Calati juncu ca passa la china

L’attualità politica di questi giorni ci offre notevoli spunti di riflessione. Distratti pero’ dalla cronaca e dai gossip nazionali siamo portati a sorvolare sui fatti di Sicilia senza poter analizzare con tranquillità quello che invece vi sta accadendo e che presenta caratteri di grande aspettativa.

Certo non condividiamo la mancanza di attributi di Berlusconi nel suo discorso di San Michele e abbiamo avuto la sensazione che, per la prima volta, il Presidente del Consiglio, messo all’angolo dai pericoli giudiziari in agguato, abbia obbedito più’ ai contorsionismi che gli ha ordinato il mai eletto Letta, che alla sua vera indole. Così facendo ha aperto la strada alla legittimazione, ma più ancora ai futuri ricatti cui lo sottoporrà Futuro e Libertà.


Non condividiamo pero’ neanche la banalizzazione che la casta sta disegnando rispetto alla vicenda della casa di Montecarlo del Presidente della Camera (… cucina e bagno), derubricando a gossip e a liti di famiglia un affare gravissimo di appropriazione indebita del patrimonio ex MSI, ex AN.

Non condividiamo parimenti l’intervento di Di Pietro e i risolini degli schiavi in servizio che si beavano delle offese che il parlamentare elargiva all’indirizzo non di un suo generico nemico, ma del Presidente del Consiglio!
Certo, scavalcato da grillini, sinistra con orecchino e centri sociali, Di Pietro é stato costretto a sbalordire politicamente ma ha dato un profilo esatto della sua pochezza umana e politica.

Dall’opposizione democratica in doppio petto invece ancora e soltanto il vuoto assoluto, nonostante gli inutili sforzi dell’improponibile Bersani o gli strilli sempre più in falsetto di Casini.

Ma se Atene piange, Sparta certamente non ride…

L’Italia precipita in una crisi istituzionale che avrebbe potuto risolversi se soltanto Berlusconi avesse avuto il coraggio e la possibilità di rimandare tutti al voto: la Sicilia, tramite il Ministro-Presidente Raffaele Lombardo invece, rimette mano ai risultati del voto passato e crea un laboratorio politico, interessante se fosse autentico.

Intanto, a parte ogni possibile critica, Lombardo ha fatto chiarezza, pur se ha sconvolto il voto degli elettori (mascherando pero’ il ribaltone con un gruppo di assessori detti tecnici, ma alla fine sempre indicati dai partiti che ci sono stati) ; ha spinto alla rottura Miccichè e Udc; si propone come alleato governativo subordinando il suo favore all’approvazione di un piano urgente per l’Isola, avanza alla fine proposte che L’ALTRA SICILIA ha osato da anni portare avanti.

– Quante volte abbiamo indicato l’inutilità degli enti regionali e le gite turistiche che non servono a nulla e che pletore di deputati , funzionari, familiari e cognati hanno dispiegato in giro per il mondo! Quante volte ne abbiamo chiesto la soppressione!

– Quante battaglie abbiamo fatto, dati alla mano circa la massa di denaro occorrente al loro funzionamento, per l’abolizione delle Province, macchine inventate per pompare soldi alle asfittiche casse della regione e creare masse di impiegati, funzionari e consiglieri le cui funzioni rappresentavano soltanto un duplicato delle competenze dei Comuni!

– Quante volte abbiamo denunziato Unicredit e la banalizzazione che il suo socio di maggioranza, la Fondazione Banco di Sicilia, vive senza poter contare un’autonomia neanche sulle operazioni elettroniche, trasferite dal prossimo novembre in Polonia o in Libia!

– Quante volte abbiamo rivendicato la necessità di una Banca del sud, una banca siciliana che conosca i bisogni del territorio e sia perciò in grado di indirizzare e intervenire con esattezza nella identificazione prima e nella concessione poi dei crediti necessari alle nuove imprese.

– Quante volte abbiamo chiesto che il Ministro-Presidente della Regione Siciliana, avvalendosi dei dettati dello Statuto di Autonomia partecipasse alle riunioni del CdM e rivendicasse per normale applicazione statutaria quello che la Lega deve invece inventarsi tra le pieghe di mito e falso storico!

– Quante volte abbiamo rivendicato un governo regionale con gli attributi che riuscisse a riportare nell’Isola le tasse impagate e a zittire Marchionne e il suo preteso azzeramento dei diritti sociali, premio la sopravvivenza, ad esempio, di Termini Imerese!

– Quante volte abbiamo denunziato gli ascari che ostacolano il cammino verso un’Autonomia compiuta, autonomia che deve iniziare pero’ col liberarsi dalle spire dei giochi e degli equilibrismi dei partiti romani che nella nostra Sicilia fanno il bello e cattivo tempo!

Ora pare che il Ministro-Presidente Raffaele Lombardo abbia intrapreso la strada che L’ALTRA SICILIA gli indica da tempo: applicare lo Statuto per trasformare la Sicilia da terra di consumo a terra di produzione (… parlano come voi, la pensano come voi, prendono le vostre idee, ma mai diranno che sono le vostre …. me compreso – on Nello Musumeci, Parlamento europeo, 16.10.2001)

Ci otturiamo il naso, come ci indicò anni fa Indro Montanelli, osserviamo “lu iuncu ca passa la la china” e… aspettiamo.

Ufficio stampa
L’ALTRA SICILIA – Antudo