L’ennesima riprova del fallimento

E’ andata in onda l’ultima sfrontata scena di una tragedia tutta siciliana: l’approvazione di un bilancio che non c’é. Tre giorni inutili ma che sono serviti per l’ennesima spartizione di fondi che, magie della casta che ci governa, pur se non ci sono ci potrebbero essere…
Ma che aspettiamo a mandarli a casa? Perché accettiamo supinamente che facciano i loro affari, sotto il nostro naso e, chiaramente dimostrano che dei cittadini non gliene frega proprio niente?
Li abbiamo posti veramente al di sopra di tutto? Esistono una morale politica e un’etica del dovere ? Esiste il modo di liberarci da questa congerie? In queste risposte la rinascita della Sicilia e la ridefinizione del futuro. Ma, per prima cosa, dobbiamo liberarcene.

L’ALTRA SICILIA non dice “ve lo abbiamo detto, lo sospettavamo”. Dice: lo sappiamo e lo sapete anche voi, ma mentre noi cerchiamo di risvegliare le vostre coscienze, voi non fate niente, arrivate perfino a giustificare gli sprechi e le alchimie contabili che la casta, tutta, da destra a sinistra, si inventa istituzionalmente – quindi in via del tutto ufficiale – per dare a tutti un contentino che si ripromette poi di riscuotere quando i siciliani, nonostante le proteste e l’indignazione di oggi, faranno la fila dietro le segreterie particolari e gli uffici elettorali del capobastone di turno per mendicare qualcosa, al prezzo di quello che hanno ormai irrimediabilmente perduto: la loro dignità.

Quando ci sveglieremo, tutti? Quando li manderemo a casa, pronti anche a scegliere a scatola chiusa, e forse malissimo, ma almeno gente nuova, “vergine”, con la consolazione di cacciare la vecchia casta a favore di una nuova classe politica certo tutta da verificare ma che, almeno all’inizio, avrà lo scrupolo di non fregarci come continuano a fare questi?

Questi sono veramente scientifici nella loro spartizione, e se ne infischiano del grande baratro in cui hanno gettato l’Isola. Tutto è accessorio al loro portafoglio, ai loro privilegi, ai loro clienti, con buona pace di disoccupazione giovanile soprattutto, assistenza anziani, sanità e sviluppo.
Ne è riprova l’approvazione del bilancio 2011 della regione, topolino abortito dalla montagna incantata dei privilegi, dopo sforzi immani di compromesso…riuscito. Ma la festa, stando ai numeri, è veramente finita.

Mentre il Governo cerca il gioco delle tre carte di un bilancio immaginario, viene contraddetto dai suoi stessi servizi di bilancio che devono riportare il sogno di Lombardo alla realtà dei numeri impietosi dei disavanzi dovuti a scelte amministrative dissennate non soltanto del passato, lontane anni luce, ma anche quelle degli ultimi tre anni di governo.
Il bilancio è fatto di numeri, deve seguire linee logiche di dare e avere, non puo’ essere approssimato nè empirico e, come la matematica, è un processo esatto.

Non essendoci la materia prima, i soldi (che già se li sono mangiati) come maghi turchi inventano il fumo. E per dimostrare il fallimento di questo governo, prendiamo ad esempio la sua incapacità di far cassa. Le entrate infatti registrano un calo del 31,1 % rispetto al 2010, e confermano la difficoltà di reperire risorse finanziarie, non chiacchiere, per fare fronte agli impegni di bilancio.

Le entrate tributarie ad esempio, in genere considerate mezzi vitali e importanti per risanare le casse dei governi più asfittici, registrano oggi una diminuzione del 3,3% rispetto al 2010, e dimostrano cosi’ la poca accortezza nella gestione della cosa pubblica di questi nostri rappresentanti.
Anche nelle voci che interessano direttamente i cittadini, questo bilancio presenta una forte contrazione delle risorse (-47,2% ).
Incapaci e in mala fede, siamo riusciti a perdere ben 46 milioni di euro perché abbiamo lasciato scomparire il Banco di Sicilia, incorporato da Unicredit che ne ha trasferito la sede legale fuori dall’Isola; una vera e propria rapina ai danni della Sicilia iniziata dai governi DC negli anni ’90 e completata dai loro eredi MPA e affini, proprio oggi. E come se cio’ non bastasse, sempre svolazzando come pipistrelli nella sfera degli imbrogli, menti raffinate dei dipartimenti Tesoro e Bilanci starebbero studiando le modalità per vendere anche la partecipazione azionaria detenuta dalla Regione in Unicredit. E dire che la fondazione BdS è la più importante del colosso bancario nordista…

Ma non sappiamo neanche fare il gioco delle tre carte, imbrogliare, se anche le entrate in conto capitale, altra bufala alimentata dai responsabili del governo regionale, sono diminuite del 25,2% rispetto al 2010 nonostante il governo si sia tanto dato da fare per valorizzare i beni immobili di sua proprietà e già ritenga di dover iscrivere nelle entrate anche i 150 milioni recuperati dalla prevista vendita delle azioni del Banco di Sicilia.

L’imbroglio (o astuzia), è quello di aver immesso sul mercato gli immobili di proprietà della Regione non al loro prezzo effettivo e di mercato, ma ad un prezzo discrezionale, solitamente in rialzo rispetto al loro valore e poi di iscrivere in bilancio, alla voce entrate, questi soldi, che in effetti non ci sono. Dalla beffa al danno poi perchè, quando il bene immobile resta invenduto nel corso dell’anno o quando viene venduto, come avvenuto in passato, ad un prezzo inferiore a quello dichiarato, con sconti pure del 50%, salta il marchingegno inventato

Bell’astuzia! Ma non dobbiamo dire ora che I siciliani sono vittime di rapine: i siciliani, con i favori ricercati nelle segreterie dei partiti, con l’assistezialismo ancora dominante, il clientelismo diffuso, la ricerca di posti e i posticini, la conquista di consulenze, dei precariati di ogni tipo, si sono rapinati da soli.

Ma veramente si credono i più furbi? Gonfiano entrate, che non esistono, per poter dividere uscite, obbligate dalla spartizione che vuole la casta. Ma quando ci spiegheranno la pioggia di milioni in uscita destinati a enti, associazioni, fondazioni, centri culturali, la fantomatica ex-tabella H, una vera spartizione tra governo e opposizione per l’approvazione formale de questo bilancio del niente? E chi amministrerà questi fondi? Ci sarà poi un necessario e relativo rendiconto finale?

Anche a costo di annoiarvi, come commentereste, ad esempio -, ma solo ad esempio, ché la massa di queste uscite, molte delle quali sembrano avere scritto a margine il nome del committente, riempierebbero un libro, iscritte in questo famoso bilancio?

  • 502 mila euro vanno al Centro Padre Nostro(???) E poi:
  • 50mila euro per il centro mediterraneo delle USTIONI
  • 200mila in riserva per la futura costituzione di enti pubblici o privati, (regolarmente iscritti senza nome per poter servire al bisogno)
  • 1.000.000 di euro per la propaganda dei prodotti siciliani (la storia infinita)
  • 1.200.000 euro per iniziative di carattere culturale, artistico e scientifico (quali?)
  • 120mila per imprecisati enti, accademie e istituzioni varie (siamo alle solite)
  • 275 mila euro all’associazione Oikos di Barcellona e al museo delle fortificazioni costiere di Brolo (ma dove sono?)
  • 117 mila euro ad associazioni culturali ricreative non meglio specificate (al solito!)
  • 225 mila euro da dividere tra centro Feliciano Rossitto di Ragusa, centro studi iniziativa politica ed economica di Palermo, centro PP Pasolini di Agrigento, centro azione politica e sociale di Catania, centro studi il confronto di Palermo e centro studi Giulio Pastore di Agrigento ( pensate a quando dovranno spartirsi i soldi …)
  • 379 mila euro all’ Officina degli studi medioevali di Palermo,( minchia!)
  • 30mila euro all’istituto siciliano degli studi bizantini e neo-ellenici ( come sopra)
  • 325 mila euro per interventi di pubblica beneficienza e assistenza (cu sparti avi a megghiu parti)
  • 457 mila euro al Banco alimentare
  • 246 mila euro per il consorzio universitario mediterraneo (sicuramente per l’acculturazione di tunisini e libici in arrivo)
  • 510 mila euro per l’istituto superiore di giornalismo (no comment)
  • 855 mila euro per gli allevatori siciliani
  • 60 mila per i divulgatori agricoli
  • 1.768 mila euro per l’istituto regionale della vite e dell’uva
  • 600 mila euro ai consorzio di ricerca agricola
  • 600 mila euro ai consorzi per la ricerca lattiero casearia
  • 500 mila euro per spese di primo impianto e gestione di riserve naturali (come quelle su cui insisteva lo stabilmento fiat di Termini…)
  • 65 mila euro per la gestione del verde di Palermo (e il comune?)
  • 267 mila euro per la promozione dei boschi (necessari, vista la manutenzione impeccabile degli stessi)
  • 300 mila ad istituti senza nome (eh, eh eh, ci risiamo)
  • 290 mila per le associazioni concertistiche (attacca banda)
  • 350 mila per i servizi al personale della regione in pensione (come non bastasse la buona uscita)
  • 300 mila euro per il funzionamento dei servizi turistici regionali (necessario finanziamento)
  • 250 mila euro all’autodromo di pergusa (e il lago no?)
  • 50 mila per il presepe vivente di Custonaci (e lasciare in pace voi e sciccareddu)
  • 800 mila alla tutela della maternità
  • 1.540.000 ai consultori
  • 900 mila per la circolazione gratuita sui mezzi pubblici (sempre in ordine e in orario)
  • 370mila per la fondazione federico II (grazie mamma regione)
  • 688 mila per il mondo delle coopertative
  • 1.000.000 per la costruzione di discariche
  • 582 mila ad enti senza nomi (eh)
  • 311 mila euro per riparazioni straordinarie (di chi, di cammere d’aria?)
  • 100 mila agli inqulilini (e ai condominii)
  • 3miloni per aree industriali (come termine imerese ex fiat)
  • 300 mila per missioni (di chi?)
  • 2.562 mila all’ARPA agenzia per l’ambiente (pochini visti gli sfasci)
  • 5 milioni per i consorzi fidi
  • 300 mila per acque e rifiuti
  • 260mila per fruizioni culturali (si vabbé)
  • 700 mila per incremetare il turismo interno

E questi sono soltanto esempi. Noi non lo sappiamo, ma voi, non vi sentite un po’ presi per il culo?

Ufficio stampa
L’ALTRA SICILIA – Antudo