Le Autorità di Garanzia per limitare i poteri dei governi
Le AAI, o authority, se si vuole utilizzare il termine in inglese, sono istituti che appartengono alla tradizione giuridica ed economica soprattutto degli Stati Uniti d’America, figlie della tradizione neoliberale del mondo protestante anglosassone.
Il loro principio alla base è che ,per garantire e regolare determinate materie, non dovrebbe essere il governo ad intervenire perché la sua composizione politica non sarebbe garanzia necessaria di imparzialità .
Le Authority quindi sono corpi estranei impiantati nella tradizione giuridica ed economica italiana fondata sulla teoria dello Stato imprenditore di mussoliniana memoria, a sua volta modellato sulla Rerum Novarum di Leone XIII.
Esiste un equilibrio tra mondo economico e mondo politico che conduce la società verso profonde sofferenze economiche e soprattutto morali.
Nel lato destro della sfera economica, c’è il trionfo indiscriminato del capitale e più esplicitamente la cosiddetta etica protestante del capitalismo della quale parlava il sociologo Max Weber, che spiegava come tale concezione fosse stata di fatto mutuata in larga parte dall’ebraismo, vera e propria forza motrice del moderno capitalismo e della supremazia della finanza e delle banche.
Ai circoli globalisti come quello della Mont Pelerin, non piace affatto il modello dell’Italia.
Ad esso appartengono economisti come Milton Friedman, padre del moderno neoliberismo, e uno dei primi a teorizzare che l’intervento dello Stato deve ridursi sempre di più per lasciare alla cosiddetta mano invisibile del mercato la facoltà di aggiustare le cose, soprattutto per quello che riguarda la banca centrale, che, a detta degli economisti neoliberali, va sottratta al controllo del potere
La finanza voleva a tutti costi togliere allo Stato il potere di controllare e creare denaro ex nihilo perché una volta tolta allo Stato la capacità di battere moneta, esso diventa un mendicante dei mercati, costretto ad elemosinare prestiti e prebende da istituzioni private.
SI possono vedere ora al “meglio” i frutti della disastrosa capacità di stampare moneta.
L’Italia oggi non è più nelle condizioni di poter fare una spesa pubblica per far funzionare i servizi essenziali.
Si ritrova alla mercé di prestiti truffa quali il famigerato PNRR da parte di istituzioni come l’UE che, ancora più paradossalmente, di fatto “presta” all’Italia i soldi che essa ha dato a Bruxelles in prima battuta attraverso i contributi annui.
Ad attuare i desiderata di Friedman ci hanno pensato i due uomini del gruppo Bilderberg, Beniamino Andreatta e Carlo Azeglio Ciampi che , nelle loro rispettive posizioni di ministro del Bilancio e di governatore di Bankitalia, tolsero al governo la possibilità di abbassare i tassi di interesse attraverso la famosa monetizzazione del debito pubblico.
Una volta che viene attuato il colpo di Stato di Mani Pulite a bordo del Britannia, i vari globocrati e falchi della finanza avevano l’esigenza di smantellare completamente l’intero impianto economico e politico dell’Italia.
A morire non doveva essere soltanto la potenza industriale dell’Italia, ma anche la sua facoltà di poter controllare la propria economia, di poter fare gli interessi del Paese piuttosto che quelli del capitale.
Maastricht chiedeva, in altre parole, la completa abdicazione dei poteri . Nascono così le authority che sottraggono ai governi la facoltà di controllare il mercato e rimettono tale potere a istituzioni che in realtà non fanno altro che certificare la supremazia del capitale sull’economia.
La cosiddetta “indipendenza” della banca centrale italiana è di fatto una indipendenza sì dal governo, ma una dipendenza dai mercati, ed è sufficiente vedere l’azionariato di Bankitalia per rendersene conto.
Se prima del 1992, lo Stato aveva la proprietà della sua banca centrale attraverso le famose BIN, le banche di interesse nazionale partecipate dallo Stato, dopo le selvagge privatizzazioni i proprietari di Bankitalia sono banche private come Unicredit e Intesa, nelle mani di fondi di investimento come black rock.
Le authority sono servite e privare lo Stato dei suoi essenziali poteri di intervento.
Esse fanno parte della strategia del trionfo della tecnocrazia sulla politica , spogliata progressivamente del suo ruolo per essere ridotta a spettatrice o mera esecutrice di quanto stabilito e deciso da conglomerati finanziari, spesso stranieri.
Eugenio Preta