Fuori dal coro

Egregio e stimatissimo Direttore, c’è posto per una voce fuori dal coro? Spero di sì.

Premetto a scanso di equivoci e di strumentalizzazioni che coloro i quali hanno assassinato in modo vile, brutale, efferato e non so quale altro aggettivo usare per esprimere il mio sdegno e il mio disprezzo, sono dei luridi assassini, delinquenti che meritano quanto di peggio possa loro capitare nell’ambito delle istituzioni e non solo. La mia condanna è netta, certa, sicura e senza tentennamenti.

Tuttavia, trascorsi i momenti della retorica, mi piacerebbe approfondire un po’ i fatti nella loro variegata sfaccettatura. Catania Palermo in serie A, e con queste posizioni di classifica, era la “madre” di tutte le partite. Lo sapevano anche i muri. Il Prefetto e il Questore avevano chiesto lo spostamento per garantire l’ordine pubblico, ma evidentemente hanno fallito e il loro fallimento, purtroppo, alimenta le lacrime di due ragazzi, di una moglie e di due genitori che hanno perso la persona a loro più cara per una partita di calcio.
Dalle immagini delle varie emittenti, durate molti minuti, e anche dalla vostra sequenza fotografica, si vede chiaramente il piazzale antistadio trasformato nella peggiore delle guerriglie urbane. Ma si vede anche, in quel lungo periodo di cui abbiamo documentazione visiva, che gli agenti sono pochissimi, ne ho contati meno di 50, dentro poche auto, che girano inutilmente intorno ai delinquenti senza riuscire, in un lasso di tempo tanto lungo, ad organizzare la carica per disperdere quei 400/500 delinquenti. Si vede anche il tentativo, lodevole, inutile e disperato, delle ambulanze delle Croce Rossa di aiutare la cinquantina, forse meno dalle foto, di agenti. Si badi bene che non stiamo parlando di un vicolo o di una strada contigua allo stadio, ma del piazzale antistante la tribuna d’onore. Io credo che, per serietà e coerenza, per senso di responsabilità e per dare un senso alle lacrime dei parenti, il Questore dovrebbe dimettersi con effetto immediato. Ad oggi, ed è passato del tempo, non si ha una ricostruzione dettagliata dell’accaduto, non si sa chi, dove, quando, non si sa dove, se erano coperti o allo sbando, non si sa se erano assassini isolati o in gruppo, non si sa nulla. Non si è permesso agli altri occupanti l’auto del povero ispettore di raccontare gli eventi, non si sa quanti erano dentro quell’auto o se era solo. Io chiedo, con forza e con dolore, urlandolo a più non posso, che per il rispetto che meritano i parenti della povera vittima, si faccia completa luce sull’accaduto, colpendo tutti i colpevoli, tutti!

Ma ci sono anche e purtroppo altri aspetti che vanno approfonditi. Gli assassini sono assassini, anzi sporchi e vili assassini, ma ci sono mandanti. E’ il “sistema calcio” il mandante! E’ davvero riprorevole che mi soffermi su aspetti sportivi davanti alla tragedia di una vita spezzata, ma se vogliamo che non si piangano altre vite, la politica deve riformarlo con coerenza e coraggio. Mi spiace dirlo, ma Pancalli è direttamente responsabile di quanto accaduto. Era davanti gli occhi di tutti che il sistema calcio era marcio, che gli interessi economici determinavano ingiustizie e soprusi e, se le ingiustizie purtroppo fanno parte di questo mondo, è molto più odioso quando si tratta di sport. Tutti dicono adesso che non può succedere tanto per una partita di
calcio, ma è davvero una partita di calcio?
Evidentemente deve esserlo solo per gli spettatori.
Per le istituzioni che lo reggono, invece, è una missione da compiere. E, allora, perchè stupirsi?
Abbiamo visto, saputo, e poco certificato, che il sistema decideva i destini del calcio. Nell’ordine, il Como di Preziosi, la Roma di Sensi, quando Sensi voleva cambiare il sistema, la Fiorentina di Della Valle che è incappato nella stessa delirante pretesa, e tantissimi altri ancora, da piccoli e quindi da inesistenti, hanno subito, sportivamente, l’inimmagnabile per il tentativo di cambiare il “Sistema”. Dopo il pandemonio dello scandalo estivo il sistema calcio ha generato come “rinnovamento” Matarrese e Gussoni! E’ davvero uno scandalo inimmaginabile e la responsabilità di ciò colpisce molto più Pancalli e Melandri che hanno consentito e avallato che questo accadesse, istituzionalizzando l’ingiustizia sportiva.

Non voglio stare qui a elencare gli innumerevoli torti subito perchè diventa davvero stucchevole, ma la responsabilità è anche quella di coloro che ora pomposamente dichiarano pubblico sdegno televisivo e punizioni esemplari. Lo sport, purtroppo, è l’unico campo dell’esistenza che pretende giustizia e sana competizione, ma quella che a noi tifosi sembra una competizione è un evento calcolato e indirizzato dai poteri forti che si rinnovano rigenerando se stessi. Se io fossi l’arbitro Farina, non so come potrei dormire la notte. Se fossi Pancalli o la Melandri mi rigirerei insonne nel letto lamentando le mie colpevoli omissioni. Omissioni che non faranno tornare in vita il padre di due figli, ma che, cancellate con assoluta fermezza e determinazione, possono fare in modo di non lasciare altri orfani.

Che sistema è quello che durante le trasmissioni sportive impiega 85 minuti facendo vedere da tutte le angolazioni possibili i presunti torti subiti da quattro presunte grandi e riserva 5 minuti per le altre 16 squadre, sorvolando su tutto? Cosa è diventato il calcio e dove lo vogliono portare questi affossatori, loro anche, dei sacrosanti valori sportivi? Vi sembra un caso che nel basket, che ha un campo piccolissimo, ci siano tre arbitri e la moviola e nel calcio tutto questo sia palesemente e ostinatamente inviso ai soli dirigenti sportivi a dispetto della stragrande maggioranza dei sostenitori che i cosi detti dirigenti sportivi dovrebbero tutelare e rappresentare? Le istituzioni, e non solo nel calcio, dovrebbero essere la garanzia per i cittadini, ma in italia, le istituzioni sono solo a garanzia di se stesse.

E’ uno scandalo immondo e arrivo a schifarmi quando vedo la faccia impietrita di questi dirigenti che s’indignano per le schifezze che accadono quando sono loro gli artefici di tali schifezze.
Adesso puniranno il Calcio Catania o no, non so, non m’importa, ma se si assiste a un morto a settimana dobbiamo andare oltre la retorica nauseante dei minuti di silenzio e dobbiamo far ridiventare il calcio uno sport. Oppure si abbia il coraggio di chiuderlo. Se in Italia siamo geneticamente incapaci di non assevire i sistemi forti, chiudiamola questa farsa mediatica oppure, a dispetto di tutte le federazioni internazionali del mondo, non cominciamo una partita di calcio senza moviola. A quel punto non avrebbe senso neanche che si conoscesse il nome dell’arbitro, perchè diventerebbe ininfluente. Se si continua cosi, se non si cambia radicalmente il sistema, il Calcio Catania sarà il capro espiatorio di colpe non solo sue e vedrete che il sistema genererà altre morti e violenze.

Con la morte nel cuore,
Ruggero Albanese
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