La tuttologia degli eroi in mutande

La caratteristica  dei grandi calciatori è quella di sapersi adattare a qualsiasi campionato e di distinguersi nei grandi appuntamenti agonistici.
In occasione della sesta giornata di Liga, su iniziativa dell’Associazione valenciana degli imprenditori (AVE) e in collaborazione con Elche, i giocatori che hanno partecipato all’incontro sono stati invitati a indossare una maglietta con la scritta “Todos somos Caballas”, ovvero “Siamo tutti Ceutiens”.
Però Kylian Mbappé ,il suo compagno di squadra francese, Ibrahima Konaté, e il brasiliano Vinicius Jr. si sono rifiutati.
Per mostrare il loro disaccordo con l’azione che mirava a fornire sostegno agli abitanti della città di Ceuta, i tre giocatori hanno scelto di indossare male la maglietta realizzata ed hanno così volontariamente nascosto il messaggio di sostegno agli abitanti di Ceuta.
Molti spagnoli, arrabbiati, chiedono la sospensione dei giocatori e di poterli fischiare durante la prossima partita di campionato
Per inquadrare la situazione ,
la città spagnola situata sulla costa settentrionale dell’Africa sta vivendo dalla fine di luglio una crisi migratoria senza precedenti. Nell’arco di due giorni, il 30 e 31 luglio, più di 80.000 persone hanno attraversato la frontiera dal Marocco. La città di 85.000 abitanti è sommersa e sta vivendo importanti disordini legati a questa invasione (aggressioni sessuali, violenze, traffico di droga…). Il resto della Spagna è solidale, ma non i tre calciatori citati in precedenza.
Certo, non è la Liga che ha organizzato questa manifestazione, ed i tre giocatori interessati non sono spagnoli. Resta il fatto che il loro gesto ha provocato una vivace polemica all’interno della penisola iberica. I tifosi merengues, come molti giornalisti spagnoli, non hanno apprezzato molto la presa di posizione dei loro beniamini. Altri, come il Real Madrid, hanno adottato una posizione  più sfumata, ritenendo che fosse opportuno rispettare “l’opinione e la sensibilità di ciascuno”.
in ogni caso , l’evento ci obbliga ad almeno due domande , la  prima ;perché i calciatori sono regolarmente chiamati  a pronunciarsi a favore o contro questa o quella causa? La seconda: perché Kylian Mbappé si crede sempre legittimato  a dare la sua opinione?
Se i calciatori e gli sportivi nel loro insieme , non fossero spesso imbarcati loro malgrado in azioni che hanno una certa  risonanza politica, senza dubbio le conseguenze avrebbero meno risalto.
Lo sport, è così diventato terreno di strumentalizzazione politica, e se
il comportamento dei calciatori è discutibile, ma ovviamente, una scena del genere non si sarebbe verificata se i giornalisti non avessero passato il loro tempo a interrogare Mbappé  sulle sue opinioni politiche, che avrebbe certamente tenuto  per sé.
Anche il nazionale marocchino del Betis ,  Ezzalzouli che, a differenza dei galattici, è stato oggetto di messaggi di odio per aver indossato la maglietta di supporto a Ceuta. In particolare è stato trattato da traditore della nazione islamica.
Prova che qualunque cosa dicano o facciano, niente va bene, ma prova soprattutto che gli sportivi dovrebbero limitarsi allo sport, che le leghe e i club dovrebbero smettere di strumentalizzarli per far passare messaggi che fanno loro piacere e che i media dovrebbero smettere di volerli ascoltare a tutti i costi su argomenti per i quali, certamente  non hanno più competenza del bar del posto. …

Eugenio Preta

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