SICILIA, DEBITI ANCHE PER IL PANE E SALAME

Trascinati indietro, bruscamente, protagonisti sino a ieri di una commedia
americana, tutti ricchi e belli, ed oggi di nuovo dentro le scene in
bianco e nero di un film neorealista all’italiana.

I siciliani, forse anche parte degli italiani ma restiamo da questa parte
del ponte (sigh), stanno abbandonando i centri commerciali e gli
ipermercati. Non perchè si siano stancati degli iperluoghi, ma perchè non
hanno più un euro. E sono tornati a fare la spesa dal salumiere, nella
piccola drogheria sotto casa.

Un etto di mortadella, tre panini, due buste
di latte, due fettine di carne. Quant’è? Me li segna, che pago a fine
mese. Grazie.

Così va, devastati dalla crisi economica le famiglie siciliane fanno
debiti non per comprare i Suv (quelli chi li compra spesso li paga in
contanti o non li paga proprio), non per le vacanze alle Maldive o per
altri puttanesimi, ma per mangiare e fare mangiare i figli. Famiglie della
ex piccola borghesia che si è ritrovata con uno stipendio fatto a pezzi
dalla cassa integrazione, dai licenziamenti dei Centri commerciali appena
aperti, che nel giro di sei mesi hanno rimandato a casa tutti i cococo.

Siamo tornati alla situazione di disagio degli anni 50, quando, però,
l’Italia doveva ancora diventare ricca e la Sicilia era ancora per gran
parte povera e dominata dai latifondisti, dai vecchi proprietari terrieri,
quando le terre erano incolte, quando il turismo non si sapeva cosa fosse,
quando non era ancora nata la Cassa per il Mezzogiorno, dunque nemmeno la
teoria dell’aiuto, per quanto deviato e distorto a fini politici.

Oggi siamo nel cuore dell’Europa, ma batte solo la parte dell’Italia che
va, noi affondiamo inesorabilmente, le famiglie siciliane mettono in conto
i 12 euro della spesa, sperando a fine mese di potere saldare, se arriverà
l’assegno di disoccupazione, se verrà rinnovata la cassa integrazione, se
i politicanti di Palermo e di Roma si metteranno d’accordo e si sbloccherà
qualche cantiere per dare l’elemosina di un lavoro per due mesi ad un po’
di operai.

In questo quadro con quale pretesa la politica pensa di essere ancora
credibile e creduta? Nessuno ha un sussulto estremo e pensa di andarsene a
casa? No, nessuno.

Andrea Lodato

Fonte Alod.it