Marine Le Pen ricorre in Cassazione e così può dare avvio alla sua campagna presidenziale
L’avvocato del Parlamento europeo, Maître Maisonneuve, lo ha detto chiaramente all’uscita dell’udienza che ha previsto le condanne il 7 gennaio alla Corte d’appello di Parigi: se Marine Le Pen non porta il caso in cassazione, ha detto in sostanza, significa che è colpevole, che si riconosce colpevole.Cosa che il capo del gruppo parlamentare RN all’Assemblea nazionale ha invece fatto non riconoscendosi colpevole di aver impiegato assistenti parlamentari pagati dall’UE però a favore della politica nazionale francese, poiché è di questo che si tratta.
“Il ricorso in cassazione sospende gli effetti della sentenza”. Il caso è stato lanciato nel 2015 sotto la guida del presidente socialista dell’Assemblea al Parlamento di Strasburgo Martin Schulz e notiamo ancora una volta che rischiava di vietare alla principale oppositore del macronismo di fare campagna per l’elezione presidenziale, questo a meno di un anno dalla scadenza .
L’estrema sinistra, sempre pronta a sporcare senza guardare a casa sua, non potrà qualificare la candidata come “delinquente” come ha iniziato a fare. È il secondo colpo di scena della giornata.
Nel primo pomeriggio, la corte d’appello si è infatti offerta un primo colpo di scena. Ci aspettavamo una decisione in bianco o nero: la porta verso le presidenziali sarebbe stata aperta o chiusa per Marine Le Pen – e per Jordan Bardella. Alla fine, mentre centinaia di attivisti LFI venuti a sostenere Rima Hassan , capofila della sinistra , ne approfittavano per proclamare la loro opposizione al “fascismo”, i giudici hanno sovvertito gli auspici .
Sulla carta, Marine Le Pen può fare campagna elettorale come vuole. La corte d’appello di Parigi la condanna a 45 mesi di ineleggibilità di cui 30 con sospensione della pena – la pena di inegibilità è quindi compiuta – e un anno fermo sotto braccialetto elettronico: la candidata del RN può quindi legalmente fare campagna elettorale… munita del suo braccialetto elettronico.
Questa decisione doveva essere sottoposta a un adeguamento da parte del giudice dell’applicazione delle pene. Con gli sconti sulla pena, l’uso del braccialetto elettronico poteva essere ridotto. A sei mesi? Di più? Meno? Tutto questo è spazzato via dal ricorso di Marine Le Pen in Cassazione.I giudici hanno abilmente trasferito il dubbio della decisione di privare o meno Marine Le Pen della campagna presidenziale a… Marine Le Pen. Era impossibile dire che la giustizia, pericolosamente impopolare attualmente, avesse fermato la campagna della prima oppositore, e aveva vietato la sua candidatura. Così facendo, i magistrati si sono parzialmente messi al riparo dalla rabbia prevedibile degli elettori RN che rappresentano un terzo del corpo elettorale. Ancora niente di politico dietro questa decisione,
La trappola aveva anche una dimensione strategica per il presente e il futuro del RN. La solidità del duo Marine Le Pen-Jordan Bardella ha sventato tutte le previsioni di rottura finora. I due leader del RN hanno mostrato questo 7 luglio, a TF1 dove sono arrivati insieme, un’unità perfetta, su cui Marine Le Pen ha insistito per il momento, dimostrando che il gancio tiene.
La strada lasciata a Marine Le Pen verso l’Eliseo sembra libera. O quasi. Con questo ricorso in cassazione, la figlia di Jean-Marie Le Pen corre comunque, a quanto pare, il rischio di una decisione della Corte alla fine della campagna elettorale con l’effetto di tornare al braccialetto elettronico, ai vincoli sui suoi spostamenti, ecc. Ma la campagna sarà per lo più alle spalle.
Una campagna che si preannuncia comunque di una violenza senza precedenti. Il sistema attuale rovina la Francia ma si difende con tutti i mezzi, anche con artifizi e costruzioni legali!
Eugenio Preta