Santo subito

“Spettava allo Stato e, per esso, al presidente del Consiglio dei Ministri, adottare il decreto con cui, il 29 gennaio scorso, è stata disposta la sospensione dell’allora governatore siciliano Salvatore Cuffaro dalla carica di deputato regionale e di presidente della Regione siciliana”

L’argomento di oggi è di quelli che mai vorremmo trovarci tra le mani, a metà tra il blasfemo ed il trascendentale. Uno di quegli argomenti che a prima vista potrebbero fare solo del male a chi li propone, lasciandolo esposto alla pubblica gogna ed additato come esempio negativo. Ma noi con abnegazione lo affronteremo a testa bassa.

Ed allora bando agli indugi. Profferiamo la bestemmia.
I Siciliani, tutti i Siciliani, diano a Cesare quel che è di Cesare e rendano omaggio al più grande eroe che, in un epoca così avara di coraggio, abbia avuto la Sicilia dal 1992 ad oggi: Salvatore Cuffaro, detto Totò.
Siete ancora qui? Non avete cambiato sito e cancellato questo per sempre dai vostri preferiti? Ed allora continuiamo.

Totò, che dopo averne combinate di cotte e di crude inspiegabilmente decise contrito di dimettersi dalla sua poltrona presidenziale. Decisione peraltro convenientemente presa battendo sul filo di lana i pervertiti del governo Prodi che basiti di fronte alla mossa a sorpresa non colsero l’attimo e ritardarono quel tanto che bastava la firma dell’atto di sospensione.
Totò che poi fece ricorso alla corte costituzionale contro il provvedimento, dimostrando così una assoluta ignoranza della res publica che fino a pochi giorni prima presiedeva.

Oggi la corte costituzionale ha rigettato quel ricorso con decisione assolutamente arbitraria ed illegale. Non doveva infatti il Presidente siciliano fare ricorso a quell’organo, e non dovrebbe l’organo suddetto emanare alcun verdetto, essendo di fatto incompetente in materia.
Sappiamo tutti che l’organo competente è l’Alta Corte che al contrario di quanto molti credono esiste ancora (non essendo possibile abolirla legalmente senza eliminarla dallo Statuto) ma non è funzionante in quanto lo stesso Cuffaro (tra gli altri) non ha nominato i membri di competenza del governo regionale.
Ma allora perchè dovremmo ringraziare il nostro Totò? Perchè grazie alla sua incompetenza siamo su di una strada a senso unico. Non possiamo più tornare indietro. Dobbiamo arrivare allo scontro.
La sentenza fraudolentemente emanata dalla corte costituzionale rende esplicito il conflitto tra lo stato italiano e la Nazione Siciliana. Da oggi siamo legalmente in guerra.
In campo aperto non ci sono più scogli dietro cui nascondersi. E precisiamo ancora una volta: lo Statuto non è morto, ma per la prima volta è stato violato in maniera chiara ed esplicita dallo stato italiano. Abbiamo legalmente le mani libere.
E questo significa un’altra cosa: l’attuale presidente, Raffaele Lombardo, è con le spalle al muro. Non ha più spazi né scuse. O contrattacca o si consegna al nemico in una resa incondizionata.
E se fino a qualche giorno fa Lombardo andava sostenuto nel suo scontro con Arcore, oggi va anche incalzato senza pietà e con la massima durezza: faccia qualcosa o si levi di torno.

Grazie, Totò.

Fonte: www.ilconsiglio.blogspot.com/
25 ottobre