Un supermercato per la procreazione assistita

Si terrà il prossimo settembre a Parigi un salone particolare chiamato “Desiderio di un figlio” e già si prefigura come una specie di supermercato della procreazione. Parteciperanno cliniche specializzate nella cura della fertilità, consulenti e intermediari, commercianti di sperma e d’ovociti che sponsorizzano la possibilità di scegliere differenti opzioni come il colore dei capelli, degli occhi o della pelle, sarà messa in opera una rete logistica per il trasporto di gameti o embrioni, ci saranno laboratori di analisi, ovviamente i media del settore insieme alle maggiori industrie farmaceutiche impegnate nelle sperimentazioni per la fertilità.

Il programma completo non è stato ancora pubblicato, ma già si conoscono i primi partecipanti provenienti da differenti nazionalità, soprattutto spagnoli ed ucraini.

Per la seconda volta quindi ai parigini si offrirà un supermercato che vende gameti, affitta uteri, acquista bambini su misura o su ordinazione, tutte materie che investono la commercializzazione del corpo umano ma che dovrebbero essere vietate per legge e che rientrerebbero, a voler essere pignoli, nella violazione dell’art.1 della Convenzione contro la schiavitù e il commercio di esseri umani firmata nel 1961. Sicuramente un “affaire” sordido come il commercio triangolare o la tratta arabo-musulmana ma che viene offerto in una atmosfera virtualmente sterilizzata: l’era eugenista e transumanista avanza implacabile e già annuncia la fine della dignità dell’uomo.

Ha previsto la sua partecipazione anche l’associazione “PMAnonima” che milita per la cancellazione dell’anonimato dei donatori di gameti e si occupa dei bambini nati dai terzi donatori, convinta che proprio questo anonimato possa causare dolori e sofferenze senza invece chiedersi che proprio l’anonimato dei terzi donatori garantisce quei bambini una volta divenuti adulti. Gli organizzatori del salone assicurano che si tratterà soltanto di una riunione d’informazione e che nessun contratto o visita medica potrà essere autorizzata. Ma si resta nel dubbio e nella convinzione che nessuna autorità si interporrà allo svolgimento del salone.

Ormai il meccanismo è in marcia, la ruota del matrimonio tra persone dello stesso sesso comporta il tema dell’adozione, da quella senza padre – procreazione medicalmente assistita (PMA) – a quella della gestazione per altri (GPA).

Nessun veto a questa manifestazione e nessuna autorità si opporrà a questo supermercato delle future generazioni anzi, ai nostri politici, potrebbe anche venire in mente di inventarsi diritti di dogana da esigere per un bambino nato all’estero da GPA o instaurare una sorta di ritenuta d’acconto per i servizi pagati da clienti nazionali ai prestatori stranieri. Certo persiste quell’ipocrisia che, a proposito della GPA, qui da noi ancora dice «mai», dimenticandosi di aggiungere… «per il momento».

Eugenio Preta

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