Solidarietà a Nello Musumeci

Bruxelles, 02 ottobre 2005

L’Altra Sicilia esprime tutta la propria solidarietà a Nello Musumeci per le vili intimidazioni di cui è stato oggetto nuovamente in questi giorni.

E’ singolare ed aberrante che ogniqualvolta, e non è frequente, che un politico siciliano intende prendere di petto la Questione Siciliana, fatta di Autonomia e Legalità, diventa “straniero” in patria ed oggetto di minacce, purtroppo da prendere sul serio.


Non si tratta in questo caso di “sposare” l’autonomismo di Musumeci… Ognuno mette in campo il proprio progetto con la propria storia politica ed ideale. Già in passato altri politici, di altri orientamenti, erano stati minacciati per aver voluto percorrere una strada nuova che “a Roma non piaceva”.

La costante è che chi “tocca i fili della luce muore” e i fili sono sempre l’intreccio tra l’asservimento della Sicilia alla Penisola e il dominio incontrastato di quella delinquenza che l’Italia ha chiamato “mafia”, alla quale ha consegnato in subappalto il governo della nostra Terra, e che ora viene “santificata” in quell’aborto che sarebbe il “nuovo statuto”.

Il rischio e il dramma è che i politici che “vogliono fare sul serio”, come crediamo voglia l’amico Musumeci, vengano lasciati soli, additati o lasciati intendere come “diversi” che non hanno capito come funziona il sistema. Ciò avviene sistematicamente quando si impedisce l’accesso ai media a coloro che voglioni comunicare ai Siciliani che l’autonomismo e il federalismo sono l’unico rimedio contro la piaga del malaffare in Sicilia, che quest’ultimo è il “retro” della medaglia sul cui “fronte” c’è scritto: Sicilia = semplice regione dell’Italia “insulare”.

La marginalità politica ed economica del sistema Sicilia porta alla sua putrefazione in cui fioriscono solo coloro che difendono, nel bene e nel male, l’illegalità.

Siamo consapevoli che esistono anche deboli autonomismi (deboli di idee e forti di consensi clientelari) che invece non differiscono di nulla dall’andazzo con cui la Sicilia italiana è stata governata finora.

Ma i Sicilianisti veri finiscono sempre per essere minacciati di morte, e questo dovrebbe mettere a tacere gli ideologi di mestiere che buttano ogni giorno palate di fango sul patriottismo siciliano dicendo che sarebbe espressione di mafia, corruzione, etc. e che solo i Siciliani “unitaristi ossessionati” (da Garibaldi in poi) sarebbero da prendere sul serio…

Canepa era mafioso?

Ovvero sul suo sangue non è germogliata quell’Autonomia che oggi a parole tutti difendiamo?

Per noi la liberazione dalla mafia è soltanto una lotta preliminare, imprenscidibile, di una più vasta opera di liberazione della Sicilia.

Per questo diciamo: Forza Nello, i Siciliani (in quanto tali, non quelli “onesti” come talvolta si dice lasciando intendere che sono una minoranza) saranno con te se continuerai a parlare di lotta ai racket, alla corruzione e di difesa “integrale” dell’Autonomia della Carta del 1946.

Antudo !

L’Altra Sicilia – Ufficio Stampa