Essere abitanti delle isole minori della Sicilia: a chi interessa?

AI SICILIANI

AI SICILIANI DELLE ISOLE MINORI DELLA SICILIA

AI SINDACI DELLE ISOLE MINORI DELLA SICILIA

AI CONSIGLI COMUNALI DELLE ISOLE MINORI

ALL’ANCIM

E p.c.

AL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA

AL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO

AL PRESIDENTE DELLA CAMERA

AL PRESIDENTE DEL SENATO

AI DEPUTATI NAZIONALI DI CAMERA E SENATO

AL PRESIDENTE DELLA REGIONE SICILIA

AI DEPUTATI REGIONALI

AI PRESIDENTI DELLE PROVINCIE SICILIANE

AI CONSIGLI PROVINCIALI DELLA SICILIA

AI SEGRETARI DEI PARTITI POLITICI DELL’ARS

AGLI ORGANI DI INFORMAZIONE

Essere abitanti delle isole minori della Sicilia: a chi interessa?

* A chi può interessare essere un abitante delle isole minori della Sicilia o d’Italia?

E quindi:

* A chi può interessare dover pagare l’affitto di una casa (quando si trova) 800/1000 euro al mese?

* A chi può interessare non riuscire a comprare una casa perché costa 5.000 e oltre euro al metro quadrato?

* A chi può interessare essere turista tutto l’anno ma non in vacanza ma solo come avventore?

* A chi può interessare non riuscire a costruirsi una casa per abitarci e aspettare invano per 10 anni l’assegnazione di un terreno per costruire la propria casa in cooperativa mentre solo le operazioni economiche riescono ad essere garantite?

Già nel 1998, a proposito di un disegno di legge sulle isole minori della Sicilia di cui si discuteva presso l’ARS (ma di cui non si è saputo più nulla), avevamo espresso il nostro positivo accoglimento “giudicando interessante e condivisibile l’iniziativa stante la nostra particolare condizione di “isole nell’isola” (che accentua spesso la nostra condizione di “isolati”…).

Eravamo entusiasti dal fatto che, finalmente, venisse proposta una legge ad hoc per le isole minori che, tra l’altro, potesse “normare” in maniera evoluta e compatibile lo sviluppo di una comunità che vive nell’ambito “limitato e limitante” di un’isola che la ospita.

Ci auguravamo, però, che tale legge fosse il frutto di un rapporto dialettico di tutte le rappresentanze innanzitutto sociali ma anche politiche ed economiche, che “vivono in quell’ambito e di quell’ambito (l’isola, appunto)”.

Oggi, alla luce di ciò che non è stato fatto, possiamo dire che erano promesse elettorali, utili a raccogliere e frammentare le possibilità elettorali e le potenzialità elettive degli eoliani ma, crediamo, anche di tutti gli altri cittadini delle piccole isole delle Sicilia.

E’ proprio questo il nocciolo della questione; tutti i partiti politici, sino ad oggi, giustamente presenti anche nelle piccole isole, hanno ragionato in maniera “continentale” raccogliendo, così, i voti delle nostre “piccole” isole facendoli convergere nel sacco provinciale e/o regionale e facendone scomparire la particolarità.

Le isole minori sono equiparate, elettoralmente (e non solo), a un qualsiasi quartiere di una città.

Ma le isole, non sono tali.

E come la Sicilia con i suoi problemi e particolarità scompare agli occhi di Roma, così le Eolie e tutte le altre isole minori della Sicilia devono
“mendicare” un loro riconoscimento di identità ai vari governi, arrivando a volte, a dover “utilizzare” amicizie personali per far riconoscere e risolvere
i problemi di una intera comunità.

Dobbiamo avere il coraggio di dire le cose come stanno, obiettivamente e con chiarezza.
Non dobbiamo continuare a nasconderci dietro una falsa retorica : noi abitanti delle isole minori della Sicilia siamo, ricchi di una diversità
che la storia ci ha sempre riconosciuto pur nell’uguaglianza dell’essere siciliani e, quindi, isolani.

Ma perché è così di fatto! I nostri problemi non sono gli stessi di chi vive sulla terraferma.

I nostri stati d’animo sono sempre legati al variare delle stagioni, più di chi è ormai assorbito dalla frenesia della città.
Il mare, innanzitutto, con la sua potente presenza condiziona la nostra vita, e chi non è nato o ha scelto di vivere su una piccola isola
non lo potrà mai capire.

Le isole minori sono diverse dal resto della Sicilia, come, a sua volta, lo è la Sicilia dal resto d’Italia.
E’ di questa nostra particolare condizione dobbiamo imparare a farne una bandiera nei confronti di tutti i partiti politici.

Devono essere loro a ruotare attorno a noi e, se vogliono il nostro consenso, che deve essere unitario e univoco (e questo è l’augurio)
per il raggiungimento dei nostri specifici obiettivi di “sopravvivenza”, devono darci le giuste garanzie istituzionali.

Questo sarà possibile se, noi “isolani minori”, sapremo farci rispettare da coloro che vogliono governarci.

Dobbiamo essere capaci di imporre, perché lo possiamo, la nostra presenza sui governi della terraferma, provinciale e regionale.

Ma non perché, i nostri rappresentanti siano frutto di compromessi elettorali o figli dinastici, ma perché siamo abitanti delle isole minori e,
come tali, dobbiamo pretendere che i nostri diritti siano sempre tutelati e garantiti.

Oggi, in attesa di una legge che lo renda istituzionale, questo riconoscimento di una dignità politica propria delle isole minori,
è possibile “costringendo” gli schieramenti politici ad impegnarsi ad inserire nei loro governi, uomini che siano espressione reale delle nostre isole.

Per questo dobbiamo pretendere, da chi sceglieremo di votare che, prioritariamente, nella formazione delle giunte di governo provinciale sia
presente sempre almeno un rappresentante del territorio delle piccole isole.

Così, analogamente, dovrà essere anche nella giunta di governo regionale come, altresì, dobbiamo pretendere che, nel cosiddetto listino
(che garantisce l’elezione certa) sia sempre inserito un rappresentante delle isole minori che non sia necessariamente espressione dei partiti.

E’ da queste basi che parte il nostro ragionamento politico per poter individuare chi vorrà essere il nostro compagno di viaggio.

Altri ragionamenti sono inutili e fini a se stessi.

Cari compaesani dobbiamo renderci conto che non possiamo più regalare il nostro voto a chi di fatto se ne frega.

Non possiamo regalare il nostro voto e il nostro futuro a chi non si impegna per garantirci una visione globale, giusta, democratica, civile.

Solo se siamo noi presenti in prima persona, lì dove si decide, possiamo essere sicuri che quello che desideriamo può esserci dato.

E questo passa solo dal riconoscimento di una dignità politica garantita a livello istituzionale.

Partiamo tutti assieme per questo percorso e facciamo sentire il nostro pensiero mandando un SMS al n. 3339951705.

Il portavoce

Roberto Sauerborn

C.E.P.I.S.

Comitato Eoliano Popolare per l’Identità Siciliana

Vico Ausonia – 98055 Lipari (ME) Tel. 3339951705

cepim.isoleolie@libero.it

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