L’anniversario della Rivoluzione del ”Sette e Mezzo”

Nel silenzio e nella indifferenza generali (soprattutto da
parte delle Istituzioni che dovrebbero essere più direttamente coinvolte) e con
scarsissimo rilievo sui mass media, ricorre in questi giorni il 141°
anniversario della Rivoluzione esplosa a Palermo dal 15 al 22 Settembre del
1866, detta appunto del SETTE E MEZZO per la sua durata e che mise in crisi il
giovane Regno d’Italia. E che fu domata soltanto a seguito di un massiccio
“bombardamento” dal mare, operato dalla Flotta Militare italiana.

A ciò
si deve aggiungere l’intervento diretto dei quarantamila soldati fatti confluire
su Palermo da ogni parte d’Italia ,- “con corredo di artiglieria”,- agli ordini
del Commissario Regio Generale Raffaele CADORNA. Flotta militare ed Esercito che
erano già in condizioni di “mobilitazione” in quanto, ( pur essendo già
terminata la guerra contro l’Austria che l’Italia aveva vinto, soprattutto
grazie all’alleanza con la fortissima PRUSSIA), si era in attesa della firma
formale del trattato “definitivo” di pace.

Mentre la Rivoluzione
Siciliana, che sarebbe dovuta esplodere in tutta la Sicilia, si era
concretizzata “soltanto” a Palermo, in gran parte della sua provincia ed in
alcuni centri isolati delle province di Catania e di Agrigento. In quanto era
stata bloccata sul nascere dalle forze armate e dalle forze di polizia, già in
stato di allarme.

A Palermo – per la verità- niente e nessuno ,
soprattutto nei primi giorni, poterono fermare gli eventi , proprio per la
massiccia partecipazione popolare e per l’eroismo ed il valore dei combattenti,
i quali suscitarono l’ammirazione di tutta l’Europa .

Non a caso la Gran
Bretagna mandò a sua volta la propria flotta militare nella rada del porto di
Palermo ,- a sostegno degli interessi del Regno d’Italia seriamente minacciati,-
prima che intervenissero i “bombardamenti” ai quali abbiamo fatto cenno e che
comunque sono molto significativi ancora oggi a distanza di 141 anni.


Quella Rivoluzione ”significava”, infatti, molte cose. Innanzi tutto
denunziava ancora una volta al mondo intero la falsità e la illegalità del
“PLEBISCITO –TRUFFA” del 21 ottobre del 1860 , che avrebbe dovuto legittimare la
“conquista” della Sicilia da parte delle truppe ANGLO-PIEMONTESI- GARIBALDINE,
nonché l’annessione all’Italia…

E soprattutto voleva riaffermare il
diritto del Popolo Siciliano, della Nazione Siciliana, alla libertà, al
progresso, all’indipendenza. Ed era anche e soprattutto la protesta contro le
violazioni dei Diritti Umani e la riduzione della Sicilia in Colonia “interna”
di sfruttamento . Così come era avvenuto e continuava ad avvenire per tutti i
territori dell’Ex REGNO DELLE DUE SICILIE , annessi alla corona sabauda.


Non a caso lo storico SANTI CORRENTI, che pure è un estimatore della
epopea “risorgimentale”, definisce “ ANTITALIANA” quella Rivoluzione (vedi
“Calendario Siciliano”, TRINGALE Editore, Catania 1987, pag. 259 ).

Va
da sé che le rappresaglie e le persecuzioni che seguirono allo stato di assedio
e alla “riconquista” di Palermo, fanno ancora oggi inorridire. E ricordano
pienamente i metodi nazisti.

L’FNS chiede che -a distanza di tanti anni-
termini la ignobile congiura del silenzio su quei “fatti” e su tanti altri fatti
che ancora vengono sottratti alla “memoria storica” del Popolo Siciliano; oltre
che alla Verità. E chiede che i Comuni interessati a quelle vicende
rivoluzionarie e militari (a cominciare ovviamente dal Comune di Palermo)
dedichino strade e monumenti a quei numerosi Eroi che con il loro sacrificio
difesero anche la dignità e il diritto all’avvenire di tutto il Popolo
Siciliano.

Palermu, 14 Sittimmaru 2007
Giuseppe Scianò, Sikritariu
FNS
scianogiuseppe@alice.it