L’Altra Sicilia c’era

Non preoccuparti della critica. Se non è vera, ignorala; se è ingiusta evita di irritarti; se è ignorante, sorridi; se è giustificata, impara da essa.

A corollario delle foto sulla marcia per l’indipendenza del 30 marzo a Palermo, dell’enfasi e della prosopopea che hanno doverosamente suggellato la giornata.. dobbiamo dire che L’ALTRA SICILIA c’era, e aggiungiamo noi : purtroppo…

Pero’ qualche considerazione è d’uopo per chi vuole sapere e per chi vuole conoscere il senso dell’identità e il sussulto di orgoglio che accomuna i siciliani…

Anche per chi di Autonomia si è nutrito nel nord lontano, l’ha cullata come talismano dismesso e per chi, dopo campagne, impegno, pedagogia ed articoli importanti aveva accolto con gioia la consapevolezza, finalmente condivisa, che l’Autonomia doveva essere superata, che non era più sufficiente, visti i tempi che corrono, la crisi galoppante, la povertà che lambisce milioni di famiglie, per chi è ancora convinto che il popolo siciliano, sempre disilluso, meriterebbe molto di più.

Un’Isola continente, “quanto è larghu stu strittu” -, diceva Angelo Musco – proprio a significare due continenti separati, due mentalità e due modi di essere e di concepire la vita divisi da uno stretta striscia di mare, larga pero’ come può’ essere largo un oceano.

Alla luce di questa consapevolezza abbiamo lasciato nel cassetto le nostre intenzioni e ci siamo precipitati a Palermo dal nostro Nord Lontano, da Bruxelles e Lussemburgo nel nostro caso, proprio convinti di dover esserci per rendere testimonianza per i nostri figli, ma soprattutto per tutti i nostri fratelli che nella partenza, nel lieve fastidio, cullano ora la loro esistenza sempre vagheggiando un ritorno, ahimè sempre meno probabile.

Abbiamo partecipato a Trapani, nel chiostro del museo Pepoli, alla vigilia della marcia, ad una commemorazione del Vespro… “Mora Mora”, con letture accademiche e ipotesi di storia … Rivolta o congiura ? Noi vogliamo sempre credere alla rivolta, perché vorrebbe significare consapevolezza della lotta, scelta di popolo e questo abbiamo ribadito davanti ad una platea più attenta alle poesia di una simpatica lettrice che al senso di quello che si andava dipanando. Poi la notte di sabato, la notte prima degli esami, della marcia.

Una Marcia per l’indipendenza è cosa seria, segnale epocale di popolo e al popolo e, secondo noi, avrebbe necessitato di più lunga e consapevole preparazione. Allenare le coscienze prima per poi portare la mente convinta alla Marcia…. Invece siamo arrivati a Palermo, Francesco Paolo Catania ed io, a nome de l’Altra Sicilia, da Trapani alle ore 11.10…

Nessuna traccia di manifestazione, né di presenze indipendentiste….Dopo poco è arrivata una messinese, Rosa Cassata, diretta alla marcia e che si è fermata proprio perché ci ha visto noi 2 soli, con le bandiere giallorosse …

Ritorniamo al messaggio dell’Indipendenza che è messaggio forte, di vera rottura, annunzio anche di tempesta e non di prossima bonaccia. Indipendenza non è piu’ autonomia pattizzia ma è nuovo corso, e necessita di nuova gente ancora piu’ determinata.
Ma diciamo agli organizzatori: un gazebo, una bandiera, una musichetta, gracchiante anche, in mattinata, per preparare i pigri, i dormienti o gli ignoranti … niente? Era davvero cosi’ difficile?

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In verità abbiamo incontrato gruppi di sardi, con le loro belle bandiere con i 4 mori bendati, i veneti con le bandiere del Leone di San Marco, i catalani giallorossi, certo non moltissima gente, ma buoni almeno per fare testimonianza…

Purtroppo mancavano i siciliani…. che poi, è vero, sono arrivati solo verso le 15.30, come attori protagonisti di una commedia giocosa che si devono fare aspettare… ma solo in poche decine… Per fortuna abbiamo notato qualche gruppo della provincia di Palermo, di Messina e di altri centri, come Montelepre con l’amico Sciortino, che hanno fatto ingrossare le fila… ma sempre troppo pochi per una marcia così enfaticamente annunciata e così volutamente simbolica.

Poi i tivù e i media di regime potranno dire quello che vogliono, e gli organizzatori parlare di successo… Pero’ l’Altra Sicilia c’era ed ha visto chiaramente che il principe Salina aleggiava ancora e sempre sulla piazza V.Veneto, sotto la sciabola di Garibaldi (o infausta scelta del luogo!) sulla Via Libertà fino a Piazza politeama e ci ha ricordato la celebre perorazione al De Chevalley che gli offriva il seggio senatoriale… “I siciliani dormono e odiano chi tenta di svegliarli…“. Questo per la cronaca della giornata e di un’occasione .. tentata

Eugenio Preta