliano, questa volta segnato dalla possibilità, da tempo da noi auspicata, della nascita di un terzo polo autonomista e della sua sperimentazione proprio alle elezioni di Messina.

Ci sarebbe già un candidato, il Presidente dell’Ordine Provinciale dei Medici, una convergenza, pur con molti distinguo, di Alleanza Siciliana con il Movimento Per l’Autonomia, e la proposta di Nuova Sicilia di aprire un tavolo tecnico.

Cosa lega questi due fatti?

Secondo noi la lontananza del “mondo” dei politici dal “mondo” reale.

Noi non possiamo dire che una nostra idea, una volta che venga raccolta, non ci sta bene. Ma non bastano i “tavoli tecnici”, gli accordi elettorali e così via, quando i Siciliani sentono sempre lontana la classe politica.

L’Altra Sicilia dà la propria piena solidarietà ai coltivatori siciliani e si dice disponibile ad una campagna politica in loro favore nelle sedi europee e dove opportuno. Certo non abbiamo i soldi che hanno i grandi partiti cui i Siciliani hanno delegato il loro destino…con i loro voti.

Ma dove sono gli altri?

Dove sono oggi tutti questi politici sicilianisti?

Dov’erano ieri quando difendevamo gli autotrasportatori dell’AIAS?

Bisogna dare un contenuto alle rivendicazioni; la Sicilia vuole Autonomia, ma vuole intanto sopravvivere, ha bisogni cui nessuno risponde, è una polveriera…

E facciamola esplodere questa polveriera!
Diamo voce e prospettive a questo malcontento generalizzato, altrimenti non saremo capiti da nessuno nelle nostre rivendicazioni…

Andiamo in mezzo ai trattori che bivaccano tra la tangenziale di Palermo, Via Ernesto Basile e Palazzo d’Orléans a distribuire bandiere siciliane e ad invitare i coltivatori a sostenere un vero progetto di difesa del prodotto siciliano che non guardi in faccia a nessuno ma anche invitandoli a togliere l’assedio alla capitale siciliana!

A che serve mettere un candidato sicilianista a Messina se non si coglie una rottura, una differenza nei programmi, nel costume?

Quanto poi a Messina in sé che dire?

Abbiamo già detto che l’idea del Terzo Polo era nostra, ma in fondo non è importante più di tanto. Andasse in porto sarebbe un altro successo della Sicilia prima e de L’Altra Sicilia poi.

Come ci ha confidenzialmente detto proprio uno dei protagonisti di questa storia sicilianista: “Parlano come voi, dicono le cose che dite voi, leggono i vostri comunicati e li riciclano a tempo opportuno, ma non diranno mai che siete voi, ed io per primo faccio così”.

Staremo attenti ai contenuti di questa operazione, prima di entusiasmarci troppo, ma se sarà solo un’operazione di facciata o l’ennesimo gioco di potere, la sigla sicilianista non sarà per noi un ostacolo alla denuncia.

Anche qui, intanto, ancora una volta, il tempo dà ragione alle nostre idee…

Antudo!

L’ALTRA SICILIA – Ufficio Stampa