Campagna denigratoria nei confronti della Sicilia

Bruxelles, 6 giugno 2000

Da tempo assistiamo – da parte di stampa e televisione – ad una campagna denigratoria che ci lascia, come Fondazione “L’Altra Sicilia”, allibiti e preoccupati per l’ondata di vero e proprio razzismo nei confronti della Sicilia che sta pervadendo i media.


Dopo le polemiche che L’Altra Sicilia ha ritenuto opportuno non alimentare – lasciando passare volontariamente sotto silenzio (che non ci è parsa ignavia, ma risposta degna) l’articolo apparso sulla Stampa di Torino, a firma di un siciliano, tale Prestinenza, che tacciava addirittura di inquinamento luminoso l’opera di illuminazione del Pilone sullo stretto di Messina, pochi watt, ma certamente importanti per quello che rappresentano; – dopo il comportamento del conduttore di Circus che, nella vicenda del mancato rapimento di un ingegnere torinese aveva evidenziato il ruolo svolto da due fratelli di Castelvetrano (TP) – poveri certo, ma non criminali – come l’imbonitore Santoro aveva cercato di presentare, criminalizzando così l’intera Sicilia, la Fondazione si è vista costretta ad intervenire.
Del resto, una nostra lettrice ha ritenuto opportuno segnalarci un altro episodio emblematico di razzismo antisiciliano e la nostra protesta, a questo punto, è diventata necessaria e dovuta.

Domenica 4 giugno, ci riferisce la nostra lettrice, nella trasmissione di Rai3, Elisir, un medico che forse non ha mai messo piede in Sicilia, si è permesso, parlando di viaggi e di epidemie, di equiparare la Sicilia all’India e al Marocco, sottolineando il rischio di contrarre malattie infettive, a causa della scarsa igiene, per chi si recasse ” in Marocco, in India e in Sicilia “.

Certo non ci ha stupito l’atteggiamento consenziente del conduttore, tra l’altro di origini meridionali, (conduttore di scarso impatto, con atteggiamenti pseudo-intellettuali, che gli derivano sicuramente da una scenetta che lo vede in cerca di libri in uno spot pubblicitario dedicato alla benzina !) ma sicuramente sentiamo il dovere di difendere noi la nostra terra, visto che i nostri “onorevoli”, sono troppo impegnati a distruggere piuttosto che salvaguardare l’immagine della stessa Sicilia: ” campa cavaddu ca’ l’erba crisci…”

L’ALTRA SICILIA non ha certamente bisogno di ricordare il valore della Sicilia nella storia della civiltà umana ma, sottolineandone gli alti valori culturali,
condanna il vero e proprio razzismo che colpisce oggi l’Isola ed i Siciliani;


denuncia i soliti teoremi – mafia,disordine e arretratezza – che affligge l’Isola;


invita stampa e televisione ad un pubblico dibattito che analizzi le ragioni di questa ondata di vero e proprio razzismo che investe, a titolo gratuito ormai, la nostra Isola.

Francesco Paolo Catania