Tommaso Dragotto: perché un Assessorato alla Diaspora al Comune di Palermo?


Perché un Assessorato alla Diaspora e alle politiche per i cittadini all’estero al Comune di Palermo?
e che vantaggio apporta all’amministrazione di Palermo occuparsi della Diaspora dei siciliani all’estero?

Che vantaggio apporta all’amministrazione di Palermo occuparsi della Diaspora dei siciliani all’estero? Tutti sanno che il fenomeno della Diaspora siciliana, come quella di altri popoli (come quello ebraico), è stato ed è ancora l’allontanamento forzoso, per necessità e costrizione da bisogno, dei nostri concittadini verso paesi stranieri e all’estero alla ricerca di una nuova possibilità di sopravvivenza e di realizzazione.

Questi concittadini, nella ricerca della condivisione della propria cultura e delle proprie origini si sono sempre associati tra loro all’estero creando delle vere e proprie “zattere culturali” e quindi tante piccole “enclavi siciliane” nel mondo straniero. Da soli hanno insegnato agli stranieri a farsi rispettare e stimare dopo decenni di umiliazioni e sacrifici immensi.

La previsione di un Assessorato e quindi di una istituzione dedicata alla Diaspora vuole essere:

  • una risposta, anche se con decenni in ritardo, ad una necessità burocratica e culturale sempre sentita dai nostri corregionali e concittadini delle Associazioni Siciliane all’Estero ed una riflessione politica concreta del programma di governo della città per i cittadini residenti all’estero;
  • un recupero di una ricchezza di reti relazionali, culturali, scientifiche e soprattutto imprenditoriali estere di concittadini palermitani o di origini siciliane (che vedono in Palermo la capitale della loro terra madre) e già esistente in tutto il mondo.
  • l’utilizzo di un effettivo naturale sportello “SPRINT” all’esportazione e per l’importazione, creatosi spontaneamente nei secoli, e potenzialmente a disposizione per la virtuosa piccola e media imprenditoria siciliana
  • La fruizione di una rete di interessi e scambi culturali turistici di incoming/outcoming tra siciliani residenti nell’isola e fuori dall’isola.
  • Il recupero dei “cervelli” e dei Know How dei nuovi modelli di siciliani nel mondo a vantaggio della città di Palermo e dell’Isola.
  • Il rilancio delle relazioni di scambio universitario e per la formazione di eccellenza della città di Palermo

L’innovazione delle arti e in particolare del teatro, della musica, della danza e di tutta una serie di arti visive quali il cinema e i documentari culturali, storici e scientifici mediante lo scambio e l’osmosi continua di artisti e performance locali con quelle estere dei nostri concittadini della Diaspora. Un’apertura, quella della politica del Movimento Impresa Palermo e del suo candidato Sindaco Tommaso Dragotto, a tutto tondo sulla gestione amministrativa del fenomeno migratorio siciliano e sull’associazionismo spontaneo che l’ha accompagnato in ogni angolo del mondo, assicurando il mutuo sostegno tra gli emigrati nel difficile salto di culture e nell’inserimento nelle nuove società, ma sopra tutto nella conservazione dell’identità, prima culturale della propria città di origine siciliana e poi nazionale, nei suoi valori culturali e sociali.

Molte migliaia sono le associazioni regionali siciliane sorte fin dagli albori della grande emigrazione italiana in tutti i continenti.

La più datata e intraprendente di tutte queste associazioni sicilianiste è sempre stata L’ALTRA SICILIA ANTUDO, che oggi ci accompagna in questa corsa al Comune di Palermo, assumendosi la responsabilità della gestione, con il suo Presidente trentennale, il Capitano ed ufficiale di marina Francesco Paolo Catania residente a Bruxelles, di questo nuovo strumento politico amministrativo per i cittadini palermitani all’estero che vuole essere l’Assessorato alla Diaspora.

Anche perché l’associazionismo siciliano all’estero ha svolto, in questi decenni, un ruolo fondamentale su diversi fronti, sicuramente notevole nel mantenere saldi i legami con le proprie radici, con tradizioni e culture delle regioni di provenienza e con il senso della propria italianità. Oggi è tempo di ripristinare un cordone ombelicale mai interrotto grazie a loro ma trascurato se non negato dalla politica siciliana e locale.

Una valutazione che riguarderebbe ogni regione italiana, ma particolarmente la Sicilia, tra le regioni italiane quella che più di tutte ha conosciuto la diaspora, tanto che oggi si stimano in oltre venti milioni gli oriundi siciliani nel mondo, più d’un terzo dell’altra Italia che vive oltre confine, di questi 1 milione circa sono di origine palermitana.

Perché L’Assessorato alla Diaspora è attuale e necessario in una politica di sviluppo imprenditoriale e culturale della città?

Oggi l’associazionismo regionale all’estero, a cui dobbiamo riconoscere di essere il nostro sportello culturale e imprenditoriale naturale nel mondo dopo una storia di tutto riguardo, comincia a soffrire condizioni di crisi. Insomma una ricchezza di rapporti e relazioni anche imprenditoriali mai utilizzata e anzi disconosciuta.

Si rischia quindi che la vitalità associativa delle prime generazioni dell’emigrazione e quindi questo tesoro vada progressivamente spegnendosi nel crescente disinteresse delle nuove generazioni, sempre più assimilate nei Paesi d’accoglienza.

Ci siamo quindi interrogati su quali politiche amministrative innovative mettere dunque in campo per rilanciare il ruolo di centralità internazionale della città di Palermo e abbiamo guardato naturalmente verso la nostra rete naturale di radici all’estero: l’associazionismo siciliano all’estero, che è stato ed è l’unico fino ad oggi in grado d’innovarsi verso le nuove generazioni e contribuire alla ricostruzione della continuità culturale siciliana ed a custodire la ricchezza della propria storia.

Creare un ponte reale (cento mila volte piu’ efficace di quello che vogliono fare a Messina), che risponda concretamente al bisogno dell’appartenenza tra i siciliani all’estero e quelli in Sicilia.

Ecco perché un Assessorato al Comune di Palermo, quale sportello internazionale, star gate culturale e pratico puo’ sopperire ad una lunga e profonda lacuna politica e amministrativa che altri prima di me e tutt’ora non riescono a comprendere. Consentire ai siciliani all’estero e in particolare ai palermitani “a perdere“ nel mondo di potersi riagganciare e relazionare con la loro terra madre.

la Sicilia può sicuramente creare delle simbiosi ed osmosi di rapporti amministrativi, finanziari, di investimento e di trasferimento dei saperi (per fare un esempio: pensiamo all’outcoming del nostro artigianato e delle nostre piccole e medie imprese e del nostro export di eccellenza nei paesi esteri dove ormai operano stabilmente e sono consolidati le associazioni e le imprese i nostri corregionali e concittadini esteri e l’incoming del Know How estero di cui i nostri corregionali sono diventati esperti, scienziati ed imprenditori) .

Implementare i rapporti con i nostri corregionali all’estero diventerebbe un vero arricchimento, con importanti ricadute economiche, in tutti i settori, dal commerciale, all’imprenditoriale, a quello culturale per non parlare del turismo e quello immobiliare (immaginiamo quanti palermitani all’estero si sentirebbero invogliati ad acquistare una dependance o un pied a terre a Palermo) anche se solo per la ricerca delle proprie radici e della propria storia familiare a cui qualunque uomo è legato per DNA.

Ecco perché l’Assessorato alla Diaspora è sinergico con gli altri Assessorati previsti perché è il vero punto, a livello internazionale, di forza economico/imprenditoriale e di rilancio culturale e di centralità della città di Palermo della Giunta del candidato Sindaco Tommaso Dragotto.