Gli irlandesi stanno bloccando il ”resto dell’Europa”?


E’ sempre stato chiaro che le elite dominanti non avrebbero accettato il “no” irlandese al loro amato piano. Questa volta gli eurocrati non stanno affatto mentendo quando dicono che non hanno un piano B. Dopo il primo shock, ululando e digrignando, continueranno semplicemente a portare avanti il piano A. Di conseguenza, la manovra per scartare la volontà popolare e infrangere le loro stesse regole, così come i principi fondamentali delle società libere, è già iniziata.

Uno degli argomenti più disgustosi e scandalosi fatti circolare dagli eurocrati e dai loro accoliti sui media dominanti è che gli 862.415 elettori irlandesi non hanno il diritto di bloccare la meta agognata da circa 450 milioni di europei.
Questa deformazione della verità non viene mai contestata.

Prima di tutto, gli irlandesi sono stati di fatto i soli cittadini d’Europa a essere interpellati. Il resto dei 446, o giù di lì, milioni di cittadini non sono mai stati consultati. Come può un qualsiasi politico affermare che i suoi elettori vogliono la ratifica della Costituzione Europea formalizzata dal Trattato di Lisbona quando tutta la classe politica ha energicamente insistito a non consultare i cittadini? In realtà, in molti paesi i politici ammettono apertamente che i propri elettori avrebbero fatto quello che hanno fatto gli irlandesi, e cioè votare contro la sporca faccenda.

Così non è vero che pochi irlandesi bloccano la volontà di centinaia di milioni di altri elettori europei ma è chiaro invece che una massa di elettori irlandesi si sono opposti a poche migliaia di politici e di burocrati che costituiscono l’elite del potere europeo. Da questo punto di vista, la prospettiva è totalmente diversa, o no?

In secondo luogo, cosa ne è stato di quei 20 milioni di elettori francesi e olandesi che hanno detto no allo stesso documento tre anni fa? Perché il loro “no” non viene compreso nel conto? Naturalmente, la manovra con questi numeri non funzionerebbe. Quando gli eurocrati parlano di 450 milioni di europei, i cui cuori e i cui sogni sarebbero stati spezzati dall’egoismo del piccolo numero degli elettori irlandesi, si dimenticano di sottrarre a tale cifra i milioni di francesi e di olandesi (e di irlandesi) dal totale complessivo. Queste sono le nazioni che – quando è stata data loro la possibilità – hanno votato contro il progetto in questione. Le sole nazioni ad approvare con un referendum la Costituzione Europea sono state la Spagna e il Lussemburgo. In realtà, il 60% dei paesi che hanno avuto la possibilità di votare la Costituzione, l’hanno rifiutata. Stranamente, nel caso della Spagna e del Lussemburgo, nessuno si sogna di dire che l’elettorato non ha capito la domanda e ha votato sì non alla costituzione ma a sostegno del proprio governo. Non ho neppure sentito dire che la vera ragione per cui la Spagna ha votato a favore è che voleva che la Turchia diventasse uno stato membro dell’Unione. Solo quando la risposta non piace agli eurocrati, essi pensano che l’elettorato è stupido e non sa di che cosa si tratta.

La dura verità è che nessun governo in Europa, tra quelli che hanno approvato il Trattato di Lisbona, può continuare a pretendere di essere legittimo. I governi sono andati, consapevolmente e volontariamente, contro la volontà del popolo, hanno gettato via le loro costituzioni, hanno corrotto i loro tribunali affinché fossero consenzienti (distruggendo così la certezza del diritto) e hanno iniziato a governare senza il consenso del popolo e senza le regole dello stato di diritto. La strada che conduce alla tirannia ha una sola direzione. Si può solo inasprire l’apparato repressivo per controllare i sudditi e la gente potrà solo diventare più sprezzante e ostile verso i propri governi mentre gli arbìtri aumentano. Questo è il percorso che porta alla rivoluzione. Bene! Come ha detto Thomas Jefferson, “L’albero della libertà deve essere ristorato di tanto in tanto con il sangue dei patrioti e dei tiranni”. Ho la sensazione che sempre più persone in giro per l’Europa sono pronte per questo. E i politici?

Martin Helms

Traduzione di Andrea Carancini. Il testo originale è disponibile all’indirizzo: http://www.brusselsjournal.com/node/3350