Eravamo solo mille

Ancora una volta la storia, quella storia d’Italia e della Sicilia fatta di mezze verità e di fatti non del tutto ancora chiari, è andata onda
sotto forma di miniserie televisiva pomposamente definita nel 2006 “colossal”.
In una intervista rilasciata al Corriere della Sera il 2 giugno 2006, il regista Stefano Reali afferma che: “…questo è un romanzo storico dove, sullo sfondo di fatti realmente avvenuti, si racconta una storia inventata: Garibaldi appare fugacemente in una sequenza. È un modo per ripercorrere l’avventura garibaldina con un’ottica privata, il punto di vista degli umili, di chi non voleva partecipare a quell’avventura: la storia di un non-eroe”.

La miniserie di Rai Fiction (ma poi perchè la RAI usa termini inglesi per le sue reti ?) probabilmente ha ricevuto un congruo contributo dallo stato perchè da qualcuno considerata “storica” e comunque, poichè è produzione RAI è stata pagata con soldi dei contribuenti, ma di storico e di vero non ha neanche la lupara che viene citata in una scena dal
personaggio che impersona Giacinto Carini.

La lupara come noto a quei tempi non esisteva perchè non esistevano le doppiette.
La cinematografia italiana incapace di presentare prodotti storici di alto livello come fanno gli americani che non hanno paura di pubblicare
verità scomode, vivacchia scimmiottando quest’ultimi con prodotti di scarsa qualità facendoli passare per capolavori.
Certe produzioni se non opportunamente presentate come storie inventate, per il cittadino assumono nel tempo informazione storica vera ed è difficile immaginare il danno che si fa alla nazione, alla storia, alla cultura, all’informazione e all’arte.

Il regista e la Rai avrebbero salvato le apparenze se avessero opportunamente fatto scorrere sotto i titoli di testo il messaggio: ” questo film prende lo spunto di un’epoca storica ed utilizza personaggi esistiti ma i fatti narrati sono del tutto immaginari”.
Non averlo fatto ha dimostrato scarso rispetto per la verità storica, per gli italiani e,..in particolare per i siciliani.

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