Ceuta
Da mercoledì, quasi 60.000 migranti hanno tentato di raggiungere le enclavi spagnole di Ceuta e Melilla, le uniche frontiere terrestri tra l’Unione europea e il continente africano.Una cifra enorme , se si consideri che Ceuta conta solo 83.000 abitanti su appena 18,5 km² di superficie.
Di fronte a questa pressione senza precedenti, il presidente di Ceuta ha chiesto al governo spagnolo di decretare lo stato di emergenza nazionale. Madrid si è rifiutata, rafforzando soltanto il dispositivo della Guardia Civile.
Per i rappresentanti di Vox non si tratta di una semplice spinta migratoria ma di “una vera e propria invasione. Non sono né esuli, né rifugiati, né donne, né bambini. Sono uomini in età militare , affermano a Vox
Il lassismo delle autorità marocchine alimenta le domande sull’atteggiamento di Rabat.
che diventa emblematico anche perché il Marocco è uno dei principali partner dell’Unione europea nella lotta contro l’immigrazione clandestina.
Rabat beneficia da diversi anni di finanziamenti europei destinati a rafforzare il controllo delle sue frontiere e a limitare le partenze verso la Spagna.
il Marocco esercita una pressione migratoria su Ceuta e Melilla da anni” e usa i migranti come “scudi umani contro la Spagna”.
L’uso dei flussi migratori come strumento di pressione non è inedito. La Turchia di Recep Tayyip Erdoğan ha già usato questa minaccia per pesare su Bruxelles. Nel 2021, la Bielorussia di Alessandro Lukashenko è stata accusata di aver strumentalizzato i migranti al confine polacco nell’ambito di un “attacco ibrido”.
Il caso marocchino presenta ovviamente le sue specificità ma le vecchie rivendicazioni territoriali su Ceuta e Melilla, i precedenti del 2021 e le immagini diffuse dal confine rilanciano una questione che lo stesso Pedro Sánchez sembra aver sollevato evocando un “attacco contro l’integrità territoriale della Spagna”: dietro questa ondata migratoria c’è anche un rapporto di forza geopolitica tra Rabat, Madrid e l’Unione europea.
C’è , diciamo noi , il lassismo di un‘ ‚Unione creata solo per aiutare la finanza internazionale , l‘atto di resa definitiva dell‘Occidente attaccato al buonismo, al multiculturalismo e all‘accoglienza incontrollata imposti dalla sinistra.
Eugenio Preta