Dichiarazioni dei redditi : delegati o paperoni?


Mentre i paesi della Sicilia orientale tracimano verso il mare – letteralmente come fa un corso d’acqua quando esce dal suo argine – e le sue popolazioni sono costrette ad abbandonare le loro case, la loro “robba” e cercare riparo, con anziani e bambini, nelle palestre delle scuole attrezzate alla meglio e, i piu’ fortunati (sic) riescono ad essere ospitati negli alberghi del litorale, strutture pensate per l’estate, quindi sprovviste di qualsivoglia confort, con il grande interrogativo riguardo al loro futuro e al momento in cui potranno, se lo potranno mai, ritornare nelle loro abitazioni.

Mentre i lavoratori di Termini, più quelli dell’indotto, aspettano senza speranza ormai la conclusione di una vicenda, quella dello stabilimento Fiat, che lascia presagire la fine del loro posto di lavoro;
– mentre i nostri giovani ri-preparano la valigia per scappare dall’Isola e cercare occupazione e un posto di lavoro;

– mentre le famiglie siciliane si indebitano ogni mese in media dei 2/3 del salario ;

– mentre i nostri pensionati tirano la cinghia con 500 euro mensili;

– mentre i lavoratori siciliani dei Call Center, già in grave crisi che lascia presagire la definitiva cessazione del servizio, ricevono 240 euro per 80 ore di lavoro,
siamo costretti a leggere le notizie delle dichiarazioni dei redditi dei parlamentari che abbiamo eletto per rappresentare i nostri interessi e i nostri bisogni.

Leggiamo che Berlusconi dichiara un reddito imponibile di oltre 23 milioni, superiore di 9 milioni circa ( e cchi sunnu, nuciddi ! ) a quello presentato già lo scorso anno.

Ma certo il Presidente del Consiglio i soldi li ha di suo, grazie ad una lunga carriera imprenditoriale, allineata e coperta, ma ci sorprende il fatto che mentre tutta Italia stringe la cinghia per sbarcare il lunario e si fanno artifici contabili per rimborsare il costo delle rapine perpetrate dalle banche, questo signore trovi i soldi per comprarsi una fetta di Antigua, barche e ville sui laghi come fossero camicie o aranciate, e da buon contribuente denunzi l’imponibile previsto.

Sono affari suoi, voi direte: noi ci permettiamo di ricordare che la sua Mediaset, negli anni 90, presentava grossi problemi finanziari, poi la fortuna politica del proprietario ha suonato la riscossa…

Leggiamo che i milioni diventano 141 per Fini, professione politico, 200 per Di Pietro, professione politico, 500 per La Russa, professione avvocato, 1.315 per Letta, mai eletto, giornalista di professione.

Certamente questi signori sono tutti possidenti di famiglia, pero’ consentiteci una domanda : ma come riescono a trovare il tempo per fare altro di quello che fanno, per poter arrotondare (si fa per dire) lo stipendio di parlamentare, aumentato dagli aumenti per le le cariche istituzionali ?

Perché osiamo pensare che gli introiti che questi delegati dal popolo denunciano, in aumento di anno in anno, provengano da attività parallele o alternative a quelle di parlamentari, sicuramente non dagli emolumenti previsti per gli eletti.

Ma allora delle due l’una : o esercitano altre attività , pero’ a questo punto non lavorano più come parlamentari e negli incarichi a cui li abbiamo eletti, oppure lo stipendio da politico è talmente lauto da consentire loro questi guadagni sempre in aumento annuale (almeno per 5 anni…).

E allora ricordiamo che qualche anno fa l’Altra Sicilia, nel periodo in cui si discuteva di riforme, aveva proposto di rifondare il sistema politico uscito da tangentopoli (la prima già grave, , perché adesso la 2 si annuncia ben più devastante, nonostante cerchino in ogni modo di tacitarne le informazioni) a cominciare dagli eletti.

Scrivevamo, qualche giorno fa, ” dai gattopardi agli sciacalli” riferendoci , per quello che sta accadendo alla nostra Isola, agli sciacalli che, appropriatisi del titolo di onorevole ( sinonimo …e lasciamo a ciascuno libertà di scelta del sostantivo) sfruttano il nostro popolo e distruggono la nostra terra.

Per questo motivo L’Altra Sicilia, prima di occuparsi della necessaria riforma delle guarantigie dell’eletto, ha sempre reclamato la creazione di un collegio estero per le elezioni regionali siciliane e il ritorno urgente al sistema proporzionale con il voto di preferenza, proprio per stroncare finalmente il potere dei partiti e dei capi rais e mettere cosi’ fine al triste fenomeno delle liste bloccate con figli e amanti e con la voluta banalizzazione attuale della politica e dare finalmente avvio ad un periodo virtuoso della politica, definendo il merito come requisito principale della scelta della candidatura e la filosofia del pubblico servizio nell’estrinsecazione del mandato parlamentare.

Ufficio Stampa
L’Altra Sicilia