Gita a Uluru (Australia) attraverso l’entroterra

La gita organizzata dal Coordinamento Associazioni Siciliane non è venuta meno alle aspettative: Da Melbourne ad Adelaide fino a Uluru-Kata Tjuta National Park e Alice Springs.


La gita al “Red Centre” organizzata dal Coordinamento Associazioni Siciliane e guidata da Sam Mugavero, non è venuta meno alle aspettative, grazie all’esperienza e professionalità dell’autista e proprietario della Broadway Scenic Tours Domenico Rubbino. Molti componenti del gruppo di 34 persone l’hanno definita un’avventura ben riuscita. Tutto è andato meglio del previsto: escursioni, sistemazione alberghiera e vitto sono risultati di classe superiore alle aspettative mentre il tempo, malgrado il freddo, è stato favorevole per tutta la durata della gita.

Si inizia a Melbourne con una visita panoramica della città, una piccola sosta allo “Shrine of Remembrance” dove si assiste ad una emozionante recita della cerimonia dell’ 11-11-11., una passeggiata sulla italianissima Lygon Street, il grattacielo Rialto ed il Casinò.

Prossima tappa: Ballarat, città famosa per le miniere d’oro e poi Sovereign Hill che ci ricorda “l’Eureka Stockade”. Qui il tempo sembra essersi fermato al 1800. Tutto funziona come allora: I negozi, le scuole, gli abiti,il cibo il trsporto ecc. Naturalmente è tutta una recita mirata ad attirare l’attenzione dei visitatori su uno sfondo culturale ed emotivo a scopo turistico e come mezzo di perpetuazione della memoria.

Attraverso la maestosa Great Ocean Road si è poi giunti a Penola per visitare il museo della Beata Mary Mckillop. Poi a Mount Gambier, dove si è avuto la possibilità di ammirare il magnifico “Blue Lake”, che è un fenomeno mondiale. Inespicabilmente cambia colore da un grigio pallido ad un turchese brillante, ogni anno da settembre a marzo, e poi Rose Garden Caves che sono parte di quattro crateri spenti.

Il giorno dopo visita guidata di Adelaide, “Città delle chiese” e poi Victor Harbor, Goolwa e Mc Laren Vale per assaggiare i vini delle diverse enoteche. La sera la comitiva ha partecipato ad una cena danzante con varietà presso il Veneto Club.

Il giorno dopo si parte verso la terra del “never, never”. Lungo la Stuart Highway si attraversa Port Augusta, Glendamboo fino a Coober Pedy, cittadina famosa per le sue miniere d’opali. Oltre alle pietre preziose, questo posto deserto e arido offre al turista un’insolita curiosità: la maggior parte delle case sono scavate sotto terra per evitare gli sbalzi di temperatura e, nel far ciò si ha la possibilità di trovare altri opali. I turisti hanno avuto l’occasione di osservare gli esperti al lavoro nel processo di trasformazione del materiale grezzo opalifero all’opale gioiello finito.

Nei giorni successivi la comitiva affronta il lungo vaggio verso il centro del continente australiano dove l’acqua è molto preziosa. Prima sosta e pernottamento presso l’oasi Erldunda, fra la Stuart e la Lasseter Highways.

Il giorno dopo si parte per Uluru-Kata Tjuta National Park. Si visitano prima “The Olgas” che sono collocati a 48 Km dal Monolite con 36 cupole differenti e che gli indigeni chiamano Kata Tjuta ovvero luogo di tante teste. Nei dintorni si possono notare delle cattivanti creature come il Thorny Devil (Diavolo Spinoso), un rettile che si nutre di formiche e di termiti. Malgrado l’ambiente ostile, il villaggio turistico che ospita il gruppo è dotato di ogni confort con piscine, negozi, gallerie d’arte/atigianato ecc.

Scalare Uluru non è proibito ma gli aborigini consigliano i turisti di non farlo. Perciò ci si è dovuto accontentare di una passeggiata di 2 Km. Mentre sul posto, un’altra bellissima esperienza è stata vissuta ammirando Uluru cambiar colore man mano che il sole tramontava. Incoraggiati dall’insolito spettacolo, la comitiva è ritornata nelle prime ore del mattino, sfidando il freddo gelido per ammirare un’aurora unica al mondo.

Il giorno dopo si procede verso Alice Springs. Visita panoramica della città e breve sosta all’ “Anzac look-out” dove si può ammirare la città e dintorni a 360 gradi.

In questo circondario si è potuto apprendere circa The Royal Flying Doctor (“Wireless Wings and Stethoscope”), del primo telegrafo d’Australia che ha permesso di comunicare col resto del mondo, dell’aula più grande del mondo (School of The Air), dove le lezioni vengono impartite e ricevute via radio, di una cultura ed un paesaggio unico al mondo.

La gita finisce con gioia e soddisfazione di tutti. Il merito va pure a tutto il gruppo che ha voluto veramente divertirsi.

Un grazie di cuore al presidente dell’Italian Family History Group Dom Arrivolo, alla vice segretaria del C.A.S e vice presidente dell’associazione A.G.I.R.A. Adelina Manno per il gradito sostegno.

Sam Mugavero