IL CITTADINO E LE ISTITUZIONI

Felice Belfiore ci scrive:

“Il dramma di Tommy ha commosso l’Italia.
Non pochi hanno persino spento radio e tv e si sono rifiutati di leggere i giornali di questi giorni.
Un gesto barbaro, una azione indegna, ci vengono persino in mente i Romani che in questi casi lasciavano liberi gli autori di reati cosi efferati: ci pensava il Popolo a fare giustizia direttamente, senza neanche le spese per i tribunali o per le patrie galere.


Quello che, pero’, colpisce in questo caso e’ anche la pressante informazione che a uccidere il pargolo e’ stato il siciliano Mario Alessi ed il siciliano Salvatore Raimondi, 27 anni, nato a Parma ma, come dice anche il Corriere, “siciliano anche lui”! E’ vero, noi Siciliani abbiamo tanti difetti, mafiosi, orgogliosi, presuntuosi, vanitosi, boriosi, gelosi, invidiosi, permalosi, focosi, animosi, e ci fermiamo, per non tediarvi eccessivamente.

Una famiglia sciagurata di origine siciliana si è macchiata indegnamente di un crimine immondo, ma il fatto che sia siciliana non vuol dire, nella dinamica criminale, assolutamente nulla!

Nel caso del balletto mediatico di Marika e Omar nessuno si e’ sognato di dire che erano liguri o piemontesi, cosi’ come nel caso del delitto di Cogne l’omicida non e’ stato classificato come valdostano, e nei casi di tutti i crimini di pedofilia, parricidio e fraticidio nessuno si e’ mai sognato di indicare i rei dei delitti come laziali, veneti, sudtirolesi, marchigiani,ecc.
Questo privilegio, nei casi di efferata delinquenza, tocca a noi siciliani, subito seguiti dai sardi, poi dai calabresi ed infine dai pugliesi. E’ un privilegio che ci tocca, godiamocelo.

Nonostante tutto, i Siciliani hanno pianto tanto quanto gli Emiliani il bimbo di Parma, il dolore non conosce i confini nazionali, immaginiamoci i regionali.”

Felice Belfiore