28 maggio 2006: 60 anni dopo la conquista dell’Autonomia…

… ancora una legislatura sprecata

Palermo, 15 Maggio 2006

Molti ci chiedono perché L’Altra Sicilia non è presente a queste consultazioni “politiche siciliane” (quelle che comunemente sono dette “regionali”); tale ripetuta domanda esige una nota di commento, tanto più che usciamo da un risultato positivo dalle elezioni politiche italiane per la circoscrizione estero.

La nostra valutazione è che, purtroppo, non ci sono le condizioni per una nostra esposizione in Sicilia, almeno nell’immediato. Essere presenti fine a sé sarebbe potuto essere un errore che avremmo pagato caro all’indomani delle elezioni e che avrebbero pagato caro soprattutto tutti coloro che hanno avuto fiducia in noi. E questo non potevamo permettercelo.


Alla fine dei conti oggi i Siciliani si trovano davanti tre candidati Presidenti, schieramenti pieni zeppi di autonomisti veri e falsi, pieni di promesse che ormai non ascolta più nessuno.

Ma cerchiamo di andare oltre: la nostra assenza non può essere alibi per il qualunquismo ma occasione per un’analisi ancora più netta e distaccata.

Cuffaro rappresenta il vecchio che più vecchio non si può: un concentrato di immobilismo, assistenzialismo, sudditanza psicologica alla Penisola, malgoverno, forse anche malaffare, che non merita attenzione se non per lo scandaloso fatto che i suoi esponenti, dentro i partiti italiani o in partiti presunti “autonomisti” sventolano assai spesso una bandiera d’autonomia che non sanno nemmeno cos’è.


Ci resta simpatico e vicino l’amico Sammartino, il quale, dentro un partito nazionalista italiano, prende gran parte delle nostre battaglie e le porta avanti, ma … ci “consenta” (ora ci vuole)… che ci sta a fare Lei là dentro?

La Borsellino ci sembra onesta, volenterosa, ma … ostaggio dei partiti prodiani e … con le idee alquanto confuse in materia e di sviluppo economico e di specificità della questione siciliana.

Il programma del centro-sinistra per essere distinto da quello di centro-destra deve essere … “messo in controluce” come si faceva con le banconote di una volta per capire se c’era la filigrana. E questa filigrana quasi sempre non c’è…


Ma perché i Siciliani dovrebbero votare a sinistra?


Per mandare al potere funzionari di partito come Cracolici o democristiani rifatti alla Cardinale?


Sì, suo fratello è stato un grande martire siciliano nella lotta allo stato italiano mafioso, ma chi ci garantisce che la farmacista Rita ci porti qualche speranza che il medico Totò non ci ha dato?

“Ni pari ca semu muru muru cû spitali”.


Dov’è il progetto diverso?

Nella generica moralizzazione della politica?


Vedremo che non è così, che è un inganno fondato su di una presunta ingenuità ed ignoranza dei Siciliani.

Poi c’è Nello Musumeci. Il tentativo di portare un candidato autonomista e siciliano alternativo ai due schieramenti intanto merita rispetto in sé. Chi ci segue da tempo ricorderà che quest’idea fummo noi i primi a lanciarla. Ma – come al solito – non ci interessano i primati. Il rispetto ci conduce a mantenere aperto un dialogo che durerà – speriamo – anche oltre questo appuntamento elettorale.


Ma l’apertura ed il dialogo non nascondono i limiti e le debolezze dell’operazione.


Non è tanto il fatto che il “suo” progetto autonomista non è il “nostro” progetto confederalista; in questo momento è più importante mettere insieme le forze genuine del Sicilianismo che non marcare le eventuali differenze. Ma ci pare che il non aver tentato di lanciare una costituente sicilianista o almeno un cartello delle forze che avevano ottenuto un risultato rilevante alle ultime politiche (nel quale ovviamente ci saremmo spesi anche noi) sia una mossa un po’ narcisista e perciò destinata ad un successo molto, molto parziale, e nella migliore delle ipotesi.

Il simbolo, tanto per cominciare, non va, amico e fratello Musumeci, te lo abbiamo spiegato ed i simboli hanno la loro importanza, eccome! E poi tu dici “la Destra Autonomista”… rispettiamo la tua storia e nulla abbiamo contro la destra in quanto tale ma… e chi di destra non è?


Non può votarti, gli sembrerebbe di votare per AN, a te non interessa, ma a noi sembra che questo divida il fronte siciliano su questioni a dir poco spicciole.

E gli alleati che hai candidato come indipendenti?


Pensi che bastino?


O non saranno presi come piccoli fiancheggiatori di un discorso partitico che non ha altri alleati possibili se non proprio il “nemico” Cuffaro?


E la questione del “ponte”?


Come pensi che i veri, autentici, nazionalisti ed autonomisti siciliani ti seguano in questo folle progetto speculativo e berlusconesco?

E un’occasione sprecata. Peccato! Peccato davvero per le tante energie disperse in mille direzioni in questi anni per la Sicilia! Ma la battaglia non finisce il 29 maggio ma continua dal giorno dopo, a cominciare dalla pericolosissima devolution che già abbiamo iniziato a combattere.

Può sembrare qualunquismo ma non lo è e ne diamo una dimostrazione immediata.
Ponetevi, cari fratelli elettori, una quindicina di domande e pensate a come risponderebbero i tre candidati presidenti per vedere che nei prossimi cinque anni abbiamo ben poco da sperare.

1) Siete disposti a “licenziare” tutti quei precari che non servono alle amministrazioni pubbliche, che non sono inseriti strutturalmente da anni in alcuna amministrazione pubblica e che servono solo a portare voti a qualcuno impedendo che si crei vero sviluppo e occupazione?

2) Siete disposti a ridefinire al ribasso la pianta organica di tutti gli enti pubblici siciliani per mettere in mobilità le eccedenze di manodopera non qualificata ed assumere, laddove manchino, persone qualificate con concorsi trasparenti?

3) Siete disposti a demolire, anche con l’aiuto dell’esercito, tutte le costruzioni abusive non lievi e non in stato di necessità e di porre in essere una legislazione ferrea a tutela dei beni culturali ed ambientali della Sicilia?

4) Siete disposti ad espellere immediatamente tutti gli immigrati clandestini residenti in Sicilia ed a far sì che i rimpatri di quelli nuovi avvengano senza tentennamenti o ritardi?

5) Siete disposti ad impadronirvi del petrolio, del gas e dell’energia elettrica siciliana per devolverne ogni beneficio, economico, fiscale, etc… a vantaggio esclusivo della Sicilia, facendo pagare salato a tutti queste “nostre” risorse?

6) Siete disposti a condurre un plebiscito per portare la Sicilia fuori dall’omologazione pura e semplice all’Unione Europea Monetaria e per contrattare una “Sicilia zona franca” con accordo di associazione e cooperazione con l’UE e con un regime fiscale, doganale e monetario speciale?

7) Siete disposti a portare avanti una politica fiscale in cui le rendite parassitarie (tra cui gli immobili urbani sfitti e le terre incolte) ed i consumi di lusso siano adeguatamente tassati per il solo bene della Sicilia?

8) Siete disposti ad una detassazione generalizzata dei redditi da impresa e ad una detassazione quasi totale dei redditi reinvestiti in attività produttive?

9) Siete disposti a fare riappropriare, con ogni mezzo, la Sicilia delle proprie banche, assicurazioni, trasporti interni ed esterni, servizi pubblici essenziali ed infrastrutture, mantenendo nell’isola capitali e management?

10) Siete disposti a riallocare la spesa per servizi pubblici da generiche spese di carattere assistenziale (anche nei confronti di troppo “non profit” confessionale) verso pochi qualificati servizi pubblici (scuola, ricerca e università, pensioni e sanità) in cui combattere le imprese private parassitarie che vivono di contributi pubblici e favorire solo quelle che danno servizi migliori del pubblico ed a più basso costo?

11) Siete disposti a favorire forme di cooperazione che, saltando l’intermediazione continentale, facciano incontrare l’offerta e la domanda siciliana nel comparto agroalimentare per consentire, al contempo, basso costo della vita ed alti redditi per i produttori?

12) Siete disposti ad applicare in ogni punto lo Statuto siciliano non riconoscendo le sentenze della Corte Costituzionale finché non ci verrà restituita l’Alta Corte, nonché a trasferire, come prevede lo Statuto, tutte le funzioni oggi svolte dallo Stato italiano in capo alla Regione o agli enti locali, lasciando come rappresentanti dell’Italia sul suolo siciliano solo il Commissario dello Stato, i comandi di forze armate e l’amministrazione della giustizia?

13) Siete disposti a farvi propugnatori di un completo bilinguismo e dell’introduzione a scuola di programmi scolastici che prevedano l’insegnamento obbligatorio per tutti della storia, della lingua, della cultura e delle istituzioni siciliane?

14) Siete disposti a spendere una quota significativa del bilancio regionale per costruire un sistema di media realmente siciliano?

15) Siete disposti a spendere una quota significativa del bilancio regionale per la sicurezza nei confronti di associazioni malavitose finora sostanzialmente coperte dal potere costituito ed a svolgere una capillare azione di intelligence allo scopo di distruggerle?

Se ci pensate un attimo, quel che chiediamo sopra è solo il minimo delle cose che servono alla Sicilia, ma – se ci pensate un attimo – nessuno dei tre sarebbe mai disposto a farle fino in fondo…. Per questo per noi sono tutti uguali o quasi. C’è chi dice: ma se si facessero queste cose, per carità tutte possibili e costituzionali, ma sostanzialmente eversive perché porrebbero fine alla condizione coloniale della Sicilia, l’Italia ci manderebbe i carri armati e scioglierebbe militarmente il Parlamento Siciliano. Ma almeno finirebbe l’ipocrisia di 60 anni di autonomia sulla Carta e il mondo saprebbe qual è la vera natura dei rapporti tra Sicilia e Italia!

Noi, per parte nostra, non ci fermiamo e chiediamo il sostegno, intanto morale, di tutti i Siciliani.

ANTUDO!

L’Altra Sicilia – Ufficio stampa