Una regia politico-mafiosa-istituzionale per criminalizzare l’avv. G. Livreri ?

Palermo, 20 novembre 2006

Riceviamo la replica dell’ex Commissario Livreri alle accuse nei suoi
confronti e riteniamo di doverle dare il giusto rilievo.

Noi non entriamo nel merito di questioni personali e non esprimiamo
giudizi sui quali è chiamata la Magistratura.


Ci sembra però assolutamente credibile il disegno di annientare
professionalmente una persona che ha osato, da sola, toccare delicatissimi
interessi che gravitavano intorno alla Fiera del Mediterraneo.


La lezione è questa: chi si ribella alla dominazione “mafiosa” viene
eliminato, in un modo o in un altro, con il placet dell’Italia che deve
continuare a tenere schiacciata la Sicilia sotto il suo stivale.

Chiaro cos’è la mafia?

Altro che radici saracene…e a lu Signo’ D’Agostino ci crisci sempri la varba…

Ma ora anche lui sta cominciando a capire perché l’agenda di suo figlio
è scomparsa, come sono stati danneggiati i file di Beppe Alfano lo
stesso giorno del suo omicidio.

Ma dove dobbiamo cercarla questa mafia?

Avv. Livreri, gliel’abbiamo detto: queste battaglie non si fanno se non
in modo corale. Da soli si è bersagli facilmente individuabili. Ci
vuole la Rivoluzione, la Rivoluzione Siciliana,… e questo a prescindere
da come andrà a finire la sua vicenda, se le addebiteranno qualche
piccola responsabilità o no…

La vera posta in gioco è ben altra e Lei
sembra di averlo capito bene.

Antudo!


Il mondo dell’informazione invaso dalla notizia della perquisizione presso lo studio di un avvocato di Palermo : l’Avv.to Giovanna Livreri

“L’AVV.TO GIOVANNA LIVRERI REPLICA :
MI SI VUOLE AD OGNI COSTO CRIMINALIZZARE E VI RACCONTO PERCHE’.”

La storia : un colosso societario della metanizzazione siciliana: il gruppo societario del GAS: nato negli anni ’80 attorno ai tavoli e tavolini dell’epoca, una famiglia : quella di Ezio Brancato – marito della D’Anna suo braccio destro nell’amministrare l’azienda e padre della Monia Brancato amministratore e responsabile dei rapporti con le imprese appaltatrici dei lavori di metanizzazione – ha l’intuizione del GAS, un famoso tributarista palermitano: il Prof. Lapis che diventa la controparte del Brancato e l’esperto, I personaggi giusti: i politici della vecchia democrazia cristiana: Lima e Ciancimino, Pumilia etc., i mafiosi Giuffre’ , Lipari, Vara, Ferro, Brusca, Riina, Sciarabba, il padrino Bernardo Provenzano, i boss dei mandamenti ove operano i cantieri del GAS, i professionisti che collaborano e agevolano, gli affaristi, gli imprenditori interessati, le imprese mafiose: Privitera, Dolce , Ferreri, Riscili, Pastoia, Umina, e….qualche magistrato, tutti a gravitare per dolo o per colpa intorno all’affare .

Il gruppo societario si vende agli spagnoli della GAS Natural per 120 milioni di euro il 13 gennaio 2004.


Il mafioso Giuffre’ nel 2000 viene arrestato, si trovano i pizzini, alcuni pizzini parlano della GAS di Via Liberta’ 78 a Palermo, nel pizzino si fanno i nomi, i Rono indagano, si aprono procedimenti penali, l’avvocato palermitano Livreri nell’ottobre 2004 raccoglie il mandato da parte di tutti i soci del gruppo societario 16 soggetti fisici e 3 soggetti giuridici per assisterli penalmente nel delicato percorso di chiarimento delle posizioni di favoreggiamento a cosa nostra e per cercare di limitare i danni essendo il contratto con gli spagnoli a concludersi nel luglio 2005, le notizie delle indagini cominciano a propalarsi sui giornali, i p.m. puntano il dito verso gli imprenditori reticenti e si fanno i nomi delle societa’ tra cui quella del GAS di via Liberta’ 78 , iniziano gli interrogatori e le ammissioni di responsabilita’, alcuni procuratori di Palermo credono di avere individuato l’introvabile tesoro di Ciancimino, un avvocato palermitano l’Avv.to Livreri raccoglie il mandato del Prof. Lapis considerato l’intestatario del patrimonio occulto di Ciancimino Vito oggi trasmesso a Ciancimino Junior a seguire la vendita del gruppo .

La procura sequestra quote societarie, conti correnti, azioni, titoli e montagne di carte mostrando i muscoli a tutto spiano ……ma solo con il Prof. Lapis lasciando indenne la quota di Ezio Brancato che a seguito del decesso dell’agosto del 2002 è stata ereditata dalla D’Anna Maria e dalle figlie Monia e Antonella Brancato.

La D’Anna Brancato è preoccupata, ma è confortata dal sapersi con suocera di un alto magistrato antimafia e il genero , figlio del detto magistrato è stato dirigente della Gas di Via Liberta’ 78 fino alla vendita della societa’ agli Spagnoli della Gas Natural. L’avvocato Livreri difende strenuamente la posizione del Prof. Lapis rimasto al dunque solo e addirittura attaccato dalla sua ex socia storica la D’Anna e da qui …………. e dai piedi che ha gia’ pestato a seguito dell’incarico di commissario straordinario della Fiera del Mediterraneo e di quelli che potrebbe pestare determinando un nuovo caso Vibo Valenzia nel caso GAS metanizzazione siciliana iniziano tutti i suoi mali.

Andiamo quindi al vero scopo che la D’Anna Maria sta perseguendo, con l’esposto denuncia nei confronti del legale dell’ex socio storico Prof. Lapis e del suo stesso ex legale , non e’ tanto quello di avere restituite parte delle parcelle (per quello ci sono gli ordini forensi e i tribunali civili); bensi di conseguire immediatamente un doppio risultato: prendere le distanze in ogni modo dall’ex socio storico Prof. Lapis per non rischiare di farsi tirare dentro il procedimento penale “Ciancimino + altri” e demolire la credibilita’ personale e professionale dell’Avv.to Livreri che ha avuto contezza come ex legale della D’Anna e della figlia Monia Brancato di troppe cose sul loro gruppo societario. l’esposto denuncia della D’Anna e’ strumentale ad assumere il ruolo di parte offesa idoneo a essere il migliore per ottenere tutte e due gli effetti.

Infatti il mantenimento della posizione di parte offesa la avvantaggia e percio’ ogni tentativo dell’Avv.to Giovanna Livreri di sottrarsi a tale morsa va’ contrastato alzando il livello delle accuse con ulteriori dichiarazioni e particolari che la D’Anna rende ai PP.MM. ogni volta che viene sentita.

Anche perche’ tale esposto denuncia e le ulteriori addende di questi giorni sono fondate su circostanze false .
– per quanto riguarda il documento del 16 novembre 2004 a firma della D’Anna e del Prof. Lapis, il cui contenuto oggi misconosciuto dalla D’Anna, vi sono una pluralita’ di circostanze e fatti concludenti che confermano in ogni momento e in ogni dove l’accordo concluso tra il Prof. Lapis e la D’Anna per l’assunzione di obbligazioni pecuniarie in relazione all’assistenza dell’intero gruppo GAS. per altro l’accordo prevede cifre e modalita’ diverse da quelle riportate da alcuni odierni quotidiani. la consulenza e difesa e’ stata prestata sin dall’ottobre 2004 per l’intero gruppo GAS ossia il gruppo Lapis/Brancato costituito da quindici posizioni di ex soci e soci e amministratori, i dipendenti, le societa’ del gruppo GAS e in particolare la sirco e lau. il pagamento delle parcelle e’ avvenuto per cifre convenute e in trance e sempre di comune accordo tra le parti D’Anna e Lapis e con la consapevolezza di tutti i soggetti interessati che altri pagavano per loro conto e nel loro interesse; l’assistenza legale delle decine di posizioni, per fatti diversi, e’ stata prestata, tanto in sede stragiudiziale che giudiziaria: per audizioni davanti a rono e ai pm, per difese dinanzi il tribunale del riesame fino in cassazione e continua a prestarsi. i pagamenti delle parcelle effettuate dalla D’Anna a favore della sottoscritta, meno ingenti di quelle indicate dalla stampa si giustificano in forza dell’impegno economico assunto dalla D’Anna e del numero delle posizioni assistite e del tempo e dell’impegno impiegato nell’assistenza legale.

– il procedimento penale nei confronti di alcuni amministratori e soci della GAS e’ il 4443 del 2002 ed e’ scaturito dal contenuto di alcuni “pizzini” con riferimento alla messa a posto della GAS di via Liberta’ 78 come rinvenuti nella disponibilita’ di Giuffre’ al momento dell’arresto. infatti la D’Anna e la figlia Monia quali amministratrici e socie del gruppo GAS sono state assistite dall’Avv.to Livreri per rendere dichiarazioni dinanzi ai rono gia’ nel novembre 2004 e dinanzi ai PP.MM. nel corso del 2005 per scongiurare posizioni di favoreggiamento a cosa nostra chiarendo alcune dazioni di denaro versate alla mafia per la messa a posto dei cantieri della GAS della provincia di Palermo e proprio in ragione delle stesse indagini originate dal contenuto dei detti “pizzini”. basta rileggere il giornale di sicilia e la repubblica del 5 novembre 2004 per comprendere quale era la situazione all’epoca dei fatti.

– malgrado l’esistenza delle indagini penali per tale procedimento, la D’Anna in nessun modo poteva essere ingannata o raggirata, ne’ dall’Avv.to Livreri ne’ da nessun altro, sull’esistenza di procedimenti penali o misure cautelari a suo carico o peggio ancora a carico della figlia Monia, posto che per come riferito dalla D’Anna agli odierni PP.MM. inquirenti la D’Anna e’ la consuocera di un alto magistrato della dirEzione nazionale antimafia, gia’ magistrato a Palermo per lunghi anni. a tal proposito la Monia Brancato stessa ha dichiarato agli inquirenti gia’ vetni giorni dopo la presentazione da parte della madre dell’esposto che la stessa <>. per altro la D’Anna ha sempre confermato all’Avv.to Giovanna Livreri come il consuocero magistrato seguiva la vicenda costantemente. fatto umanamente comprensibile considerato che il figlio del magistrato nonche’ marito della Monia Brancato, dirigente della GAS fino alla vendita alla GAS natural, aveva collaborato con la moglie Monia, amministratore del gruppo GAS, lavorando con la stessa negli uffici della societa’ GAS di via Liberta’ 78. i timori della D’Anna, come la stessa ha sempre apertamento manifestato al suo socio storico Prof. Lapis anche alla presenza dell’Avv.to Giovanna Livreri erano di essere coinvolta direttamente da altri sistemi di potere, tanto da volere trasferire i propri interessi a malta, e non certo da quello giudiziario. la D’Anna come la figlia Monia non sono rimaste coinvolte in alcun procedimento penale diversamente dal Prof. Lapis.
– per quanto riguarda la posizione, in tutta questa storia, degli avvocati della D’Anna (dal giornale di sicilia del 13 nov. u.s. indicati come i civilisti della D’Anna), Avv.to Santi Magazzu’ e Avv.to Giovanni Di Benedetto, c’e’ piu’ di un buon motivo per disapprovare le modalita’ di comportamento. infatti appare molto singolare apprendere dalle dichiarazioni rese dalla D’Anna ai PP.MM. che sono stati proprio i suoi avvocati, oggi divenuti persone informate sui fatti denunciati dalla D’Anna, a consigliarle e cercare di convincerla insistentemente per un anno intero dal luglio 2005 fino al luglio 2006 a denunciare penalmente la collega Avv.to Livreri, cosa che infatti e’ avvenuta nel luglio 2006 a seguire il colloquio avuto dall’Avv.to Giovanni Di Benedetto con il suo amico Ciancimino junior, come riferito dallo stesso agli inquirenti. ancora piu’ grave e’ avere appreso come sono stati gli stessi avvocati della D’Anna a dare un significativo contributo al contenuto dell’esposto della D’Anna. infatti lo stesso avvocato Giovanni Di Benedetto, attuale componente il consiglio dell’ordine di Palermo, riferisce di essersi recato per raccontare un fatto all’altro avvocato Santi Magazzu’, che poi se ne rende a sua volta testimone, e alla cliente D’Anna, che ne ha fatto argomento centrale della propria denuncia sporta “appena” un anno dopo, consistente nell’avere incontrato, il 21 settembre 2005 , dinanzi l’aula del riesame l’avvocato Giovanna Livreri. l’Avv.to di benedetto pretende essersi svolto un incontro ravvicinato con l’avvocato Livreri e quindi essere intervenuto un “falso” colloquio dal contenuto “impossibile” e di tale contenuto, manco a dirlo favorevole alla tesi accusatoria della D’Anna, si rende oggi testimone dinanzi ai PP.MM. autoreferenziandosi con gli altri a cui ha raccontato del suo incontro. accuse montate ad arte perche’ strumentali all’esposto della D’Anna.

La D’Anna, quindi, con la richiesta di rinvio a giudizio del 13 ottobre 2006 del prof Lapis nel procedimento “Ciancimino + altri” ottiene gia’ il conseguimento della posizione di parte offesa. poi con il processo mediatico nei confronti dell’ Avv.to Giovanna Livreri ottiene lo strumento per demolire ogni giorno un po’ di piu’ la credibilita’ personale e professionale della stessa, in un crescendo rossiniano atto a determinarne l’impossibilita’ dell’avvocato Giovanna Livreri a mantenere la posizione di difensore del Prof. Lapis bisogna chiedersi se dopo le intimidazioni e la diffamazione ad oltranza la regia prevede anche l’omicidio.

Si ha quindi sempre piu’ l’impressione che tutta questa tempesta mediatica rientri in una chiara azione intimidatoria che si vuole creare intorno al legale del socio storico della D’Anna: l’avvocato Giovanna Livreri, volutamente demonizzata e assurta a virago cattiva, predatrice di “sprovvedute signore” indifese.

C’e’ quindi una regia, che non esclude autorevoli contributi, finalizzata a volere scongiurare e distrarre l’attenzione dall’argomento principe dell’intera vicenda intorno a cui ruotano lobby politico-mafioso-istituzionali, e cioe’ il vero ruolo dei promotori della metanizzazione siciliana tra i quali, come riferito dalla stessa D’Anna ai magistrati il 17 marzo 2005, prima ancora di quello del professionista Prof. gianni Lapis, per usare parole profferite dalla D’Anna ai PP.MM., determinate e’ stato quello della stessa e del marito Ezio Brancato che ebbe negli anni 80, “l’intuizione dell’affare del GAS”. >>

E’ lecito quindi chiedersi se dopo il linciaggio personale e professionale, dopo le intimidazioni , dopo la diffamazione a mezzo stampa, dopo i processi e le accuse medianiche , la regia di quanto sta’ avvendendo prevede anche l’omicidio .

Certo è che l’avv.to Livreri riceve un avviso di garanzia il 18 settembre 2006, viene sentita il 20 settembre 2006 e il 22 settembre 2006 è gia’ linciata su tutti i giornali e dipinta come una truffatrice e tale operazione va’ avanti con un crescendo che trova il culmina il 15 novembre 2006 con un articolo in cui addirittura i P.M. commettono il reato di violazione del segreto istruttorio facendo dichiarazioni e accuse sui giornali che ancora sono sconosciute alla stessa interessata. Ma signori , ma come puo’ arrivarsi a tanto per una semplice questione civilistica di riconduzione ad equita’di fantomatiche parcelle miliardarie???

Appare chiaro anche ai non addetti ai lavori che si sta’ oggettivamente esagerando!!

Quanto sopra è dichiarazione dell’Avv.to Giovanna Livreri che se ne assume ogni responsabilita’ essendo fatti veri e assolutamente documentati da atti processuali.

Palermo 15 novembre 2006

Giovanna Livreri